Siamo alle soglie dellโapertura dellโanno scolastico. Nella nostra traiettoria sulla vocazione cโรจ spazio per una sosta di riflยessione su un tema connesso intimamente con la scelta di vita, cioรจ lโeducazione. Citiamo due ยfigure distanti tra loro millenni, ma che coincidono su un punto. Da un lato, il celebre fiยlosofo greco Platone che dichiarava: ยซLโimpronta iniziale che uno riceve nellโeducazione segna tutta la sua condotta successivaยป. Dโaltro lato, il nostro Massimo dโAzeglio che nel 1867 scriveva: ยซTutti siamo di una stoffa nella quale la prima piega non scompare mai piรนยป.
ร la conferma del rilievo oggettivo che ha la formazione iniziale nella famiglia, nella scuola, nella comunitร ecclesiale. Ai nostri giorni accade spesso che alla bulimia tecnologico-informatica corrisponda unโanoressia di contenuti. Un altro grande pensatore, il francese Montaigne, nel Seicento, osservava che ยซla preoccupazione e lโinvestimento degli educatori non deve mirare solo ad arredare la testa di conoscenze, bensรฌ a sviluppare la capacitร di giudizio e la virtรนยป, cosรฌ da avere ยซpiuttosto che una testa piena, una testa ben fattaยป.
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ร noto che nella Bibbia โ sia pure coi condizionamenti di quei tempi โ รจ la sapienza a offrire una serie di insegnamenti e di esempi: cosรฌ il libro dei Proverbi รจ spesso modellato sul dialogo tra padre/maestro e ยfiglio/discepolo, con lโimpegno di intrecciare intelligenza e saggezza, conoscenza e morale, pedagogia e religione. Una funzione rilevante nella vocazione personale รจ esercitata proprio dalla guida spirituale. Un importante esegeta, Walter Zimmermann, affermava che ยซogni educazione di cui parla la Bibbia รจ, in ultima analisi, una chiamata allโascolto di Dio, un Dio che si รจ reso udibile allโuomoยป e spesso attraverso un educatore.
La chiamata passa spesso attraverso la voce di una persona saggia e fraterna: pensiamo al sacerdote Eli nei confronti del giovane Samuele ( 1Samuele 3) o ad Anania dopo la conversione di Paolo (Atti 9,10-19). Anzi, Dio stesso si presenta talora come un soggetto educante, un tema tipico del libro del Deuteronomio e dei profeti. Anche qui solo un paio di esempi: ยซRiconosci in cuor tuo che, come un padre corregge il ยfiglio, cosรฌ il Signore, tuo Dio, corregge teยป (Deuteronomio 8,5); ยซInvano ho colpito i vostri fiยgli ma non hanno imparato la lezione… Lasciati correggere, o Gerusalemme, perchรฉ io non mi allontani da teยป (Geremia 2,30; 6,8).
Per il discernimento vocazionale รจ, dunque, importante lโascolto del Maestro divino e del maestro umano. Solo cosรฌ, ยซnon saremo piรน fanciulli in balรฌa delle onde, trasportati qua e lร da qualsiasi vento di dottrina, ingannati dagli uomini con quellโastuzia che trascina allโerrore. Agendo, invece, secondo veritร nella caritร , cerchiamo di crescere in ogni cosa tendendo a lui, che รจ il capo, Cristoยป (Efesini 4,14-15). Anche il ragazzo Gesรน ha vissuto questa esperienza: ยซCresceva in sapienza, etร e grazia davanti a Dio e agli uominiยป (Luca 2,52).
Concludiamo con una testimonianza classica, quella del commediografo latino Terenzio (II sec. a.C.): ยซร meglio educare facendo leva sulla comprensione piuttosto che sul timore del castigo. Il dovere di un padre รจ abituare il fiยglio ad agire bene e a trovare la sua strada, piรน che per obbligo degli altri. In ciรฒ differisce il padre dal padroneยป.
Articolo pubblicato su Famiglia Cristiana
