card. Gianfranco Ravasi – Le aristocratiche a favore o contro Paolo

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Il cristianesimo delle origini ebbe il suo primo seguito soprattutto negli strati popolari. Tuttavia, non mancรฒ di attirare lโ€™attenzione anche delle classi alte. La scorsa settimana, per esempio, abbiamo presentato Maria, la madre di Marco, forse lโ€™evangelista, che a Gerusalemme risiedeva in un palazzo con portale e aveva della servitรน (si citava la sua domestica Rode, cioรจ Rosa). Dalla Lettera ai Romani apprendiamo da san Paolo che tra i cristiani di Corinto cโ€™era anche ยซErasto, tesoriere della cittร ยป, in pratica lโ€™assessore alle finanze di quella importante cittร  portuale (16,23).

Nella nostra carrellata di volti femminili tracciati da Luca nella sua seconda opera, gli Atti degli Apostoli, ci si imbatte anche in alcune donne aristocratiche che avevano scelto la via proposta dalla nuova fede. รˆ interessante registrare questo fenomeno nella capitale della grande cultura classica, Atene, ove Paolo era giunto dopo essere stato nellโ€™altro centro prestigioso, Tessalonica. In questโ€™ultima cittร , che oggi รจ la seconda metropoli della Grecia, lโ€™apostolo aveva tenuto ben tre sermoni in sabati successivi in sinagoga: ยซAlcuni giudei furono convinti e aderirono a Paolo e Sila [suo collaboratore], come un gran numero di greci credenti in Dio e non poche donne della nobiltร ยป (17,4).

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Anche nelle tappe successive di avvicinamento ad Atene, nella cittร  di Berea, lโ€™attuale Veria, unโ€™ottantina di chilometri a ovest di Tessalonica, dopo aver ascoltato Paolo, ยซmolti giudei e non pochi greci, donne della nobiltร  e uomini divennero credentiยป (17,12). Ma, come si diceva, la grande meta del viaggio missionario dellโ€™apostolo era Atene. Celebre รจ il discorso che egli pronuncia allโ€™Areopago, la collina ove aveva sede il supremo tribunale ateniese, davanti a un consesso di persone colte e nobili (17,22-31). Sappiamo anche come Paolo abbia cercato di elaborare quellโ€™intervento in modo raffinato, con citazioni di poeti greci famosi come Arato di Soli e Cleante, autore di un famoso Inno a Zeus, entrambi del III sec. a.C.

Conosciamo anche lโ€™insuccesso finale, quando egli aveva messo al centro il tema della risurrezione di Cristo, ostico alla cultura โ€œspiritualisticaโ€ greca. Tuttavia, pur in mezzo ai motteggi e alle ironie di molti, alcuni uditori rimasero conquistati e, tra questi, Luca evoca Dionigi, membro di quel tribunale, lโ€™Areopago, e ยซuna donna di nome Damarisยป (17,34), certamente aristocratica (il suo nome significa โ€œinvocata dal popoloโ€). Tuttavia non dobbiamo ignorare che, altre volte, furono proprio le nobildonne a opporsi con durezza alla predicazione di Paolo.

รˆ il caso di Antiochia di Pisidia, una cittร  della Galazia romana, regione dellโ€™attuale Turchia centrale, ove era presente una forte comunitร  giudaica. Lโ€™apostolo aveva tenuto nella locale sinagoga un importante discorso (13,1343). ยซMa i giudei sobillarono le pie donne della nobiltร  e i notabili della cittร  e suscitarono una persecuzione contro Paolo e Barnaba e li cacciarono dal loro territorioยป (13,50). Come spesso accadrร , la figura di Cristo e il suo messaggio erano ยซsegno di contraddizioneยป (Luca 2,34).

Fonte: Famiglia Cristiana

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