Intervento del Card. Zuppi in occasione del Centenario Don Milani

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Giornata inaugurale – 27 maggio 2023

Tutti dobbiamo leggere di nuovo โ€œLettera a una professoressaโ€ e ricordarci che รจ indirizzata anche a noi. Accettiamo il rigore, lโ€™intransigenza di don Milani. Non รจ eccesso, ma intelligente amore, evangelico e umano, che aiuta a capire da che parte stiamo e a verificare senza sconti dove siamo stati. E capirlo ci toglie qualche giustificazione ipocrita, ci fa comprendere le omissioni, la falsitร  della neutralitร  e ci aiuta a scegliere. Don Milani non puรฒ essere ridotto a banale politically correct, facile esortazione o denuncia. Ferisce, perchรฉ svela le parole vuote, la retorica che copre lโ€™inedia e chiama questa per nome, senza sconti. Come disse don Bensi, don Milani รจ ยซun diamante che doveva ferirsi e ferireยป. Egli ci mette di fronte alle nostre responsabilitร  di ruolo e di paternitร , ci chiede di farci carico di chi รจ piรน fragile e non di fornirgli istruzioni per lโ€™uso senza aiutarlo, sistema che fa sentire a posto chi puรฒ sempre dire โ€œio lo avevo dettoโ€ ma senza che si sia mai dato da fare per aiutare.

Fonte: foto di E. Panini su Facebook

Don Milani ci costringe tutti a venire ancora in questo โ€œnon luogoโ€ da dove capiamo i nostri luoghi. Barbiana รจ un piccolo universo che ci fa vedere tutti i luoghi dei bambini di sempre e di oggi, i figli delle tante Barbiana nascoste nelle case delle periferie o nei campi profughi, dove accettiamo crescano migliaia di bambini senza futuro e senza scuola. Don Milani ci costringe a sporcarci di fango, di vita vera, perchรฉ non si lascia certo ridurre a oggetto da salotto senza cambiare il salotto o senza uscirne, proprio come aveva fatto lui, borghese, colto, che scelse di imparare diventando maestro e alunno dei poveri, stando dalla parte dei poveri per trovare la propria parte, profeta intransigente di cambiamento, obbedientissimo e per questo libero prete della sua Chiesa senza la quale non voleva vivere.

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Ecco la lezione di don Milani, per tutti, credenti e non, prete e cittadino italiano: per cambiare le cose non serve innamorarsi delle proprie idee, ma bisogna mettersi nelle scarpe dei ragazzi di allora e di oggi, degli universali Gianni e non darsi pace finchรฉ non siano strappati da un destino giร  segnato. Don Milani crede che essi possano essere quello che sono e che questo puรฒ essere raggiunto solo grazie ad una scuola che li difende piรน di qualsiasi altra maestra, una scuola che non certifica il demerito ma che garantisce a tutti il loro merito, le stesse opportunitร  perchรฉ non taglia la torta in parte uguali, quando chi deve mangiare non รจ uguale.

Perchรฉ la scuola, scriveva, ยซsiede tra il passato e il futuroยป. E la sfida del futuro inizia nella scuola. Sentiamo la ferita che le disuguaglianze sono aumentate in questi venti anni, come lโ€™abbandono scolastico. ยซCi sarร  sempre lโ€™operaio e lโ€™ingegnere, non cโ€™รจ rimedio. Ma questo non importa affatto che si perpetui lโ€™ingiustizia di oggi per cui lโ€™ingegnere debba essere piรน uomo dellโ€™operaio (chiamo uomo chi รจ padrone della sua lingua). Questo non fa parte delle necessitร  professionali, ma delle necessitร  di vita dโ€™ogni uomo dal primo allโ€™ultimo che si vuol dir uomoยป. La parola per lui era sacra e profana insieme, perchรฉ รจ quella che ci rende immagine e somiglianza di Dio.

La sua รจ stata una vita brevissima, alla quale la Chiesa in Italia e tutto il nostro Paese devono molto. Ha fatto della radicalitร  evangelica (perchรฉ cโ€™รจ un Vangelo tiepido?) il senso del suo amore alla vita e della sua fedeltร  a Cristo. Da credente. ยซQuando tu non avrai piรน fame nรฉ sete, ricordatene Pipetta, quel giorno io ti tradirรฒ. Quel giorno finalmente potrรฒ cantare lโ€™unico grido di vittoria degno di un sacerdote di Cristo: โ€œBeati quelli che hanno fame e seteโ€ยป.

Tre aspetti e tre riferimenti biblici. ยซDai loro frutti li riconoscereteยป (Mt 7,19). Con il passare degli anni ci siamo accorti dellโ€™ereditร  di don Milani guardando alla sua feconditร  generativa. Don Lorenzo si รจ rivelato uno straordinario formatore di coscienze. ยซVedeva i ragazzi come potevano essereยป (1), non solo come erano di fatto. Calenzano e Barbiana sono diventati patrimonio dellโ€™umanitร  e riserva civica di democrazia per il nostro Paese. Scuola, lavoro, economia, politica e societร  si tengono sempre insieme. Ha accompagnato le persone ad assumersi responsabilitร  nella vita, non accettando fossero prigionieri del consumismo, passivi e catturati dal tanto, offerto per non pensare. ยซNon vedremo sbocciare dei santi finchรฉ non ci saremo costruiti dei giovani che vibrino di dolore e di fede pensando allโ€™ingiustizia socialeยป (2).

Il secondo: ยซรˆ piรน facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dioยป (Mt 19,24). I poveri lo hanno convertito. ยซDevo tutto โ€“ scrive in Esperienze pastorali โ€“ quello che so ai giovani operai e contadini cui ho fatto scuola. Quello che loro credevano di stare imparando da me, son io che lโ€™ho imparato da loro. Io ho insegnato loro soltanto a esprimersi mentre loro mi hanno insegnato a vivereยป (3). Da qui il suo impegno perchรฉ si superasse lโ€™atavico pericolo che la povertร  e la ricchezza venissero tramandate di generazione in generazione. Mettere i poveri al centro della vita trasforma la storia: Gesรน Cristo ce lo ha insegnato con chiarezza e il priore di Barbiana li ha semplicemente messi al centro. Non si รจ Chiesa se non si รจ di tutti, ma particolarmente dei poveri, e, solo perchรฉ dei poveri, รจ di tutti.

Infine, ยซLa pietra che i costruttori hanno scartato รจ diventata la pietra dโ€™angoloยป (Sal 118,22-23 in Mt 21,42). La Chiesa stessa ha faticato a comprendere il messaggio di don Milani. Lโ€™โ€œesilio di Barbianaโ€, come lo si รจ chiamato, รจ stato da lui accolto con sguardo di fede, nonostante fosse consapevole che potesse suonare come unโ€™incomprensione, un insulto alla sua ยซonorabilitร  dโ€™uomo, di cattolico e di sacerdoteยป, come scrisse alla madre lโ€™11 aprile 19634. La condanna nel 1958 di โ€œEsperienze pastoraliโ€, con la richiesta del ritiro dal commercio รจ rientrata solo nel 2014 e pienamente riconciliata dalla visita di Papa Francesco che volle onorarlo, pregando sulla tomba di questo prete cercatore di assoluto (non รจ la vita tutta che lo cerca?) che non voleva il suo apostolato fosse un fatto privato e riconoscendo nella sua vita ยซun modo esemplare di servire il Vangelo, i poveri e la Chiesa stessaยป. Don Lorenzo ha trasformato un esilio in un esodo, ha preso per mano la Chiesa, rivendicando il suo servizio agli ultimi come dimensione spirituale e servizio ecclesiale.

ยซSperavo di non esser piรน un โ€œgenio isolato e superioreโ€, ma una intelligente rotellina fra le tante della grande macchina di Dioยป.

Oggi ricorda alla Chiesa che le basta il Vangelo e lโ€™amore che genera amore e alla Repubblica che deve ancora ยซrimuovere gli ostacoli di ordine economico e socialeยป perchรฉ lโ€™uguaglianza รจ il suo โ€œcompitoโ€ da non tradire. Don Lorenzo ci mette in cammino verso il futuro, con la vera risposta che รจ la passione evangelica e umana capace di generare vita.

Il futuro, la bellezza della vita benedetta e piรน forte delle paure, per cui vale la pena viverla e donarla, รจ tutto nel I Care. I Care ci libera dallโ€™osceno e disumano me ne frego, anche quello detto con piรน raffinatezza. Il primo I care รจ quello di Dio, il miglior maestro e padre.

Grazie don Lorenzo. Ti dobbiamo tanto I Care. Il tuo ci aiuta a non averne paura. Anzi ad avere paura di non viverlo. Perchรฉ avevi ragione come pregasti: ยซSignore, io ho provato che costruire รจ piรน bello che distruggere, dare piรน bello che ricevere, lavorare piรน appassionante che giocare, sacrificarsi piรน divertente che divertirsi. Signore Gesรน fa chโ€™io non me ne scordi piรนยป.

1) A. CORRADI, Non so se don Lorenzo, Feltrinelli, Milano 2012, 119.

2) L. MILANI, Esperienze pastorali, LEF, Firenze 1972, 241.

3) L. MILANI, Esperienze pastorali, 235.

4) L. MILANI, Alla mamma. Lettere 1943-1967, Marietti, Genova 1990, 390.

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