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Il testo ed il commento al Vangelo di oggi,
5 Novembre 2016 – Lc 16, 9-15
XXXI Settimana del Tempo Ordinario – Anno II
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- Colore liturgico: Verde
- Periodo: Terza settimana del Salterio
- Sabato – 31.a Tempo Ordinario
- Il Santo di oggi: S. Zaccaria profeta
- Beato lโuomo che teme il Signore
- Letture del giorno: Fil 4, 10-19; Sal 111; Lc 16, 9-15
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Lc 16, 9-15
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesรน diceva ai discepoli: ยซFatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perchรฉ, quando questa verrร a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.
Chi รจ fedele in cose di poco conto, รจ fedele anche in cose importanti; e chi รจ disonesto in cose di poco conto, รจ disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderร quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darร la vostra?
Nessun servitore puรฒ servire due padroni, perchรฉ o odierร l’uno e amerร l’altro, oppure si affezionerร all’uno e disprezzerร l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezzaยป.
I farisei, che erano attaccati al denaro, ascoltavano tutte queste cose e si facevano beffe di lui. Egli disse loro: ยซVoi siete quelli che si ritengono giusti davanti agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ciรฒ che fra gli uomini viene esaltato, davanti a Dio รจ cosa abominevoleยป.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
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Commento al Vangelo del giorno – Lc 16, 9-15
Commento a cura dei Monaci Benedettini
Il buon uso del denaro.
Quello che leggiamo oggi รจ la naturale e logica continuazione della parabola del fattore infedele di ieri. Riguarda particolarmente il buon uso del denaro. Ci dice innanzitutto che le ricchezze non sono di per se cattive, ma dipende dall’uso che ne facciamo. ร facile lasciarsi affascinare dalle molte ricchezze. Gesรน dice: ยซDifficilmente un ricco entrerร nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: รจ piรน facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieliยป.
Ci ammonisce poi sulla fedeltร nell’uso dei beni che ci vengono affidati: ยซChi รจ fedele nel poco, รจ fedele anche nel molto; e chi รจ disonesto nel poco, รจ disonesto anche nel moltoยป. Dobbiamo tener sempre presente la provenienza dei doni, la loro finalitร e la loro preziositร . Dovrebbero essere il movente della nostra scrupolosa fedeltร nell’amministrarli. Noi non abbiamo nulla di nostro, tutto รจ dono, di tutto dobbiamo rendere conto, ogni appropriazione รจ indebita e peccaminosa. Ecco il motivo per cui difficilmente un ricco di beni terrestri e umani potrร trovare la via del Regno. ยซHanno ricevuto la loro ricompensaยป, dice il Signore.
Sappiamo perรฒ la caducitร di quella ricompensa e la preziositร dei beni che si sono definitivamente persi. Si ritenevano ricchi ed erano avidi di denaro anche i farisei contemporanei di Gesรน, ma egli cosรฌ severamente li apostrofa: ยซVoi vi ritenete giusti davanti agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ciรฒ che รจ esaltato fra gli uomini รจ cosa detestabile davanti a Dioยป. Forse i ricchi di oggi come quelli di allora si beffano di tali minacce, ma la condanna non cambia.
La condanna ultima รจ verso quella maledetta aviditร che tante ansie e tanti guai ci procura. Si racconta che dopo la creazione il buon Dio si affaccia sul creato e si compiace di quanto ha fatto; quando poi fissa lo sguardo sulla terra l’angelo che lo affianca gli fa notare che gli uomini avevano inventato un loro dio e che lo ritengono superiore allo stesso Creatore. ยซChe sarร mai?ยป, chiede il Signore all’angelo. ยซร il dio denaroยป, risponde l’angelo… ๐

