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Il testo ed il commento al Vangelo del 1 agosto 2016 – Mt 14, 13-21
XVIII Settimana del Tempo Ordinario – Anno II
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https://youtu.be/Ejlm2eoSKp4
- Colore liturgico: Bianco
- Periodo: Seconda settimana del Salterio
- Lunedì – 18.a Tempo Ordinario
- Santo del giorno: S. Alfonso Maria de’ Liguori (m)
- Insegnami, Signore, i tuoi decreti
- Liturgia: Ger 28, 1-17; Sal 118; Mt 14, 13-21
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Mt 14, 13-21
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte.
Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui».
E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
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Commenti al Vangelo di Mt 14, 13-21
Commento a cura dei Monaci Benedettini
[ads2]La barca agitata dalle onde.
Gesù è immerso nella preghiera, ha congedato la folla e ha dato òrdine ai suoi di precederlo nell’altra riva del lago. È sera ed egli è ancora solo con Dio Padre sul monte, mentre la barca con gli Apostoli e sballottata dalle onde. Càpitano le tempeste e si àgitano le onde quando il Signore è lontano da noi e spingiamo la barca solo con le nostre povere forze.
Sperimentiamo allora i nostri limiti, ci coglie la paura di affogare e di essere travolti dalle tempeste della vita. Il Signore non tarda a venire e viene dicendo chiaramente che egli è in grado di dominare le leggi della natura, egli può tranquillamente camminare sulle acque, che spaventano i discepoli ma che per lui sono un comodo tappeto.
Comprendiamo lo stupore degli apostoli e le parole rassicuranti di Cristo che vogliono infondere coraggio e rimuovere la paura. Comprendiamo anche lo slancio di Pietro che vorrebbe imitare il suo Maestro per avere la certezza della sua presenza. Per camminare sulle acque come Cristo, occorre le fermezza della fede che fuga la paura, occorre credere alle parole del Signore e alle sue divine sollecitazioni anche quando le leggi della natura e la percezione immediata dei sensi ci distolgono dai pensieri e dai progetti divini.
Il Signore Gesù va ancora ripetendo a ciascuno di noi, specialmente nei momenti di tempesta: «Coraggio, sono io, non abbiate paura». Lo ripete alla sua Chiesa e a tutti i suoi fedeli, forse particolarmente in questo momento della prova.
