Arriva la Cook Therapy di Don Pierluigi Plata: “Uso la cucina per curare le anime”
Don Pierluigi Plata rivoluziona la spiritualità moderna: “Sei arrabbiato o deluso? C’è una ricetta per ogni stato d’animo. Perché la vera trasformazione non è nel piatto, ma in chi cucina”.
Un sacerdote che aiuta a guarire le anime ai fornelli e con le pentole. È Don Pierluigi Plata, presbitero della diocesi di Brescia e autore di numerose meditazioni bibliche, che sta già facendo scalpore con la sua “Cook Therapy”, ovvero la terapia in cucina. Il don ci tiene a precisare che “la sua proposta non si ferma solamente all’aspetto psicologico, ma va ben oltre poiché è radicata nel Vangelo che è attento a tutto l’uomo nella sua totalità, si riferisce a un’antropologia cristiana che ha radici bibliche”.
Don Pierluigi ha messo a punto infatti un modo per portare la spiritualità nella vita di tutti i giorni, nello specifico in cucina, con cui far star bene le persone.
Il sacerdote bresciano in particolare ha creato un ricettario che è una vera e propria “mappa emotiva”, in cui a ogni stato d’animo corrisponde una ricetta terapeutica.
Rabbia, delusione amorosa, gelosia o scoraggiamento, sono ben 50 i piatti pensati da Don Pierluigi per trasformare chi cucina, e non solo ciò che finisce nel piatto.
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“Oggi siamo sommersi da programmi di cucina in TV e online, ma nessuno parla della vera trasformazione: quella di chi cucina”, dichiara Don Plata. “Mentre si impasta, frigge e mescola non cambia solo il cibo, ma si cambia lo stato d’animo, ed i sentimenti. È una “cucina terapia” nel senso più profondo del termine”.
Dalla Bibbia alla cucina: un nuovo modo di vivere la spiritualità
Il metodo di Don Plata è stato descritto nel libro “La risposta è in cucina”, Un viaggio tra ricette e stati d’animo, nato da una convinzione radicale: in un’epoca dove l’intelligenza artificiale risponde a tutto istantaneamente, le persone cercano risposte che non restino sullo schermo ma che entrino nella vita concreta delle persone.
“Le risposte di Internet soddisfano la mente, ma non toccano il cuore e non cambiano il proprio stato d’animo”, spiega il sacerdote. “Cercare la risposta dentro la cucina coinvolge invece tutto il proprio essere, e trova applicazione pratica nella quotidianità”.
Il collegamento con la fede è diretto e provocatorio, visto che come dice il presbitero “Fin dall’inizio la Bibbia parla di cibo. Gesù ha lasciato come testamento pane e vino, che nella Messa diventano nutrimento spirituale. Perché il credente non può dire qualcosa di più sul cibo, oltre l’aspetto tecnico e nutrizionale?”.
50 ricette per 50 emozioni: come funziona la Cook Therapy Il metodo di Don Pierluigi Plata è stato raccolto in volume, strutturato in cinque sezioni emotive, ciascuna con ricette specifiche:
– Quando sei arrabbiato con il mondo: piatti che trasformano la rabbia in creatività
– Quando sei in conflitto con gli altri: preparazioni che ammorbidiscono il giudizio
– Quando sei ferito nei sentimenti: ricette balsamiche per curare ferite invisibili
– Quando sei adirato con te stesso: cucine che ricostruiscono il dialogo interiore
– Quando cerchi equilibrio: piatti-luce per celebrare la gratitudine
Sei deluso in amore? C’è una ricetta. Tendi all’egoismo o alla gelosia? Un’altra ricetta ti aiuta ad aprirti. Vuoi mollare tutto? Esiste un piatto per la resilienza.
“Tutto questo non è magia”, precisa Don Plata, “ma è il potere trasformativo del gesto concreto, della manualità che riconnette corpo e anima”.
Un format rivoluzionario che unisce spiritualità e quotidianità
Grazie a tutte queste particolarità il libro va in controtendenza rispetto all’inflazione di ricettari tradizionali, perché non insegna tecniche culinarie, ma propone la cucina come terapia emotiva accessibile a tutti.
In un’epoca di salute mentale fragile, isolamento sociale e ricerca di senso, l’approccio di Don Plata offre perciò uno strumento unico e concreto, che unisce pratica quotidiana alla cura dell’anima.
“L’augurio a tutti è trasformare ogni ingrediente della propria vita in un piatto succulento da gustare in ogni istante e da far assaporare a chiunque si incontri sul cammino”, conclude il sacerdote.
Un messaggio che va oltre la cucina e parla di come viviamo, soffriamo e ci rialziamo ogni giorno.
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✧ Introduzione
“Predicate sempre il Vangelo e, se fosse necessario, anche con le parole!” (attr. a S. Francesco d’Assisi)
Ci sono giorni in cui le parole non bastano. Giorni nei quelli il corpo parla più forte della mente, in cui cucinare diventa un modo per lenire, abbracciare, capire, gioire.
Questo libro nasce così: come una mappa emotiva disegnata con i gesti semplici della cucina. Non è solamente un ricettario, ma un itinerario dell’anima.
Un percorso fatto di ingredienti e stati d’animo, di mani impastate e cuori feriti, di padelle fumenti e speranze ritrovate.
Ogni piatto qui proposto è un gesto simbolico, una risposta non verbale a ciò che viviamo dentro.
Infatti, a seconda dello stato d’animo in cui ci troviamo, corrisponde una ricetta che ha lo scopo di trasformarlo, dando una risposta esaustiva a ciò che brucia dentro in quel momento specifico. Sì, perché a volte non serve parlare e neppure sperare in qualche miracolo: basta cucinare.
Le ricette sono divise in cinque grandi sezioni, ognuna delle quali dialoga con una diversa zona emotiva della nostra esperienza quotidiana.
• Quando sei arrabbiato con il mondo: piatti che aiutano a trasformare la rabbia in espressione creativa.
• Quando ti senti in conflitto con gli altri: preparazioni che ammorbidiscono il giudizio e riaprono lo sguardo a nuovi orizzonti.
• Quando sei ferito nei sentimenti: ricette balsamiche, dolci, nutrienti che curano ferite invisibili e profonde.
• Quando sei adirato con te stesso: cucine che consolano e ricostruiscono un dialogo gentile con la propria interiorità.
• Quando cerchi equilibrio: piatti-luce, da offrire come gratitudine e riconoscenza, che celebrano la bellezza della vita.
• Quest’ultima sezione non ha bisogno di “cura”, ma di incentivo. È il tempo in cui possiamo cucinare non per guarire, ma per onorare la pienezza. Quando sei in pace con ciò che sei, anche un flan, o un poke diventano preghiera e il gesto di nutrire si fa ringraziamento.
In un mondo dove tutti cercano risposte, dove si è continuamente connessi in rete per fare domande e cercare risposte immediate, dove l’intelligenza artificiale è proprio addestrata per fornire risposte sempre più esaustive, le ricette inserite in questo testo hanno la velleità di andare oltre.
Le risposte fornite da internet sono rapide ed esaustive, tuttavia solitamente soddisfano unicamente la sete di sapere, non toccano il cuore e, soprattutto, non riescono a far cambiare il tuo stato d’animo.
Invece, cercare la risposta al tuo “malessere” dentro la cucina ti porta a sboccarti, coinvolge tutto il tuo essere, non solo la mente, ottenendo così una risposta che non rimane sullo schermo (teorica), ma trova applicazione concreta e pratica nella quotidianità della tua vita.
L’auspicio e l’augurio a tutti, è quello di trasformare ogni ingrediente della sua vita in un piatto succulente da gustare in ogni istante e, contemporaneamente, da far assaporare a chiunque incontri sul tuo cammino.
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