La Chiesa – 8. I cristiani non cattolici
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
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Nelle ultime catechesi, abbiamo cercato di mettere in luce la natura e la bellezza della Chiesa, e ci siamo chiesti che cosa comporta per ciascuno di noi far parte di questo popolo, popolo di Dio che รจ la Chiesa. Non dobbiamo, perรฒ, dimenticare che ci sono tanti fratelli che condividono con noi la fede in Cristo, ma che appartengono ad altre confessioni o a tradizioni differenti dalla nostra. Molti si sono rassegnati a questa divisione – anche dentro alla nostra Chiesa cattolica si sono rassegnati – che nel corso della storia รจ stata spesso causa di conflitti e di sofferenze, anche di guerre e questo รจ una vergogna! Anche oggi i rapporti non sono sempre improntati al rispetto e alla cordialitร โฆ Ma, mi domando: noi, come ci poniamo di fronte a tutto questo? Siamo anche noi rassegnati, se non addirittura indifferenti a questa divisione? Oppure crediamo fermamente che si possa e si debba camminare nella direzione della riconciliazione e della piena comunione? La piena comunione, cioรจ poter partecipare tutti insieme al corpo e al sangue di Cristo.
Le divisioni tra i cristiani, mentre feriscono la Chiesa, feriscono Cristo, e noi divisi provochiamo una ferita a Cristo: la Chiesa infatti รจ il corpo di cui Cristo รจ capo. Sappiamo bene quanto stesse a cuore a Gesรน che i suoi discepoli rimanessero uniti nel suo amore. Basta pensare alle sue parole riportate nel capitolo diciassettesimo del Vangelo di Giovanni, la preghiera rivolta al Padre nellโimminenza della passione: ยซPadre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perchรฉ siano una sola cosa, come noiยป (Gv 17,11). Questa unitร era giร minacciata mentre Gesรน era ancora tra i suoi: nel Vangelo, infatti, si ricorda che gli apostoli discutevano tra loro su chi fosse il piรน grande, il piรน importante (cfr Lc 9,46). Il Signore, perรฒ, ha insistito tanto sullโunitร nel nome del Padre, facendoci intendere che il nostro annuncio e la nostra testimonianza saranno tanto piรน credibili quanto piรน noi per primi saremo capaci di vivere in comunione e di volerci bene. ร quello che i suoi apostoli, con la grazia dello Spirito Santo, poi compresero profondamente e si presero a cuore, tanto che san Paolo arriverร a implorare la comunitร di Corinto con queste parole: ยซVi esorto pertanto, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesรน Cristo, a essere tutti unanimi nel parlare, perchรฉ non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e di sentireยป (1 Cor 1,10).
Durante il suo cammino nella storia, la Chiesa รจ tentata dal maligno, che cerca di dividerla, e purtroppo รจ stata segnata da separazioni gravi e dolorose. Sono divisioni che a volte si sono protratte a lungo nel tempo, fino ad oggi, per cui risulta ormai difficile ricostruirne tutte le motivazioni e soprattutto trovare delle possibili soluzioni. Le ragioni che hanno portato alle fratture e alle separazioni possono essere le piรน diverse: dalle divergenze su principi dogmatici e morali e su concezioni teologiche e pastorali differenti, ai motivi politici e di convenienza, fino agli scontri dovuti ad antipatie e ambizioni personaliโฆ Quello che รจ certo รจ che, in un modo o nellโaltro, dietro queste lacerazioni ci sono sempre la superbia e lโegoismo, che sono causa di ogni disaccordo e che ci rendono intolleranti, incapaci di ascoltare e di accettare chi ha una visione o una posizione diversa dalla nostra.
Ora, di fronte a tutto questo, cโรจ qualcosa che ognuno di noi, come membri della santa madre Chiesa, possiamo e dobbiamo fare? Senzโaltro non deve mancare la preghiera, in continuitร e in comunione con quella di Gesรน, la preghiera per lโunitร dei cristiani. E insieme con la preghiera, il Signore ci chiede una rinnovata apertura: ci chiede di non chiuderci al dialogo e allโincontro, ma di cogliere tutto ciรฒ che di valido e di positivo ci viene offerto anche da chi la pensa diversamente da noi o si pone su posizioni differenti. Ci chiede di non fissare lo sguardo su ciรฒ che ci divide, ma piuttosto su quello che ci unisce, cercando di meglio conoscere e amare Gesรน e condividere la ricchezza del suo amore. E questo comporta concretamente lโadesione alla veritร , insieme con la capacitร di perdonarsi, di sentirsi parte della stessa famiglia cristiana, di considerarsi lโuno un dono per lโaltro e fare insieme tante cose buone, e opere di caritร .
ร un dolore ma ci sono divisioni, ci sono cristiani divisi, ci siamo divisi fra di noi. Ma tutti abbiamo qualcosa in comune: tutti crediamo in Gesรน Cristo, il Signore. Tutti crediamo nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo, e tutti camminiamo insieme, siamo in cammino. Aiutiamoci lโun lโaltro! Ma tu la pensi cosรฌ, tu la pensi cosรฌ โฆ In tutte le comunitร ci sono bravi teologi: che loro discutano, che loro cerchino la veritร teologica perchรฉ รจ un dovere, ma noi camminiamo insieme, pregando lโuno per lโaltro e facendo opere di caritร . E cosรฌ facciamo la comunione in cammino. Questo si chiama ecumenismo spirituale: camminare il cammino della vita tutti insieme nella nostra fede, in Gesรน Cristo il Signore. Si dice che non si deve parlare di cose personali, ma non resisto alla tentazione. Stiamo parlando di comunione โฆ comunione tra noi. Ed oggi, io sono tanto grato al Signore perchรฉ oggi sono 70 anni che ho fatto la Prima Comunione. Ma fare la Prima Comunione tutti noi dobbiamo sapere che significa entrare in comunione con gli altri, in comunione con i fratelli della nostra Chiesa, ma anche in comunione con tutti quelli che appartengono a comunitร diverse ma credono in Gesรน. Ringraziamo il Signore per il nostro Battesimo, ringraziamo il Signore per la nostra comunione, e perchรฉ questa comunione finisca per essere di tutti, insieme.
Cari amici, andiamo avanti allora verso la piena unitร ! La storia ci ha separato, ma siamo in cammino verso la riconciliazione e la comunione! E questo รจ vero! E questo dobbiamo difenderlo! Tutti siamo in cammino verso la comunione. E quando la meta ci puรฒ sembrare troppo distante, quasi irraggiungibile, e ci sentiamo presi dallo sconforto, ci rincuori lโidea che Dio non puรฒ chiudere lโorecchio alla voce del proprio Figlio Gesรน e non esaudire la sua e la nostra preghiera, affinchรฉ tutti i cristiani siano davvero una cosa sola.
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Rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini di lingua italiana, in particolare ai religiosi Pallottini; agli studenti del Collegio San Pietro Apostolo; ai fedeli delle comunitร che hanno come patrono San Vito martire e ai giovani del Movimento di Schรถnstatt, nel centenario di fondazione, in partenza per Koblenz. Saluto lโAssociazione Nazionale delle Universitร della Terza etร ; quella delle vittime civili di guerra, come pure i promotori della Giornata Europea per la donazione di Organi ed auspico che con questa forma peculiare di testimonianza di amore al prossimo si salvaguardi la certezza della morte del donatore e vengano evitati abusi, traffici e compravendita.
Rivolgo infine un pensiero speciale ai giovani, agli ammalati e agli sposi novelli. Il mese di ottobre รจ dedicato alla preghiera del Rosario. Cari giovani, invocate sempre lโintercessione della Vergine Maria, perchรฉ vi illumini in ogni necessitร ; cari ammalati, specialmente voi della Cooperativa Cura e Riabilitazione, il conforto dalla preghiera mariana sia quotidianamente presente nella vostra vita; e voi, cari sposi novelli, rinsaldate con la preghiera il vostro vincolo coniugale.
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Fonte: Radio Vaticana via FeedRss
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