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Commento alla prima lettura di domenica 24 Novembre 2024 – mons. Francesco Alfano – Dn 7,13-14

Data:

La “Prima Lettura” in Pillole.

Il suo potere è un potere eterno.

Dal libro del profeta Daniele
Dn 7,13-14

 
Guardando nelle visioni notturne,
ecco venire con le nubi del cielo
uno simile a un figlio d’uomo;
giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui.
Gli furono dati potere, gloria e regno;
tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano:
il suo potere è un potere eterno,
che non finirà mai,
e il suo regno non sarà mai distrutto.

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Parola di Dio.

Trascrizione (non rivista) generata da YouTube e arrangiata tramite IA.

Ancora il libro di Daniele in quest’ultima domenica dell’anno liturgico, che chiude il cammino di un anno con la festa puntuale e significativa di Cristo Re dell’universo.

Questa volta il profeta parla della sua visione, perché il profeta vede. Vede illuminato dalla fede, vede anche nel buio. Parla di visioni notturne e dunque riesce a intravedere nell’oscurità, nelle tenebre che avvolgono il tempo e la storia di ieri come di oggi, uno sbocco, una fine luminosa.

Ecco cosa vede: Ecco venire con le nubi del cielo uno simile a un figlio d’uomo. Il figlio d’uomo è un’espressione a noi familiare perché Gesù la riprenderà. Questo Figlio dell’uomo, che legherà alla sua persona come il Messia che viene nella sua umanità, anche se porta con sé un mistero più grande.

Daniele lo dice così: Viene con le nubi del cielo. Dunque, viene da Dio. Ma questa origine misteriosa, per lui chiara, per noi riconoscendo in Gesù il Figlio di Dio, non toglie nulla alla sua umanità. Uno simile a figlio d’uomo giunse fino al vegliardo, mistero di Dio nella sua potenza, sapienza ed eternità, e fu presentato a lui.

C’è un legame stretto tra il Figlio d’uomo e il vegliardo: è quel legame che noi riconosciamo e viviamo, partecipandovi, alla relazione d’amore tra il Figlio e il Padre, grazie allo Spirito Santo.

Daniele lo descrive così: Gli furono dati, dunque un dono che riceve da Dio. Che cosa? Potere, gloria e regno.

Ecco come lui viene. Entra nella nostra storia condividendo la nostra condizione umana. È simile agli uomini, ma nello stesso tempo, ricevendo da Dio quel potere, quella gloria e quel regno che lo rendono Signore della storia, della vita, Signore vincitore.

Tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano. La sua signoria è universale. Egli ha potere su tutti i popoli. È un potere che utilizzerà non per schiacciare, non per dominare, ma per riunire tutti i suoi servitori uniti a lui.

Il suo potere è un potere eterno, una storia definitiva. La possibilità di riunire i popoli e di permettere loro di vivere nella fraternità, nella giustizia, nella pace non è legata a circostanze particolari: durerà per sempre.

Il dono che riceve da Dio è veramente unico, eccezionale. La missione di questo misterioso personaggio, per noi cristiani identificato in Gesù di Nazaret, è una missione universale. Questo potere non finirà mai. Il suo regno non sarà mai distrutto.

Ecco il motivo della nostra speranza. Come cristiani possiamo attraversare la storia, anche in questo tempo drammatico che ci fa piangere e tremare, e che ci lascia inorriditi e smarriti. Possiamo attraversarlo da pellegrini di speranza, condividendo cioè, come pellegrini, la condizione di precarietà, di fragilità, di prossimità con tutti, ma senza perdere mai la speranza.

Con Gesù la salvezza è entrata nel mondo. Il dono fatto a lui dal Padre arriva fino a noi, nella misura in cui, con umiltà e vivo senso di responsabilità, lo accogliamo e lo facciamo circolare.

Possiamo rendere nuova e bella la faccia della terra. Chiudiamo così un anno liturgico, un anno di cammino nella fede, aprendoci alle sorprese di Dio e preparandoci tutti a dire il nostro : Eccomi.