L’aridità nella preghiera, come curarla?

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San Francesco di Sales grande maestro spirituale

Può succedere a tutti, durante il nostro cammino di vita cristiana e di fede, di sperimentare una certa aridità nella preghiera. Per aiutarci a superare questo ostacolo, la cosa migliore è guardare ai santi e imparare da loro.

In particolare, san Francesco di Sales, maestro spirituale del XVI secolo, ha scritto una guida preziosissima alla preghiera personale nella sua Introduzione alla Vita Devota.

Ecco alcuni preziosi consigli:

  1. Parlare a Dio della propria aridità. «Se ti capita, (…) di non provare alcuna attrattiva né alcuna consolazione nella meditazione, ti prego di non agitarti, ma apri la porta alle preghiere vocali: lamentati con Nostro Signore, confessa la tua indegnità, pregalo di aiutarti, bacia la sua immagine, rivolgigli le parole di Giacobbe: “Io non ti lascio, Signore, finché tu non mi abbia benedetto”; o quelle della donna Cananea: “Sì, Signore, io sono un cane, ma i cani mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei padroni”».
  2. Leggere un libro spirituale. Prendi un libro (può essere un libro di meditazione, oppure la biografia di un santo) e leggilo con attenzione fino a che il tuo spirito si riprenda pienamente.
  3. Eseguire un gesto corporeo di preghiera. Qualche volta sprona il cuore con atti e movimenti di devozione esteriore: prostrati per terra, mettiti di fronte al Crocifisso…
  4. Perseverare con fede e continuare a pregare indipendentemente da tutti i sentimenti che si provano. «E se, dopo tutto ciò, sei come prima, per quanto grande sia la tua aridità, non avvilirti, ma rimani con devoto contegno davanti a Dio… dobbiamo rimanere lì, davanti alla somma Bontà, con un contegno devoto e sereno; gradirà molto la nostra pazienza e noterà la nostra fedeltà e la nostra perseveranza… Ma anche se non dovesse farlo, accontentiamoci, (…); è già un grandissimo onore trovarci presso di lui, al suo cospetto.

Fonte: Parola e Preghiera di gennaio 2021

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