
Valutazione Pastorale:ย “La bella e la bestia” รจ da tempo diventato quello che si definisce un “classico” della letteratura mondiale. Opere e racconti di varia forma hanno creato il successo letterario tra ‘700 e ‘800. Nel ventesimo secolo sono arrivate le versioni cinematografiche, quella firmata da Jean Cocteau (1946) e, soprattutto, il cartone animato col marchio Walt Disney nel 1991 (premio Oscar 1992 per la migliore canzone). Ecco ora una nuova produzione francese, la prima di questo Millennio, quasi a riprendere le fila di un discorso interrotto dal successo planetario del prodotto Disney. L’adattamento ha indubbi meriti sotto il profilo visivo e formale, costruisce bene luoghi e atmosfere, coinvolge per l’obiettivo di muoversi in quegli stretti spazi nei quali l’assenza di agganci storici trova un surrogato nell’idea della favola assoluta: รจ cosรฌ, รจ tutto inventato, ciascuno metta un nome e un volto dietro la maschera della bestia, e il gioco รจ fatto. Meno riuscito รจ lo sviluppo narrativo. La regia di Gans, giร autore del non memorabile “Il patto dei lupi”, sceglie un montaggio che confonde le idee e toglie sentimentalismo. Restano una certa emozione e il piacere di partecipare ancora una volta alle disavventure di Bella. Dal punto di vista pastorale, il film รจ da valutare come consigliabile e nell’insieme semplice.ย
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