Come vorrei il mondo: casa del Padre o casa del mercato? È questa l’alternativa davanti alla quale oggi mi mette Gesù. E la sua scelta è così chiara e convinta da farlo agire con grande forza e fermezza: prepara una frusta e attraversa l’atrio del tempio come un torrente impetuoso, travolgendo uomini, animali, tavoli e monete. Un gesto infiammato, carico di profezia: Non fate della casa del Padre mio una casa di mercato! Non fare mercato della fede. Non adottare con Dio la legge scadente della compravendita, dove tu dai qualcosa a Dio (una messa, un’offerta…) perché lui dia qualcosa a te. Ma casa di Dio non è solo la chiesa, ma l’uomo, la donna e tutto il creato, che non possono essere sottomessi alle regole del mercato secondo le quali il denaro vale più della vita. Questo è il rischio più grande: profanare la vita. Gesù purifica il tempio spingendo uomini, pecore, colombe e ogni vivente fuori dal recinto, fuori dalle logiche del dare e dell’avere, della compravendita. Le restituisce alla libertà, alla logica del dono, dell’atto materno del dare. Tempio di Dio è l’uomo: non farne mercato! Non umiliarlo con le leggi del denaro. Non vendere la tua dignità, non sacrificare i tuoi affetti sull’altare del mercato. Cos’è bene e cos’è male? Ecco l’evidenza oggi: più denaro è bene, meno denaro è male . Il denaro giudica tutto e non è giudicato da nessuno. Sotto questa mannaia stolta passano le scelte, politiche o individuali. Ma l’esistenza non è questione di affari: è, e non può che essere, una ricerca di felicità. Che le cose promettono e non mantengono. È il dare e il ricevere amore che pesa la felicità della vita. Non fare mercato del cuore! Non sot – tometterlo a leggi inique . Profanare l’uomo è il peggior sacrilegio che si possa commettere, soprattutto se povero, se bambino, i principi del regno. I Giudei allora: Quale segno ci mostri per fare così? Gesù risponde portandoli su di un altro piano: Distruggete questo tempio e in tre giorni lo riedificherò . Non per una sfida a colpi di miracolo e di pietre, ma perché vera casa di Dio è il suo corpo. E ogni corpo d’uomo è tempio: fragile, bellissimo e infinito. E se una vita vale poco, niente comunque vale quanto una vita. Perché con un bacio Dio le ha trasmesso il suo respiro eterno.[divider]
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Gv 2, 13-25
Dal Vangelo secondo Giovanni
Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà».
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.
Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome. Ma lui, Gesù, non si fidava di loro, perché conosceva tutti e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull’uomo. Egli infatti conosceva quello che c’è nell’uomo.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

