Papa Francesco – Il discorso del Santo Padre al Parlamento Europeo – 25 novembre 2014

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VISITA DEL SANTO PADRE
AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO D’EUROPA

DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
AL PARLAMENTO EUROPEO

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Strasburgo, Francia
Martedรฌ, 25 novembre 2014

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Signor Presidente, Signore e Signori Vice Presidenti,
Onorevoli Eurodeputati,
Persone che lavorano a titoli diversi in questโ€™emiciclo,
Cari amici,

vi ringrazio per l’invito a prendere la parola dinanzi a questa istituzione fondamentale della vita dell’Unione Europea e per l’opportunitร  che mi offrite di rivolgermi, attraverso di voi, agli oltre cinquecento milioni di cittadini che rappresentate nei 28 Stati membri. Particolare gratitudine, desidero esprimere a Lei, Signor Presidente del Parlamento, per le cordiali parole di benvenuto che mi ha rivolto, a nome di tutti i componenti dell’Assemblea.

La mia visita avviene dopo oltre un quarto di secolo da quella compiuta da Papa Giovanni Paolo II. Molto รจ cambiato da quei giorni in Europa e in tutto il mondo. Non esistono piรน i blocchi contrapposti che allora dividevano il continente in due e si sta lentamente compiendo il desiderio che ยซl’Europa, dandosi sovranamente libere istituzioni, possa un giorno estendersi alle dimensioni che le sono state date dalla geografia e piรน ancora dalla storiaยป[1].

Accanto a un’Unione Europea piรน ampia, vi รจ anche un mondo piรน complesso e fortemente in movimento. Un mondo sempre piรน interconnesso e globale e perciรฒ sempre meno “eurocentrico”. A un’Unione piรน estesa, piรน influente, sembra perรฒ affiancarsi l’immagine di un’Europa un poโ€™ invecchiata e compressa, che tende a sentirsi meno protagonista in un contesto che la guarda spesso con distacco, diffidenza e talvolta con sospetto.

Nel rivolgermi a voi quest’oggi, a partire dalla mia vocazione di pastore, desidero indirizzare a tutti i cittadini europei un messaggio di speranza e di incoraggiamento.

Un messaggio di speranza basato sulla fiducia che le difficoltร  possano diventare promotrici potenti di unitร , per vincere tutte le paure che lโ€™Europa – insieme a tutto il mondo – sta attraversando. Speranza nel Signore che trasforma il male in bene e la morte in vita.

Incoraggiamento di tornare alla ferma convinzione dei Padri fondatori dell’Unione europea, i quali desideravano un futuro basato sulla capacitร  di lavorare insieme per superare le divisioni e per favorire la pace e la comunione fra tutti i popoli del continente. Al centro di questo ambizioso progetto politico vi era la fiducia nell’uomo, non tanto in quanto cittadino, nรฉ in quanto soggetto economico, ma nell’uomo in quanto persona dotata di una dignitร  trascendente.

Mi preme anzitutto sottolineare lo stretto legame che esiste fra queste due parole: “dignitร ” e “trascendente”.

La โ€œdignitร โ€ รจ una parola-chiave che ha caratterizzato la ripresa del secondo dopo guerra. La nostra storia recente si contraddistingue per l’indubbia centralitร  della promozione della dignitร  umana contro le molteplici violenze e discriminazioni, che neppure in Europa sono mancate nel corso dei secoli. La percezione dell’importanza dei diritti umani nasce proprio come esito di un lungo cammino, fatto anche di molteplici sofferenze e sacrifici, che ha contribuito a formare la coscienza della preziositร , unicitร  e irripetibilitร  di ogni singola persona umana. Tale consapevolezza culturale trova fondamento non solo negli avvenimenti della storia, ma soprattutto nel pensiero europeo, contraddistinto da un ricco incontro, le cui numerose fonti lontane provengono ยซdalla Grecia e da Roma, da substrati celtici, germanici e slavi, e dal cristianesimo che li ha plasmati profondamenteยป[2], dando luogo proprio al concetto di โ€œpersonaโ€.

Oggi, la promozione dei diritti umani occupa un ruolo centrale nell’impegno dell’Unione Europea in ordine a favorire la dignitร  della persona, sia al suo interno che nei rapporti con gli altri Paesi. Si tratta di un impegno importante e ammirevole, poichรฉ persistono fin troppe situazioni in cui gli esseri umani sono trattati come oggetti, dei quali si puรฒ programmare la concezione, la configurazione e lโ€™utilitร , e che poi possono essere buttati via quando non servono piรน, perchรฉ diventati deboli, malati o vecchi.

Effettivamente quale dignitร  esiste quando manca la possibilitร  di esprimere liberamente il proprio pensiero o di professare senza costrizione la propria fede religiosa? Quale dignitร  รจ possibile senza una cornice giuridica chiara, che limiti il dominio della forza e faccia prevalere la legge sulla tirannia del potere? Quale dignitร  puรฒ mai avere un uomo o una donna fatto oggetto di ogni genere di discriminazione? Quale dignitร  potrร  mai trovare una persona che non ha il cibo o il minimo essenziale per vivere e, peggio ancora, che non ha il lavoro che lo unge di dignitร ?

Promuovere la dignitร  della persona significa riconoscere che essa possiede diritti inalienabili di cui non puรฒ essere privata ad arbitrio di alcuno e tanto meno a beneficio di interessi economici.

Occorre perรฒ prestare attenzione per non cadere in alcuni equivoci che possono nascere da un fraintendimento del concetto di diritti umani e da un loro paradossale abuso. Vi รจ infatti oggi la tendenza verso una rivendicazione sempre piรน ampia di diritti individuali – sono tentato di dire individualistici -, che cela una concezione di persona umana staccata da ogni contesto sociale e antropologico, quasi come una โ€œmonadeโ€ (ฮผฮฟฮฝฮฌฯ‚), sempre piรน insensibile alle altre โ€œmonadiโ€ intorno a sรฉ. Al concetto di diritto non sembra piรน associato quello altrettanto essenziale e complementare di dovere, cosรฌ che si finisce per affermare i diritti del singolo senza tenere conto che ogni essere umano รจ legato a un contesto sociale, in cui i suoi diritti e doveri sono connessi a quelli degli altri e al bene comune della societร  stessa.

Ritengo perciรฒ che sia quanto mai vitale approfondire oggi una cultura dei diritti umani che possa sapientemente legare la dimensione individuale, o, meglio, personale, a quella del bene comune, a quel โ€œnoi-tuttiโ€ formato da individui, famiglie e gruppi intermedi che si uniscono in comunitร  sociale [3]. Infatti, se il diritto di ciascuno non รจ armonicamente ordinato al bene piรน grande, finisce per concepirsi senza limitazioni e dunque per diventare sorgente di conflitti e di violenze.

Parlare della dignitร  trascendente dell’uomo, significa dunque fare appello alla sua natura, alla sua innata capacitร  di distinguere il bene dal male, a quella โ€œbussolaโ€ inscritta nei nostri cuori e che Dio ha impresso nellโ€™universo creato [4]; soprattutto significa guardare all’uomo non come a un assoluto, ma come a un essere relazionale. Una delle malattie che vedo piรน diffuse oggi in Europa รจ la solitudine, propria di chi รจ privo di legami. La si vede particolarmente negli anziani, spesso abbandonati al loro destino, come pure nei giovani privi di punti di riferimento e di opportunitร  per il futuro; la si vede nei numerosi poveri che popolano le nostre cittร ; la si vede negli occhi smarriti dei migranti che sono venuti qui in cerca di un futuro migliore.

Tale solitudine รจ stata poi acuita dalla crisi economica, i cui effetti perdurano ancora con conseguenze drammatiche dal punto di vista sociale. Si puรฒ poi constatare che, nel corso degli ultimi anni, accanto al processo di allargamento dell’Unione Europea, รจ andata crescendo la sfiducia da parte dei cittadini nei confronti di istituzioni ritenute distanti, impegnate a stabilire regole percepite come lontane dalla sensibilitร  dei singoli popoli, se non addirittura dannose. Da piรน parti si ricava un’impressione generale di stanchezza, d’invecchiamento, di unโ€™Europa nonna e non piรน fertile e vivace. Per cui i grandi ideali che hanno ispirato l’Europa sembrano aver perso forza attrattiva, in favore dei tecnicismi burocratici delle sue istituzioni.

A ciรฒ si associano alcuni stili di vita un po’ egoisti, caratterizzati da un’opulenza ormai insostenibile e spesso indifferente nei confronti del mondo circostante, soprattutto dei piรน poveri. Si constata con rammarico un prevalere delle questioni tecniche ed economiche al centro del dibattito politico, a scapito di un autentico orientamento antropologico [5]. L’essere umano rischia di essere ridotto a semplice ingranaggio di un meccanismo che lo tratta alla stregua di un bene di consumo da utilizzare, cosรฌ che – lo notiamo purtroppo spesso – quando la vita non รจ funzionale a tale meccanismo viene scartata senza troppe remore, come nel caso dei malati, dei malati terminali, degli anziani abbandonati e senza cura, o dei bambini uccisi prima di nascere.

รˆ il grande equivoco che avviene ยซquando prevale l’assolutizzazione della tecnicaยป[6], che finisce per realizzare ยซuna confusione fra fini e mezziยป[7]. Risultato inevitabile della โ€œcultura dello scartoโ€ e del โ€œconsumismo esasperatoโ€. Al contrario, affermare la dignitร  della persona significa riconoscere la preziositร  della vita umana, che ci รจ donata gratuitamente e non puรฒ perciรฒ essere oggetto di scambio o di smercio. Voi, nella vostra vocazione di parlamentari, siete chiamati anche a una missione grande benchรฉ possa sembrare inutile: prendervi cura della fragilitร , della fragilitร  dei popoli e delle persone. Prendersi cura della fragilitร  dice forza e tenerezza, dice lotta e feconditร  in mezzo a un modello funzionalista e privatista che conduce inesorabilmente alla โ€œcultura dello scartoโ€. Prendersi cura della fragilitร  delle persone e dei popoli significa custodire la memoria e la speranza; significa farsi carico del presente nella sua situazione piรน marginale e angosciante ed essere capaci di ungerlo di dignitร  [8].

Come dunque ridare speranza al futuro, cosรฌ che, a partire dalle giovani generazioni, si ritrovi la fiducia per perseguire il grande ideale di un’Europa unita e in pace, creativa e intraprendente, rispettosa dei diritti e consapevole dei propri doveri?

Per rispondere a questa domanda, permettetemi di ricorrere a un’immagine. Uno dei piรน celebri affreschi di Raffaello che si trovano in Vaticano raffigura la cosiddetta Scuola di Atene. Al suo centro vi sono Platone e Aristotele. Il primo con il dito che punta verso l’alto, verso il mondo delle idee, potremmo dire verso il cielo; il secondo tende la mano in avanti, verso chi guarda, verso la terra, la realtร  concreta. Mi pare un’immagine che ben descrive l’Europa e la sua storia, fatta del continuo incontro tra cielo e terra, dove il cielo indica l’apertura al trascendente, a Dio, che ha da sempre contraddistinto l’uomo europeo, e la terra rappresenta la sua capacitร  pratica e concreta di affrontare le situazioni e i problemi.

Il futuro dell’Europa dipende dalla riscoperta del nesso vitale e inseparabile fra questi due elementi. Un’Europa che non รจ piรน capace di aprirsi alla dimensione trascendente della vita รจ un’Europa che lentamente rischia di perdere la propria anima e anche quello “spirito umanistico” che pure ama e difende.

Proprio a partire dalla necessitร  di un’apertura al trascendente, intendo affermare la centralitร  della persona umana, altrimenti in balia delle mode e dei poteri del momento. In questo senso ritengo fondamentale non solo il patrimonio che il cristianesimo ha lasciato nel passato alla formazione socioculturale del continente, bensรฌ soprattutto il contributo che intende dare oggi e nel futuro alla sua crescita. Tale contributo non costituisce un pericolo per la laicitร  degli Stati e per l’indipendenza delle istituzioni dell’Unione, bensรฌ un arricchimento. Ce lo indicano gli ideali che l’hanno formata fin dal principio, quali la pace, la sussidiarietร  e la solidarietร  reciproca, un umanesimo incentrato sul rispetto della dignitร  della persona.

Desidero, perciรฒ, rinnovare la disponibilitร  della Santa Sede e della Chiesa cattolica, attraverso la Commissione delle Conferenze Episcopali Europee (COMECE), a intrattenere un dialogo proficuo, aperto e trasparente con le istituzioni dell’Unione Europea. Parimenti sono convinto che un’Europa che sia in grado di fare tesoro delle proprie radici religiose, sapendone cogliere la ricchezza e lepotenzialitร , possa essere anche piรน facilmente immune dai tanti estremismi che dilagano nel mondo odierno, anche per il grande vuoto ideale a cui assistiamo nel cosiddetto Occidente, perchรฉ ยซรจ proprio l’oblio di Dio, e non la sua glorificazione, a generare la violenzaยป[9].

Non possiamo qui non ricordare le numerose ingiustizie e persecuzioni che colpiscono quotidianamente le minoranze religiose, e particolarmente cristiane, in diverse parti del mondo. Comunitร  e persone che si trovano ad essere oggetto di barbare violenze: cacciate dalle proprie case e patrie; vendute come schiave; uccise, decapitate, crocefisse e bruciate vive, sotto il silenzio vergognoso e complice di tanti.

Il motto dell’Unione Europea รจ Unitร  nella diversitร , ma l’unitร  non significa uniformitร  politica, economica, culturale, o di pensiero. In realtร  ogni autentica unitร  vive della ricchezza delle diversitร  che la compongono: come una famiglia, che รจ tanto piรน unita quanto piรน ciascuno dei suoi componenti puรฒ essere fino in fondo sรฉ stesso senza timore. In tal senso, ritengo che l’Europa sia una famiglia di popoli, i quali potranno sentire vicine le istituzioni dell’Unione se esse sapranno sapientemente coniugare l’ideale dell’unitร  cui si anela, alla diversitร  propria di ciascuno, valorizzando le singole tradizioni; prendendo coscienza della sua storia e delle sue radici; liberandosi dalle tante manipolazioni e dalle tante fobie. Mettere al centro la persona umana significa anzitutto lasciare che essa esprima liberamente il proprio volto e la propria creativitร , sia a livello di singolo che di popolo.

D’altra parte le peculiaritร  di ciascuno costituiscono un’autentica ricchezza nella misura in cui sono messe al servizio di tutti. Occorre ricordare sempre l’architettura propria dell’Unione Europea, basata sui principi di solidarietร  e sussidiarietร , cosรฌ che prevalga l’aiuto vicendevole e si possa camminare, animati da reciproca fiducia.

In questa dinamica di unitร -particolaritร , si pone a voi, Signori e Signore Eurodeputati, anche lโ€™esigenza di farvi carico di mantenere viva la democrazia, la democrazia dei popoli dellโ€™Europa. Non ci รจ nascosto che una concezione omologante della globalitร  colpisce la vitalitร  del sistema democratico depotenziando il ricco contrasto, fecondo e costruttivo, delle organizzazioni e dei partiti politici tra di loro. Cosรฌ si corre il rischio di vivere nel regno dellโ€™idea, della sola parola, dellโ€™immagine, del sofismaโ€ฆ e di finire per confondere la realtร  della democrazia con un nuovo nominalismo politico. Mantenere viva la democrazia in Europa richiede di evitare tante โ€œmaniere globalizzantiโ€ di diluire la realtร : i purismi angelici, i totalitarismi del relativo, i fondamentalismi astorici, gli eticismi senza bontร , gli intellettualismi senza sapienza [10].

Mantenere viva la realtร  delle democrazie รจ una sfida di questo momento storico, evitando che la loro forza reale โ€“ forza politica espressiva dei popoli โ€“ sia rimossa davanti alla pressione di interessi multinazionali non universali, che le indeboliscano e le trasformino in sistemi uniformanti di potere finanziario al servizio di imperi sconosciuti. Questa รจ una sfida che oggi la storia vi pone.

Dare speranza all’Europa non significa solo riconoscere la centralitร  della persona umana, ma implica anche favorirne le doti. Si tratta perciรฒ di investire su di essa e sugli ambiti in cui i suoi talenti si formano e portano frutto. Il primo ambito รจ sicuramente quello dell’educazione, a partire dalla famiglia, cellula fondamentale ed elemento prezioso di ogni societร . La famiglia unita, fertile e indissolubile porta con sรฉ gli elementi fondamentali per dare speranza al futuro. Senza tale soliditร  si finisce per costruire sulla sabbia, con gravi conseguenze sociali. D’altra parte, sottolineare l’importanza della famiglia non solo aiuta a dare prospettive e speranza alle nuove generazioni, ma anche ai numerosi anziani, spesso costretti a vivere in condizioni di solitudine e di abbandono perchรฉ non c’รจ piรน il calore di un focolare domestico in grado di accompagnarli e di sostenerli.

Accanto alla famiglia vi sono le istituzioni educative: scuole e universitร . L’educazione non puรฒ limitarsi a fornire un insieme di conoscenze tecniche, bensรฌ deve favorire il piรน complesso processo di crescita della persona umana nella sua totalitร . I giovani di oggi chiedono di poter avere una formazione adeguata e completa per guardare al futuro con speranza, piuttosto che con disillusione. Numerose sono, poi, le potenzialitร  creative dell’Europa in vari campi della ricerca scientifica, alcuni dei quali non ancora del tutto esplorati. Basti pensare ad esempio alle fonti alternative di energia, il cui sviluppo gioverebbe molto alla difesa dell’ambiente.

Lโ€™Europa รจ sempre stata in prima linea in un lodevole impegno a favore dellโ€™ecologia. Questa nostra terra ha infatti bisogno di continue cure e attenzioni e ciascuno ha una personale responsabilitร  nel custodire il creato, prezioso dono che Dio ha messo nelle mani degli uomini. Ciรฒ significa da un lato che la natura รจ a nostra disposizione, ne possiamo godere e fare buon uso; dallโ€™altro perรฒ significa che non ne siamo i padroni. Custodi, ma non padroni. La dobbiamo perciรฒ amare e rispettare, mentre ยซinvece siamo spesso guidati dalla superbia del dominare, del possedere, del manipolare, dello sfruttare; non la โ€œcustodiamoโ€, non la rispettiamo, non la consideriamo come un dono gratuito di cui avere curaยป[11]. Rispettare lโ€™ambiente significa perรฒ non solo limitarsi ad evitare di deturparlo, ma anche di utilizzarlo per il bene. Penso soprattutto al settore agricolo, chiamato a dare sostegno e nutrimento allโ€™uomo. Non si puรฒ tollerare che milioni di persone nel mondo muoiano di fame, mentre tonnellate di derrate alimentari vengono scartate ogni giorno dalle nostre tavole. Inoltre, rispettare la natura, ci ricorda che lโ€™uomo stesso รจ parte fondamentale di essa. Accanto ad unโ€™ecologia ambientale, serve perciรฒ quellโ€™ecologia umana, fatta del rispetto della persona, che ho inteso richiamare questโ€™oggi rivolgendomi a voi.

Il secondo ambito in cui fioriscono i talenti della persona umana รจ il lavoro. Eโ€™ tempo di favorire le politiche di occupazione, ma soprattutto รจ necessario ridare dignitร  al lavoro, garantendo anche adeguate condizioni per il suo svolgimento. Ciรฒ implica, da un lato, reperire nuovi modi per coniugare la flessibilitร  del mercato con le necessitร  di stabilitร  e certezza delle prospettive lavorative, indispensabili per lo sviluppo umano dei lavoratori; d’altra parte, significa favorire un adeguato contesto sociale, che non punti allo sfruttamento delle persone, ma a garantire, attraverso il lavoro, la possibilitร  di costruire una famiglia e di educare i figli.

Parimenti, รจ necessario affrontare insieme la questione migratoria. Non si puรฒ tollerare che il Mar Mediterraneo diventi un grande cimitero! Sui barconi che giungono quotidianamente sulle coste europee ci sono uomini e donne che necessitano di accoglienza e di aiuto. L’assenza di un sostegno reciproco all’interno dell’Unione Europea rischia di incentivare soluzioni particolaristiche al problema, che non tengono conto della dignitร  umana degli immigrati, favorendo il lavoro schiavo e continue tensioni sociali. L’Europa sarร  in grado di far fronte alle problematiche connesse all’immigrazione se saprร  proporre con chiarezza la propria identitร  culturale e mettere in atto legislazioni adeguate che sappiano allo stesso tempo tutelare i diritti dei cittadini europei e garantire l’accoglienza dei migranti; se saprร  adottare politiche corrette, coraggiose e concrete che aiutino i loro Paesi di origine nello sviluppo socio-politico e nel superamento dei conflitti interni โ€“ causa principale di tale fenomeno โ€“ invece delle politiche di interesse che aumentano e alimentano tali conflitti. รˆ necessario agire sulle cause e non solo sugli effetti.

Signor Presidente, Eccellenze, Signore e Signori Deputati,

La coscienza della propria identitร  รจ necessaria anche per dialogare in modo propositivo con gli Stati che hanno chiesto di entrare a far parte dell’Unione in futuro. Penso soprattutto a quelli dell’area balcanica per i quali l’ingresso nell’Unione Europea potrร  rispondere all’ideale della pace in una regione che ha grandemente sofferto per i conflitti del passato. Infine, la coscienza della propria identitร  รจ indispensabile nei rapporti con gli altri Paesi vicini, particolarmente con quelli che si affacciano sul Mediterraneo, molti dei quali soffrono a causa di conflitti interni e per la pressione del fondamentalismo religioso e del terrorismo internazionale.

A voi legislatori spetta il compito di custodire e far crescere l’identitร  europea, affinchรฉ i cittadini ritrovino fiducia nelle istituzioni dell’Unione e nel progetto di pace e amicizia che ne รจ il fondamento. Sapendo che ยซquanto piรน cresce la potenza degli uomini tanto piรน si estende e si allarga la loro responsabilitร  personale e collettivaยป[12], vi esorto [perciรฒ] a lavorare perchรฉ l’Europa riscopra la sua anima buona.

Un anonimo autore del II secolo scrisse che ยซi cristiani rappresentano nel mondo ciรฒ che l’anima รจ nel corpoยป[13]. Il compito dell’anima รจ quello di sostenere il corpo, di esserne la coscienza e la memoria storica. E una storia bimillenaria lega l’Europa e il cristianesimo. Una storia non priva di conflitti e di errori, anche di peccati, ma sempre animata dal desiderio di costruire per il bene. Lo vediamo nella bellezza delle nostre cittร , e piรน ancora in quella delle molteplici opere di caritร  e di edificazione umana comune che costellano il continente. Questa storia, in gran parte, รจ ancora da scrivere. Essa รจ il nostro presente e anche il nostro futuro. Essa รจ la nostra identitร . E l’Europa ha fortemente bisogno di riscoprire il suo volto per crescere, secondo lo spirito dei suoi Padri fondatori, nella pace e nella concordia, poichรฉ essa stessa non ancora esente dai conflitti.

Cari Eurodeputati, รจ giunta lโ€™ora di costruire insieme lโ€™Europa che ruota non intorno allโ€™economia, ma intorno alla sacralitร  della persona umana, dei valori inalienabili; lโ€™Europa che abbraccia con coraggio il suo passato e guarda con fiducia il futuro per vivere pienamente e con speranza il suo presente. รˆ giunto il momento di abbandonare lโ€™idea di unโ€™Europa impaurita e piegata su sรฉ stessa per suscitare e promuovere lโ€™Europa protagonista, portatrice di scienza, di arte, di musica, di valori umani e anche di fede. Lโ€™Europa che contempla il cielo e persegue degli ideali; lโ€™Europa che guarda e difende e tutela lโ€™uomo; lโ€™Europa che cammina sulla terra sicura e salda, prezioso punto di riferimento per tutta l’umanitร !

Grazie.

[1] GIOVANNI PAOLO II, Discorso al Parlamento Europeo, 11 ottobre 1988, n. 5.

[2] GIOVANNI PAOLO II, Discorso all’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, 8 ottobre 1988.

[3] Cfr Benedetto XVI, Caritas in veritate, 7; Conc. Ecum. Vat. II, Cost. past. Gaudium et spes, 26.

[4] Cfr Compendio della Dottrina sociale della Chiesa, 37.

[5] Cfr Evangelii gaudium, 55.

[6] BENEDETTO XVI, Caritas in veritate, 71.

[7] Ibid.

[8] Cfr Evangelii gaudium, 209.

[9] BENEDETTO XVI, Discorso ai Membri del Corpo Diplomatico, 7 gennaio 2013.

[10] Cfr Evangelii gaudium, 231.

[11] Francesco, Udienza Generale, 5 giugno 2013.

[12] Gaudium et spes, 34.

[13] Cfr Lettera a Diogneto, 6.

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