Alle ore 9.30 di oggi, ricorrenza del Giovedรฌ Santo, il Santo Padre Francesco ha presieduto, nella Basilica Vaticana, la Santa Messa Crismale, Liturgia che si celebra in questo giorno in tutte le Chiese Cattedrali.
La Messa del Crisma รจ stata concelebrata dal Santo Padre con i Cardinali, i Vescovi ed i Presbiteri (diocesani e religiosi) presenti a Roma.
Nel corso della Celebrazione Eucaristica, i sacerdoti hanno rinnovato le promesse fatte al momento della Sacra ordinazione; quindi sono stati benedetti lโolio degli infermi, lโolio dei catecumeni e il crisma.
Pubblichiamo di seguito lโomelia che il Papa ha pronunciato dopo la proclamazione del Santo Vangelo:
Omelia del Santo Padre
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Unti con lโolio della gioia
Cari fratelli nel sacerdozio!
NellโOggi del Giovedรฌ Santo, in cui Cristo ci amรฒ fino allโestremo (cfrย Gvย 13,1), facciamo memoria del giorno felice dellโIstituzione del sacerdozio e di quello della nostra Ordinazione sacerdotale. Il Signore ci ha unto in Cristo con olio di gioia e questa unzione ci invita a ricevere e a farci carico di questo grande dono: la gioia, la letizia sacerdotale. La gioia del sacerdote รจ un bene prezioso non solo per lui ma anche per tutto il popolo fedele di Dio: quel popolo fedele in mezzo al quale รจ chiamato il sacerdote per essere unto e al quale รจ inviato per ungere.
Unti con olio di gioia per ungere con olio di gioia. La gioia sacerdotale ha la sua fonte nellโAmore del Padre, e il Signore desidera che la gioia di questo Amore ยซsia in noiยป e ยซsia pienaยป (Gvย 15,11). A me piace pensare la gioia contemplando la Madonna: Maria, la ยซmadre del Vangelo vivente, รจ sorgente di gioia per i piccoliยป (Esort. ap.ย Evangelii gaudium, 288), e credo che non esageriamo se diciamo che il sacerdote รจ una persona molto piccola: lโincommensurabile grandezza del dono che ci รจ dato per il ministero ci relega tra i piรน piccoli degli uomini. Il sacerdote รจ il piรน povero degli uomini se Gesรน non lo arricchisce con la sua povertร , รจ il piรน inutile servo se Gesรน non lo chiama amico, il piรน stolto degli uomini se Gesรน non lo istruisce pazientemente come Pietro, il piรน indifeso dei cristiani se il Buon Pastore non lo fortifica in mezzo al gregge. Nessuno รจ piรน piccolo di un sacerdote lasciato alle sue sole forze; perciรฒ la nostra preghiera di difesa contro ogni insidia del Maligno รจ la preghiera di nostra Madre: sono sacerdote perchรฉ Lui ha guardato con bontร la mia piccolezza (cfrย Lcย 1,48). E a partire da tale piccolezza accogliamo la nostra gioia. Gioia nella nostra piccolezza!
Trovo tre caratteristiche significative nella nostra gioia sacerdotale: รจ una gioia cheย ci ungeย (non che ci rende untuosi, sontuosi e presuntuosi), รจ una gioiaย incorruttibileย ed รจ una gioiaย missionariaย che si irradia a tutti e attira tutti, cominciando alla rovescia: dai piรน lontani.
Una gioia che ci unge. Vale a dire: รจ penetrata nellโintimo del nostro cuore, lo ha configurato e fortificato sacramentalmente. I segni della liturgia dellโordinazione ci parlano del desiderio materno che ha la Chiesa di trasmettere e comunicare tutto ciรฒ che il Signore ci ha dato: lโimposizione delle mani, lโunzione con il santo Crisma, il rivestire con i paramenti sacri, la partecipazione immediata alla prima Consacrazioneโฆ La grazia ci colma e si effonde integra, abbondante e piena in ciascun sacerdote. Unti fino alle ossaโฆ e la nostra gioia, che sgorga da dentro, รจ lโeco di questa unzione.
Una gioia incorruttibile. Lโintegritร del Dono, alla quale nessuno puรฒ togliere nรฉ aggiungere nulla, รจ fonte incessante di gioia: una gioia incorruttibile, che il Signore ha promesso che nessuno potrร togliercela (cfrย Gvย 16,22). Puรฒ essere addormentata o soffocata dal peccato o dalle preoccupazioni della vita ma, nel profondo, rimane intatta come la brace di un ceppo bruciato sotto le ceneri, e sempre puรฒ essere rinnovata. La raccomandazione di Paolo a Timoteo rimane sempre attuale: Ti ricordo di ravvivare il fuoco del dono di Dio che รจ in te per lโimposizione delle mie mani (cfrย 2 Tmย 1,6).
Una gioia missionaria. Questa terza caratteristica la voglio condividere e sottolineare in modo speciale: la gioia del sacerdote รจ posta in intima relazione con il santo popolo fedele di Dio perchรฉ si tratta di una gioia eminentemente missionaria. Lโunzione รจ in ordine a ungere il santo popolo fedele di Dio: per battezzare e confermare, per curare e consacrare, per benedire, per consolare ed evangelizzare.
E poichรฉ รจ una gioia che fluisce solo quando il pastore sta in mezzo al suo gregge (anche nel silenzio della preghiera, il pastore che adora il Padre รจ in mezzo alle sue pecorelle) e per questo รจ una “gioia custodita” da questo stesso gregge. Anche nei momenti di tristezza, in cui tutto sembra oscurarsi e la vertigine dellโisolamento ci seduce, quei momenti apatici e noiosi che a volte ci colgono nella vita sacerdotale (e attraverso i quali anchโio sono passato), persino in questi momenti il popolo di Dio รจ capace di custodire la gioia, รจ capace di proteggerti, di abbracciarti, di aiutarti ad aprire il cuore e ritrovare una gioia rinnovata.
“Gioia custodita” dal gregge e custodita anche da tre sorelle che la circondano, la proteggono, la difendono: sorella povertร , sorella fedeltร e sorella obbedienza.
La gioia del sacerdote รจ una gioia che ha come sorella la povertร . Il sacerdote รจ povero di gioia meramente umana: ha rinunciato a tanto! E poichรฉ รจ povero, lui, che dร tante cose agli altri, la sua gioia deve chiederla al Signore e al popolo fedele di Dio. Non deve procurarsela da sรฉ. Sappiamo che il nostro popolo รจ generosissimo nel ringraziare i sacerdoti per i minimi gesti di benedizione e in modo speciale per i Sacramenti. Molti, parlando della crisi di identitร sacerdotale, non tengono conto che lโidentitร presuppone appartenenza. Non cโรจ identitร โ e pertanto gioia di vivere โ senza appartenenza attiva e impegnata al popolo fedele di Dio (cfr Esort. ap.ย Evangelii gaudium, 268). Il sacerdote che pretende di trovare lโidentitร sacerdotale indagando introspettivamente nella propria interioritร forse non trova altro che segnali che dicono “uscita”: esci da te stesso, esci in cerca di Dio nellโadorazione, esci e dai al tuo popolo ciรฒ che ti รจ stato affidato, e il tuo popolo avrร cura di farti sentire e gustare chi sei, come ti chiami, qual รจ la tua identitร e ti farร gioire con il cento per uno che il Signore ha promesso ai suoi servi. Se non esci da te stesso, lโolio diventa rancido e lโunzione non puรฒ essere feconda. Uscire da sรฉ stessi richiede spogliarsi di sรฉ, comporta povertร .
La gioia sacerdotale รจ una gioia che ha come sorella la fedeltร . Non tanto nel senso che saremmo tutti “immacolati” (magari con la grazia di Dio lo fossimo!) perchรฉ siamo peccatori, ma piuttosto nel senso di una sempre nuova fedeltร allโunica Sposa, la Chiesa. Qui รจ la chiave della feconditร . I figli spirituali che il Signore dร ad ogni sacerdote, quelli che ha battezzato, le famiglie che ha benedetto e aiutato a camminare, i malati che sostiene, i giovani con cui condivide la catechesi e la formazione, i poveri che soccorreโฆ sono questa “Sposa” che egli รจ felice di trattare come prediletta e unica amata e di esserle sempre nuovamente fedele. Eโ la Chiesa viva, con nome e cognome, di cui il sacerdote si prende cura nella sua parrocchia o nella missione affidatagli, รจ essa che gli dร gioia quando le รจ fedele, quando fa tutto ciรฒ che deve fare e lascia tutto ciรฒ che deve lasciare pur di rimanere in mezzo alle pecore che il Signore gli ha affidato: ยซPasci le mie pecoreยป (Gvย 21,16.17).
La gioia sacerdotale รจ una gioia che ha come sorella lโobbedienza. Obbedienza alla Chiesa nella Gerarchia che ci dร , per cosรฌ dire, non solo lโambito piรน esterno dellโobbedienza: la parrocchia alla quale sono inviato, le facoltร del ministero, quellโincarico particolareโฆ bensรฌ anche lโunione con Dio Padre, dal quale deriva ogni paternitร . Ma anche lโobbedienza alla Chiesa nel servizio: disponibilitร e prontezza per servire tutti, sempre e nel modo migliore, a immagine di “Nostra Signora della prontezza” (cfrย Lcย 1,39:ย meta spoudes), che accorre a servire sua cugina e sta attenta alla cucina di Cana, dove manca il vino. La disponibilitร del sacerdote fa della Chiesa la Casa dalle porte aperte, rifugio per i peccatori, focolare per quanti vivono per strada, casa di cura per i malati, campeggio per i giovani, aula di catechesi per i piccoli della prima Comunioneโฆ Dove il popolo di Dio ha un desiderio o una necessitร , lร cโรจ il sacerdote che sa ascoltare (ob-audire) e sente un mandato amoroso di Cristo che lo manda a soccorrere con misericordia quella necessitร o a sostenere quei buoni desideri con caritร creativa.
Colui che รจ chiamato sappia che esiste in questo mondo una gioia genuina e piena: quella di essere preso dal popolo che uno ama per essere inviato ad esso come dispensatore dei doni e delle consolazioni di Gesรน, lโunico Buon Pastore che, pieno di profonda compassione per tutti i piccoli e gli esclusi di questa terra, affaticati e oppressi come pecore senza pastore, ha voluto associare molti al suo ministero per rimanere e operare Lui stesso, nella persona dei suoi sacerdoti, per il bene del suo popolo.
In questo Giovedรฌ Santo chiedo al Signore Gesรน che faccia scoprire a molti giovani quellโardore del cuore che fa ardere la gioia appena uno ha la felice audacia di rispondere con prontezza alla sua chiamata.
In questo Giovedรฌ Santo chiedo al Signore Gesรน che conservi il brillare gioioso negli occhi dei nuovi ordinati, che partono per “mangiarsi” il mondo, per consumarsi in mezzo al popolo fedele di Dio, che gioiscono preparando la prima omelia, la prima Messa, il primo Battesimo, la prima Confessioneโฆ Eโ la gioia di poter condividere โ meravigliati โ per la prima volta come unti, il tesoro del Vangelo e sentire che il popolo fedele ti torna ad ungere in unโaltra maniera: con le loro richieste, porgendoti il capo perchรฉ tu li benedica, stringendoti le mani, avvicinandoti ai loro figli, chiedendo per i loro malatiโฆ Conserva Signore nei tuoi giovani sacerdoti la gioia della partenza, di fare ogni cosa come nuova, la gioia di consumare la vita per te.
In questo Giovedรฌ sacerdotale chiedo al Signore Gesรน di confermare la gioia sacerdotale di quelli che hanno parecchi anni di ministero. Quella gioia che, senza scomparire dagli occhi, si posa sulle spalle di quanti sopportano il peso del ministero, quei preti che giร hanno tastato il polso al lavoro, raccolgono le loro forze e si riarmano: “cambiano aria”, come dicono gli sportivi. Conserva Signore la profonditร e la saggia maturitร della gioia dei preti adulti. Sappiano pregare come Neemia: la gioia del Signore รจ la mia forza (cfrย Ne8,10).
Infine, in questo Giovedรฌ sacerdotale, chiedo al Signore Gesรน che risplenda la gioia dei sacerdoti anziani, sani o malati. Eโ la gioia della Croce, che promana dalla consapevolezza di avere un tesoro incorruttibile in un vaso di creta che si va disfacendo. Sappiano stare bene in qualunque posto, sentendo nella fugacitร del tempo il gusto dellโeterno (Guardini). Sentano, Signore, la gioia di passare la fiaccola, la gioia di veder crescere i figli dei figli e di salutare, sorridendo e con mitezza, le promesse, in quella speranza che non delude.
