Commento al Vangelo del 6 ottobre 2017 – Monastero di Bose

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โ€œGuai a teโ€ฆโ€: รจ il pianto di Gesรน che questโ€™oggi diventa anche il nostro pianto. Anche Gesรน piange, esprime il suo lamento, la sua sofferenza di fronte ad una cittร  e ad un popolo, ad una comunitร  fatta di uomini e donne, credenti e non credenti. Piange perchรฉ vede le loro fatiche, le avversitร  nelle quali sono coinvolti, gli egoismi e le rivalitร  che nascono e si incancreniscono per mancanza di amore e non si accorgono dellโ€™amore e della misericordia del Signore che li visita attraverso la sua parola, i suoi gesti, il suo sguardo. Uomini e donne che non sanno accogliere e ascoltare lโ€™annuncio degli apostoli, dei discepoli, della folla innumerevole di testimoni che giorno dopo giorno con la loro vita e con le loro fatiche testimoniano che il Signore รจ presenza fedele.

Lโ€™annuncio della buona notizia รจ rivolto a tutte le genti: โ€œAndate in tutto il mondo e annunciate il vangelo a ogni creaturaโ€ (Mc 16,15), โ€œfate discepole tutte le gentiโ€ (Mt 28,19). Tutti hanno orecchi per sentire, occhi per vedere e labbra per parlare ma non tutti sanno ascoltare in profonditร , guardare negli occhi lโ€™altro e dialogare con lโ€™altro. Gesรน richiama a questa responsabilitร  di discepoli inviati: in quanto chiamati alla sua sequela siamo inviati a testimoniare con la nostra stessa vita la sua vita. Accogliere lโ€™annuncio ascoltato richiede conversione, cambiamento di rotta, apertura di sguardo.

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Allora possiamo comprendere il versetto in cui si dice โ€œsaranno trattate meno duramente di voiโ€ (v. 14).

Tiro e Sidone sono considerate il simbolo dellโ€™idolatria e della non accoglienza, dello sfruttamento dei poveri, non hanno visto i prodigi del Signore, ma hanno ricevuto la misericordia pur non essendosi convertite.

Gesรน che ha camminato per le strade polverose delle cittร  di Betsaida e di Cafarnao, lรฌ ha sfamato la gente in ascolto, ha insegnato nella sinagoga, in quelle strade, nelle piazze, nelle case si รจ fatto prossimo agli ultimi, agli infermi e ai peccatori, รจ stato cercato, invocato, seguito, eppure non ha trovato accoglienza vera da parte di molti. Il giorno del giudizio รจ lโ€™oggi, รจ la quotidianitร  che ci rende gli occhi ciechi a quello che ci circonda. Questa รจ la colpa del popolo dei credenti: non aver compreso che la conversione รจ possibile. E di questo Gesรน ne porta la ferita. โ€œNessun peccato รจ piรน grave dellโ€™incredulitร  al vangeloโ€ (D. Bonhoeffer).

โ€œChi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me e colui che mi ha mandatoโ€ (v. 16). Il camminare di Gesรน e dei settantadue inviati da lui non resta vano: la comunione del Padre nel Figlio รจ la comunione del Figlio nei discepoli. La parola e lโ€™autoritร  proclamata dallโ€™inviato trae origine dalla parola stessa di Gesรน e quindi da Dio. Questa รจ la mia responsabilitร  di testimone: la parola vera che viene da Gesรน, dal vangelo, non da se stessi, puรฒ fare del singolo ascoltatore una comunione di ascoltatori che si raduna e cammina insieme nella conversione.

sorella Francesca della comunitร  monastica di Bose

Leggi il brano del Vangelo

Lc 10, 13-16
Dal Vangelo secondoย  Luca

In quel tempo, Gesรน disse:
ยซGuai a te, Corazรฌn, guai a te, Betsร ida! Perchรฉ, se a Tiro e a Sidรฒne fossero avvenuti i prodigi che avvennero in mezzo a voi, giร  da tempo, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, nel giudizio, Tiro e Sidรฒne saranno trattate meno duramente di voi.
E tu, Cafร rnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai!
Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me, disprezza colui che mi ha mandatoยป.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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