La speranza รจ fonte di gioia ad ogni etร , e nella vecchiaia diventa una “beatitudine piena”. La Sacra Scrittura mostra come Dio scelga gli anziani (Abramo, Sara, Mosรจ, Zaccaria, Elisabetta) come “primi testimoni di speranza”, insegnando che la vecchiaia รจ un tempo di benedizione e grazia. Gli anziani sono fondamentali per trasmettere saggezza e testimonianza alle nuove generazioni. Il Giubileo invita a una liberazione degli anziani dalla solitudine e dall’abbandono, promuovendo una “rivoluzione della gratitudine e della cura” attraverso visite e sostegno. Visitare gli anziani soli permette di incontrare Gesรน e ricevere l’indulgenza giubilare. Anche con la debolezza fisica, gli anziani possono amare, pregare e donarsi, rimanendo “segni luminosi di speranza” e rinnovandosi quotidianamente nella fede.
Beato chi non ha perduto la sua speranza (cfr Sir 14,2)
Cari fratelli e sorelle,
il Giubileo che stiamo vivendo ci aiuta a scoprire che la speranza รจ fonte di gioia sempre, ad ogni etร . Quando, poi, essa รจ temprata dal fuoco di una lunga esistenza, diventa fonte di una beatitudine piena.
La Sacra Scrittura presenta diversi casi di uomini e donne giร avanti negli anni, che il Signore coinvolge nei suoi disegni di salvezza. Pensiamo ad Abramo e Sara: ormai anziani, restano increduli davanti alla parola di Dio, che promette loro un figlio. Lโimpossibilitร di generare sembrava aver chiuso il loro sguardo di speranza sul futuro.
Non diversa รจ la reazione di Zaccaria allโannuncio della nascita di Giovanni il Battista: ยซCome potrรฒ mai conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie รจ avanti negli anniยป ( Lc 1,18). Vecchiaia, sterilitร , declino sembrano spegnere le speranze di vita e di feconditร di tutti questi uomini e donne. E anche la domanda che Nicodemo pone a Gesรน, quando il Maestro gli parla di una โnuova nascitaโ, sembra puramente retorica: ยซCome puรฒ nascere un uomo quando รจ vecchio? Puรฒ forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?ยป ( Gv 3,4). Eppure ogni volta, davanti a una risposta apparentemente scontata, il Signore sorprende i suoi interlocutori con un intervento di salvezza.
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Gli anziani, segni di speranza
Nella Bibbia, Dio piรน volte mostra la sua provvidenza rivolgendosi a persone avanti negli anni. Cosรฌ avviene, oltre che per Abramo, Sara, Zaccaria ed Elisabetta, pure per Mosรจ, chiamato a liberare il suo popolo quando aveva ben ottantโanni (cfr Es 7,7). Con queste scelte, ci insegna che ai suoi occhi la vecchiaia รจ un tempo di benedizione e di grazia e che gli anziani , per Lui, sono i primi testimoni di speranza . ยซCosโรจ mai questo tempo della vecchiaia? โ si domanda al riguardo SantโAgostino โ Ti risponde qui Dio: โOh, venga meno per davvero la tua forza, affinchรฉ in te resti la forza mia e tu possa dire con lโApostolo: Quando sono debole, allora sono forteโยป ( Super Ps. 70, 11). Il fatto che il numero di quelli che sono avanti negli anni sia oggi in aumento diventa allora per noi un segno dei tempi che siamo chiamati a discernere, per leggere bene la storia che viviamo.
La vita della Chiesa e del mondo, infatti, si comprende solo nel susseguirsi delle generazioni, e abbracciare un anziano ci aiuta a capire che la storia non si esaurisce nel presente, nรฉ si consuma tra incontri veloci e relazioni frammentarie, ma si snoda verso il futuro. Nel libro della Genesi troviamo il commovente episodio della benedizione data da Giacobbe, ormai vecchio, ai suoi nipoti, i figli di Giuseppe: le sue parole li spronano a guardare con speranza al futuro, come al tempo delle promesse di Dio (cfr Gen 48,8-20). Se dunque รจ vero che la fragilitร degli anziani necessita del vigore dei giovani, รจ altrettanto vero che lโinesperienza dei giovani ha bisogno della testimonianza degli anziani per progettare con saggezza lโavvenire. Quanto spesso i nostri nonni sono stati per noi esempio di fede e di devozione, di virtรน civiche e impegno sociale, di memoria e di perseveranza nelle prove! Questa bella ereditร , che ci hanno consegnato con speranza e amore, non sarร mai abbastanza, per noi, motivo di gratitudine e di coerenza.
Segni di speranza per gli anziani
Il Giubileo, fin dalle sue origini bibliche, ha rappresentato un tempo di liberazione: gli schiavi venivano affrancati, i debiti condonati, le terre restituite ai proprietari originari. Era un momento di restaurazione dellโordine sociale voluto da Dio, in cui si sanavano le disuguaglianze e le oppressioni accumulate negli anni. Gesรน rinnova questi eventi di liberazione quando, nella sinagoga di Nazaret, proclama il lieto annuncio ai poveri, la vista dei ciechi, la liberazione dei prigionieri e il ritorno alla libertร per gli oppressi (cfr Lc 4,16-21).
Guardando alle persone anziane in questa prospettiva giubilare, anche noi siamo chiamati a vivere con loro una liberazione, soprattutto dalla solitudine e dallโabbandono. Questo anno รจ il momento propizio per realizzarla: la fedeltร di Dio alle sue promesse ci insegna che cโรจ una beatitudine nella vecchiaia, una gioia autenticamente evangelica, che ci chiede di abbattere i muri dellโindifferenza, nella quale gli anziani sono spesso rinchiusi. Le nostre societร , ad ogni latitudine, si stanno abituando troppo spesso a lasciare che una parte cosรฌ importante e ricca della loro compagine venga tenuta ai margini e dimenticata.
Davanti a questa situazione, รจ necessario un cambio di passo, che testimoni unโassunzione di responsabilitร da parte di tutta la Chiesa. Ogni parrocchia, ogni associazione, ogni gruppo ecclesiale รจ chiamato a diventare protagonista della โrivoluzioneโ della gratitudine e della cura, da realizzare facendo visita frequentemente agli anziani, creando per loro e con loro reti di sostegno e di preghiera, intessendo relazioni che possano donare speranza e dignitร a chi si sente dimenticato. La speranza cristiana ci spinge sempre a osare di piรน, a pensare in grande, a non accontentarci dello status quo . Nella fattispecie, a lavorare per un cambiamento che restituisca agli anziani stima e affetto.
Per questo, Papa Francesco ha voluto che la Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani si celebrasse anzitutto incontrando chi รจ solo. E per la medesima ragione, si รจ deciso che quanti non potranno venire a Roma, questโanno, in pellegrinaggio, possano ยซconseguire lโIndulgenza giubilare se si recheranno a rendere visita per un congruo tempo agli anziani in solitudine, [โฆ] quasi compiendo un pellegrinaggio verso Cristo presente in loro (cfr Mt 25, 34-36)ยป (Penitenzieria Apostolica, Norme sulla Concessione dellโIndulgenza Giubilare , III). Visitare un anziano รจ un modo per incontrare Gesรน, che ci libera dallโindifferenza e dalla solitudine.
Da anziani si puรฒ sperare
Il libro del Siracide afferma che la beatitudine รจ di coloro che non hanno perso la propria speranza (cfr 14,2), lasciando intendere che nella nostra vita โ specie se lunga โ possono esserci tanti motivi per volgersi con lo sguardo indietro, piuttosto che al futuro. Eppure, come scrisse Papa Francesco durante il suo ultimo ricovero in ospedale, ยซil nostro fisico รจ debole ma, anche cosรฌ, niente puรฒ impedirci di amare, di pregare, di donare noi stessi, di essere lโuno per lโaltro, nella fede, segni luminosi di speranzaยป ( Angelus , 16 marzo 2025). Abbiamo una libertร che nessuna difficoltร puรฒ toglierci: quella di amare e di pregare. Tutti, sempre, possiamo amare e pregare.
Il bene che vogliamo ai nostri cari โ al coniuge col quale abbiamo passato gran parte della vita, ai figli, ai nipoti che rallegrano le nostre giornate โ non si spegne quando le forze svaniscono. Anzi, spesso รจ proprio il loro affetto a risvegliare le nostre energie, portandoci speranza e conforto.
Questi segni di vitalitร dellโamore, che hanno la loro radice in Dio stesso, ci danno coraggio e ci ricordano che ยซse anche il nostro uomo esteriore si va disfacendo, quello interiore invece si rinnova di giorno in giornoยป ( 2Cor 4,16). Soprattutto da anziani, dunque, perseveriamo fiduciosi nel Signore. Lasciamoci rinnovare ogni giorno dallโincontro con Lui, nella preghiera e nella santa Messa. Trasmettiamo con amore la fede che abbiamo vissuto per tanti anni, in famiglia e negli incontri quotidiani: lodiamo sempre Dio per la sua benevolenza, coltiviamo lโunitร con i nostri cari, allarghiamo il nostro cuore a chi รจ piรน lontano e, in particolare, a chi vive nel bisogno. Saremo segni di speranza, ad ogni etร .
Dal Vaticano, 26 giugno 2025
LEONE PP. XIV
