In questa puntata ci troviamo insieme per affrontare il tema della Pentecoste: ad accompagnarci saranno due pittori molto noti, Giotto e Beato Angelico ed uno bresciano, meno noto ai follower non specialisti, Alessandro Bonvicino detto il Moretto.
La puntuale lettura del professor Rodolfo Papa ci riporta immediatamente alle Scritture e a momenti diversi dell’evento della Pentecoste. Il primo evento รจ descritto nella tavoletta della National Gallery di Londra di mano di Giotto e da quella facente parte del complesso dell’armadio degli argenti di Beato Angelico. Ad essere descritto รจ precisamente il momento in cui i discepoli si trovano nel cenacolo “mentre erano chiuse le porte […] per timore dei Giudei”.
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La differenza tra i due dipinti consiste, come รจ stato osservato, nella presenza della Vergine e degli astanti al piano di sotto in ascolto i quali compaiono nell’opera di Beato Angelico. La colomba dello Spirito Santo รจ scomparsa in quest’ultimo dipinto: ci troviamo nel Cenacolo dove i protagonisti ricevono lo Spirito, ma sono giร tesi verso la missione da compiere che รจ l’annuncio della buona notizia. Gli astanti al piano inferiore hanno sentito il rombo della discesa dello Spirito e la storia dell’Occidente รจ cambiata per sempre. Tuttavia la porta รจ ancora chiusa, gli apostoli sono ancora serrati nel Cenacolo.
Nella Pentecoste del Moretto, ricchissima di contenuti, il professor Papa ci conduce sottolineando la valenza sempre piรน evidentemente mariologica e quella cristologica. La porta alle spalle della Vergine stavolta รจ aperta ricordandoci certamente come Maria sia la via preferenziale per raggiungere Cristo, ma anche per rammentarci il mandato missionario della Chiesa: “A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati”. Quando Moretto dipinge quest’opera, tra il 1543-1544, per la chiesa di San Giuseppe a Brescia, ci troviamo alle soglie del Concilio di Trento, in un momento politico difficile per la Chiesa: nel 1517 Lutero aveva appeso le sue tesi ed era ancora vivente, nel 1539; Matthias Vlacich, futuro centuriatore di Magdeburgo, vagava nel centro Europa propagandando l’anticlericalismo; la dieta di Augusta era ancora in atto e dunque le sorti del cristianesimo e dell’Europa erano incerte. Di fronte a ciรฒ, la risposta nel dipinto del Moretto รจ una sola, corale: la Chiesa รจ per mandato divino chiamata ad amministrare il perdono dei peccati. A breve si sarebbe chiusa la disputa con i luterani e le altre eresie, impossibili da riassorbire all’interno del corpo della Chiesa in quanto scollati dalle Scritture, quelle stesse che la Vergine tiene in grembo.
