Venerdรฌ della Quarta Settimana del Tempo Ordinario (Anno B)
Presentazione del Signore
Lectio: Luca 2, 22 – 40
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1) Preghiera
Dio onnipotente ed eterno, guarda i tuoi fedeli riuniti nella festa della Presentazione al tempio del tuo unico Figlio fatto uomo, e concedi anche a noi di essere presentati a te pienamente rinnovati nello spirito.
2) I Santi del giorno : Presentazione del Signoreย [1]
Questa festa รจ chiamata con svariati nomi, ciascuno dei quali ricorda un fatto avvenuto in questa giornata in cui la Sacra Famiglia ci diede l’esempio della piรน perfetta ubbidienza.
Iddio nell’Antico Testamento aveva prescritto che ogni figlio primogenito fosse consacrato a Lui in memoria del beneficio fatto al suo popolo quando tutti i primogeniti degli Egiziani perirono sotto la spada dell’Angelo sterminatore risparmiando invece gli Ebrei.
Un’altra legge poi ordinava che ogni donna ebrea si presentasse al Tempio per purificarsi, quaranta giorni dopo la nascita del bambino, oppure dopo ottanta, se era una figlia, portando alcune vittime da sacrificarsi in ringraziamento ed espiazione.
Siccome le due cerimonie potevano compiersi tutte due assieme, Giuseppe e Maria portarono Gesรน alla cittร santa, quaranta giorni dopo il Natale.
Benchรฉ Maria non fosse obbligata alla legge della purificazione, poichรฉ Ella fu sempre vergine e pura, tuttavia per umiltร ed ubbidienza volle andare come le altre.
Ubbidรฌ poi al secondo precetto di presentare ed offrire il Figlio all’Eterno Padre; ma l’offrรฌ in modo diverso dal come le altre madri offrivano i loro figliuoli. Mentre per le altre madri questa era una semplice cerimonia. senza timore di dover offrire i figli alla morte, Maria offrรฌ realmente Gesรน in sacrificio alla morte. poichรฉ Ella era certa che l’offerta che allora faceva doveva un giorno consumarsi sull’altare della croce.
Giunti nel recinto del tempio venne loro incontro un vecchio venerando di nome Simeone, uomo giusto e pio, a cui lo Spirito Santo aveva promesso che non sarebbe morto prima d’aver mirato il Salvatore del mondo. Illuminato dal cielo aveva riconosciuto che il figlio di Maria era appunto l’aspettato delle genti. Presolo fra le braccia nell’entusiasmo della riconoscenza esclamรฒ: ยซOr lascia, o Signore, che il tuo servo, secondo la tua parola, se ne vada in pace…ยป: poi benedisse i genitori del Bambino dicendo a Maria: ยซEcco Egli รจ posto a rovina e resurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione; ed anche a te una spada trapasserร lโanimaยป.
Maria istruita nella Sacra Scrittura aveva giร intravvisto tutte le pene che doveva patire il suo Figlio. e nelle parole di Simeone ne ebbe la dolorosa conferma.
Maria a tutto acconsente. e con mirabile fortezza, offre Gesรน all’Eterno Padre, ma la sua anima fu in quel momento attraversata da una spada.
Fatta l’offerta come prescritto dalla legge del Signore, Maria e Giuseppe ritornarono nella Galilea, alla loro cittร di Nazaret. E il Bambino cresceva e si fortificava pieno di sapienza, e la grazia di Dio era con Lui.
3) I Santi del giorno : Santa Caterina de’ Ricciย [2]
Nacque il 25 aprile 1523 da Pierfrancesco de’ Ricci e Caterina Panzano e ricevette il nome di Sandrina. Rimasta orfana di madre a cinque anni, fu accolta nel monastero benedettino di S. Pietro in Monticelli, la cui badessa era una sua zia. Fin dall’infanzia si sentiva spinta da impulsi interiori alla meditazione della Passione, in cui si incentrerร tutta la sua futura vita spirituale. Desiderando abbracciare la vita religiosa, con l’aiuto della matrigna, visitรฒ diversi monasteri, ma dopo aver visto come in molti Ordini lo spirito religioso fosse affievolito, fece cadere la sua scelta sul monastero domenicano di S. Vincenzo di Prato, fondato da un ventennio. A causa dell’opposizione del padre, Caterina fu sul punto di morire; ma guarita prodigiosamente, non appena ebbe il suo consenso, entrรฒ, il 18 maggio 1535, appena dodicenne, nel monastero di S. Vincenzo, aiutata dallo zio, p. Timoteo Ricci, e prese il nome di Caterina. Nell’ambiente del monastero fu dapprima circondata dal disagio e dalla diffidenza delle consorelle, che non comprendevano i suoi atteggiamenti estatici e le sue grazie straordinarie; ritenuta affetta da squilibrio psichico, fu quasi per essere dimessa alla vigilia della professione religiosa (24 giugno 1536), che ella, peraltro, strappรฒ con lacrime e preghiere.
In Caterina si alternavano fasi di malattie straordinarie e straordinarie guarigioni, come quella operatasi improvvisamente nella notte tra il 22 e il 23 maggio 1540, anniversario della morte del Savonarola. Con eroica sopportazione e con docile umiltร la giovane suora seppe cattivarsi a poco a poco l’ammirazione e il rispetto delle consorelle. I tormenti fisici e morali furono la preparazione a prove ben piรน straordinarie, che noi conosciamo, in parte, attraverso i Ratti, rivelazioni fatte da Caterina alla maestra di noviziato, suor Maddalena Strozzi, per imposizione dello zio, p. Timoteo.
Il primo giovedรฌ di febbraio del 1542, Caterina ebbe la prima estasi della Passione, fenomeno mistico che si ripetรฉ settimanalmente per dodici anni: dal mezzogiorno dei giovedรฌ alle ore 16 del venerdรฌ, riviveva momento per momento le diverse fasi del Calvario nella piรน intima comunione spirituale con la Vergine, e per l’intero corso della settimana portava impressi nella carne i segni di un’atroce sofferenza. La notizia del fenomeno fu ben presto conosciuta anche al di fuori del monastero e procurรฒ l’intervento delle autoritร , tra cui il generale delI’Ordine, Alberto Las Casas. Poichรฉ anche nellโambiente della Curia si parlava dello straordinario caso di Caterina, Paolo III inviรฒ un cardinale per un esame, il cui esito fu positivo. Il 9 aprile 1542 fu concesso a Caterina l’anello del mistico sposalizio. Il 14 dello stesso mese ebbe le stimmate, che rimasero visibili sul suo corpo, non corrotto dal tempo; nel Natale successivo le fu promessa una corona di spine, le cui punture la trafissero fino alla morte. In prosieguo di tempo ebbe altre visioni che la facevano meditare sullo stato delle anime, su quello della sua comunitร e sulle condizioni della Chiesa, dilaniata dalla rivolta protestante, e in cui sentiva potente l’invito del Signore ad offrirsi in sacrificio per l’unitร della sua Sposa.
Resa immagine del Crocifisso e arricchita di doni spirituali, Caterina iniziรฒ allora una silenziosa e feconda azione apostolica di cui rimane il ricchissimo epistolario. Si formรฒ intorno a lei un gruppo di discepoli, conquistati talvolta miracolosamente, che ricorreranno a lei per preghiere, consigli, beneficenza; intrecciรฒ relazioni epistolari con s. Filippo Neri, s. Carlo Borromeo, s. Maria Maddalena de’ Pazzi, il ven. Alessandro Luzzago, con la famiglia granducale dei Medici, con la madre di Cosimo I, con Giovanna d’Austria, con Bianca Cappello e coi Capponi, gli Acciaioli, i Rucellai, i Salviati, i Buonaccorsi. Ma svolse l’azione piรน feconda nel monastero, dove fu molte volte sottopriora e priora per ben sette bienni durante i quali la comunitร fiorรฌ materialmente e numericamente, contando persino centosessanta religiose, e si perfezionรฒ spiritualmente, divenendo un modello di regolare osservanza. La meditazione della Passione, che era il fulcro della spiritualitร di Caterina, fu espressa per la comunitร con il Cantico della Passione, composto di versetti scritturali e passato nelle pratiche abituali dell’Ordine nei venerdรฌ di Quaresima. Morรฌ il 2 febbraio 1590; fu beatificata nel 1732 e canonizzata nel 1746.
4) Lettura: Vangelo secondo Luca 2, 22 – 40ย
Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosรจ, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore โ come รจ scritto nella legge del Signore: ยซOgni maschio primogenito sarร sacro al Signoreยป โ e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme cโera un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione dโIsraele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore.
Mosso dallo Spirito, si recรฒ al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesรน per fare ciรฒ che la Legge prescriveva a suo riguardo, anchโegli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: ยซOra puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perchรฉ i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israeleยป.
5) Riflessioneย [3] sul Vangelo secondo Luca 2, 22 – 40
- Gesรน, la luce preparata per i popoli.
Maria e Giuseppe portano Gesรน al tempio per presentarlo al Signore, ma non fanno nemmeno in tempo a entrare che subito le braccia di un uomo e di una donna se lo contendono: Gesรน non appartiene al tempio, egli appartiene all’uomo. ร nostro, di tutti gli uomini e le donne assetati, di quelli che non smettono di cercare e sognare mai, come Simeone; di quelli che sanno vedere oltre, come Anna, e incantarsi davanti a un neonato, perchรฉ sentono Dio come futuro. Gesรน non รจ accolto dai sacerdoti, ma da un anziano e un’anziana senza ruolo, due innamorati di Dio che hanno occhi velati dalla vecchiaia ma ancora accesi dal desiderio. ร la vecchiaia del mondo che accoglie fra le sue braccia l’eterna giovinezza di Dio.
Lo Spirito aveva rivelato a Simeone che non avrebbe visto la morte senza aver prima veduto il Messia. Parole che lo Spirito ha conservato nella Bibbia perchรฉ io le conservassi nel cuore: tu non morirai senza aver visto il Signore. La tua vita non si spegnerร senza risposte, senza incontri, senza luce. Verrร anche per noi il Signore, verrร come aiuto in ciรฒ che fa soffrire, come forza di ciรฒ che fa partire.
Simeone aspettava la consolazione di Israele. Lui sapeva aspettare, come chi ha speranza. Come lui il cristiano รจ il contrario di chi non si aspetta piรน niente, ma crede tenacemente che qualcosa puรฒ accadere. Se aspetti, gli occhi si fanno attenti, penetranti, vigili e vedono: ho visto la luce preparata per i popoli. Ma quale luce emana da questo piccolo figlio della terra? La luce รจ Gesรน, luce incarnata, carne illuminata, storia fecondata. La salvezza non รจ unโopera particolare, ma Dio che รจ venuto, si lascia abbracciare dall’uomo, mescola la sua vita alle nostre. E a quella di tutti i popoli, di tutte le genti… la salvezza non รจ un fatto individuale, che riguarda solo la nostra vita: o ci salveremo tutti insieme o periremo tutti.
Simeone dice poi tre parole immense a Maria, e che sono per noi: egli รจ qui come caduta e risurrezione, come segno di contraddizione.
Cristo come caduta e contraddizione. Caduta dei nostri piccoli o grandi idoli, che fa cadere in rovina il nostro mondo di maschere e bugie, che contraddice la quieta mediocritร , il disamore e le idee false di Dio.
Cristo come risurrezione: forza che ci ha fatto ripartire quando avevamo il vuoto dentro e il nero davanti agli occhi. Risurrezione della nobiltร che รจ in ogni uomo, anche il piรน perduto e disperato.
Caduta, risurrezione contraddizione. Tre parole che danno respiro alla vita, aprono brecce. Gesรน ha il luminoso potere di far vedere che le cose sono abitate da un ยซoltreยป.
- “I miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti” – Lc 2, 30 – Come vivere questa Parola?
Queste parole fanno parte di un cantico che, nel suo Vangelo, Luca pone in bocca all’anziano sacerdote Simeone custode del tempio.
Obbediente alla Legge, Maria e Giuseppe portano al tempio il Bambino Gesรน perchรฉ venga offerto a Dio. L’uomo di Dio, che aveva lunga consuetudine di famigliaritร con la Bibbia pregata, ravvisa in quel cuccioletto d’uomo avvolto in fasce, il Messia promesso, atteso da secoli, il Salvatore del mondo.
ร forte quella sua esclamazione: I miei occhi hanno veduto la Salvezza!
Davvero a Simeone si sono aperti gli occhi del cuore: quelli del visone interiore e profonda, in una luce che subito diventa illuminazione sul significato di quanto piรน strettamente riguarda l’uomo di tutti i tempi, di tutti i luoghi. Quella Luce dice: Dio ci ha talmente amato che รจ venuto lui stesso, nella visibilitร di Gesรน Verbo incarnato Dio con noi.
Ciรฒ che ora importa รจ ottenere noi stessi l’apertura degli occhi del cuore perchรฉ, in luce di fede, possiamo VEDERE GESU’ COME NOSTRA SALVEZZA. ร un invito a tutti, ma specialmente a noi consacrati, in questa domenica dedicata a chi รจ stato chiamato alla vita Consacrata.
Signore, anche solo per la consacrazione battesimale, fa’ che noi ti vediamo nella Parola nell’Eucaristia nel prossimo. Fa’ che noi ti riconosciamo come nostro compagno di viaggio: non in tenebre di non senso o di disobbedienza ma in sereno accordo a i tuoi insegnamenti, nella volontร del Padre
Ecco la voce di un Papa Benedetto XVI (2 Febbraio 2013): La liturgica di questa Festa manifesta la bellezza e il valore della vita consacrata come riflesso della luce di Cristo; un segno che richiama l’ingresso di Maria nel Tempio: la Vergine Maria, la Consacrata per eccellenza, portava in braccio la Luce stessa, il Verbo incarnato, venuto a scacciare le tenebre dal mondo con l’amore di Dio.
- I miei occhi hanno visto la tua salvezza.
Sono giร passati 40 giorni dal Santo Natale. E oggi รจ festa della Presentazione di Gesรน al Tempio, e c’รจ la processione con le candele benedette in chiesa. ร una bella festa ed ha per protagonisti Gesรน, Maria e Giuseppe: Gesรน compie l’oblazione di sรฉ al Padre, che si compirร poi sulla Croce. E Maria, assieme a Giuseppe, offre il suo divin Figlio: inizia per Lei la lacerazione intima di una rinuncia che inaugura la sua missione di Corredentrice del genere umano. La processione con le candele benedette sviluppa il tema di Cristo che รจ “Luce del mondo”. San Luca ci racconta come San Giuseppe e la Madonna, secondo la Legge di Mosรจ, portano il Bambino Gesรน a Gerusalemme per presentarlo al Signore. Essi lo offrono per noi al Padre, e un giorno Egli sarร come Agnello Immacolato che verrร sacrificato per noi sulla Croce. Mistero santo che si rinnova in ogni Sacrificio Eucaristico. Preghiamo San Giuseppe e Maria affinchรฉ offrano anche ognuno di noi al Padre in offerta a Lui gradita, e sempre unitamente all’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo. In questo modo vivremo anche meglio la Consacrazione battesimale e noi, persone Consacrate, quella Consacrata. Vivremo bene anche la nostra Consacrazione personale al Cuore di Gesรน e di Maria, che ci sarร di grande aiuto a vivere, con piรน frutto, sia il nostro Battesimo e sia la nostra vita cristiana e quella religiosa.
E chi รจ che si accorge del divino Messia, che entra nel suo Tempio Santo? Solo il vecchio Simeone e una vecchierella, Anna di Fร nuel… E perchรฉ soltanto loro due? E…tutti gli altri del Tempio di Dio, che erano i perfetti israeliti, gli osservanti della legge dove sono…? Erano persone religiose e conoscevano tantissime cose, ma erano ciechi dentro al cuore perchรฉ privi di umiltร , e di piccolezza interiore. Infatti lo Spirito santo guarda solo il cuore: se dentro c’รจ terra buona per far germogliare la sua Parola, se c’รจ davvero posto per Lui, per il Signore. Pensate!… solo questa vecchierella e questo povero vecchio accolgono il Figlio di Dio, che entra nel suo Tempio santo! E oggi com’รจ la situazione?!… E Simeone puรฒ anche profetizzare, illuminato dallo Spirito Santo, di cui รจ ripieno dentro l’anima: “Ora puoi lasciare che il tuo servo vada in pace… perchรฉ i miei occhi han visto la tua Salvezza, preparata davanti a tutti i popoli, Luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele”. Egli profetizzรฒ anche a Maria, la Madre, una spada nel Cuore: “affinchรฉ siano svelati i pensieri di molti cuori” nella Passione redentrice del suo Figlio Gesรน, che รจ anche la sua Passione dolorosa di Corredentrice del genere umano.
6) Per un confronto personale
- Saresti capace di percepire in un bambino povero la luce per illuminare le nazioni?
- Saresti capace di sopportare tutta la vita nellโattesa della realizzazione della tua speranza?
7) Preghiera finale: Salmo 23
Vieni, Signore, nel tuo tempio santo.
Alzate, o porte, la vostra fronte, alzatevi, soglie antiche, ed entri il re della gloria.
Chi รจ questo re della gloria? Il Signore forte e valoroso, il Signore valoroso in battaglia.
Alzate, o porte, la vostra fronte, alzatevi, soglie antiche, ed entri il re della gloria.
Chi รจ mai questo re della gloria? Il Signore degli eserciti รจ il re della gloria.
- [1]ย www.santodelgiorno.it
- [2]ย www.santiebeati.it
- [3]ย www.lachiesa.itย –ย www.qumran2.netย – Padre Ermes Ronchi osmย – Monaci Benedettini Silvestriniย – Casa di Preghiera San Biagio
c/o Monastero Adoratrici del SS. Sacramento
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