Papa Francesco alla Curia Romana, in occasione della presentazione degli auguri natalizi 2017

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PRESENTAZIONE DEGLI AUGURI NATALIZI DELLA CURIA ROMANA

DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO

Sala Clementina
Giovedรฌ, 21 dicembre 2017

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Cari fratelli e sorelle,

Il Natale รจ la festa della fede nel Figlio di Dio che si รจ fatto uomo per ridonare allโ€™uomo la sua dignitร  filiale, perduta a causa del peccato e della disobbedienza. Il Natale รจ la festa della fede nei cuori che si trasformano in mangiatoia per ricevere Lui, nelle anime che permettono a Dio di far germogliare dal tronco della loro povertร  il virgulto di speranza, di caritร  e di fede.

Quella di oggi รจ una nuova occasione per scambiarci gli auguri natalizi e auspicare per tutti voi, per i vostri collaboratori, per i Rappresentanti pontifici, per tutte le persone che prestano servizio nella Curia e per tutti i vostri cari un santo e gioioso Natale e un felice Anno Nuovo. Che questo Natale ci apra gli occhi per abbandonare il superfluo, il falso, il malizioso e il finto, e per vedere lโ€™essenziale, il vero, il buono e lโ€™autentico. Tanti auguri davvero!

Cari fratelli,

avendo parlato in precedenza della Curia romana ad intra, desidero questโ€™anno condividere con voi alcune riflessioni sulla realtร  della Curia ad extra, ossia il rapporto della Curia con le Nazioni, con le Chiese particolari, con le Chiese Orientali, con il dialogo ecumenico, con lโ€™ebraismo, con lโ€™Islam e le altre religioni, cioรจ con il mondo esterno.

Le mie riflessioni si basano certamente sui principi basilari e canonici della Curia, sulla stessa storia della Curia, ma anche sulla visione personale che ho cercato di condividere con voi nei discorsi degli ultimi anni, nel contesto dellโ€™attuale riforma in corso.

E parlando della riforma mi viene in mente lโ€™espressione simpatica e significativa di Mons. Frรฉdรฉric-Franรงois-Xavier De Mรฉrode: ยซFare le โ€Žriforme a Roma รจ come pulire la Sfinge dโ€™Egitto con uno spazzolino da dentiยป[1].โ€Ž Ciรฒ evidenzia quanta pazienza, dedizione e delicatezza occorrano per raggiungere tale obbiettivo, in quanto la Curia รจ unโ€™istituzione antica, complessa, venerabile, composta da uomini provenienti da diverse culture, lingue e costruzioni mentali e che, strutturalmente e da sempre, รจ legata alla funzione primaziale del Vescovo di Roma nella Chiesa, ossia allโ€™ufficio โ€œsacroโ€ voluto dallo stesso Cristo Signore per il bene dellโ€™intero corpo della Chiesa, (ad bonum totius corporis)[2].

Lโ€™universalitร  del servizio della Curia, dunque, proviene e scaturisce dalla cattolicitร  del Ministero petrino. Una Curia chiusa in sรฉ stessa tradirebbe lโ€™obbiettivo della sua esistenza e cadrebbe nellโ€™autoreferenzialitร , condannandosi allโ€™autodistruzione. La Curia, ex natura, รจ progettata ad extra in quanto e finchรฉ legata al Ministero petrino, al servizio della Parola e dellโ€™annuncio della Buona Novella: il Dio Emmanuele, che nasce tra gli uomini, che si fa uomo per mostrare a ogni uomo la sua vicinanza viscerale, il suo amore senza limiti e il suo desiderio divino che tutti gli uomini siano salvi e arrivino a godere della beatitudine celeste (cfr 1 Tm 2,4); il Dio che fa sorgere il suo sole sui buoni e sui cattivi (cfr Mt 5,45); il Dio che non รจ venuto per essere servito ma per servire (cfr Mt 20,28); il Dio che ha costituito la Chiesa per essere nel mondo, ma non del mondo, e per essere strumento di salvezza e di servizio.

Proprio pensando a questa finalitร  ministeriale, petrina e curiale, ossia di servizio, salutando di recente i Padri e Capi delle Chiese Orientali Cattoliche[3], ho fatto ricorso allโ€™espressione di un โ€œprimato diaconaleโ€, rimandando subito allโ€™immagine diletta di San Gregorio Magno del Servus servorum Dei. Questa definizione, nella sua dimensione cristologica, รจ anzitutto espressione della ferma volontร  di imitare Cristo, il quale assunse la forma di servo (cfr Fil 2,7โ€Ž). Benedetto XVI, quando ne parlรฒ, disse che sulle labbra di Gregorio questa frase non era ยซuna pia formula, ma la vera manifestazione del suo modo di vivere e di agire. Egli era intimamente colpito dallโ€™umiltร  di Dio, che in Cristo si รจ fatto nostro servo, ci ha lavato e ci lava i piedi sporchiยป[4].

Analogo atteggiamento diaconale deve caratterizzare anche quanti, a vario titolo, operano nellโ€™ambito della Curia romana la quale, come ricorda anche il Codice di Diritto Canonico, agendo nel nome e con lโ€™autoritร  del Sommo Pontefice, ยซadempie alla propria funzione per il bene e al servizio delle Chieseยป (can. 360; cfr CCEO can. 46).

Primato diaconale โ€œrelativo al Papaโ€[5]; e altrettanto diaconale, di conseguenza, รจ il lavoro che si svolge allโ€™interno della Curia romana ad intra e allโ€™esterno ad extra. Questo tema della diaconia ministeriale e curiale mi riporta a un antico testo presente nella Didascalia Apostolorum, dove si afferma: il ยซdiacono sia lโ€™orecchio e la bocca del Vescovo, il suo cuore e la sua animaยป[6], poichรฉ a questa concordia รจ legata la comunione, lโ€™armonia e la pace nella Chiesa, in quanto il diacono รจ il custode del servizio nella Chiesa[7]. Non credo sia per caso che lโ€™orecchio รจ lโ€™organo dellโ€™udito ma anche dellโ€™equilibrio; e la bocca lโ€™organo dellโ€™assaporare e del parlare.

Un altro antico testo aggiunge che i diaconi sono chiamati a essere come gli occhi del Vescovo[8]. Lโ€™occhio guarda per trasmettere le immagini alla mente, aiutandola a prendere le decisioni e a dirigere per il bene di tutto il corpo.

La relazione che da queste immagini si puรฒ dedurre รจ quella di comunione di filiale obbedienza per il servizio al popolo santo di Dio. Non cโ€™รจ dubbio, poi, che tale devโ€™essere anche quella che esiste tra tutti quanti operano nella Curia romana, dai Capi Dicastero e Superiori agli ufficiali e a tutti. La comunione con Pietro rafforza e rinvigorisce la comunione tra tutti i membri.

Da questo punto di vista, il richiamo ai sensi dellโ€™organismo umano aiuta ad avere il senso dellโ€™estroversione, dellโ€™attenzione a quello che cโ€™รจ fuori. Nellโ€™organismo umano, infatti, i sensi sono il nostro primo legame con il mondo ad extra, sono come un ponte verso di esso; sono la nostra possibilitร  di relazionarci. I sensi ci aiutano a cogliere il reale e ugualmente a collocarci nel reale. Non a caso Santโ€™Ignazio di Loyola ha fatto ricorso ai sensi nella contemplazione dei Misteri di Cristo e della veritร [9].

Questo รจ molto importante per superare quella squilibrata e degenere logica dei complotti o delle piccole cerchie che in realtร  rappresentano โ€“ nonostante tutte le loro giustificazioni e buone intenzioni โ€“ un cancro che porta allโ€™autoreferenzialitร , che si infiltra anche negli organismi ecclesiastici in quanto tali, e in particolare nelle persone che vi operano. Quando questo avviene, perรฒ, si perde la gioia del Vangelo, la gioia di comunicare il Cristo e di essere in comunione con Lui; si perde la generositร  della nostra consacrazione (cfr At 20,35 e 2 Cor 9,7).

Permettetemi qui di spendere due parole su un altro pericolo, ossia quello dei traditori di fiducia o degli approfittatori della maternitร  della Chiesa, ossia le persone che vengono selezionate accuratamente per dare maggior vigore al corpo e alla riforma, ma โ€“ non comprendendo lโ€™elevatezza della loro responsabilitร  โ€“ si ย lasciano corrompere dallโ€™ambizione o dalla vanagloria e, quando vengono delicatamente allontanate, si auto-dichiarano erroneamente martiri del sistema, del โ€œPapa non informatoโ€, della โ€œvecchia guardiaโ€โ€ฆ, invece di recitare il โ€œmea culpaโ€. Accanto a queste persone ve ne sono poi altre che ancora operano nella Curia, alle quali si dร  tutto il tempo per riprendere la giusta via, nella speranza che trovino nella pazienza della Chiesa unโ€™opportunitร  per convertirsi e non per approfittarsene. Questo certamente senza dimenticare la stragrande maggioranza di persone fedeli che vi lavorano con lodevole impegno, fedeltร , competenza, dedizione e anche tanta santitร .

รˆ opportuno, allora, tornando allโ€™immagine del corpo, evidenziare che questi โ€œsensi istituzionaliโ€, cui potremmo in qualche modo paragonare i Dicasteri della Curia romana, devono operare in maniera conforme alla loro natura e alla loro finalitร : nel nome e con lโ€™autoritร  del Sommo Pontefice e sempre per il bene e al servizio delle Chiese[10]. Essi sono chiamati ad essere nella Chiesa come delle fedeli antenne sensibili: emittenti e riceventi.

Antenne emittenti in quanto abilitate a trasmettere fedelmente la volontร  del Papa e dei Superiori. La parola โ€œfedeltร โ€[11] per quanti operano presso la Santa Sede ยซassume un carattere particolare, dal momento che essi pongono al servizio del Successore di Pietro buona parte delle proprie energie, del proprio tempo e del proprio ministero quotidiano. Si tratta di una grave responsabilitร , ma anche di un dono speciale, che con il passare del tempo va sviluppando un legame affettivo con il Papa, di interiore confidenza, un naturale idem sentire, che รจ ben espresso proprio dalla parola โ€œfedeltร โ€ยป[12].

Lโ€™immagine dellโ€™antenna rimanda altresรฌ allโ€™altro movimento, quello inverso, ossia del ricevente. Si tratta di cogliere le istanze, le domande, le richieste, le grida, le gioie e le lacrime delle Chiese e del mondo in modo da trasmetterle al Vescovo di Roma al fine di permettergli di svolgere piรน efficacemente il suo compito e la sua missione di ยซprincipio e fondamento perpetuo e visibile dellโ€™unitร  di fede e di comunioneยป[13]. Con tale recettivitร , che รจ piรน importante dellโ€™aspetto precettivo, i Dicasteri della Curia romana entrano generosamente in quel processo di ascolto e di sinodalitร  di cui ho giร  parlato[14].

Cari fratelli e sorelle,

ho fatto ricorso allโ€™espressione โ€œprimato diaconaleโ€, allโ€™immagine del corpo, dei sensi e dellโ€™antenna per spiegare che proprio per raggiungere gli spazi dove lo Spirito parla alle Chiese (cioรจ la storia) e per realizzare lo scopo dellโ€™operare (la salus animarum) risulta necessario, anzi indispensabile, praticare il discernimento dei segni dei tempi[15], la comunione nel servizio, la caritร  nella veritร , la docilitร  allo Spirito e lโ€™obbedienza fiduciosa ai Superiori.

Forse รจ utile qui ricordare che gli stessi nomi dei diversi Dicasteri e degli Uffici della Curia romana lasciano intendere quali siano le realtร  a favore delle quali debbono operare. Si tratta, a ben vedere, di azioni fondamentali e importanti per tutta la Chiesa e direi per il mondo intero.

Essendo lโ€™operato della Curia davvero molto ampio, mi limiterei questa volta a parlarvi genericamente della Curia ad extra, cioรจ di alcuni aspetti fondamentali, selezionati, a partire dai quali non sarร  difficile, nel prossimo futuro, elencare e approfondire gli altri campi dellโ€™operato della Curia.

La Curia e il rapporto con le Nazioni

In questo campo gioca un ruolo fondamentale la Diplomazia Vaticana, che รจ la ricerca sincera e costante di rendere la Santa Sede un costruttore di ponti, di pace e di dialogo tra le Nazioni. Ed essendo una Diplomazia al servizio dellโ€™umanitร  e dellโ€™uomo, della mano tesa e della porta aperta, essa si impegna nellโ€™ascoltare, nel comprendere, nellโ€™aiutare, nel sollevare e nellโ€™intervenire prontamente e rispettosamente in qualsiasi situazione per avvicinare le distanze e per intessere la fiducia. Lโ€™unico interesse della Diplomazia Vaticana รจ quello di essere libera da qualsiasi interesse mondano o materiale.

La Santa Sede quindi รจ presente sulla scena mondiale per collaborare con tutte le persone e le Nazioni di buona volontร  e per ribadire sempre lโ€™importanza di custodire la nostra casa comune da ogni egoismo distruttivo; per affermare che le guerre portano solo morte e distruzione; per attingere dal passato i necessari insegnamenti che ci aiutano a vivere meglio il presente, a costruire solidamente il futuro e a salvaguardarlo per le nuove generazioni.

Gli incontri con i Capi delle Nazioni e con le diverse Delegazioni, insieme ai Viaggi Apostolici, ne sono il mezzo e lโ€™obbiettivo.

Ecco perchรฉ รจ stata costituita la Terza Sezione della Segreteria di Stato, con la finalitร  di dimostrare lโ€™attenzione e la vicinanza del Papa e dei Superiori della Segreteria di Stato al personale di ruolo diplomatico e anche ai religiosi e alle religiose, ai laici e alle laiche che prestano lavoro nelle Rappresentanze Pontificie. Una Sezione che si occupa delle questioni attinenti alle persone che lavorano nel servizio diplomatico della Santa Sede o che vi si preparano, in stretta collaborazione con la Sezione per gli Affari Generali e con la Sezione per i Rapporti con gli Stati[16].

Questa particolare attenzione si basa sulla duplice dimensione del servizio del personale diplomatico di ruolo: pastori e diplomatici, al servizio delle Chiese particolari e delle Nazioni ove operano.

La Curia e le Chiese particolari

Il rapporto che lega la Curia alle Diocesi e alle Eparchie รจ di primaria importanza. Esse trovano nella Curia Romana il sostegno e il supporto necessario di cui possono avere bisogno. รˆ un rapporto che si basa sulla collaborazione, sulla fiducia e mai sulla superioritร  o sullโ€™avversitร . La fonte di questo rapporto รจ nel Decreto conciliare sul ministero pastorale dei Vescovi, dove piรน ampiamente si spiega che quello della Curia รจ un lavoro svolto ยซa vantaggio delle Chiese e al servizio dei sacri pastoriยป[17].

La Curia romana, dunque, ha come suo punto di riferimento non soltanto il Vescovo di Roma, da cui attinge autoritร , ma pure le Chiese particolari e i loro Pastori nel mondo intero, per il cui bene opera e agisce.

A questa caratteristica di ยซservizio al Papa e ai Vescovi, alla Chiesa universale, alle Chiese particolariยป e al mondo intero, ho fatto richiamo nel primo di questi nostri annuali incontri, quando sottolineai che ยซnella Curia romana si apprende, โ€œsi respiraโ€ in modo speciale questa duplice dimensione della Chiesa, questa compenetrazione tra lโ€™universale e il particolareยป; e aggiunsi: ยซpenso che sia una delle esperienze piรน belle di chi vive e lavora a Romaยป[18].

Le visite ad limina Apostolorum, in questo senso, rappresentano una grande opportunitร  di incontro, di dialogo e reciproco arricchimento. Ecco perchรฉ ho preferito, incontrando i Vescovi, avere un dialogo di reciproco ascolto, libero, riservato, sincero che va oltre gli schemi protocollari e lโ€™abituale scambio di discorsi e di raccomandazioni. รˆ importante anche il dialogo tra i Vescovi e i diversi Dicasteri. Questโ€™anno, riprendendo le visite ad limina, dopo l’anno del Giubileo, i Vescovi mi hanno confidato che sono stati ben accolti e ascoltati da tutti i Dicasteri. Questo mi rallegra tanto, e ringrazio i Capi Dicasteri qui presenti.

Permettetemi anche qui, in questo particolare momento della vita della Chiesa, di richiamare la nostra attenzione alla prossima XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, convocata sul tema โ€œI giovani, la fede e il discernimento vocazionaleโ€. Chiamare la Curia, i Vescovi e tutta la Chiesa a portare una speciale attenzione alle persone dei giovani, non vuol dire guardare soltanto a loro, ma anche mettere a fuoco un tema nodale per un complesso di relazioni e di urgenze: i rapporti intergenerazionali, la famiglia, gli ambiti della pastorale, la vita sociale… Lo annuncia chiaramente il Documento preparatorio nella sua introduzione: ยซLa Chiesa ha deciso di interrogarsi su come accompagnare i giovani a riconoscere e accogliere la chiamata allโ€™amore e alla vita in pienezza, e anche di chiedere ai giovani stessi di aiutarla a identificare le modalitร  oggi piรน efficaci per annunciare la Buona Notizia. Attraverso i giovani, la Chiesa potrร  percepire la voce del Signore che risuona anche oggi. Come un tempo Samuele (cfr 1 Sam 3,1-21) e Geremia (cfr Ger 1,4-10), anche oggi ci sono giovani che sanno scorgere quei segni del nostro tempo che lo Spirito addita. Ascoltando le loro aspirazioni possiamo intravedere il mondo di domani che ci viene incontro e le vie che la Chiesa รจ chiamata a percorrereยป[19].

La Curia e le Chiese Orientali

Lโ€™unitร  e la comunione che dominano il rapporto della Chiesa di Roma e le Chiese Orientali rappresentano un concreto esempio di ricchezza nella diversitร  per tutta la Chiesa. Esse, nella fedeltร  alle proprie Tradizioni bimillenarie e nella ecclesiastica communio, sperimentano e realizzano la preghiera sacerdotale di Cristo (cfr Gv 17)[20].ย 

In questo senso, nellโ€™ultimo incontro con i Patriarchi e gli Arcivescovi Maggiori delle Chiese Orientali, parlando del โ€œprimato diaconaleโ€, ho evidenziato anche lโ€™importanza di approfondire e di revisionare la delicata questione dellโ€™elezione dei nuovi Vescovi ed Eparchi che deve corrispondere, da una parte, allโ€™autonomia delle Chiese Orientali e, allo stesso tempo, allo spirito di responsabilitร  evangelica e al desiderio di rafforzare sempre di piรน lโ€™unitร  con la Chiesa Cattolica. ยซIl tutto, nella piรน convinta applicazione di quella autentica prassi sinodale, che รจ distintiva delle Chiese dโ€™Orienteยป[21]. Lโ€™elezione di ogni Vescovo deve rispecchiare e rafforzare lโ€™unitร  e la comunione tra il Successori di Pietro e tutto il collegio episcopale[22].

Il rapporto tra Roma e lโ€™Oriente รจ di reciproco arricchimento spirituale e liturgico. In realtร , la Chiesa di Roma non sarebbe davvero cattolica senza le inestimabili ricchezze delle Chiese Orientali e senza la testimonianza eroica di tanti nostri fratelli e sorelle orientali che purificano la Chiesa accettando il martirio e offrendo la loro vita per non negare Cristo[23].

La Curia e il dialogo ecumenico

Ci sono pure degli spazi nei quali la Chiesa Cattolica, specialmente dopo il Concilio Vaticano II, รจ particolarmente impegnata. Fra questi lโ€™unitร  dei cristiani che ยซรจ unโ€™esigenza essenziale della nostra fede, unโ€™esigenza che sgorga dallโ€™intimo del nostro essere credenti in Gesรน Cristoยป[24]. Si tratta sรฌ di un โ€œcamminoโ€ ma, come piรน volte รจ stato ripetuto anche dai miei Predecessori, รจ un cammino irreversibile e non in retromarcia. โ€œLโ€™unitร  si fa camminando, per ricordare che quando camminiamo insieme, cioรจ ci incontriamo come fratelli, preghiamo insieme, collaboriamo insieme nellโ€™annuncio del Vangelo e nel servizio agli ultimi siamo giร  uniti. Tutte le divergenze teologiche ed ecclesiologiche che ancora dividono i cristiani saranno superate soltanto lungo questa via, senza che noi oggi sappiamo come e quando, ma ciรฒ avverrร  secondo quello che lo Spirito Santo vorrร  suggerire per il bene della Chiesaยป[25].

La Curia opera in questo campo per favorire lโ€™incontro con il fratello, per sciogliere i nodi delle incomprensioni e delle ostilitร , e per contrastare i pregiudizi e la paura dellโ€™altro che hanno impedito di vedere la ricchezza della e nella diversitร  e la profonditร  del Mistero di Cristo e della Chiesa che resta sempre piรน grande di qualsiasi espressione umana.

Gli incontri avvenuti con i Papi, i Patriarchi e i Capi delle diverse Chiese e Comunitร  mi hanno sempre riempito di gioia e di gratitudine.

La Curia e lโ€™Ebraismo, lโ€™Islam, le altre religioni

Il rapporto della Curia Romana con le altre religioni si basa sullโ€™insegnamento del Concilio Vaticano II e sulla necessitร  del dialogo. ยซPerchรฉ lโ€™unica alternativa alla civiltร  dellโ€™incontro รจ lโ€™inciviltร  dello scontroยป[26]. Il dialogo รจ costruito su tre orientamenti fondamentali: ยซil dovere dellโ€™identitร , il coraggio dellโ€™alteritร  e la sinceritร  delle intenzioni. Il dovere dellโ€™identitร , perchรฉ non si puรฒ imbastire un dialogo vero sullโ€™ambiguitร  o sul sacrificare il bene per compiacere lโ€™altro; il coraggio dellโ€™alteritร , perchรฉ chi รจ differente da me, culturalmente o religiosamente, non va visto e trattato come un nemico, ma accolto come un compagno di strada, nella genuina convinzione che il bene di ciascuno risiede nel bene di tutti; la sinceritร  delle intenzioni, perchรฉ il dialogo, in quanto espressione autentica dellโ€™umano, non รจ una strategia per realizzare secondi fini, ma una via di veritร , che merita di essere pazientemente intrapresa per trasformare la competizione in collaborazioneยป[27].

Gli incontri avvenuti con le autoritร  religiose, nei diversi viaggi apostolici e negli incontri in Vaticano, ne sono la concreta prova.

Questi sono soltanto alcuni aspetti, importanti ma non esaurenti, dellโ€™operato della Curia ad extra. Oggi ho scelto questi aspetti, legati al tema del โ€œprimato diaconaleโ€, dei โ€œsensi istituzionaliโ€ e delle โ€œfedeli antenne emittenti e riceventiโ€.

Cari fratelli e sorelle,

come ho iniziato questo nostro incontro parlando del Natale come festa della fede, vorrei concluderlo evidenziando che il Natale ci ricorda perรฒ che una fede che non ci mette in crisi รจ una fede in crisi; una fede che non ci fa crescere รจ una fede che deve crescere; una fede che non ci interroga รจ una fede sulla quale dobbiamo interrogarci; una fede che non ci anima รจ una fede che deve essere animata; una fede che non ci sconvolge รจ una fede che deve essere sconvolta. In realtร , una fede soltanto intellettuale o tiepida รจ solo una proposta di fede, che potrebbe realizzarsi quando arriverร  a coinvolgere il cuore, lโ€™anima, lo spirito e tutto il nostro essere, quando si permette a Dio di nascere e rinascere nella mangiatoia del cuore, quando permettiamo alla stella di Betlemme di guidarci verso il luogo dove giace il Figlio di Dio, non tra i re e il lusso, ma tra i poveri e gli umili.

Angelo Silesio, nel suo Il Pellegrino cherubico, scrisse: ยซDipende solo da te: Ah, potesse il tuo cuore diventare una mangiatoia! Dio nascerebbe bambino di nuovo sulla terraยป[28].

Con queste riflessioni rinnovo i miei piรน fervidi auguri natalizi a voi e a tutti i vostri cari.

Grazie!

Vorrei, come dono di Natale, lasciarvi questa versione italiana dellโ€™opera del Beato Padre Maria Eugenio di Gesรน Bambino Je veux voir Dieu: Voglio vedere Dio. รˆ unโ€™opera di teologia spirituale, farร  bene a tutti noi. Forse non leggendola tutta, ma cercando nellโ€™indice quel punto che piรน interessa o del quale ho piรน bisogno. Spero che sia di profitto per tutti noi.

E poi รจ stato tanto generoso il Cardinale Piacenza che, con il lavoro della Penitenzieria, anche di Mons. Nykiel, ha fatto questo libro: La festa del perdono, come risultato del Giubileo della Misericordia; e lui ha voluto pure regalarlo. Grazie al Cardinale Piacenza e alla Penitenzieria Apostolica. Daranno questo allโ€™uscita a tutti voi.

Grazie!

[Benedizione]

E, per favore, pregate per me.

[1] Cfr Giuseppe Dalla Torre, Sopra una storia della Gendarmeria Pontificia, 19 ottobre 2017.

[2] ยซPer pascere e accrescere sempre piรน il popolo di Dio ha istituito nella sua Chiesa vari ministeri che tendono al bene di tutto il corpoยป (Conc. Ecum. Vat. II, Cost. dogm. Lumen gentium, 18).

[3] Cfr Saluto ai Patriarchi e agli Arcivescovi Maggiori, 9 ottobre 2017.

[4] Catechesi nellโ€™Udienza generale del 4 giugno 2008.

[5] Cfr Giovanni Paolo II, Discorso alla riunione plenaria del Sacro Collegio dei Cardinali, 21 novembre 1985, 4.

[6] 2, 44: Funk, 138-166; cfr W. Rordorf, Liturgie et eschatologie, in Augustinianum 18 (1978), 153-161; Id., Que savons-nous des lieux de culte chrรฉtiens de l’รฉpoque prรฉconstantinienne? in L’Orient Syrien 9 (1964), 39-60.

[7] Cfr Incontro con i sacerdoti e i consacrati, Duomo di Milano, 25 marzo 2017.

[8] ยซQuanto ai diaconi della Chiesa, siano come gli occhi del vescovo, che sanno vedere tutto attorno, investigando le azioni di ciascuno della Chiesa, nel caso che qualcuno stia sul punto di peccare: in questo modo, prevenuto dall’avvertimento di chi presiede, forse non porterร  a termine il [suoi peccato]ยป (Lettera di Clemente a Giacomo, 12: Rehm 14-15, in I Ministeri nella Chiesa Antica, Testi patristici dei primi tre secoli a cura di Enrico Cattaneo, Edizioni Paoline, 1997, p. 696).

[9] Cfr Esercizi Spirituali, N. 121: ยซLa quinta contemplazione sarร  applicare i cinque sensi sulla prima e la seconda contemplazioneยป.

[10] Nel commento al Vangelo secondo Matteo di San Girolamo si registra un curioso paragone tra i cinque sensi dellโ€™organismo umano e le vergini della parabola evangelica, che diventano stolte quando non agiscono piรน secondo il fine loro assegnato (cfr Comm. in Mt XXV: PL 26, 184).

[11] Il concetto della fedeltร  risulta molto impegnativo ed eloquente perchรฉ sottolinea anche la durata nel tempo dellโ€™impegno assunto, rimanda ad una virtรน che, come disse Benedetto XVI, ยซesprime il legame tutto particolare che si stabilisce tra il Papa e i suoi diretti collaboratori, tanto nella Curia Romana come nelle Rappresentanze Pontificieโ€. Discorso alla Comunitร  della Pontificia Accademia Ecclesiastica, 11 giugno 2012.

[12] Ibid.

[13] Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium,ย 18.

[14] ยซUna Chiesa sinodale รจ una Chiesa dellโ€™ascolto, nella consapevolezza che ascoltare โ€œรจ piรน che sentireโ€. รˆ un ascolto reciproco in cui ciascuno ha qualcosa da imparare. Popolo fedele, Collegio episcopale, Vescovo di Roma: lโ€™uno in ascolto degli altri; e tutti in ascolto dello Spirito Santo, lo โ€œSpirito della veritร โ€ (Gv 14,17), per conoscere ciรฒ che Egli โ€œdice alle Chieseโ€ (Ap 2,7)ยป Discorso nel 50ยฐ anniversario del Sinodo dei Vescovi, 17 ottobre 2015.

[15]ย Cfr Lc 12,54-59; Mt 16,1-4; Conc. Ecum. Vat. II, Cost. past. Gaudium et spes, 11: ยซIl popolo di Dio, mosso dalla fede con cui crede di essere condotto dallo Spirito del Signore che riempie lโ€™universo, cerca di discernere negli avvenimenti, nelle richieste e nelle aspirazioni, cui prende parte insieme con gli altri uomini del nostro tempo, quali siano i veri segni della presenza o del disegno di Dio. La fede infatti tutto rischiara di una luce nuova, e svela le intenzioni di Dio sulla vocazione integrale dellโ€™uomo, orientando cosรฌ lo spirito verso soluzioni pienamente umaneยป.

[16]ย Cfr. Lettera Pontificia, il 18 ottobre 2017; Comunicato della Segreteria di Stato, il 21 novembre 2017.

[17] Christus Dominus, 9.

[18] Discorso alla Curia romana, 21 dicembre 2013; cfr Paolo VI, Omelia per lโ€™80ยฐ compleanno, 16 ottobre 1977: ยซSi, Roma ho amato, nel continuo assillo di meditarne e di comprenderne il trascendente segreto, incapace certamente di penetrarlo e di viverlo, ma appassionato sempre, come ancora lo sono, di scoprire come e perchรฉ โ€œCristo รจ Romanoโ€ (cfr Dante, Div. Comm., Purg., XXXII, 102) [โ€ฆ] la vostra โ€œcoscienza romanaโ€ abbia essa all’origine la nativa cittadinanza di questa Urbe fatidica, ovvero la permanenza di domicilio o lโ€™ospitalitร  ivi goduta; โ€œcoscienza romanaโ€ che qui essa ha virtรน dโ€™infondere a chi sappia respirarne il senso dโ€™universale umanesimoยป (Insegnamenti di Paolo VI, XV 1977, 1957).

[19] Sinodo dei Vescovi – Assemblea Generale Ordinaria XV, I giovani, la fede e il discernimento vocazionale, Introduzione.

[20] Da una parte, lโ€™unitร  che risponde al dono dello Spirito, trova naturale e piena โ€Žespressione nellโ€™ยซunione indefettibile con il Vescovo di Romaยป (Benedetto XVI, Esort. ap. post-sin. Ecclesia in Medio Oriente, 40). E dallโ€™altra parte, lโ€™essere โ€Žinseriti nella comunione dellโ€™intero Corpo di Cristo ci rende consapevoli di โ€Ždover rafforzare lโ€™unione e la solidarietร  in seno ai vari Sinodi patriarcali, โ€Žโ€Žยซprivilegiando sempre la concertazione su questioni di grande importanza โ€Žper la Chiesa in vista di unโ€™azione collegiale e unitariaยป (ibid.)โ€Ž.

[21] Parole ai Patriarchi delle Chiese Orientali e agli Arcivescovi Maggiori,ย  21 novembre 2013.

[22] Insieme ai Capi e Padri, agli Arcivescovi e ai Vescovi orientali, in comunione โ€Žcon il Papa, con la Curia e tra di loro, siamo tutti chiamati ยซa โ€Žricercare sempre โ€œla giustizia, la pietร , la fede, la caritร , la pazienza e la โ€Žmitezzaโ€ (cfr 1 Tm 6,11); [ad adottare] uno stile di vita sobrio a immagine di โ€ŽCristo, che si รจ spogliato per arricchirci con la sua povertร  (cfr 2 Cor 8,9) [โ€ฆ] โ€Žโ€Ž[alla] trasparenza nella gestione dei beni e sollecitudine verso ogni debolezza โ€Že necessitร ยปย (Parole ai Patriarchi delle Chiese Orientali cattoliche e agli Arcivescovi Maggiori, 21 novembre 2013).

[23] Noi ยซvediamo tanti nostri fratelli e sorelle cristiani delle Chiese orientali sperimentare persecuzioni drammatiche e una diaspora sempre piรน inquietanteยป (Omelia in occasione del centenario della Congregazione per le Chiese Orientali e del Pontificio Istituto Orientale), Basilica di Santa Maria Maggiore, 12 ottobre 2017). ยซSu queste situazioni nessuno puรฒ chiudere gli occhiยป (Messaggio nel centenario di fondazione del Pontificio Istituto Orientale, 12 ottobre 2017).

[24] Discorso alla Plenaria del Pontificio Consiglio per la Promozione dellโ€™Unitร  โ€Ždei Cristiani, 10 novembre 2016โ€Ž.

[25] Ibid.

[26] Discorso ai partecipanti alla Conferenza Internazionale per la Pace, Al-Azhar Conference Centre, Il Cairo, 28 aprile 2017.

[27] Ibid.

[28] Edizione Paoline 1989, p. 170 [234-235]: ยซEs mangelt nur an dir: Ach, kรถnnte nur dein Herz zu einer Krippe werden, Gott wรผrde noch einmal ein Kind auf dieser Erdenยป.

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