Etimo dedica una canzone a chi è nello sconforto

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I misteri nel mondo della musica e in particolare le identità segrete mi hanno sempre affascinato. I caschi dei Daft Punk che hanno protetto il loro anonimato per i 28 anni di attività, la parrucca di Sia, la terribile maschera di Tortilla Man degli Slipknot, il secchio sulla testa del chitarrista che sostituì Slash nei Guns ‘n Roses, sono tutti espedienti per provare a mantenere una quotidianità normale nel mondo dello showbiz; così come rimane un mistero l’identità di Banksy o chi suoni ai concerti dei Gorillaz.

Anche l’identità di Etimo resta al momento celata per motivi che non ci riguardano e non certo per il timore di essere fermato per firmare autografi.

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Il giovane calabrese non aveva in programma di dedicarsi alla musica, ma alcuni suoi scritti sono arrivati tra le mani di un produttore che ha pensato di trasformarli in due canzoni che stanno destando un buon interesse nel settore. Il primo singolo pubblicato è stato “Evviva noi”, nel 2021, a cui ha fatto seguito “Avverte”.

Ad un primo superficiale ascolto il brano può confondersi con una ben fatta canzonetta pop che passa nelle radio commerciali: riff di chitarra acustica, cadenza del testo quasi rap, atmosfera fresca e ariosa; ma prestando più attenzione alle rime e alle assonanze si scorge un significato più profondo nel testo rispetto a quelli che sono gli standard del mainstream.

Il titolo si apre già a diversi livelli di lettura, infatti il verbo “avvertire” ha un duplice significato. Da una parte esprime la premura di chi, per esperienza, può rivolgersi a chi è meno esperto, al fine di prevenire che possa incorrere in pericoli. Dall’altra, coniuga la reazione della sensibilità ad uno stimolo di un agente esterno, cioè indica una percezione di qualcosa o di qualcuno.

È come se ci fosse nel termine “Avverte” una componente attiva ed una passiva, come in un dialogo. Infatti la canzone racconta proprio di una relazione, ma una relazione salvifica. Il brano canta la consapevolezza che la redenzione può collocarsi unicamente nella relazione; sebbene questa sia tante volte corredata di dolore, dissidi, crisi, malintesi, sfiducia, tradimento.

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Eppure ogni volta che facciamo un passo verso l’altro e mettiamo in discussione le nostre certezze, le nostre sicurezze, facendo i conti con il tradimento, la sfiducia, il malinteso, apriamo il nostro cuore alla possibilità di costruire un dialogo che possa aiutarci a risolvere tante costruzioni mentali dannose.

Ci racconta Etimo: « Tutti questi drammi non vengono da fuori ma partono da dentro. Dalla lotta interiore.

Dal testo di “AVVERTE” però si dispiega una certa speranza che deriva dalla presenza del totalmente Altro che solo “da dentro” cura le ferite, rimargina i traumi, dando la possibilità di ricapitolare la storia alla luce di uno sguardo d’amore che non tramonta. Nonostante l’umana resa, il Signore è vivo, presente e fedele. Buon ascolto!»

A cura di Rock Cristiano Italia

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