Don Luigi Maria Epicoco – Massimiliano Kolbe: L’Amore che Crea

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Incontro tenuto In occasione del Giugno Antoniano 2025 presso la Basilica di S. Antonio, 9 giugno 2025.

Nell’incontro di don Luigi, viene offerto un racconto dettagliato e commovente della vita di San Massimiliano Maria Kolbe, un frate polacco vissuto nel secolo scorso e morto ad Auschwitz durante la Seconda Guerra Mondiale.

Ecco un riassunto dei contenuti principali del video:

  • Il Sacrificio Finale ad Auschwitz (Incipit): Il racconto inizia dalla fine, descrivendo la morte eroica di Kolbe il 14 agosto 1941 nel famigerato Blocco 11 di Auschwitz. Qui, i prigionieri morivano lentamente di fame e sete. Kolbe si offrรฌ volontariamente di prendere il posto di un altro prigioniero, un uomo di nome Francesco (Franciszek Gajowniczek), che era sposato e aveva due figli piccoli. Questa offerta fu un gesto inaspettato e miracoloso, poichรฉ le guardie normalmente avrebbero ucciso entrambi per insubordinazione. Le sue ultime parole al suo assassino furono: “Lei non ha capito nulla della vita. L’odio non serve a niente, solo l’amore crea”. La sua morte, sebbene drammatica, fu eroica e straordinaria, testimoniando la sua fede e incoraggiando altri prigionieri.
  • Le Origini e la Famiglia Mariana: La storia di Kolbe inizia 47 anni prima, l’8 gennaio 1894, a Zduล„ska Wola, in Polonia. Nacque come Raimondo Kolbe, secondo genito di una famiglia povera ma profondamente cristiana e mariana. I suoi genitori erano figure eccezionali: la madre, impossibilitata a farsi religiosa, sposรฒ un uomo di profonda fede. Il padre divenne terziario francescano e morรฌ arruolato in guerra. Nonostante la povertร , la famiglia era ricca di fede e convinzioni.
  • Infanzia e Vocazione: Raimondo mostrรฒ una grandissima intelligenza fin da piccolo, con una spiccata propensione per le materie scientifiche, inventando anche “marchi tecnologici” e progetti avveniristici come un elicottero. Un episodio chiave della sua infanzia fu una frase della madre (“Io non so come posso fare con te, che cosa diventerai tu?”) che lo segnรฒ profondamente e lo spinse a cambiare. Intorno al 1904, ebbe una visione mistica della Vergine Maria, che gli offrรฌ due corone del rosario: una bianca (purezza) e una rossa (martirio). Lui le prese entrambe, senza sapere quanto questa visione profetica avrebbe segnato la sua vita. Nel 1907, lui e suo fratello Francesco furono colpiti da una predicazione e decisero di entrare nel seminario minore dei Frati Minori Conventuali a Leopoli. Nel 1910, durante il noviziato, Raimondo prese il nome di Massimiliano.
  • Formazione a Roma e l’Ispirazione della Milizia dell’Immacolata: Nel 1912, Massimiliano fu mandato a studiare a Roma, dove la sua fede e la sua vocazione si ampliarono. Qui, nel 1917, fu testimone di un evento significativo: l’apparizione della Madonna ad Alfonso Ratisbon nella chiesa di Sant’Andrea delle Fratte. Questo evento, avvenuto 75 anni dopo un’altra apparizione dell’Immacolata, ispirรฒ Massimiliano a fondare un’associazione mariana, che divenne la Milizia dell’Immacolata. La sua idea era contrastare l’anticlericalismo e la massoneria diffusi nella Roma post-unitร  d’Italia, organizzando il “bene” attraverso la santitร , la preghiera e la totale fiducia nell’Immacolata. Nel 1918, fu ordinato sacerdote e celebrรฒ la sua prima messa proprio a Sant’Andrea delle Fratte.
  • L’Apostolato della Buona Stampa e le Sfide: La Milizia dell’Immacolata iniziรฒ come un gruppo di amici ma crebbe enormemente. Kolbe sentiva l’esigenza di usare mezzi concreti per propagare il Vangelo, come la “buona stampa”. Iniziรฒ con la stampa di uno statuto e, nonostante la mancanza di fondi iniziali e una malattia (tubercolosi che lo costrinse a 8 mesi di degenza in ospedale nel 1920), si affidรฒ completamente alla Provvidenza. La tiratura del suo giornale crebbe da 5.000 a un milione di copie.
  • La Cittร  dell’Immacolata e le Missioni: Nel 1927, Kolbe fondรฒ la “Cittร  dell’Immacolata” (Niepokalanรณw) in Polonia, una vera e propria cittร  organizzata intorno al Vangelo, che ospitava centinaia di frati impegnati nell’evangelizzazione. Non contento di questo successo, spinto dallo spirito missionario, decise di aprire missioni in Estremo Oriente, in particolare in Giappone (Nagasaki) nel 1930, e poi anche in India. La sua spiritualitร  mariana vedeva in Maria l’antidoto al male e la guida per l’esperienza cristiana, poichรฉ Maria “mette al centro Cristo”.
  • Gli Ultimi Anni e il Martirio: Negli anni successivi, nonostante la sua malattia e le difficoltร  amministrative delle sue fondazioni, Kolbe continuรฒ a spingere per la santitร  dei suoi membri. Quando scoppiรฒ la Seconda Guerra Mondiale, Kolbe, riconosciuto dalle SS come un intellettuale influente, rimase nella Cittร  dell’Immacolata, trasformandola in un “fortino della caritร ” per dare aiuto ai bisognosi. Fu arrestato per la prima volta nel 1939, poi rilasciato, ma il suo esporsi continuamente lo mise in pericolo. Fu arrestato una seconda volta il 17 febbraio 1941 e deportato ad Auschwitz con il numero 16670. Anche nel campo, incoraggiava gli altri prigionieri, portando speranza e conforto.
  • L’Offerta della Vita: L’evento culmine della sua vita fu quando, in seguito alla fuga di un prigioniero, il comandante del campo scelse 10 detenuti a caso da far morire di fame come rappresaglia. Quando Francesco Gajowniczek fu scelto e scoppiรฒ in pianto, Kolbe fece un passo avanti e si offrรฌ al suo posto. La sua offerta fu accettata, e Kolbe morรฌ lentamente di fame nel Blocco 11, incoraggiando gli altri condannati a pregare e cantare. I testimoni raccontano che anche alla fine, i suoi occhi erano sereni e pieni di luce. Il suo corpo fu cremato, ma questo, ironicamente, realizzรฒ il suo desiderio di essere “come polvere per viaggiare con il vento e predicare la buona novella del Vangelo”.

Il video sottolinea che la santitร  e il martirio non sono improvvisati, ma il frutto di una vita intera dedicata alla fede e all’amore. La lezione di Kolbe รจ che le difficoltร  della vita, come la sofferenza, possono trasformarsi in feconditร  se vissute nella fede. “Il male non puรฒ nulla, anche se a volte sembra vincere, solo l’amore crea”. La sua figura รจ un simbolo di luce nell’oscuritร  del XX secolo.

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