Lectio divina 3 febbario 2018 – Suore di Casa Raffael

Data:

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Sabato della Quarta Settimana del Tempo Ordinario (Anno B)

Lectio: Marco 6, 30 – 34

1) Preghiera

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Dio grande e misericordioso, concedi a noi tuoi fedeli di adorarti con tutta lโ€™anima e di amare i nostri fratelli nella caritร  del Cristo.

2) I Santi del giorno :ย  San Biagioย  [1]

  1. Biagio nacque a Sebaste nell’Armenia. Passรฒ la giovinezza fra gli studi, dedicandosi in modo particolare alla medicina. Al letto dei sofferenti curava le infermitร  del corpo, e con la buona parola e l’esempio cristiano cercava pure di risanare le infermitร  spirituali.

Geloso della sua purezza ed amantissimo della vita religiosa, pensava di entrare in un monastero, quando, morto il vescovo di Sebaste, venne eletto a succedergli. Da quell’istante la sua vita fu tutta spesa pel bene dei suoi fedeli.

In quel tempo la persecuzione scatenata da Diocleziano e continuata da Licinio infuriava nell’Armenia per opera dei presidi Lisia ed Agricola. Quest’ultimo, appena prese possesso della sua sede, Sebaste, si pose con febbrile attivitร  in cerca di Biagio, il vescovo di cui sentiva continuamente magnificare lo zelo. Ma il sagace pastore, per non lasciare i fedeli senza guida. ai primordi della procella, si era eclissato in una caverna del monte Argeo.

Per moltissimo tempo rimase celato in quella solitudine, vivendo in continua preghiera e continuando sempre il governo della Chiesa con messaggi segreti. Un giorno perรฒ un drappello di soldati mandati alla caccia delle belve per i giochi dell’anfiteatro, seguendo le orme delle fiere, giunsero alla sua grotta. Saputo che egli era precisamente il vescovo Biagio, lo arrestarono subito e lo condussero al preside.

Il tragitto dal monte alla cittร  fu un vero trionfo, perchรฉ il popolo, nonostante il pericolo che correva, venne in folla a salutare colui che aveva in somma venerazione. Fra tanta gente corse anche una povera donna che, tenendo il suo povero bambino moribondo sulle sue braccia, scongiurava con molte lacrime il Santo a chiedere a Dio la guarigione del figlio. Una spina di pesce gli si era fermata in gola e pareva lo volesse soffocare da un momento all’altro. Biagio, mosso a compassione di quel bambino, sollevรฒ gli occhi al cielo e fece sul sofferente il segno della croce.

โ€” Mamma, sono guarito,

โ€” gridรฒ tosto il bambino

โ€” sono guarito!…

Giunto a Sebaste, il prigioniero venne condotto dal giudice Agricolaยฐ, che voleva convincerlo a sacrificare agli idoli; ma il Santo con gran calma gli dimostrรฒ che quello era un atto indegno di una creatura ragionevole, perchรฉ la ragione dice all’uomo che vi รจ un Dio solo, eterno, e creatore di ogni cosa, e non molti dei. Per tutta risposta il giudice lo fece battere con verghe e poi gettare in carcere.

Dopo qualche tempo lo volle di nuovo al tribunale, per interrogarlo nuovamente, ma trovรฒ sempre in lui la piรน grande fermezza. Gli furono allora lacerate le carni con pettini di ferro e cosรฌ lacero com’era fu sospeso ad un tronco d’albero. Sperimentati ancora contro l’invitto martire tutti i supplizi piรน inumani, fu condannato ad essere sommerso in un lago. I carnefici condottolo sulla sponda lo lanciarono nell’acqua, e mentre tutti si aspettavano di vederlo annegare. Biagio tranquillamente si pose a camminare sull’acqua finchรฉ raggiunse la sponda opposta. Il giudice. fuori di sรฉ, vedendo di non poter spegnere altrimenti quella vita prodigiosa, lo fece decapitare.

3) I Santi del giorno :ย  Santa Vereburgaย  [2]

Nata nel 650 dal re Wulfhere di Mercia e da Santa Ermenilda, nel 675 alla morte del padre Vereburga rinunciรฒ ai fasti della corte e si ritirรฒ nellโ€™abbazia di Ely. Il fratello del defunto, Etelredo, succedutogli al trono, fece tornare la nipote per affidarle un gruppo di case per religiose nelle contee dellโ€™Inghilterra centrale, con lo specifico compito di introdurvi una piรน rigida osservanza. Tra questi monasteri figuravano quello di Weedon nel Nothamptonshire, giร  abitazione reale che la santa poi trasformรฒ in monastero, Trentham nel Lincolnshire, ove ella morรฌ, ed Hanbury nello Staffordshire, in cui desiderรฒ essere sepolta. Le reliquie di Vereburga furono poi traslate a Chester, assai probabilmente per salvarle dalla profanazione durante le invasioni danesi. Qui il suo sacrario, posto nella cattedrale cittadina, divenne frequentatissima meta di pellegrinaggi.

Santa Vereburga deve gran parte della sua popolaritร  ad una romanzesca leggenda, secondo la quale la bella principessa respinse le avances di non pochi corteggiatori onde salvaguardare la sua consacrazione al Signore. A Werbod, suo principale ammiratore, il sovrano concesse la figlia in sposa, purchรฉ egli riuscisse ad ottenere il libero consenso da parte di Vereburga. Il pretendente era perรฒ pagano e quindi giร  la regina Ermenilda ed i suoi figli si opposero allโ€™eventualitร  di questa unione, suscitando perรฒ in tal modo la sua ira. I principi erano stati educati da San Chad, vescovo di Lichfield, che viveva in una foresta e dava perciรฒ loro la possibilitร  di mascherare le visite rivoltegli con delle spedizioni di caccia. Werbod denunciรฒ questo fatto al re e questi non esitรฒ a farli uccidere. Anche Werbod, perรฒ, ben presto andรฒ incontro ad una miserabile morte ed il sovrano, roso dal rimorso, mutรฒ in positivo i suoi rapporti con la sua santa consorte e con San Chad. Questi eventi incoraggiarono Vereburga nel suo proposito e chiese allora il permesso al padre di poter entrare ad Ely.

Unโ€™altra antica leggenda spiega il perchรฉ lโ€™oca sia divenuto lโ€™emblema principale di questa santa: un gruppo di oche selvatiche devasto i raccolti di Weedon e Vereburga le fece catturare, ma dopo che nottetempo un servo ne uccise una e la cucinรฒ, la santa la riportรฒ in vita. Lo stormo di animali poi fuggรฌ, senza piรน tornare a rovinare i raccolti. Le reliquie di Santa Vereburga vennero nuovamente traslate nella cattedrale di Chester nel 1095, cioรจ pressappoco quando Goscelino scrisse la sua Vita, ove questa leggenda รจ raffigurata su una mensola dโ€™appoggio di un sedile del coro: al centro vi รจ la santa con un bastone pastorale in mano, mentre un servo le porge unโ€™oca; sulla destra un uomo confessa di aver rubato lโ€™animale, mentre a sinistra si scorgono le altre oche rinchiuse. Questa storiella in realtร  era giร  stata utilizzata dallo stesso autore nella Vita di Santa Amalberga.

4) Lettura: Vangelo secondo Marco 6, 30 – 34ย 

In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesรน e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: ยซVenite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un poโ€™ยป. Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare.

Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti perรฒ li videro partire e capirono, e da tutte le cittร  accorsero lร  a piedi e li precedettero.

Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perchรฉ erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.

5) Riflessione [3]ย  sul Vangelo secondo Marco 6, 30 – 34ย 

  • ยซVenite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’ยป – Mc 6,31 – Come vivere questa Parola?

La folla che seguiva il Signore affascinata dal suo “essere” e dal suo “dire” era come l’accavallarsi di onde che a un certo punto travolgevano la vita stessa. Basta dire che Marco annota: non riuscivano neppure a mangiare. Gesรน perรฒ vigila sulla “vita”: la difende e promuove. In questo frangente invita i suoi a tirarsi fuori dalla ressa e a cercare due realtร : un luogo solitario e un tempo preciso per riposare.

รˆ una pagina questa di una attualitร  insuperabile. Perchรฉ, anche oggi, la vita รจ un “affollarsi” di realtร  che la sommergono.

Si affollano non tanto e non sempre le persone attorno a noi ma le “urgenze” di cose da fare: al lavoro, allo studio e perfino nel cosรฌ detto “tempo libero“. Tutto รจ strangolato da imprescindibili scadenze e da un correre convulso che non รจ solo dei bus sulle strade ma delle persone e delle cose. Prima che diventi una malattia, bisogna verificare il ritmo convulso del nostro vivere. Meglio fare meno guadagnando meno, che fare molto perdendo forze salute e spiritualitร .

Dio ci ha creato in uno splendido giardino: quello dell'”Eden”, perchรฉ avessimo un rapporto stretto e buono con le buone cose che Lui ha creato proprio per noi.

Bisogna usare delle cose degli ambienti e del tempo, ma non abusarne, diventando schiavi. Un uomo รจ libero nella misura che sa ritmare la vita tra preghiera lavoro e riposo; sa respirare la vivace aria cittadina e quella pulita salubre di campagna ai mari e ai monti.

Signore, in un mondo arricchito da tanta realtร  utile fa’ che ce ne serviamo restando perรฒ liberi nella nostra umanitร  che decide spazi e tempi non solo lavorativi ma di riposo a contatto con il tuo bel creato.

Ecco la voce di un santo S. Agostino: “Ci hai fatti per Te, Signore, e il nostro cuore non ha pace finchรฉ non riposa in Te”.

  • Il Signore รจ mio Pastore, non manco di nulla.

E oggi, nel Vangelo, รจ proprio bello vedere gli Apostoli che si riuniscono tutti attorno a Gesรน e, gioiosi, gli raccontano tutto, come dei bravi figlioli al loro Papร  amato. Ma sono un po’ stanchi perchรฉ l’apostolato, a volte, stanca anche un po’… E Gesรน se ne accorge. E li invita dolcemente: “Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un poco!”. Infatti la gente era proprio tanta, ed essi non avevano neanche il tempo di mangiare… Ma Gesรน ha il cuore compassionevole e li invita a riposare: andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Ma il riposo durรฒ poco perchรฉ molti “accorsero lร  a piedi e li precedettero“… erano giร  lร  ad aspettare Gesรน! Egli allora scese dalla barca, e vedendo “una grande folla, ebbe compassione di loro, perchรฉ erano come pecore che non hanno Pastore, e si mise ad insegnare loro molte cose“. Gesรน ha un Cuore compassionevole verso tutti: verso la gente, verso ognuno di noi. E capita che oggi, a volte, anche noi ci sentiamo un po’ come pecore senza Pastore… e ne soffriamo dentro l’anima nostra. Ma Gesรน รจ un Dio d’Amore, รจ un Dio misericordioso, e mai ci abbandona… Il Signore รจ il mio Pastore, non manco di nulla, su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce...”. E anche sua Madre Maria, come Lui, ha il Cuore pieno di amore di compassione verso tutti i suoi figli tribolati… E proprio oggi ricordiamo il primo sabato del mese, dedicato al Cuore Immacolato di Maria: a Fatima infatti la Madonna ha chiesto la Comunione riparatrice al suo Cuore Immacolato e il Rosario meditato. E chi lo fa per cinque mesi consecutivi ottiene molte grazie, compresa quella della perseveranza finale.

  • ยซSceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perchรฉ erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte coseยป. – Mc 6, 34 – Come vivere questa Parola?

Quanto รจ forte la tristezza di Gesรน, lui si commuove per noi ogni volta che ci vede come pecore che non sanno dove andare, senza pastore, senza nessuno che ci guidi, senza una luce che ci permetta di ritrovare il cammino.

Ma forse Lui non c’รจ? Come mai a volte siamo proprio persi e invece di cercare in Lui camminiamo verso la strada opposta?

E noi crediamo, e noi speriamo, e noi amiamo.

“Il Signore รจ il mio pastore! Non manco di nulla! Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino, per amore del suo nome. Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perchรฉ tu sei con me. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza. Davanti a me tu prepari una mensa sotto gli occhi dei miei nemici” (Sal23,1.3-5).

Allora Gesรน comincia a insegnare loro molte cose. Il vangelo di Marco ci dice molte volte che Gesรน insegnava. La gente rimane impressionata: “Un nuovo insegnamento! Dato con autoritร ! Diverso dagli scribi!”

Insegnare non รจ solo questione di veritร  nuove da dire. Il contenuto che Gesรน dava non appariva solamente nelle parole, ma anche nei gesti e nel suo modo di rapportarsi con le persone. Il contenuto non รจ mai separato dalla persona che lo comunica. Gesรน era una persona accogliente (Mc 6,34). Voleva il bene della gente. La bontร  e l’amore che emergevano dalle sue parole facevano parte del contenuto. Erano il suo temperamento. Un contenuto buono, senza bontร , รจ come latte caduto a terra.

L’insegnamento di Gesรน era una comunicazione che scaturiva dall’abbondanza del cuore.

Signore, aiutaci a unificare in Te la nostra mente, i nostri affetti e le nostre azioni, cosรฌ l’armonia della propria vita sarร  segno della tua presenza e del tuo Amore.

Ecco la voce di Papa Francesco (Angelus 19 luglio 2015): “Vedere e avere compassione, sono sempre associati nell’atteggiamento di Gesรน, infatti il suo sguardo non รจ lo sguardo di un sociologo o di un fotoreporter, perchรฉ egli guarda sempre con gli occhi del cuore.”

6) Per un confronto personale

  • Gesรน si preoccupa del uomo intero, anche del suo riposo. E noi come ci comportiamo con il nostro prossimo?
  • Come fai tu quando vuoi insegnare agli altri qualcosa della tua fede e della tua religione? Imiti Gesรน?

7) Preghiera finale: Salmo 118

Insegnami, Signore, i tuoi decreti.

ย 

Come potrร  un giovane tenere pura la sua via?

Osservando la tua parola.

Con tutto il mio cuore ti cerco:

non lasciarmi deviare dai tuoi comandi.

ย 

Ripongo nel cuore la tua promessa

per non peccare contro di te.

Benedetto sei tu, Signore:

insegnami i tuoi decreti.

ย 

Con le mie labbra ho raccontato

tutti i giudizi della tua bocca.

Nella via dei tuoi insegnamenti รจ la mia gioia,

piรน che in tutte le ricchezze.

  • [1]ย ย  www.santodelgiorno.it
  • [2]ย  www.santiebeati.it
  • [3]ย  www.lachiesa.itย  –ย  www.qumran2.netย  –ย  Monaci Benedettini Silvestrini โ€“ย  Casa di Preghiera San Biagio
Suore di Casa Raffael
c/o Monastero Adoratrici del SS. Sacramento
Via G. Byron 15 โ€“ 16145 Genova
tel. 010.811156 (ore 9 โ€“ 12)
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