Tra due batter d’aliย
Allโingresso delle case delle Piccole Sorelle di Gesรน, solitamente si trova unโimmagine molto significativa per loro. Si tratta di un piccolo bambino del colore della terra che tiene le braccia tese, sorride apertamente e viene voglia di prenderlo in braccio e di stringerlo al petto. Mi sono ricordato di un brevissimo racconto di Eduardo Galeano intitolato Il Viaggio, che recita cosรฌ:
ยซOriol Vall, che si prende cura dei neonati in un ospedale di Barcellona, dice che il primo gesto umano รจ l’abbraccio. Dopo essere entrati nel mondo, all’inizio dei loro giorni, i bambini alzano le braccia, come per cercare qualcuno.
Altri medici, che si prendono cura dei degenti in geriatria, raccontano che gli anziani, alla fine dei loro giorni, muoiono volendo alzare le braccia.
Ed รจ cosรฌ, per quanto possiamo girare intorno alla questione, per quante parole vi possiamo spendere.
A questa cosa, cosรฌ semplice, si riduce tutto: tra due batter dโali, senza ulteriori spiegazioni, trascorre il viaggioยป.
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Affacciamoci, riconoscendoci ciechi, al sorprendente viaggio di Dio che รจ l’Incarnazione. Lo contempliamo da migliaia di anni, cercando di poter dire tutto, vedendo solo alcune sfumature di luce. Edith Stein diceva: ยซNon basta inginocchiarsi una volta lโanno davanti al presepe e lasciarsi commuovere dal fascino della Notte Santa. Bisogna vivere lโintera vita in quotidiana comunicazione con Dioยป.
Lโimmagine del Bambino adagiato su un poโ di paglia: nella sua semplicitร ci accoglie a braccia aperte. Quelle braccia che somigliano troppo a quelle che un giorno saranno inchiodate ad una croce. Sรฌ, quel Bambino che silenzioso ci guarda chiedendoci di non resistere alla sua tenerezza, lo ritroveremo appeso alla croce: anche lรฌ, silenzioso, ci dice la stessa cosa. Sono le braccia aperte, segno di accoglienza e di dono di sรจ, a tratteggiare dallโinizio alla fine la storia di Gesรน.
A cura di fra Simone dal suo canale Telegram (https://t.me/centoparole)




