Papa Francesco – Omelia della Santa Messa e Angelus del 4 Settembre 2022 a L’Aquila – Il testo, il video e il file mp3

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SANTA MESSA E BEATIFICAZIONE DEL SERVO DI DIO IL SOMMO PONTEFICE GIOVANNI PAOLO I

OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO

Piazza San Pietro
XXIII domenica del Tempo Ordinario, Domenica 4 settembre 2022

Omelia del Santo Padre

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Gesรน รจ in cammino verso Gerusalemme e il Vangelo odierno dice che ยซuna folla numerosa andava con luiยป (Lcย 14,25). Andare con Lui significa seguirlo, cioรจ diventare discepoli. Eppure, a queste persone il Signore fa un discorso poco attraente e molto esigente: non puรฒ essere suo discepolo chi non lo ama piรน dei propri cari, chi non porta la sua croce, chi non si distacca dai beni terreni (cfr vv. 26-27.33). Perchรฉ Gesรน rivolge alla folla tali parole? Qual รจ il significato dei suoi ammonimenti? Proviamo a rispondere a questi interrogativi.

Anzitutto, vediamo una folla numerosa, tanta gente, che segue Gesรน. Possiamo immaginare che molti siano stati affascinati dalle sue parole e stupiti dai gesti che ha compiuto; e, quindi, avranno visto in Lui una speranza per il loro futuro. Che cosa avrebbe fatto un qualunque maestro dellโ€™epoca, o โ€“ possiamo domandarci ancora โ€“ cosa farebbe un astutoย leaderย nel vedere che le sue parole e il suo carisma attirano le folle e aumentano il suo consenso? Capita anche oggi: specialmente nei momenti di crisi personale e sociale, quando siamo piรน esposti a sentimenti di rabbia o siamo impauriti da qualcosa che minaccia il nostro futuro, diventiamo piรน vulnerabili; e, cosรฌ, sullโ€™onda dellโ€™emozione, ci affidiamo a chi con destrezza e furbizia sa cavalcare questa situazione, approfittando delle paure della societร  e promettendoci di essere il โ€œsalvatoreโ€ che risolverร  i problemi, mentre in realtร  vuole accrescere il proprio gradimento e il proprio potere, la propria figura, la propria capacitร  di avere le cose in pugno.

Il Vangelo ci dice che Gesรน non fa cosรฌ. Lo stile di Dio รจ diverso. รˆ importante capire lo stile di Dio, come agisce Dio. Dio agisce secondo uno stile, e lo stile di Dio รจ diverso da quello di questa gente, perchรฉ Egli non strumentalizza i nostri bisogni, non usa mai le nostre debolezze per accrescere sรฉ stesso. A Lui, che non vuole sedurci con lโ€™inganno e non vuole distribuire gioie a buon mercato, non interessano le folle oceaniche. Non ha il culto dei numeri, non cerca il consenso, non รจ un idolatra del successo personale. Al contrario, sembra preoccuparsi quando la gente lo segue con euforia e facili entusiasmi. Cosรฌ, invece di lasciarsi attrarre dal fascino della popolaritร  โ€“ perchรฉ la popolaritร  affascina โ€“, chiede a ciascuno di discernere con attenzione le motivazioni per cui lo segue e le conseguenze che ciรฒ comporta. Tanti di quella folla, infatti, forse seguivano Gesรน perchรฉ speravano sarebbe stato un capo che li avrebbe liberati dai nemici, uno che avrebbe conquistato il potere e lo avrebbe spartito con loro; oppure uno che, facendo miracoli, avrebbe risolto i problemi della fame e delle malattie. Si puรฒ andare dietro al Signore, infatti, per varie ragioni e alcune, dobbiamo riconoscerlo, sono mondane: dietro una perfetta apparenza religiosa si puรฒ nascondere la mera soddisfazione dei propri bisogni, la ricerca del prestigio personale, il desiderio di avere un ruolo, di tenere le cose sotto controllo, la brama di occupare spazi e di ottenere privilegi, lโ€™aspirazione a ricevere riconoscimenti e altro ancora. Questo succede oggi fra i cristiani. Ma questo non รจ lo stile di Gesรน. E non puรฒ essere lo stile del discepolo e della Chiesa. Se qualcuno segue Gesรน con questi interessi personali, ha sbagliato strada.

Il Signore chiede un altro atteggiamento. Seguirlo non significa entrare in una corte o partecipare a un corteo trionfale, e nemmeno ricevere unโ€™assicurazione sulla vita. Al contrario, significa anche ยซportare la croceยป (Lcย 14,27): come Lui, farsi carico dei pesi propri e dei pesi degli altri, fare della vita un dono, non un possesso, spenderla imitando lโ€™amore generoso e misericordioso che Egli ha per noi. Si tratta di scelte che impegnano la totalitร  dellโ€™esistenza; per questo Gesรน desidera che il discepolo non anteponga nulla a questo amore, neanche gli affetti piรน cari e i beni piรน grandi.

Ma per fare ciรฒ bisogna guardare a Lui piรน che a noi stessi, imparare lโ€™amore, attingerlo dal Crocifisso. Lรฌ vediamo quellโ€™amore che si dona fino alla fine, senza misura e senza confini. La misura dellโ€™amore รจ amare senza misura. Noi stessi โ€“ disse Papa Luciani โ€“ ยซsiamo oggetto da parte di Dio di un amore intramontabileยป (Angelus, 10 settembre 1978). Intramontabile: non si eclissa mai dalla nostra vita, risplende su di noi e illumina anche le notti piรน oscure. E allora, guardando al Crocifisso, siamo chiamati allโ€™altezza di quellโ€™amore: a purificarci dalle nostre idee distorte su Dio e dalle nostre chiusure, ad amare Lui e gli altri, nella Chiesa e nella societร , anche coloro che non la pensano come noi, persino i nemici.

Amare: anche se costa la croce del sacrificio, del silenzio, dellโ€™incomprensione, della solitudine, dellโ€™essere ostacolati e perseguitati. Amare cosรฌ, anche a questo prezzo, perchรฉ โ€“ diceva ancora il Beatoย Giovanni Paolo Iย โ€“ se vuoi baciare Gesรน crocifisso, ยซnon puoi fare a meno di piegarti sulla croce e lasciarti pungere da qualche spina della corona, che รจ sul capo del Signoreยป (Udienza Generale, 27 settembre 1978). Lโ€™amore fino in fondo, con tutte le sue spine:non le cose fatte a metร , gli accomodamenti o il quieto vivere. Se non puntiamo in alto, se non rischiamo, se ci accontentiamo di una fede allโ€™acqua di rose, siamo โ€“ dice Gesรน โ€“ come chi vuole costruire una torre ma non calcola bene i mezzi per farlo; costui, ยซgetta le fondamentaยป e poi ยซnon รจ in grado di finire il lavoroยป (v. 29). Se, per paura di perderci, rinunciamo a donarci, lasciamo le cose incompiute: le relazioni, il lavoro, le responsabilitร  che ci sono affidate, i sogni, anche la fede. E allora finiamo per vivere a metร  โ€“ e quanta gente vive a metร , anche noi tante volte abbiamo la tentazione di vivere a metร  โ€“, senza fare mai il passo decisivo โ€“ questo significa vivere a metร  โ€“, senza decollare, senza rischiare per il bene, senza impegnarci davvero per gli altri. Gesรน ci chiede questo: vivi il Vangelo e vivrai la vita, non a metร  ma fino in fondo. Vivi il Vangelo, vivi la vita, senza compromessi.

Fratelli, sorelle, il nuovo Beato ha vissuto cosรฌ: nella gioia del Vangelo, senza compromessi, amando fino alla fine. Egli ha incarnato la povertร  del discepolo, che non รจ solo distaccarsi dai beni materiali, ma soprattutto vincere la tentazione di mettere il proprio io al centro e cercare la propria gloria. Al contrario, seguendo lโ€™esempio di Gesรน, รจ stato pastore mite e umile. Considerava sรฉ stesso come la polvere su cui Dio si era degnato di scrivere (cfr A. Luciani/Giovanni Paolo I,ย Opera omnia, Padova 1988, vol. II, 11). Perciรฒ diceva: ยซIl Signore ha tanto raccomandato: siate umili. Anche se avete fatto delle grandi cose, dite: siamo servi inutiliยป (Udienza Generale, 6 settembre 1978).

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Con il sorriso Papa Luciani รจ riuscito a trasmettere la bontร  del Signore. รˆ bella una Chiesa con il volto lieto, il volto sereno, il volto sorridente, una Chiesa che non chiude mai le porte, che non inasprisce i cuori, che non si lamenta e non cova risentimento, non รจ arrabbiata, non รจ insofferente, non si presenta in modo arcigno, non soffre di nostalgie del passato cadendo nellโ€™indietrismo. Preghiamo questo nostro padre e fratello, chiediamo che ci ottenga โ€œil sorriso dellโ€™animaโ€, quello trasparente, quello che non inganna: il sorriso dellโ€™anima. Chiediamo, con le sue parole, quello che lui stesso era solito domandare: ยซSignore, prendimi come sono, con i miei difetti, con le mie mancanze, ma fammi diventare come tu mi desideriยป (Udienza Generale, 13 settembre 1978). Amen.

ANGELUS

Cari fratelli e sorelle,

prima di concludereย questa celebrazione, rivolgo a tutti voi il mio saluto e vi ringrazio per la partecipazione.

Sono grato ai fratelli Cardinali, ai Vescovi e ai sacerdoti provenienti da diversi Paesi.

Saluto le Delegazioni ufficiali qui convenute per rendere omaggio al nuovo Beato. Il mio deferente pensiero va al Signor Presidente della Repubblica Italiana e al Primo Ministro del Principato di Monaco.

Saluto tutti voi pellegrini, in modo speciale i fedeli di Venezia, Belluno e Vittorio Veneto, localitร  legate allโ€™esperienza umana, sacerdotale ed episcopale del Beato Albino Luciani.

Ed ora ci rivolgiamo in preghiera alla Vergine Maria, perchรฉ ottenga il dono della pace in tutto il mondo, specialmente nella martoriata Ucraina. Lei, la prima e perfetta discepola del Signore, ci aiuti a seguire lโ€™esempio e la santitร  di vita diย Giovanni Paolo I.

Fonte

ยฉ Copyright – Libreria Editrice Vaticana