Custodirò la tua parola. Commenti alle letture feriali del tempo ordinario. Anno I

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L’incontro con il Risorto, un incontro di amore che ci ha cambiato la vita, è all’inizio di ogni itinerario di fede. Dal Risorto siamo rimasti affascinati, attratti, soprattutto salvati: la grazia della Redenzione ci ha comunicato la vita nuova dei figli di Dio, liberandoci dal peccato e dalla morte. Da quel momento abbiamo deciso che la nostra vita sarebbe stata una risposta di amore all’Amore. E l’amore chiede l’ascolto attento dell’amato. Il libro propone commenti, in forma breve e semplice, alle letture delle Ferie del Tempo Ordinario Anno I (dispari). Sono commenti che scaturiscono dalla preghiera e, attraverso la preghiera, conducono alla vita in Cristo. Non c’è, infatti, una vera lettura della parola di Dio che non sia orante e che non comporti un cammino di adesione progressiva alla volontà di Dio, con il crescere di una vera e propria passione per l’annuncio della salvezza. «Vi faccio una domanda: ogni giorno ascoltiamo Gesù nel Vangelo, leggiamo un brano del Vangelo? La Parola di Gesù è il pasto più forte per l’anima, ci nutre la fede. Io vi suggerisco, ogni giorno, di prendere alcuni minuti e leggere un brano del Vangelo e sentire cosa succede». (Papa Francesco)

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Leggi l’introduzione

Il Santo Padre Francesco, a più riprese, ha suggerito di crescere nella familiarità con la parola del Signore. Nella cappella di Santa Marta, al momento dell’omelia durante la Messa del mattino, ha avuto modo di pronunciare le seguenti parole:

«Vi faccio una domanda: ogni giorno ascoltiamo Gesù nel Vangelo, leggiamo un brano del Vangelo? La Parola di Gesù è il pasto più forte per l’anima, ci nutre la fede. Io vi suggerisco, ogni giorno, di prendere alcuni minuti e leggere un brano del Vangelo e sentire cosa succede».

Il presente volume intende essere una risposta alla domanda del Papa, un incoraggiamento e un invito a prendere sul serio il suo suggerimento, in modo tale che la parola del Signore possa divenire nutrimento quotidiano della nostra vita di fede. Non si dovrebbero mai dimenticare le note parole di san Girolamo: «L’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo». Come è possibile, nel nostro cammino cristiano, tollerare una possibile «ignoranza di Cristo»? Essere cristiani significa, anzitutto e prima di tutto, conoscere e amare il Signore Gesù Cristo e tendere ogni giorno di più a realizzare quanto sperimentato dall’apostolo Paolo: «Per me vivere è Cristo» (Fil 1,21).

Un celebre testo, che ha nutrito spiritualmente generazioni di uomini e donne di fede nel corso dei secoli, si intitola: Imitazione di Cristo. Ciascuno di noi è chiamato a una tale imitazione, che nasce da un incontro di amore che ha cambiato la vita. L’incontro con il Risorto, infatti, è all’inizio di ogni itinerario di fede. Dal Risorto siamo rimasti affascinati, attratti, soprattutto salvati: la grazia della Redenzione ci ha comunicato la vita nuova dei figli di Dio, liberandoci dal peccato e dalla morte. Da quel momento abbiamo deciso che la nostra vita sarebbe stata una risposta di amore all’Amore. E l’amore chiede anche l’imitazione.

I commenti di seguito proposti, in forma breve e semplice, riguardano le letture delle Ferie del Tempo Ordinario Anno I (dispari). Sono commenti che scaturiscono dalla preghiera e, attraverso la preghiera, conducono alla vita in Cristo. Non c’è, infatti, una vera lettura della parola di Dio che non sia orante e che non comporti un cammino di adesione progressiva alla volontà di Dio, con il crescere di una vera e propria passione per l’annuncio della salvezza. A ogni lettura, pertanto, si accompagni l’invocazione: «La mia lingua canti le tue parole» (Sal 119,172).

Guido Marini

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