Enzo Bianchi al Padiglione della Santa Sede in Expo 2015

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“L’umanizzazione è avvenuta proprio a tavola. L’uomo quando ha imparato a mangiare sinfonicamente intorno a un tavolo e a preparare il cibo cuocendolo, ha fatto un atto di cultura enorme, sociale. Se uno ha un rapporto disciplinato col cibo, esso diventa una grande fonte di sapienza sul vivere”. Il Priore della Comunità di Bose Enzo Bianchi commenta ai nostri microfoni il National Day del Padiglione della Santa Sede in Expo 2015 sul tema “Non solo pane”. 

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[ads2] “La tavola e l’eucaristia, che sta dietro ogni tavola come un magistero silenzioso per il mangiare ed il bere, è qualcosa di decisivo per la vita umana e la vita spirituale dei credenti. Non dimentichiamo che l’espressione ‘spezzare il pane’ nell’Antico Testamento è l’atto con cui si dona a chi è bisognoso, a chi è povero. Spezzare il pane con il ‘compagno’ (cum-panis) offre una possibilità di relazione straordinaria con gli altri e con il mondo”, ricorda Bianchi. “Quando noi mangiamo il pane, che è l’indispensabile senza cui non possiamo vivere, e beviamo il vino, simbolo della gioia e della eccedenza della vita, tutto questo ci dovrebbe rendere davvero uomini e donne eucaristici. Se non siamo eucaristici non siamo neanche cristiani, e la tavola questo lo deve assolutamente riflettere”. 

“Veniamo da un periodo di deserto e di individualismo sfrenato. Non di solo pane… noi abbiamo bisogno di mangiare non solo cibo materiale e spirituale, ma abbiamo bisogno ad esempio di mangiare parole. Noi cerchiamo una comunicazione, un senso, un linguaggio, una comunione. Questo significa essere affamati di Dio, cercare Lui”. Alle volte sbraniamo cibo e relazioni: “Oggi non si sa più neanche abitare la tavola. E’ diventato un luogo in cui consumiamo in fretta, senza aspettarci l’un con l’altro. Non c’è nemmeno più la tavola”. 

Nel giorno in cui peraltro Papa Francesco riceve i partecipanti alla 39ma sessione della FAO ribadendo la necessità di lottare contro la fame nel mondo, senza secondi fini, e a una settimana dalla presentazione della sua seconda Enciclica, il priore sottolinea quanto Bergoglio abbia una “consapevolezza rara di cosa sono le relazioni tra gli uomini. La sua è una denuncia profetica – afferma Bianchi e ammonisce che “il cibo è ormai diventato oggetto di un voyeurismo pornografico in tutti i mass media. Non ci preoccupiamo più di cosa deve essere prima di tutto: fonte di riconoscenza perché siamo al mondo, di ringraziamento a Dio e fonte di condivisione”.

(a cura di Antonella Palermo per Radio Vaticana)

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