Papa Francesco – Angelus del 4 Luglio 2021 – Il testo, il video e il file mp3

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PAPA FRANCESCO

ANGELUS

Piazza San Pietro
Domenica, 4 luglio 2021

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Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Il Vangelo che leggiamo nella liturgia di questa domenica (Mc 6,1-6) ci racconta lโ€™incredulitร  dei compaesani di Gesรน. Egli, dopo aver predicato in altri villaggi della Galilea, ripassa da Nazaret, dove era cresciuto con Maria e Giuseppe; e, un sabato, si mette a insegnare nella sinagoga. Molti, ascoltandolo, si domandano: โ€œDa dove gli viene tutta questa sapienza? Ma non รจ il figlio del falegname e di Maria, cioรจ dei nostri vicini di casa che conosciamo bene?โ€ (cfr vv. 1-3). Davanti a questa reazione, Gesรน afferma una veritร  che รจ entrata a far parte anche della sapienza popolare: ยซUn profeta non รจ disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa suaยป (v. 4). Lo diciamo tante volte.

Soffermiamoci sullโ€™atteggiamento dei compaesani di Gesรน. Potremmo dire che essi conoscono Gesรน, ma non lo riconoscono. Cโ€™รจ differenza tra conoscere e riconoscere. In effetti, questa differenza ci fa capire che possiamo conoscere varie cose di una persona, farci unโ€™idea, affidarci a quello che ne dicono gli altri, magari ogni tanto incontrarla nel quartiere, ma tutto questo non basta. Si tratta di un conoscere direi ordinario, superficiale, che non riconosce lโ€™unicitร  di quella persona. รˆ un rischio che corriamo tutti: pensiamo di sapere tanto di una persona, e il peggio รจ che la etichettiamo e la rinchiudiamo nei nostri pregiudizi. Allo stesso modo, i compaesani di Gesรน lo conoscono da trentโ€™anni e pensano di sapere tutto! โ€œMa questo non รจ il ragazzo che abbiamo visto crescere, il figlio del falegname e di Maria? Ma da dove gli vengono, queste cose?โ€. La sfiducia. In realtร , non si sono mai accorti di chi รจ veramente Gesรน. Si fermano allโ€™esterioritร  e rifiutano la novitร  di Gesรน.

E qui entriamo proprio nel nocciolo del problema: quando facciamo prevalere la comoditร  dellโ€™abitudine e la dittatura dei pregiudizi, รจ difficile aprirsi alla novitร  e lasciarsi stupire. Noi controlliamo, con lโ€™abitudine, con i pregiudizi. Finisce che spesso dalla vita, dalle esperienze e perfino dalle persone cerchiamo solo conferme alle nostre idee e ai nostri schemi, per non dover mai fare la fatica di cambiare. E questo puรฒ succedere anche con Dio, proprio a noi credenti, a noi che pensiamo di conoscere Gesรน, di sapere giร  tanto di Lui e che ci basti ripetere le cose di sempre. E questo non basta, con Dio. Ma senza apertura alla novitร  e soprattutto โ€“ ascoltate bene โ€“ apertura alle sorprese di Dio, senza stupore, la fede diventa una litania stanca che lentamente si spegne e diventa unโ€™abitudine, unโ€™abitudine sociale. Ho detto una parola: lo stupore. Cosโ€™รจ, lo stupore? Lo stupore รจ proprio quando succede lโ€™incontro con Dio: โ€œHo incontrato il Signoreโ€. Leggiamo il Vangelo: tante volte, la gente che incontra Gesรน e lo riconosce, sente lo stupore. E noi, con lโ€™incontro con Dio, dobbiamo andare su questa via: sentire lo stupore. รˆ come il certificato di garanzia che quellโ€™incontro รจ vero, non รจ abitudinario.

Alla fine, perchรฉ i compaesani di Gesรน non lo riconoscono e non credono in Lui? Perchรฉ? Qual รจ il motivo? Possiamo dire, in poche parole, che non accettano lo scandalo dellโ€™Incarnazione. Non lo conoscono, questo mistero dellโ€™Incarnazione, ma non accettano il mistero. Non lo sanno, ma il motivo รจ inconsapevole e sentono che รจ scandaloso che lโ€™immensitร  di Dio si riveli nella piccolezza della nostra carne, che il Figlio di Dio sia il figlio del falegname, che la divinitร  si nasconda nellโ€™umanitร , che Dio abiti nel volto, nelle parole, nei gesti di un semplice uomo. Ecco lo scandalo: lโ€™incarnazione di Dio, la sua concretezza, la sua โ€œquotidianitร โ€. E Dio si รจ fatto concreto in un uomo, Gesรน di Nazaret, si รจ fatto compagno di strada, si รจ fatto uno di noi. โ€œTu sei uno di noiโ€: dirlo a Gesรน, รจ una bella preghiera! E perchรฉ รจ uno di noi ci capisce, ci accompagna, ci perdona, ci ama tanto. In realtร , รจ piรน comodo un dio astratto, distante, che non si immischia nelle situazioni e che accetta una fede lontana dalla vita, dai problemi, dalla societร . Oppure ci piace credere a un dio โ€œdagli effetti specialiโ€, che fa solo cose eccezionali e dร  sempre grandi emozioni. Invece, cari fratelli e sorelle, Dio si รจ incarnato: Dio รจ umile, Dio รจ tenero, Dio รจ nascosto, si fa vicino a noi abitando la normalitร  della nostra vita quotidiana. E allora, succede a noi come ai compaesani di Gesรน, rischiamo che, quando passa, non lo riconosciamo. Torno a dire quella bella frase di Santโ€™Agostino: โ€œHo paura di Dio, del Signore, quando passaโ€. Ma, Agostino, perchรฉ hai paura? โ€œHo paura di non riconoscerlo. Ho paura del Signore quando passa. Timeo Dominum transeuntemโ€. Non lo riconosciamo, ci scandalizziamo di Lui. Pensiamo a comโ€™รจ il nostro cuore rispetto a questa realtร .

Ora, nella preghiera, chiediamo alla Madonna, che ha accolto il mistero di Dio nella quotidianitร  di Nazaret, di avere occhi e cuore liberi dai pregiudizi e avere occhi aperti allo stupore: โ€œSignore, che ti incontri!โ€. E quando incontriamo il Signore cโ€™รจ questo stupore. Lo incontriamo nella normalitร : occhi aperti alle sorprese di Dio, alla Sua presenza umile e nascosta nella vita di ogni giorno.


Dopo l’Angelus

Cari fratelli e sorelle,

dalla cara nazione di Eswatini, nellโ€™Africa meridionale, giungono notizie di tensioni e violenze. Invito coloro che detengono responsabilitร  e quanti manifestano le proprie aspirazioni per il futuro del Paese a uno sforzo comune per il dialogo, la riconciliazione e la composizione pacifica delle diverse posizioni.

E sono lieto di annunciare che dal 12 al 15 settembre prossimo, a Dio piacendo, mi recherรฒ in Slovacchia per fare una visita pastorale. Il pomeriggio [del 12]. Sono contenti gli slovacchi, lรฌ! [in Piazza sono presenti numerosi pellegrini slovacchi]. Prima [la mattina della stessa domenica 12 settembre] concelebrerรฒ in Budapest la Messa conclusiva del Congresso Eucaristico Internazionale. Ringrazio di cuore quanti stanno preparando questo viaggio e prego per loro. Preghiamo tutti per questo viaggio e per le persone che stanno lavorando per organizzarlo.

E saluto con affetto tutti voi, romani, pellegrini dallโ€™Italia, da vari Paesi, specialmente gli slovacchi! In particolare, saluto i gruppi di fedeli di Cosenza, Crotone, Morano Calabro e Ostuni. A tutti auguro una buona domenica. E per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Grazie! Ciao!

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Fonte

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