Commento al Vangelo del 12 aprile 2015 – p. Ermes Ronchi
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Beati quelli che non hanno visto eppure credono! Una beatitudine che sento mia, che รจ per tutti, per chi fa fatica, per chi cerca a tentoni, per chi non vede, per chi ricomincia. Per noi, che di otto giorni in otto giorni continuiamo a radunarci nel suo nome, a distanza di millenni; noi che โlo amiamo pur senza averlo vistoโ (1Pt 1, 8). Otto giorni dopo venne Gesรน, a porte chiuse. Mi conforta pensare che, se anche trova chiuso, non se ne va. Otto giorni dopo รจ ancora lรฌ: lโabbandonato ritorna da quelli che sanno solo abbandonare, il tradito ritorna da quelli che lo hanno consegnato. Venne e stette in mezzo a loro. Le sue apparizioni non hanno mai il clamore di una imposizione. Non si preoccupa di sรฉ, il Risorto, ma del pianto di Maddalena, delle paure degli apostoli, dellโincredulitร che inquieta Tommaso, delle reti vuote dei suoi amici quando tornano sul lago. Ha ancora e sempre quel grembiule ai fianchi! Non viene per ricevere, viene per dare. Per questo รจ inconfondibile. Pace a voi. Non un semplice augurio, ma una affermazione: cโรจ pace per voi, pace dentro di voi, pace crescente. Shalom, pace, รจ parola biblica che contiene non la fine delle guerre o delle violenze, ma la forza dei retti di cuore dentro le persecuzioni, la serenitร dei giusti dentro e contro le ingiustizie, una vita appassionata dentro vite spente. Soffiรฒ e disse: ricevete lo Spirito Santo. Su quel pugno di creature, chiuse e impaurite, scende il vento delle origini, il vento che soffiava sugli abissi, che scuote le porte chiuse del cenacolo: ecco io vi mando! E li manda cosรฌ come sono, con in piรน la sua forza, la sua vita: con il mio Spirito, farete cose grandi, cose da Dio. Tommaso, metti qua il dito nel foro dei chiodi, stendi la mano, tocca! Gesรน risorto non porta altro che le stigmate del crocifisso, porta lโoro delle sue ferite: per le sue piaghe noi siamo guariti. Nelle ferite cโรจ lโoro dellโamore. Le ferite sono sacre, cโรจ Dio nelle ferite, come una goccia dโoro. Gesรน non si scandalizza dei dubbi di Tommaso, non ci rimprovera la fatica di credere, ma si avvicina ancora, e tende quelle mani dove lโamore ha scritto il suo racconto dโoro. A Tommaso basta questo gesto. Chi ti tende la mano, mano ferita per te, chi non ti giudica ma ti incoraggia, รจ Gesรน. Non ti puoi sbagliare!
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesรน, stette in mezzo e disse loro: ยซPace a voi!ยป. Detto questo, mostrรฒ loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesรน disse loro di nuovo: ยซPace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voiยป. Detto questo, soffiรฒ e disse loro: ยซRicevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonatiยป. Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dรฌdimo, non era con loro quando venne Gesรน. Gli dicevano gli altri discepoli: ยซAbbiamo visto il Signore!ยป. Ma egli disse loro: ยซSe non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credoยป. Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesรน, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: ยซPace a voi!ยป. Poi disse a Tommaso: ยซMetti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!ยป. Gli rispose Tommaso: ยซMio Signore e mio Dio!ยป. Gesรน gli disse: ยซPerchรฉ mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!ยป. Gesรน, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perchรฉ crediate che Gesรน รจ il Cristo, il Figlio di Dio, e perchรฉ, credendo, abbiate la vita nel suo nome.