Anche oggi Gesù è decisamente infastidito; le sue parole sono dure nei confronti dei farisei e dei dottori della legge, e li accusano d’essere diventati dei bravi funzionari della religione: pagano le tasse, si preoccupano dei saluti in piazza e dei primi posti nelle sinagoghe; sono ligi ai doveri istituzionali e ai rituali, ma hanno smarrito ciò che conta davvero: l’amore per Dio. La loro Fede è diventata una questione di burocrazia e la usano per ottenere prestigio e riconoscimento sociale.
I dottori della legge impongono regole rigide, per poi essere i primi a trasgredirle. Gesù invece vuole testimoni d’amore e di carità credibili. Sa che la vera fede non impone fardelli che schiacciano, ma aiuta chi è caduto a risollevarsi, e si riconosce non dai privilegi che cerca, ma dal bene che sa compiere.807:00
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Per Riflettere
Gesù condanna la fede ridotta a vuota burocrazia esteriorizzata. Come ci ricordava don Tonino Bello, “se la fede ci fa essere credenti e la speranza ci fa essere credibili, è solo la carità che ci fa essere creduti”. Davanti a Dio crolla ogni formalismo: non siamo giudicati dai rituali esibiti nelle piazze, ma dalla verità dei gesti d’amore verso il prossimo.
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
