Fr. Cantalamessa – 21/09/2008 – XXV Domenica del T.O.

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Le ragioni della speranza del 21/09/2008 – La parabola degli operai mandati a lavorare nella vigna in ore diverse del giorno ha creato sempre grosse difficoltร  ai lettori del Vangelo. รˆ accettabile il modo di fare del padrone che dร  la stessa paga a chi ha lavorato un’ora e a chi ha lavorato un’intera giornata? Non viola, esso, il principio della giusta ricompensa? I sindacati insorgerebbero in coro oggi, se qualcuno facesse come quel padrone. Guarda il filmato.

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Isaia 55, 6-9; Filippesi 1,20c-27a; Matteo 20 1-16a

La parabola degli operai mandati a lavorare nella vigna in ore diverse del giorno ha creato sempre grosse difficoltร  ai lettori del Vangelo. รˆ accettabile il modo di fare del padrone che dร  la stessa paga a chi ha lavorato un’ora e a chi ha lavorato un’intera giornata? Non viola, esso, il principio della giusta ricompensa? I sindacati insorgerebbero in coro oggi, se qualcuno facesse come quel padrone.

La difficoltร  nasce da un equivoco. Si considera il problema della ricompensa in astratto e in generale, oppure in riferimento alla ricompensa eterna in cielo. Vista cosรฌ, la cosa contraddirebbe in effetti il principio secondo cui Dio “rende a ciascuno secondo le sue opere” (Rom 2, 6). Ma Gesรน si riferisce qui a una situazione concreta, a un caso ben preciso. L’unico denaro che viene dato a tutti รจ il regno dei cieli che Gesรน ha portato sulla terra; รจ la possibilitร  di entrare a far parte della salvezza messianica. La parabola comincia dicendo: “Il regno dei cieli รจ simile a un padrone di casa che uscรฌ all’alba…”.

Il problema รจ, ancora una volta, quello della posizione di ebrei e pagani, o di giusti e peccatori, nei confronti della salvezza annunciata da Gesรน. Anche se i pagani (rispettivamente, i peccatori, i pubblicani, le prostitute ecc.) solo davanti alla predicazione di Gesรน si sono decisi per Dio, mentre prima erano lontani (“oziosi”), non per questo occuperanno nel regno una posizione diversa e inferiore. Anch’essi siederanno alla stessa mensa e godranno della pienezza dei beni messianici. Anzi, poichรฉ essi si mostrano piรน pronti ad accogliere il Vangelo, che non i cosiddetti “giusti”, ecco che si realizza quello che Gesรน dice a conclusione della parabola odierna: “Gli ultimi saranno i primi e i primi gli ultimi”.

Una volta conosciuto il regno, cioรจ una volta abbracciata la fede, allora sรฌ che c’รจ posto per le diversificazioni. Non รจ piรน identica la sorte di chi serve Dio per tutta la vita, facendo fruttare al massimo i suoi talenti, rispetto a chi dร  a Dio solo i rimasugli della vita, con una confessione rimediata, in qualche modo, all’ultimo momento.
La parabola contiene anche un insegnamento di ordine spirituale di massima importanza: Dio chiama tutti e chiama a tutte le ore. Il problema, insomma, della chiamata, piรน che quello della ricompensa. Questo รจ il modo con cui la nostra parabola รจ stata utilizzata nell’esortazione di Giovanni Paolo II su “vocazione e missione dei laici nella Chiesa e nel mondo” (Christifideles laici). “I fedeli laici appartengono a quel popolo di Dio che รจ raffigurato dagli operai della vigna…Andate anche voi nella mia vigna. La chiamata non riguarda soltanto i pastori, i sacerdoti, i religiosi e le religiose, ma si estende a tutti. Anche i fedeli laici sono personalmente chiamati dal Signore” (nr.1-2).

Vorrei attirare l’attenzione su un aspetto che รจ forse marginale nella parabola, ma quanto mai sentito e vitale nella societร  moderna: il problema della disoccupazione. Alla domanda del padrone: “Perchรฉ ve ne state qui tutto il giorno oziosi?”, gli operai risposero: “Nessuno ci ha presi a giornata”. Questa risposta sconsolata potrebbe essere data oggi da milioni di disoccupati.

Gesรน non era insensibile a questo problema. Se egli descrive cosรฌ bene la scena รจ perchรจ tante volte il suo sguardo si era posato con compassione su quei crocchi di uomini seduti per terra, o appoggiati a qualche muricciolo, con un piede contro la parete, in attesa di essere “ingaggiati”. Quel padrone sa che gli operai dell’ultima ora hanno le stesse necessitร  degli altri, hanno anche loro bambini da sfamare, come ce l’hanno quelli della prima ora. Dando a tutti la stessa paga, il padrone mostra di non tener conto soltanto del merito, ma anche del bisogno. Le nostre societร  capitalistiche basano la ricompensa unicamente sul merito (spesso piรน nominale che reale) e sull’anzianitร  di servizio, e non sul bisogno di ogni persona. Nel momento in cui un giovane operaio o un professionista ha piรน bisogno di guadagnare per farsi una casa e una famiglia, la sua paga risulta la piรน bassa, mentre alla fine della carriera, quando ormai ne ha meno bisogno, la ricompensa (specie presso certe categorie sociali), arriva alle stelle. La parabola degli operai nella vigna ci invita a trovare un piรน giusto equilibrio tra le due esigenze del merito e del bisogno.

Fonte:
http://www.cantalamessa.org/it/omelieView.php?id=381

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