La “Prima Lettura” in Pillole.
Farò germogliare per Davide un germoglio giusto.
Dal libro del profeta Geremìa
Ger 33,14-16
Ecco, verranno giorni – oràcolo del Signore – nei quali io realizzerò le promesse di bene che ho fatto alla casa d’Israele e alla casa di Giuda.
In quei giorni e in quel tempo farò germogliare per Davide un germoglio giusto, che eserciterà il giudizio e la giustizia sulla terra.
In quei giorni Giuda sarà salvato e Gerusalemme vivrà tranquilla, e sarà chiamata: Signore-nostra-giustizia.
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Parola di Dio.
Trascrizione (non rivista) generata da YouTube e arrangiata tramite IA.
Il profeta Geremia ci introduce nel tempo di Avvento con pochi versetti che ci proiettano totalmente nel futuro, con tutta la gioia, la trepidazione e l’attesa, atteggiamenti tipici del tempo che inaugura il nuovo anno liturgico.
Ecco come egli ci invita a superare le prove, le difficoltà. I problemi erano tanti durante l’esercizio del suo ministero, come lo sono oggi.
“Ecco verranno giorni, oracolo del Signore.”
Comincia così la parola profetica di incoraggiamento e di apertura al futuro.
Siamo in attesa di giorni che nascono dalla promessa, dalla parola del Signore. Giorni caratterizzati da:
“Che in quei giorni io realizzerò le promesse di bene.”
Ecco, Dio verrà in mezzo a noi. Egli porterà a compimento il corso della storia attraverso la sua parola, che è una parola di promessa. È una parola che annuncia il bene che manca e che sarà mantenuta:
“Io realizzerò queste promesse di bene fatte alla casa di Israele e alla casa di Giuda, a tutto il popolo di Israele, all’intera comunità dei figli di Dio.”
È tutta la famiglia del Signore che viene raggiunta prima dalla sua parola, sotto forma di promessa, e, nei giorni da Lui stabiliti, dalla realizzazione di queste promesse.
“In quei giorni e in quel tempo…”
Ritorna il profeta su questa prospettiva futura che per noi resta indefinita, indeterminata, ma che per Dio è chiara. C’è un appuntamento verso il quale ci rivolgiamo, tendiamo, che aspettiamo. Sono giorni di Dio. È il tempo di Dio che ci attrae, che ci permette di camminare.
E che cosa accadrà? Che cosa aspettiamo?
Qui il profeta si lascia guidare da un elemento della natura: un germoglio.
“Farò germogliare per Davide…”
Davide, il re per eccellenza, rappresenta qui tutto il popolo. Un germoglio, un germoglio giusto.
Dunque, ancora una volta, un inizio. Come la storia di Israele, la storia del popolo di Dio, di ciascuno di noi ha un inizio che è piccolo. Il regno di Dio, Gesù lo paragonerebbe…
[Musica]
…cioè a una relazione con Dio piena.
E quindi, se è un inizio, è l’inizio della pienezza di quel compimento che non avrà bisogno più di ulteriori attese. Questo germoglio giusto eserciterà il giudizio e la giustizia sulla terra. È il tempo in cui Dio finalmente manifesterà e realizzerà il suo disegno.
È l’attesa del Messia, del Messia che noi riconosciamo come colui che viene a custodire e ad aprire orizzonti nuovi. Custodisce la promessa del Signore, che compie, ma apre prospettive di salvezza per tutti.
Si concludono questi versetti brevi, che la liturgia ci offre per iniziare il nostro cammino con l’Avvento, ancora con la descrizione di quello che accadrà:
“In quei giorni Giuda sarà salvato, Gerusalemme vivrà tranquilla.”
Dunque, Dio entra così nella nostra storia attraverso un germoglio che porterà a compimento la sua parola. Porta vita, porta salvezza, porta armonia nei rapporti. Lui che è in relazione piena con Dio. Così è descritto il Messia, e così sarà l’azione portata avanti da Gesù.
La comunione piena con il Padre gli permette di stabilire relazioni vere con tutti. Gerusalemme vivrà non solo tranquilla, ma sarà chiamata:
“Signore nostra.”
Porterà il nome del Salvatore. La città, la comunità, il popolo si identificherà con colui che viene a servirla, ad amarla, a trasformarla.
Iniziamo così il nostro cammino verso l’incontro col Signore che la liturgia ci farà vivere nel Natale. Apriamoci al dono che sta per farci e lasciamoci raggiungere da questa luce che brilla nel buio.
