Maschio e femmina li creĆ²

CONGREGAZIONE PER Lā€™EDUCAZIONE CATTOLICA
(degli Istituti di Studi)

Ā« MASCHIO E FEMMINA LI CREƒ Ā»

PER UNA VIA DI DIALOGO SULLA QUESTIONE DEL GENDER NELLā€™EDUCAZIONE

CITTƀ DEL VATICANO 2019

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INTRODUZIONE

  1. ƈ sempre piĆ¹ diffusa la consapevolezza che ci troviamo di fronte a una vera e propria emergenza educativa, in particolare per quanto riguarda i temi dellā€™affettivitĆ  e della sessualitĆ . In molti casi vengono strutturati e proposti percorsi educativi che Ā« trasmettono concezioni della persona e della vita presunte neutre, ma che in realtĆ  riflettono unā€™antropologia contraria alla fede e alla retta ragione Ā».1 Il disorientamento antropologico che caratterizza diffusamente il clima culturale del nostro tempo ha certamente contribuito a destrutturare la famiglia con la tendenza a cancellare le differenze tra uomo e donna, considerate come semplici effetti di un condizionamento storico-culturale.
  2. In questo contesto la missione educativa si trova di fronte alla sfida che Ā« emerge da varie forme di unā€™ideologia, genericamente chiamata gender, che ā€œnega la differenza e la reciprocitĆ  naturale di uomo e donna. Essa prospetta una societĆ  senza differenze di sesso, e svuota la base antropologica della famiglia. Questa ideologia induce progetti educativi e orientamenti legislativi che promuovono unā€™identitĆ  personale e unā€™intimitĆ  affettiva radicalmente svincolate dalla diversitĆ  biologica fra maschio e femmina. Lā€™identitĆ  umana viene consegnata ad unā€™opzione individualistica, anche mutevole nel tempoā€ Ā».2
  1. Appare evidente che la questione non puĆ² essere isolata dal piĆ¹ ampio orizzonte dellā€™educazione allā€™amore3, la quale deve offrire ā€“ come ha segnalato il Concilio Vaticano II ā€“ Ā« una positiva e prudente educazione sessuale Ā» nellā€™ambito del diritto inalienabile di tutti a ricevere Ā« una educazione che risponda al proprio fine, convenga alla propria indole, alla differenza di sesso, alla cultura e alle tradizioni del loro paese, ed insieme aperta ad una fraterna convivenza con gli altri popoli al fine di garantire la vera unitĆ  e la vera pace sulla terra Ā».4 Al riguardo, la Congregazione per lā€™Educazione Cattolica ha giĆ  offerto alcuni approfondimenti nel documento: Orientamenti educativi sullā€™amore umano. Lineamenti di educazione sessuale.5
  1. La visione antropologica cristiana vede nella sessualitĆ  una componente fondamentale della personalitĆ , un suo modo di essere, di manifestarsi, di comunicare con gli altri, di sentire, di esprimere e di vivere lā€™amore Pertanto, essa ĆØ parte integrante dello sviluppo della personalitĆ  e del suo processo educativo. Ā« Dal sesso, infatti, la persona umana deriva le caratteristiche che, sul piano biologico, psicologico e spirituale, la fanno uomo o donna, condizionando cosƬ grandemente lā€™iter del suo sviluppo verso la maturitĆ  e il suo inserimento nella societĆ  Ā».6 Nel processo di crescita Ā« tale diversitĆ , connessa alla complementaritĆ  dei due sessi, risponde compiutamente al disegno di Dio secondo la vocazione a cui ciascuno ĆØ chiamato Ā».7 PerciĆ², Ā« lā€™educazione affettivo-sessuale deve considerare la totalitĆ  della persona ed esigere quindi lā€™integrazione degli elementi biologici, psico-affettivi, sociali e spirituali Ā».8
  2. La Congregazione per lā€™Educazione Cattolica, nellā€™ambito delle sue competenze, intende ora offrire alcune riflessioni che possano orientare e sostenere quanti sono impegnati nellā€™educazione delle nuove generazioni ad affrontare con metodo le questioni oggi piĆ¹ dibattute circa la sessualitĆ  umana, alla luce della vocazione allā€™amore a cui ogni persona ĆØ chiamata.9 In tale modo si vuole promuovere una metodologia articolata nei tre atteggiamenti dellā€™ascoltare, del ragionare e del proporre, che favoriscono lā€™incontro con le esigenze delle persone e delle comunitĆ . Infatti, lā€™ascolto delle esigenze dellā€™altro nonchĆ© la comprensione delle diverse condizioni portano alla condivisione di elementi razionali e preparano a unā€™educazione cristiana radicata nella fede che Ā« tutto rischiara di una luce nuova e svela le intenzioni di Dio sulla vocazione integrale dellā€™uomo Ā».10
  1. Nellā€™intraprendere la via del dialogo sulla questione del gender nellā€™educazione ĆØ necessario tener presente la differenza tra lā€™ideologia del gender e le diverse ricerche sul gender portate avanti dalle scienze umane. Mentre lā€™ideologia pretende, come riscontra Papa Francesco, Ā« di rispondere a certe aspirazioni a volte comprensibili Ā», ma cerca Ā« di imporsi come un pensiero unico che determini anche lā€™educazione dei bambini Ā»11 e quindi preclude lā€™incontro, non mancano delle ricerche sul gender che cercano di approfondire adeguatamente il modo in cui si vive nelle diverse culture la differenza sessuale tra uomo e donna. ƈ in relazione con queste ricerche che ĆØ possibile aprirsi allā€™ascolto, al ragionamento e alla
  2. Pertanto, la Congregazione per lā€™Educazione Cattolica affida questo testo ā€“ in special modo nei contesti interessati da questo fenomeno ā€“ a quanti hanno a cuore lā€™educazione, in particolare alle comunitĆ  educative delle scuole cattoliche e a quanti, animati dalla visione cristiana della vita, operano nelle altre scuole, ai genitori, agli alunni, ai dirigenti e al personale, nonchĆ© ai vescovi, ai sacerdoti, alle religiose e ai religiosi, ai movimenti ecclesiali, alle associazioni di fedeli e ad altri organismi del settore.

ASCOLTARE

Breve storia

  1. Il primo atteggiamento di chi vuol porsi in dialogo ĆØ lā€™ascolto. Si tratta, anzitutto, di ascoltare e comprendere cosa ĆØ avvenuto negli ultimi decenni. Lā€™avvento del XX secolo ā€“ con le sue visioni antropologiche ā€“ porta con sĆ© le prime concezioni del gender, da un lato basate su una lettura prettamente sociologica delle differenziazioni sessuali e dallā€™altra su unā€™enfasi delle libertĆ  individuali. Nasce, infatti, alla metĆ  del secolo, un filone di studi che ha insistito nellā€™accentuare il condizionamento esterno nonchĆ© le sue influenze sulle determinazioni personali. Applicati alla sessualitĆ , tali studi vollero dimostrare come lā€™identitĆ  sessuale avesse piĆ¹ a che fare con una costruzione sociale che con un dato naturale o
  2. Questi approcci convergono nel negare lā€™esistenza di un dono originario che ci precede ed ĆØ costitutivo della nostra identitĆ  personale, formando la base necessaria di ogni nostro Nelle relazioni interpersonali, ciĆ² che conta sarebbe soltanto lā€™affetto tra individui, a prescindere dalla differenza sessuale e dalla procreazione ritenute irrilevanti nella costruzione della famiglia. Si passa da un modello istituzionale di famiglia – avente struttura e finalitĆ  non dipendenti dalle preferenze soggettive individuali dei coniugi ā€“ ad una visione puramente contrattualistica e volontaristica.
  1. Nel tempo, le teorie del gender hanno esteso il campo della loro applicazione. Agli inizi degli anni Novanta del secolo scorso si sono concentrate sulle possibilitĆ  degli individui di autodeterminare le proprie inclinazioni sessuali senza tenere conto della reciprocitĆ  e complementaritĆ  del rapporto uomo-donna nonchĆ© della finalitĆ  procreativa della sessualitĆ . Inoltre, si arriva perfino a teorizzare una radicale separazione fra genere (gender) e sesso (sex), con la prioritĆ  del primo sul secondo. Tale traguardo viene visto come una tappa importante dellā€™evoluzione dellā€™umanitĆ , nella quale Ā« si prospetta una societĆ  senza differenze di sesso Ā».12
  1. In questo contesto culturale, si comprende bene che sesso e genere non sono piĆ¹ sinonimi e, quindi, concetti interscambiabili, in quanto descrivono due entitĆ  diverse. Il sesso definisce lā€™appartenenza a una delle due categorie biologiche che derivano dalla diade originaria, femmina e maIl genere, invece, ĆØ il modo in cui si vive, in ogni cultura la differenza tra i due sessi. Il problema non sta nella distinzione in sĆ©, la quale puĆ² essere interpretata rettamente, ma in una separazione tra sesso e gender. Da questa separazione consegue la distinzione di diversi ā€œorientamenti sessualiā€ che non vengono piĆ¹ definiti dalla differenza sessuale tra maschio e femmina, ma possono assumere altre forme, determinate solo dallā€™individuo radicalmente autonomo. Inoltre, lo stesso concetto di gender va a dipendere dallā€™atteggiamento soggettivo della persona, che puĆ² scegliere un genere che non corrisponde con la sua sessualitĆ  biologica e, quindi, con il modo in cui lo considerano gli altri (transgender).
  2. In una crescente contrapposizione tra natura e cultura, le proposte gender confluiscono nel queer, cioĆØ in una dimensione fluida, flessibile, nomade, al punto da sostenere la completa emancipazione dellā€™individuo da ogni definizione sessuale data a priori, con la conseguente scomparsa di classificazioni considerate rigide. Si lascia cosƬ lo spazio a sfumature variabili per grado e intensitĆ  nel contesto, sia dellā€™orientamento sessuale, sia dellā€™identificazione del proprio gender.
  3. La dualitĆ  della coppia, inoltre, confligge con i ā€œpoliamoriā€ che includono piĆ¹ di due individui. Pertanto, si constata che la durata del legame ā€“ e la sua natura vincolante ā€“ si struttura come variabile a seconda del desiderio contingente degli individui con conseguenze sul piano della condivisione delle responsabilitĆ  e degli obblighi inerenti la maternitĆ  e la paternitĆ . Tutta questa gamma di relazioni divengono ā€œparenteleā€ (kinships), fondate sul desiderio o affetto, contraddistinte molto spesso da un tempo determinato, eticamente flessibili o addirittura consensualmente prive di qualsiasi progettualitĆ . CiĆ² che vale ĆØ lā€™assoluta libertĆ  di autodeterminazione e la scelta circostanziata di ciascun individuo nel contesto di una qualsiasi relazione affettiva.
  1. In questo modo, ci si appella al riconoscimento pubblico della libertĆ  di scelta del genere nonchĆ© della pluralitĆ  di unioni in contrapposizione al matrimonio tra uomo e donna, considerato retaggio della societĆ  patriarcale. Si vorrebbe, pertanto, che ogni individuo possa scegliere la propria condizione e che la societĆ  debba limitarsi a garantire tale diritto, anche mediante un sostegno materiale, altrimenti si realizzerebbero forme di discriminazione sociale nei confronti delle minoranze. La rivendicazione di tali diritti ĆØ entrata nel dibattito politico odierno, ottenendo accoglienza in alcuni documenti internazionali e inserendosi in alcune legislazioni nazionali.

Punti di incontro

  1. Nel quadro delle ricerche sul gender emergono, tuttavia, alcuni possibili punti di incontro per crescere nella comprensione reciproca. Non di rado, infatti, i progetti educativi hanno la condivisibile e apprezzabile esigenza di lottare contro ogni espressione di ingiusta discriminazione. Essi perseguono unā€™azione pedagogica, anzitutto con il riconoscimento dei ritardi e delle mancanze.13 Non si puĆ² negare, infatti, che nel corso dei secoli si siano affacciate forme di ingiusta subordinazione che hanno tristemente segnato la storia, e che hanno avuto influsso anche allā€™interno della Chiesa. CiĆ² ha comportato rigiditĆ  e fissitĆ  che hanno ritardato la necessaria e progressiva inculturazione del genuino messaggio con cui GesĆ¹ proclamava la pari dignitĆ  tra uomo e donna, dando luogo ad accuse di un certo maschilismo piĆ¹ o meno mascherato da motivazioni
  2. Un punto di incontro ĆØ lā€™educazione dei bambini e dei giovani a rispettare ogni persona nella sua peculiare e differente condizione, affinchĆ© nessuno, a causa delle proprie condizioni personali (disabilitĆ , razza, religione, tendenze affettive, ecc.), possa diventare oggetto di bullismo, violenze, insulti e discriminazioni ingiuste. Si tratta di unā€™educazione alla cittadinanza attiva e responsabile, in cui tutte le espressioni legittime della persona siano accolte con rispetto.
  1. Un altro punto di crescita nella comprensione antropologica sono i valori della femminilitĆ  che sono stati evidenziati nella riflessione sul gender. Nella donna, ad esempio, la Ā« capacitĆ  dellā€™altro Ā» favorisce una lettura piĆ¹ realistica e matura delle situazioni contingenti, sviluppando Ā« il senso e il rispetto del concreto, che si oppone ad astrazioni spesso letali per lā€™esistenza degli individui e della societĆ  Ā».14 Si tratta di un apporto che arricchisce le relazioni umane e i valori dello spirito Ā« a partire dai rapporti quotidiani tra le persone Ā». Per questo, la societĆ  ĆØ in larga parte debitrice alle donne che sono Ā« impegnate nei piĆ¹ diversi settori dellā€™attivitĆ  educativa, ben oltre la famiglia: asili, scuole, universitĆ , istituti di assistenza, parrocchie, associazioni e movimenti Ā».15
  2. La donna ĆØ in grado di comprendere la realtĆ  in modo unico: sapendo resistere alle avversitĆ , rendendo Ā« la vita ancora possibile pur in situazioni estreme Ā» e conservando Ā« un senso tenace del futuro Ā».16 Non ĆØ un caso, infatti, che Ā« dovunque cā€™ĆØ lā€™esigenza di un lavoro formativo, si puĆ² constatare lā€™immensa disponibilitĆ  delle donne a spendersi nei rapporti umani, specialmente a vantaggio dei piĆ¹ deboli e indifesi. In tale opera esse realizzano una forma di maternitĆ  affettiva, culturale e spirituale, dal valore veramente inestimabile, per lā€™incidenza che ha sullo sviluppo della persona e il futuro della societĆ . E come non ricordare qui la testimonianza di tante donne cattoliche e di tante Congregazioni religiose femminili che, nei vari continenti, hanno fatto dellā€™educazione, specialmente dei bambini e delle bambine, il loro principale servizio? Ā».17

CriticitĆ 

  1. Peraltro ci sono alcuni punti critici che si presentano nella vita reale. Le teorie gender indicano ā€“ specialmente le piĆ¹ radicali ā€“ un processo progressivo di de-naturalizzazione o allontanamento dalla natura verso una opzione totale per la decisione del soggetto Con questo atteggiamento, identitĆ  sessuale e famiglia divengono dimensioni della ā€œliquiditĆ ā€ e ā€œfluiditĆ ā€ post-moderna: fondate solo su una malintesa libertĆ  del sentire e del volere piuttosto che sulla veritĆ  dellā€™essere; sul desiderio momentaneo della pulsione emotiva e sulla volontĆ  individuale.
  2. I presupposti delle suddette teorie sono riconducibili a un dualismo antropologico: alla separazione tra corpo ridotto a materia inerte e volontĆ  che diviene assoluta, manipolando il corpo a suo Questo fisicismo e volontarismo danno luogo al relativismo, ove tutto ĆØ equivalente e indifferenziato, senza ordine e senza finalitĆ . Tutte queste teorizzazioni, dalle moderate alle piĆ¹ radicali, ritengono che il gender (genere) finisce con lā€™essere piĆ¹ importante del sex (sesso). CiĆ² determina, in primo luogo, una rivoluzione culturale e ideologica nellā€™orizzonte relativista, e in secondo luogo una rivoluzione giuridica, perchĆ© queste istanze promuovono specifici diritti individuali e sociali.
  3. In realtĆ , accade che la difesa delle differenti identitĆ  venga spesso perseguita rivendicandole come perfettamente indifferenti tra loro e, dunque, di fatto negandole nella loro rilevanza. CiĆ² assume particolare importanza in ordine alla differenza sessuale: spesso, infatti, il concetto generico di ā€œnon discriminazioneā€ nasconde unā€™ideologia che nega la differenza e la reciprocitĆ  naturale di uomo e Ā« Invece di contrastare le interpretazioni negative della differenza sessuale, che mortificano la sua irriducibile valenza per la dignitĆ  umana, si vuole cancellare di fatto tale differenza, proponendo tecniche e pratiche che la rendano irrilevante per lo sviluppo della persona e per le relazioni umane. Ma lā€™utopia del ā€œneutroā€ rimuove ad un tempo sia la dignitĆ  umana della costituzione sessualmente differente, sia la qualitĆ  personale della trasmissione generativa della vita Ā».18 Si svuota ā€“ in questo modo ā€“ la base antropologica della famiglia.
  1. Questa ideologia induce progetti educativi e orientamenti legislativi che promuovono unā€™identitĆ  personale e unā€™intimitĆ  affettiva radicalmente svincolate dalla differenza biologica fra maschio e Lā€™identitĆ  umana viene consegnata ad unā€™opzione individualistica, anche mutabile nel tempo, espressione del modo di pensare e agire, assai diffuso oggi, che confonde Ā« la genuina libertĆ  con lā€™idea che ognuno giudica come gli pare, come se al di lĆ  degli individui non ci fossero veritĆ , valori, principi che ci orientino, come se tutto fosse uguale e si dovesse permettere qualsiasi cosa Ā».19
  1. Il Concilio Vaticano II, interrogandosi su cosa pensa la Chiesa della persona umana, afferma che Ā« unitĆ  di anima e di corpo, lā€™uomo sintetizza in sĆ©, per la stessa sua condizione corporale, gli elementi del mondo materiale, cosƬ che questi attraverso di lui toccano il loro vertice e prendono voce per lodare in libertĆ  il Creatore Ā».20 Per questa dignitĆ , Ā« lā€™uomo [ā€¦] non sbaglia a riconoscersi superiore alle cose corporali e a considerarsi piĆ¹ di una semplice particella della natura o un elemento anonimo della cittĆ  umana Ā».21 Pertanto, Ā« non bisogna confondere le espressioni ordine della natura e ordine biologico, nĆ© identificare ciĆ² che esse Lā€™ordine biologico ĆØ ordine della natura nella misura in cui ĆØ accessibile ai metodi empirici e descrittivi delle scienze naturali; ma in quanto ordine specifico dellā€™esistenza, che resta in evidente rapporto con la Causa prima, con Dio Creatore, lā€™ordine della natura non ĆØ piĆ¹ un ordine biologico Ā»22.

RAGIONARE

Argomenti razionali

  1. Lā€™ascolto del profilo storico, dei punti di incontro e delle criticitĆ  nella questione del gender spinge verso considerazioni alla luce della ragione. Ci sono, infatti, argomenti razionali che chiariscono la centralitĆ  del corpo come elemento integrante dellā€™identitĆ  personale e dei rapporti familiari. Il corpo ĆØ soggettivitĆ  che comunica lā€™identitĆ  dellā€™essere.23 In questa luce si comprende il dato delle scienze biologiche e mediche, secondo cui il ā€œdimorfismo sessualeā€ (ovvero la differenza sessuale tra uomini e donne) ĆØ comprovato dalle scienze, quali, ad esempio, la genetica, lā€™endocrinologia e la neurologia. Da un punto di vista genetico, le cellule dellā€™uomo (che contengono i cromosomi XY) sono differenti da quelle della donna (il cui equivalente ĆØ XX) sin dal concepimento. Del resto, nel caso dellā€™indeterminatezza sessuale ĆØ la medicina che interviene per una terapia. In queste situazioni specifiche, non sono i genitori nĆ© tantomeno la societĆ  che possono fare una scelta arbitraria, ma ĆØ la scienza medica che interviene con finalitĆ  terapeutica, ossia operando nel modo meno invasivo sulla base di parametri obiettivi al fine di esplicitarne la costitutiva identitĆ .
  2. Il processo di identificazione ĆØ ostacolato dalla costruzione fittizia di un ā€œgenere neutroā€ o ā€œterzo genereā€. In questo modo viene oscurata la sessualitĆ  come qualificazione strutturante dellā€™identitĆ  maschile e femminile. Il tentativo di superare la differenza costitutiva di maschio e femmina, come avviene nellā€™intersessualitĆ  o nel transgender, porta ad unā€™ambiguitĆ  maschile e femminile, che presuppone in maniera contraddittoria quella differenza sessuale che si intende negare o superare. Questa oscillazione tra maschio e femmina diventa, alla fine, una esposizione solo ā€œprovocatoriaā€ contro i cosiddetti ā€œschemi tradizionaliā€ che non tiene conto delle sofferenze di coloro che vivono in una condizione indeterminata. Una simile concezione cerca di annientare la natura (tutto ciĆ² che abbiamo ricevuto come fondamento previo del nostro essere e di ogni nostro agire nel mondo), mentre la si riafferma implicitamente.
  1. Anche lā€™analisi filosofica mostra come la differenza sessuale maschile/ femminile sia costitutiva dellā€™identitĆ  umana. Nelle filosofie greco-latine lā€™essenza si pone come elemento trascendente che ricompone e armonizza la differenza tra femminile e maschile nellā€™unicitĆ  della persona umana. Nella tradizione ermeneutico-fenomenologica sia la distinzione che la complementaritĆ  sessuale vengono interpretate in chiave simbolica e metaforica. La differenza sessuale costituisce, nella relazione, lā€™identitĆ  personale sia in senso orizzontale (diadico: uomo-donna) che in senso verticale (triadico: uomo-donna-Dio), sia nellā€™ambito della relazione interpersonale uomo-donna (io/tu) che nellā€™ambito della relazione familiare (tu/io/noi).
  2. La formazione dellā€™identitĆ  si basa proprio sullā€™alteritĆ : nel confronto immediato con il ā€œtuā€ diverso da me riconosco lā€™essenza del mio ā€œioā€. La differenza ĆØ la condizione della cognizione in generale, e della conoscenza dellā€™identitĆ . Nella famiglia il confronto con la madre e il padre facilita il bambino nellā€™elaborazione della propria identitĆ /differenza sessuale. Le teorie psicoanalitiche mostrano il valore tripolare del rapporto genitori/ figlio, asserendo che lā€™identitĆ  sessuale emerge pienamente soltanto nel confronto sinergico della differenziazione
  3. La complementaritĆ  fisiologica, basata sulla differenza sessuale, assicura le condizioni necessarie per la procreazione. Il ricorso, invece, alle tecnologie riproduttive puĆ² consentire la generazione ad uno dei partner di una coppia di persone dello stesso sesso, con ā€œfecondazione in vitroā€ e maternitĆ  surrogata: ma lā€™uso di tecnologie non ĆØ equivalente al concepimento naturale, perchĆ© comporta manipolazioni di embrioni umani, frantumazioni della genitorialitĆ , strumentalizzazione e/o mercificazione del corpo umano, nonchĆ© riduzione del bambino ad oggetto di una tecnologia scientifica.24
  1. Per quanto concerne in particolar modo il settore scolastico, ĆØ proprio nella natura dellā€™educazione la capacitĆ  di costruire le basi per un dialogo pacifico e permettere lā€™incontro proficuo tra le persone e le idee. Appare, inoltre, non secondaria la prospettiva di un allargamento della ragione alla dimensione trascendente. Il dialogo tra fede e ragione Ā« se non vuole ridursi a sterile esercizio intellettuale, deve partire dallā€™attuale situazione concreta dellā€™uomo, e su di essa sviluppare una riflessione che ne raccolga la veritĆ  ontologico-metafisica Ā».25 In questa dimensione si colloca la missione evangelizzatrice della Chiesa sullā€™uomo e sulla

PROPORRE

Antropologia cristiana

  1. La Chiesa ā€“ madre e maestra ā€“ non solo ascolta ma, forte della sua originaria missione, si apre alla ragione e si pone al servizio della comunitĆ  umana, offrendo le sue proposte. ƈ infatti evidente che senza una chiarificazione soddisfacente dellā€™antropologia su cui si fonda il significato della sessualitĆ  e dellā€™affettivitĆ  non ĆØ possibile strutturare in modo corretto un percorso educativo coerente con la natura dellā€™uomo come persona, al fine di orientarlo alla piena attuazione della sua identitĆ  sessuale nel contesto della vocazione al dono di sĆ©. E il primo passo di questo chiarimento antropologico consiste nel riconoscere che Ā« anche lā€™uomo possiede una natura che deve rispettare e che non puĆ² manipolare a piacere Ā».26 ƈ questo il fulcro di quella ecologia dellā€™uomo che muove dal Ā« riconoscimento della peculiare dignitĆ  dellā€™essere umano Ā» e dalla necessaria relazione della sua vita Ā« con la legge morale inscritta nella sua propria natura Ā».27
  2. Lā€™antropologia cristiana affonda le sue radici nella narrazione delle origini come appare nel Libro della Genesi dove ĆØ scritto che Ā« Dio creĆ² lā€™uomo a sua immagine [ā€¦] maschio e femmina li creĆ² Ā» (Gen 1, 27). In queste parole vi ĆØ il nucleo non solo della creazione ma anche della relazione vivificante tra uomo e donna, che li mette in intima unione con Il sĆ© e lā€™altro da sĆ© si completano secondo le loro specifiche identitĆ  e si incontrano in quello che costituisce una dinamica di reciprocitĆ , sostenuta e derivata dal Creatore.
  1. Le parole bibliche rivelano il sapiente disegno del Creatore che Ā« ha assegnato come compito allā€™uomo il corpo, la sua mascolinitĆ  e femminilitĆ ; e che nella mascolinitĆ  e femminilitĆ  gli ha assegnato in certo senso come compito la sua umanitĆ , la dignitĆ  della persona, ed anche il segno trasparente della ā€œcomunioneā€ interpersonale, in cui lā€™uomo realizza se stesso attraverso lā€™autentico dono di sĆ© Ā».28 Pertanto, la natura umana ā€“ a superamento di ogni fisicismo o naturalismo ā€“ ĆØ da comprendere alla luce dellā€™unitĆ  di anima e di corpo, lā€™Ā« unitĆ  delle sue inclinazioni di ordine sia spirituale che biologico e di tutte le altre caratteristiche specifiche necessarie al perseguimento del suo fine Ā».29
  2. In questa Ā« totalitĆ  unificata Ā»30 si integrano la dimensione verticale della comunione con Dio e la dimensione orizzontale della comunione interpersonale, a cui lā€™uomo e la donna sono chiamati.31 Lā€™identitĆ  personale matura in modo autentico nel momento in cui si apre agli altri, proprio perchĆ© Ā« nella configurazione del proprio modo di essere, femminile o maschile, non confluiscono solamente fattori biologici o genetici, ma anche molteplici elementi relativi al temperamento, alla storia familiare, alla cultura, alle esperienze vissute, alla formazione ricevuta, alle influenze di amici, familiari e persone ammirate, e ad altre circostanze concrete che esigono uno sforzo di adattamento Ā».32 Infatti, Ā« ĆØ essenziale per la persona umana il fatto che diventa se stessa solo dallā€™altro, lā€™ā€œioā€ diventa se stesso solo dal ā€œtuā€ e dal ā€œvoiā€, ĆØ creato per il dialogo, per la comunione sincronica e diacronica. E solo lā€™incontro con il ā€œtuā€ e con il ā€œnoiā€ apre lā€™ā€œioā€ a se stesso Ā».33
  1. ƈ necessario ribadire la radice metafisica della differenza sessuale: uomo e donna, infatti, sono le due modalitĆ  in cui si esprime e realizza la realtĆ  ontologica della persona umana. Questa ĆØ la risposta antropologica alla negazione della dualitĆ  maschio e femmina da cui si genera la famiglia. Il rifiuto di tale dualitĆ  non solo cancella la visione creaturale, ma disegna una persona astratta Ā« che poi sceglie per sĆ© autonomamente qualcosa come sua natura. Maschio e femmina vengono contestati nella loro esigenza creazionale di forme della persona umana che si integrano a vicenda. Se, perĆ², non esiste la dualitĆ  maschio e femmina come dato della creazione, allora non esiste neppure piĆ¹ la famiglia come realtĆ  prestabilita dalla creazione. Ma in tal caso anche la prole ha perso il luogo che finora le spettava e la particolare dignitĆ  che le ĆØ propria Ā».34
  2. In questa prospettiva, educare alla sessualitĆ  e allā€™affettivitĆ  significa imparare Ā« con perseveranza e coerenza […] che cosa ĆØ il significato del corpo Ā»35 in tutta la veritĆ  originaria della mascolinitĆ  e della femminilitĆ ; significa cioĆØ Ā« imparare ad accogliere il proprio corpo, ad averne cura e a rispettare i suoi significati […]. Anche apprezzare il proprio corpo nella sua femminilitĆ  o mascolinitĆ  ĆØ necessario per poter riconoscere se stessi nellā€™incontro con lā€™altro diverso da sĆ© […], e arricchirsi reciprocamente Ā».36 Alla luce di una ecologia pienamente umana e integrale dunque, la donna e lā€™uomo riconoscono il significato della sessualitĆ  e della genitalitĆ  in quellā€™intrinseca intenzionalitĆ  relazionale e comunicativa che attraversa la loro corporeitĆ  e li rimanda lā€™uno verso lā€™altro mutuamente.

La famiglia

  1. La famiglia ĆØ il luogo naturale nel quale questa relazione di reciprocitĆ  e comunione tra lā€™uomo e la donna trova piena In essa, lā€™uomo e la donna uniti nella scelta libera e cosciente del patto di amore coniugale, realizzano Ā« una totalitĆ  in cui entrano tutte le componenti della persona, richiamo del corpo e dellā€™istinto, forza del sentimento e dellā€™affettivitĆ , aspirazione dello spirito e della volontĆ  Ā».37 La famiglia ĆØ Ā« un fatto antropologico, e conseguentemente un fatto sociale, di culturaĀ», altrimenti Ā« qualificarla con concetti di natura ideologica che hanno forza soltanto in un momento della storia, e poi decadono Ā»38 significa tradirne il valore. La famiglia, in quanto societĆ  naturale in cui reciprocitĆ  e complementaritĆ  tra uomo e donna si realizzano pienamente, precede lo stesso ordinamento socio-politico dello Stato, la cui libera attivitĆ  legiferante deve tenerne conto e darne il giusto riconoscimento.
  2. ƈ razionalmente comprensibile che nella natura stessa della famiglia si fondano due diritti fondamentali che devono sempre essere sostenuti e garantiti. Il primo ĆØ il diritto della famiglia a essere riconosciuta come lo spazio pedagogico primario per la formazione del Tale Ā« diritto primario Ā» si traduce poi concretamente nel Ā« dovere gravissimo Ā»39 dei genitori di farsi responsabilmente carico dellā€™Ā« educazione completa dei figli in senso personale e sociale Ā»,40 anche per ciĆ² che riguarda la loro educazione allā€™identitĆ  sessuale e allā€™affettivitĆ , Ā« nel quadro di una educazione allā€™amore, alla reciproca donazione Ā».41 Si tratta di un diritto-dovere educativo che Ā« si qualifica come essenziale, connesso comā€™ĆØ con la trasmissione della vita umana; come originale e primario, rispetto al compito educativo di altri, per lā€™unicitĆ  del rapporto dā€™amore che sussiste tra genitori e figli; come insostituibile ed inalienabile, e che pertanto non puĆ² essere totalmente delegato ad altri, nĆ© da altri usurpato Ā».42
  1. Un ulteriore diritto non affatto secondario ĆØ quello del bambino Ā« a crescere in una famiglia, con un papĆ  e una mamma capaci di creare un ambiente idoneo al suo sviluppo e alla sua maturazione affettiva. Continuando a maturare nella relazione, nel confronto con ciĆ² che ĆØ la mascolinitĆ  e la femminilitĆ  di un padre e di una madre, e cosƬ preparando la maturitĆ  affettiva Ā».43 Ed ĆØ proprio allā€™interno del nucleo familiare stesso che il bambino puĆ² essere educato a riconoscere il valore e la bellezza della differenza sessuale, della paritĆ , della reciprocitĆ  biologica, funzionale, psicologica e sociale. Ā« Di fronte ad una cultura che ā€œbanalizzaā€ in larga parte la sessualitĆ  umana, [ā€¦], il servizio educativo dei genitori deve puntare fermamente su di una cultura sessuale che sia veramente e pienamente personale: la sessualitĆ , infatti, ĆØ una ricchezza di tutta la persona ā€“ corpo, sentimento e anima ā€“ e manifesta il suo intimo significato nel portare la persona al dono di sĆ© nellā€™amore Ā».44 Questi diritti si accompagnano naturalmente a tutti gli altri diritti fondamentali della persona, in particolare a quello della libertĆ  di pensiero, di coscienza e di In tali spazi si possono far nascere proficue esperienze di collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti nellā€™educazione.

La scuola

  1. Allā€™azione educativa della famiglia si unisce quella della scuola, la quale interagisce in modo sussidiario. Forte della sua fondazione evangelica, Ā« la scuola cattolica si configura come scuola per la persona e delle persone. ā€œLa persona di ciascuno, ĆØ al centro del magistero di GesĆ¹: per questo la promozione della persona umana ĆØ il fine della scuola cattolicaā€. Tale affermazione, mettendo in luce il rapporto vitale dellā€™uomo con Cristo, ricorda che nella sua persona si trova la pienezza della veritĆ  sullā€™uomo. PerciĆ² la scuola cattolica, impegnandosi a promuovere lā€™uomo nella sua integralitĆ , lo fa, obbedendo alla sollecitudine della Chiesa, nella consapevolezza che tutti i valori umani trovano la loro realizzazione piena e quindi la loro unitĆ  nel Cristo. Questa consapevolezza esprime la centralitĆ  della persona nel progetto educativo della scuola cattolica Ā».45
  1. La scuola cattolica deve farsi comunitĆ  educante nella quale la persona esprime se stessa e cresce umanamente in un processo di relazione dialogica, interagendo in modo costruttivo, esercitando la tolleranza, comprendendo i diversi punti di vista, creando fiducia in un ambiente di autentica concordia. Si instaura, cosƬ, la vera Ā« comunitĆ  educativa, spazio di convivialitĆ  delle differenze. La scuola-comunitĆ  ĆØ luogo di incontro, promuove la partecipazione, dialoga con la famiglia, prima comunitĆ  di appartenenza degli alunni che la frequentano, rispettandone la cultura e ponendosi in profondo ascolto dei bisogni che incontra e delle attese di cui ĆØ destinataria Ā».46 In tal modo le ragazze e i ragazzi sono accompagnati da una comunitĆ  che Ā« li stimola a superare lā€™individualismo e a scoprire, alla luce della fede, che sono chiamati a vivere in maniera responsabile, una specifica vocazione in solidarietĆ  con gli altri uomini Ā».47
  2. Anche gli educatori cristiani che vivono la loro vocazione nella scuola non cattolica testimoniano la veritĆ  sulla persona umana e sono al servizio della sua promozione. Infatti, Ā« la formazione integrale dellā€™uomo come finalitĆ  dellā€™educazione comprende lo sviluppo di tutte le facoltĆ  dellā€™educando, la sua partecipazione alla vita professionale, la formazione del suo senso etico e sociale, la sua apertura al trascendente e la sua educazione religiosa Ā».48 La testimonianza personale, unita alla professionalitĆ , contribuisce al raggiungimento di questi
  3. Lā€™educazione allā€™affettivitĆ  ha bisogno di un linguaggio adeguato e misurato. In primo luogo, essa deve tenere conto che i bambini e i giovani non hanno ancora raggiunto la piena maturitĆ  e si accingono a scoprire la vita con interesse. Pertanto, ĆØ necessario aiutare gli alunni a sviluppare Ā« un senso critico davanti a una invasione di proposte, davanti alla pornografia senza controllo e al sovraccarico di stimoli che possono mutilare la sessualitĆ  Ā».49 Di fronte a un bombardamento di messaggi ambigui e vaghi ā€“ il cui fine ĆØ un disorientamento emotivo e lā€™impedimento della maturitĆ  psico-relazionale ā€“ Ā« occorre aiutarli a riconoscere e a cercare le influenze positive, nel tempo stesso in cui prendono le distanze da tutto ciĆ² che deforma la loro capacitĆ  di amare Ā».50

La societĆ 

  1. Nel processo educativo non puĆ² mancare uno sguardo dā€™insieme sulla societĆ  attuale. La trasformazione delle relazioni interpersonali e sociali Ā« ha spesso sventolato la ā€œbandiera della libertĆ ā€, ma in realtĆ  ha portato devastazione spirituale e materiale a innumerevoli esseri umani, specialmente ai piĆ¹ vulnerabili. ƈ sempre piĆ¹ evidente che il declino della cultura del matrimonio ĆØ associato a un aumento di povertĆ  e a una serie di numerosi altri problemi sociali che colpiscono in misura sproporzionata le donne, i bambini e gli anziani. E sono sempre loro a soffrire di piĆ¹, in questa crisi Ā».51
  2. Per questi motivi, la famiglia non puĆ² essere lasciata sola di fronte alla sfida Da parte sua, la Chiesa continua ad offrire sostegno alle famiglie e ai giovani in comunitĆ  aperte ed accoglienti. La scuola e le comunitĆ  locali, in particolare, sono chiamate a svolgere una grande missione, anche se esse non sostituiscono i genitori, bensƬ sono ad essi complementari.52 La rilevante urgenza della sfida formativa puĆ² costituire oggi un forte stimolo a ricostruire lā€™alleanza educativa tra famiglia, scuola e societĆ .
  1. Come ĆØ diffusamente riconosciuto, questo patto educativo ĆØ entrato in ƈ urgente promuovere unā€™alleanza sostanziale e non burocratica, che armonizzi, nel progetto condiviso di Ā« una positiva e prudente educazione sessuale Ā»,53 la primaria responsabilitĆ  dei genitori con il compito degli insegnanti. Si devono creare le condizioni per un incontro costruttivo tra i vari soggetti al fine di istaurare un clima di trasparenza, interagendo e tenendosi costantemente informati sulle attivitĆ  per facilitare il coinvolgimento ed evitare inutili tensioni che potrebbero sorgere a causa di incomprensioni per mancanza di chiarezza, informazione e competenza.
  2. Nellā€™orizzonte di questa alleanza, lā€™azione educativa deve essere informata al principio di sussidiarietĆ . Ā« Ogni altro partecipante al processo educativo non puĆ² che operare a nome dei genitori, con il loro consenso e, in una certa misura, persino su loro incarico Ā».54 Procedendo insieme famiglia, scuola e societĆ  possono articolare percorsi di educazione allā€™affettivitĆ  e alla sessualitĆ  finalizzati al rispetto del corpo altrui ed al rispetto dei tempi della propria maturazione sessuale ed affettiva, tenendo conto delle specificitĆ  fisiologiche e psicologiche, nonchĆ© delle fasi di crescita e maturazione neurocognitiva delle ragazze e dei ragazzi in modo da accompagnarli nella loro crescita in maniera sana e responsabile.

La formazione dei formatori

  1. Allā€™effettiva realizzazione del progetto pedagogico sono chiamati con grande responsabilitĆ  tutti i La loro personalitĆ  matura, la loro preparazione e il loro equilibrio influiscono fortemente sugli educandi.55 Pertanto, ĆØ importante tenere in considerazione nella loro formazione, oltre agli aspetti professionali, anche quelli culturali e spirituali. Lā€™educazione della persona, specialmente nellā€™etĆ  evolutiva, necessita di una cura particolare e di un costante aggiornamento. Non si tratta soltanto di una semplice ripetizione degli argomenti disciplinari. Dagli educatori ci si attende che sappiano Ā« accompagnare gli alunni verso obiettivi elevati e sfidanti, dimostrare elevate aspettative nei loro confronti, coinvolgere e connettere gli studenti tra di loro e con il mondo Ā».56
  1. La responsabilitĆ  dei dirigenti, del corpo docente e del personale scolastico ĆØ quella di garantire un servizio qualificato coerente con i principi cristiani che costituiscono lā€™identitĆ  del progetto educativo, nonchĆ© di interpretare le sfide contemporanee attraverso una testimonianza quotidiana fatta di comprensione, obiettivitĆ  e prudenza.57 ƈ, infatti, comunemente condiviso che Ā« lā€™uomo contemporaneo ascolta piĆ¹ volentieriĀ Ā  i testimoni che i maestri, o, se ascolta i maestri, lo fa perchĆ© sono dei testimoni Ā».58 Lā€™autorevolezza dellā€™educatore si configura, quindi, come la confluenza concreta Ā« di una formazione generale, fondata su una concezione positiva e costruttiva della vita e sullo sforzo costante per Una tale formazione oltrepassa la pur necessaria formazione professionale e investe gli aspetti piĆ¹ intimi della personalitĆ , incluso quello spirituale e religioso Ā».59
  2. La formazione dei formatori ā€“ cristianamente ispirata ā€“ ha come obiettivo sia la persona del singolo docente sia la costruzione e il consolidamento di una comunitĆ  educante attraverso il proficuo scambio didattico, emozionale e In questo modo si genera una relazione attiva tra gli educatori dove la crescita personale integrale arricchisce quella professionale, vivendo lā€™insegnamento come un servizio di umanizzazione.
  3. In riferimento allo specifico compito dellā€™educazione allā€™amore umano ā€“ Ā« tenuto conto del progresso della psicologia, della pedagogia e della didattica Ā»60 ā€“ per i formatori ĆØ richiesta Ā« una preparazione psico-pedagogica adatta e seria, che consenta loro di cogliere situazioni particolari che richiedono una sollecitudine speciale Ā».61 Di conseguenza, Ā« occorre una visione chiara della situazione, perchĆ© il metodo adoperato non solamente condiziona grandemente il successo di questa delicata educazione, ma anche la collaborazione tra i diversi responsabili Ā».62
  4. Oggi tante legislazioni riconoscono lā€™autonomia e la libertĆ  di insegnamento. In questo ambito, le scuole hanno lā€™opportunitĆ  di collaborare con le istituzioni cattoliche di istruzione superiore nellā€™approfondimento dei diversi aspetti dellā€™educazione sessuale al fine anche di realizzare sussidi, guide pedagogiche e manuali didattici impostati sulla Ā« visione cristiana dellā€™uomo Ā».63 A tal proposito, i pedagogisti e i docenti di didattica nonchĆ© gli esperti di letteratura dellā€™infanzia e dellā€™adolescenza possono contribuire ad offrire strumenti innovativi e creativi per consolidare lā€™educazione integrale della persona fin dalla prima infanzia di fronte a visioni parziali e distorte. Alla luce di un rinnovato patto educativo, la cooperazione tra tutti i responsabili ā€“ a livello locale, nazionale e internazionale ā€“ non si puĆ² esaurire soltanto nella condivisione di idee e nel proficuo scambio di buone pratiche, ma si offre come un importante mezzo di formazione permanente degli educatori stessi.

CONCLUSIONE

  1. In conclusione, la via del dialogo ā€“ che ascolta, ragiona e propone ā€“ appare come il percorso piĆ¹ efficace per una trasformazione positiva delle inquietudini e delle incomprensioni in una risorsa per lo sviluppo di un ambiente relazionale piĆ¹ aperto e Al contrario, lā€™approccio ideologizzato alle delicate questioni del genere, pur dichiarando il rispetto delle diversitĆ , rischia di considerare le differenze stesse in modo statico, lasciandole isolate e impermeabili lā€™una dallā€™altra.
  2. La proposta educativa cristiana arricchisce il dialogo in ragione della finalitĆ  di Ā« favorire la realizzazione dellā€™uomo attraverso lo sviluppo di tutto il suo essere, spirito incarnato, e dei doni di natura e di grazia di cui ĆØ arricchito da Dio Ā».64 CiĆ² esige un sentito e accogliente avvicinamento allā€™altro da intendersi come antidoto naturale alla ā€œcultura dello scartoā€ e dellā€™isolamento. Si promuove, in questo modo, la Ā« dignitĆ  originaria di ogni uomo e donna, insopprimibile, indisponibile a qualsiasi potere o ideologia Ā».65
  3. Al di lĆ  di ogni riduzionismo ideologico o relativismo omologante, le educatrici e gli educatori cattolici ā€“ nella corrispondenza allā€™identitĆ  ricevuta dallā€™ispirazione evangelica ā€“ sono chiamati a trasformare positivamente le sfide attuali in opportunitĆ , percorrendo i sentieri dellā€™ascolto, della ragione e della proposta cristiana, nonchĆ© testimoniando con le modalitĆ  della propria presenza la coerenza tra le parole e la vita.66 I formatori hanno lā€™affascinante missione educativa di Ā« insegnare un percorso sulle diverse espressioni dellā€™amore, sulla cura reciproca, sulla tenerezza rispettosa, sulla comunicazione ricca di senso. Tutto questo, infatti, prepara ad un dono di sĆ© integro e generoso che si esprimerĆ , dopo un impegno pubblico, nellā€™offerta dei corpi. Lā€™unione sessuale nel matrimonio apparirĆ  cosƬ come segno di un impegno totalizzante, arricchito da tutto il cammino precedente Ā».67
  4. Non contraddice questa cultura del dialogo anche la legittima aspirazione delle scuole cattoliche di mantenere la propria visione della sessualitĆ  umana in funzione della libertĆ  delle famiglie di poter basare lā€™educazione dei propri figli su unā€™antropologia integrale, capace di armonizzare tutte le dimensioni che ne costituiscono lā€™identitĆ  fisica, psichica e spirituale. Uno Stato democratico non puĆ² infatti ridurre la proposta educativa ad un pensiero unico specialmente in una materia cosƬ delicata che tocca la visione fondamentale della natura umana ed il diritto naturale da parte dei genitori di una libera scelta educativa, sempre secondo la dignitĆ  della persona umana. Ogni istituzione scolastica deve, quindi, dotarsi di strumenti organizzativi e programmi didattici che rendano reale e concreto questo diritto dei genitori. In tal modo, la proposta pedagogica cristiana si concretizza come una solida risposta alle antropologie della frammentazione e del provvisorio.
  5. I centri educativi cattolici nellā€™offrire programmi di formazione affettiva e sessuale devono tenere in considerazione le differenti etĆ  degli alunni, nonchĆ© dare aiuto nel pieno rispetto per ogni CiĆ² si puĆ² realizzare attraverso un percorso di accompagnamento discreto e riservato, con cui si va incontro anche a chi si trova a vivere una situazione complessa e dolorosa. La scuola deve, quindi, proporsi come un ambiente di fiducia, aperto e sereno specialmente in quei casi che necessitano tempo e discernimento. ƈ importante creare le condizioni per un ascolto paziente e comprensivo, lungi da ingiuste discriminazioni.
  6. Ben consapevole della sollecitudine educativa nonchĆ© della fatica quotidiana profuse dalle persone impegnate nella scuola e nei variegati contesti dellā€™attivitĆ  pedagogica formale e informale, la Congregazione per lā€™Educazione Cattolica incoraggia a proseguire nella missione formativa delle nuove generazioni, specialmente di chi soffre la povertĆ  nelle sue varie espressioni e ha bisogno dellā€™amore di educatori ed educatrici, in modo che Ā« i giovani non siano solo amati, ma conoscano anche dā€™essere amati Ā» (San Giovanni Bosco). Questo Dicastero esprime, altresƬ, viva gratitudine e ā€“ con le parole di Papa Francesco ā€“ incoraggia Ā« gli insegnanti cristiani, sia che operino in scuole cattoliche sia in scuole statali, [ā€¦] a stimolare negli alunni lā€™apertura allā€™altro come volto, come persona, come fratello e sorella da conoscere e rispettare, con la sua storia, i suoi pregi e difetti, ricchezze e limiti. La scommessa ĆØ quella di cooperare a formare ragazzi aperti e interessati alla realtĆ  che li circonda, capaci di cura e di tenerezza Ā».68

CittĆ  del Vaticano, 2 febbraio 2019, Festa della presentazione del Signore.

Giuseppe Card. Versaldi
Prefetto

Arciv. Angelo Vincenzo Zani
Segretario

Note

1 Benedetto XVI, Discorso ai Membri del Corpo Diplomatico accreditati presso la Santa Sede, 10 gennaio 2011.

2 Papa Francesco, Esortazione apostolica postsinodale Amoris laetitia, 19 marzo 2016, n. 56.

3 Cf. Giovanni Paolo II, Esortazione apostolica postsinodale Familiaris consortio, 22 novembre 1981, n. 6; cf. Giovanni Paolo II, Lettera alle famiglie Gratissimam sane, 2 febbraio 1994, n. 16; cf. Giovanni Paolo II, ā€œPedagogia del corpo, ordine morale, manifestazioni affettiveā€, Udienza generale, 8 aprile 1981, Insegnamenti, IV/1 (1981), pp. 903-908.

4Ā Ā  concilio Vaticano II, Dichiarazione sullā€™educazione cristiana Gravissimum educationis, 28 ottobre 1965, n. 1.

5 Congregazione Per lā€™educazione cattolica, Orientamenti educativi sullā€™amore umano. Lineamenti di educazione sessuale, 1 novembre 1983.

6 Congregazione Per la dottrina della Fede, Persona Alcune questioni di etica sessuale, 29 dicembre 1975, n. 1.

7 Orientamenti educativi sullā€™amore umano, n. 4.

8 Ibid., n. 35.

9Ā Ā  Cf. Ibid., nn. 21-47, dove ĆØ esposta la concezione cristiana della sessualitĆ .

10Ā Ā  Concilio Vaticano II, Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo Gaudium et spes, 7 dicembre 1965, n. 11.

11 Amoris laetitia, n. 56.

12 Idem.

13 Cf. Papa Francesco, Discorso ai partecipanti allā€™Assemblea generale dei membri della Pontificia Accademia per la Vita, 5 ottobre 2017.

14 congregazione Per la dottrina della Fede, Lettera ai Vescovi della Chiesa Cattolica sulla collaborazione dellā€™uomo e della donna nella Chiesa e nel mondo, 31 maggio 2004, n. 13.

15 Giovanni Paolo II, Lettera alle donne, 29 giugno 1995, n. 9.

16 congregazione Per la dottrina della Fede, Lettera ai Vescovi, n. 13.

17 Giovanni Paolo II, Lettera alle donne, n. 9.

18 Papa Francesco, Discorso ai partecipanti allā€™Assemblea generale dei membri della Pontificia Accademia per la Vita, n. 3.

19 Amoris laetitia, n. 34.

20 Gaudium et spes, n. 14.

21 Idem.

22 K. Wojtyła, Amore e responsabilitĆ . Morale sessuale e vita interpersonale, Casale Monferrato 20084, p. 41.

23 Cf. Giovanni Paolo II, Lettera enciclica Veritatis splendor, 6 agosto 1993, n. 48.

24 Cf. congregazione Per la dottrina della Fede, Istruzione sul rispetto della vita umana nascente e la dignitĆ  della procreazione Donum vitae, 22 febbraio 1987, n. 4.

25 Benedetto XVI, Discorso ai partecipanti al VI simposio europeo dei docenti universitari, Roma, 7 giugno 2008.

26 Benedetto XVI, Discorso al Reichstag di Berlino, 22 settembre 2011.

27 Papa Francesco, Lettera enciclica sulla cura della casa comune Laudato siā€™, 24 maggio 2015, nn. 154-155.

28 Giovanni Paolo II, ā€œPedagogia del corpo, ordine morale, manifestazioni affettiveā€, Udienza generale, 8 aprile 1981, Insegnamenti, IV/1 (1981), p. 904.

29 Veritatis splendor, n. 50.

30 Cf. Idem.

31 Ā«Lā€™uomo e la donna costituiscono due modi di realizzare, da parte della creatura umana, una determinata partecipazione dellā€™Essere divino: sono creati ad ā€œimmagine e somiglianza di Dioā€ e attuano compiutamente tale vocazione non solo come persone singole, ma anche come coppia, quale comunitĆ  di amore. Orientati allā€™unione e alla feconditĆ , lā€™uomo e la donna sposati partecipano dellā€™amore creatore di Dio, vivendo la comunione con Lui attraverso lā€™altro Ā», Orientamenti educativi sullā€™amore umano, n. 26. Cf. anche congregazione Per lā€™educazione cattolica, Educare al dialogo interculturale nella scuola cattolica. Vivere insieme per una civiltĆ  dellā€™amore, 28 ottobre 2013, nn. 35-36.

32 Amoris laetitia, n. 286.

33 Benedetto XVI, Discorso allā€™assemblea generale della Conferenza Episcopale Italiana, 27 maggio 2010.

34 Benedetto XVI, Discorso alla Curia Romana, 21 dicembre 2012.

35 Amoris laetitia, n. 151.

36 Laudato siā€™, n. 155.

37 catechismo della chiesa cattolica, n. 1643.

38 Papa Francesco, Discorso ai partecipanti al Colloquio internazionale sulla complementarietĆ  tra uomo e donna, promosso dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, 17 novembre 2014, n. 3.

39 Codice di Diritto Canonico, can. 1136; cf. Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, can. 627.

40 Gravissimum educationis, n. 3.

41 Amoris laetitia, n. 280.

42 Familiaris consortio, n. 36.

43 Papa Francesco, Discorso alla Delegazione dellā€™Ufficio Internazionale Cattolico dellā€™Infanzia (BICE), 11 aprile 2014.

44 Familiaris consortio, n. 37.

45 congregazione Per lā€™educazione cattolica, La scuola cattolica alle soglie del terzo millennio, 28 dicembre 1997, n. 9.

46 Educare al dialogo interculturale nella scuola cattolica, n. 58.

47 congregazione Per lā€™educazione cattolica, La scuola cattolica, 19 marzo 1977, n.

48 congregazione Per lā€™educazione cattolica, Il laico cattolico testimone della fede nella scuola, 15 ottobre 1982, 17.

49 Amoris laetitia, n. 281.

50 Idem.

51 Papa Francesco, Discorso ai partecipanti al Colloquio internazionale sulla complementarietĆ  tra uomo e donna, promosso dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, n. 2.

52 Cf. Amoris laetitia, n. 84.

53 Gravissimum educationis, n. 1.

54 Giovanni Paolo II, Lettera alle famiglie Gratissimam sane, n. 16; cf. Pontificio consiglio Per la Famiglia, SessualitĆ  umana: veritĆ  e significato. Orientamenti educativi in famiglia, 8 dicembre 1995, n. 23.

55 Cf. Orientamenti educativi sullā€™amore umano, n. 79.

56 congregazione Per lā€™educazione cattolica, Educare oggi e domani. Una passione che si rinnova, CittĆ  del Vaticano 2014, II, n. 7.

57 Cf. congregazione Per lā€™educazione cattolica, Educare insieme nella scuola cattolica. Missione condivisa di persone consacrate e fedeli laici, 8 settembre 2007, nn. 34-37.

58 Paolo VI, Esortazione apostolica Evangelii nuntiandi, 8 dicembre 1975, n. 41.

59 Orientamenti educativi sullā€™amore umano, n. 80.

60 Gravissimum educationis, n. 1.

61 Orientamenti educativi sullā€™amore umano, n. 81.

62Ā Ā  Ibid., n. 83.

63Ā Ā  Ibid., n. 22.

64 Orientamenti educativi sullā€™amore umano, n. 21.

65 Papa Francesco, Discorso alla Delegazione dellā€™Istituto ā€œDignitatis humanaeā€, 7 dicembre 2013.

66 Cf. Educare al dialogo interculturale nella scuola cattolica, conclusione.

67 Amoris laetitia, n. 283.

68 Papa Francesco, Discorso allā€™Associazione Italiana Maestri Cattolici, 5 gennaio 2018.