[Per bambini] – Commento alle letture di domenica 22 Marzo 2026

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La vita più forte della morte

Cari catechisti e genitori,

la quinta domenica di Quaresima ci pone di fronte al tema centrale della nostra fede: la vittoria della vita sulla morte. Attraverso la risurrezione di Lazzaro, i ragazzi possono comprendere che Gesù non è solo un personaggio del passato, ma è presenza viva che trasforma anche le situazioni che ci sembrano senza speranza.

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Queste letture ci invitano a riflettere con i ragazzi sul significato dello Spirito Santo nella nostra vita quotidiana: non è un concetto astratto, ma la forza di Dio che ci rinnova dall’interno, che ci fa rialzare quando cadiamo, che ci dona speranza quando tutto sembra perduto.

Il brano di Lazzaro, in particolare, offre spunti preziosi: l’amicizia di Gesù, le emozioni umane (il pianto di Gesù), la fede di Marta, l’importanza della comunità. Aiutate i ragazzi a vedere che Gesù si commuove per noi, piange con noi, ci conosce per nome e ci chiama fuori dai nostri “sepolcri” personali.

***

Prima Lettura – Ezechiele 37,12-14

Immagina un cimitero pieno di tombe chiuse. Sembra tutto finito, vero? Eppure Dio promette al suo popolo qualcosa di incredibile: aprirà quelle tombe e farà uscire tutti!

Il profeta Ezechiele viveva in un momento tristissimo: il popolo di Israele era stato sconfitto e portato prigioniero lontano dalla propria terra. Molti pensavano: “È finita, non c’è più speranza”. Ma Dio dice: “No! Io metterò in voi il mio Spirito e tornerete a vivere”.

Cosa significa per te? Anche quando ti senti “morto dentro” – magari perché hai litigato con un amico, hai preso un brutto voto, o qualcosa ti ha fatto stare malissimo – Dio può ridarti vita. Il suo Spirito è come un soffio di aria fresca che ti fa respirare di nuovo.

Salmo 129

Questo salmo è come il grido di chi si trova in fondo a un pozzo buio e chiama aiuto. “Dal profondo a te grido, o Signore!” – hai presente quando ti senti proprio giù e vorresti che qualcuno ti capisse?

Il salmista però non si arrende: aspetta Dio come le sentinelle aspettano l’alba. Hai mai fatto nottata o ti sei svegliato prestissimo quando era ancora buio? Sai quanto si desidera che arrivi la luce del sole? Ecco, così dovremmo desiderare l’aiuto di Dio.

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La cosa bellissima è che il salmo dice che Dio è pieno di misericordia, cioè perdona sempre. Anche se hai sbagliato cento volte, Lui è lì pronto ad ascoltarti e ridarti una possibilità.

Seconda Lettura – Romani 8,8-11

San Paolo spiega una cosa importante: dentro di noi c’è una “battaglia” tra due modi di vivere. Vivere “secondo la carne” significa pensare solo a te stesso, fare quello che ti pare senza pensare agli altri o a Dio. Vivere “secondo lo Spirito” significa lasciare che Dio guidi le tue scelte.

Paolo dice: se lo Spirito Santo abita in te (e ci abita dal Battesimo!), allora sei dalla parte giusta. È come avere un super-alleato dentro di te che ti aiuta a fare le scelte giuste, a rialzarti quando cadi, a essere migliore.

E poi c’è una promessa fantastica: lo stesso Spirito che ha fatto risorgere Gesù dai morti è in te! Pensa: hai dentro la stessa forza che ha vinto la morte. Questo non significa che non morirai mai, ma che la morte non è la fine: c’è una vita nuova che ti aspetta.

Vangelo – Giovanni 11,1-45

Questa è la storia di un’amicizia vera. Gesù aveva tre amici speciali: Lazzaro, Marta e Maria. Quando Lazzaro si ammala gravemente, le sorelle mandano a chiamare Gesù pensando: “Lui lo può guarire!”. Ma Gesù arriva in ritardo… Lazzaro è già morto da quattro giorni.

Nota bene: Gesù piange! Il Figlio di Dio, che sa che risorgerà Lazzaro, piange comunque. Perché? Perché vede il dolore delle sue amiche, sente la sofferenza della morte. Gesù non è un supereroe distante: soffre con noi, piange con noi.

Marta dice a Gesù una frase che forse anche tu hai pensato: “Se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto”. Quante volte diciamo a Dio: “Dove eri quando avevo bisogno di te?”. Ma Gesù risponde con parole potentissime: “Io sono la risurrezione e la vita”. Non dice “farò risorgere”, ma “io SONO la risurrezione”. Lui stesso è la vita!

Poi succede il miracolo: Gesù chiama Lazzaro per nome – “Lazzaro, vieni fuori!” – e il morto esce dalla tomba. Gesù ti conosce per nome, sa tutto di te, e può chiamarti fuori da qualsiasi situazione di “morte” (tristezza profonda, disperazione, senso di vuoto) in cui ti trovi.

Un semplice infografica

In bianco e nero per essere colorata, subito sotto.

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