Da โchi si loda, sโimbrodaโ a โdalle stelle alle stalleโ, e allโevangelico โchi si esalta sarร umiliatoโ (Lc 14,11; 18,14), la saggezza popolare ha sempre messo in guardia gli individui dal delirio di onnipotenza, dal non sopravvalutarsi e dal non cacciarsi in situazioni che poi non si รจ capaci di gestire adeguatamente. ร bene che ogni essere umano possa sviluppare al meglio le proprie capacitร e qualitร per realizzare se stesso e mettere al servizio degli altri il proprio sapere, le proprie competenze e doti; ma รจ anche bene che sappia accettare i propri limiti, che non voglia strafare, o presumere troppo di se stesso, perchรฉ poi, quando ciรฒ non avviene, la realtร presenta il conto e inevitabilmente arriva il contraccolpo, che รจ tanto piรน doloroso quanto piรน in alto si รจ arrampicato.
La mitologia greca ha espresso magistralmente, attraverso le figure universali di Icaro e di Fetonte, come la presunzione e lโarroganza alla fine si ritorcano contro lโindividuo e la societร . Inascoltato il monito del padre Dedalo, Icaro si avvicinรฒ troppo al sole, e la cera con la quale il padre gli aveva attaccato le penne al corpo per farlo volare, si squagliรฒ, Icaro precipitรฒ in mare e morรฌ. Ma se Icaro, presumendo delle sue forze, in fondo danneggiรฒ solo se stesso, ancora piรน drammatica e pericolosa รจ la figura di Fetonte, il figlio di Elio, dio del Sole. Fetonte pretese di guidare lui il carro del sole, ma non ne aveva la capacitร e lโesperienza, e fu un disastro, ne perse il controllo, e il carro salรฌ nellโalto dei cieli incendiandone un buon tratto, poi precipitรฒ sulla terra, sulla Libia, che bruciรฒ facendola diventare un deserto, finchรฉ Zeus risolse tutto sbrigativamente con un fulmine che mise fine alla corsa e alla vita del maldestro Fetonte.
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Anche la sapienza biblica mette in guardia i superbi, avvertendo chi pretende di innalzarsi sugli altri del rischio di finire miseramente, perchรฉ โla presunzione ha fatto smarrire moltiโ (Sir 3,24). Monito che si ritrova nella satira del profeta Isaia sullโascesa e il tonfo di un re di Babilonia (forse lo stesso Nabucodonosor) che, volendo salire โsopra le stelle di Dioโ, si ritrovรฒ miseramente precipitato nelle โprofonditร dellโabissoโ, e il profeta, beffardo, gli chiede con malcelata soddisfazione: โCome mai sei caduto dal cielo, astro del mattino, figlio dellโaurora? Come mai sei stato gettato a terra, signore di popoli?โ (Is 14,12-15). Ugualmente, il profeta Ezechiele ironizza, canzonandolo, sul re di Tiro che si era inorgoglito per il suo potere e le sue ricchezze, tanto da considerarsi una divinitร (โil tuo cuore si รจ insuperbito e hai detto: Io sono un dioโฆ mentre tu sei un uomo e non un dioโ), e gli viene annunciata la sua sciagurata fine (โย Ti precipiteranno nella fossa e morirai della morte degli uccisi in mezzo ai mari. ย Ripeterai ancora: ยซIo sono un dioยป, di fronte ai tuo uccisori? Ma sei un uomo e non un dio in balรฌa di chi ti uccideโ, Ez 28,1-9).
Se la caduta dei grandi รจ inevitabile, e quanto piรน sono saliti in alto, tanto piรน sarร devastante lโeffetto del loro ruzzolone, รจ altresรฌ vero che i potenti non hanno alcuna intenzione di lasciare il loro posto, e faranno di tutto per mantenere la loro condizione privilegiata, manipolando costantemente la veritร , chiamando โbene il male e male il beneโ (Is 5,20). Dai tempi della Bibbia ai giorni nostri, come ricorda il gattopardesco โbisogna cambiare tutto per non cambiare nienteโ, chi detiene il potere รจ pronto a ogni forma di cambiamento pur di non perderlo: โcambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, cambiano lโamaro in dolce e il dolce in amaroโ (Is 5,29).
I credenti, di fronte a questi detentori del potere che dominano e opprimono (Mc 10,42), non possono e non devono essere neutrali, altrimenti ne diventano complici, ma sono chiamati a contrastarli e contribuire attivamene alla loro caduta, con la consapevolezza che ogni colosso, per quanto maestoso e solenne, ha i piedi dโargilla (Dn 2,33) e, prima o poi, nei modi piรน imprevisti e inaspettati, รจ destinato a crollare e a sparire โsenza lasciare tracciaโ (Dn 2,35). Per questo, fin dalle prime pagine dei vangeli, il credente รจ chiamato a collaborare con un Dio che da sempre spodesta quanti si mettono al di sopra degli altri (โcavallo e cavaliere ha gettato nel mareโ, Es 15,1.21), un Signore costantemente a fianco degli oppressi e mai degli oppressori (โHa rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umiliโ, Lc 1,32; Gb 12.19), e che, ai grandi che si sentono immortali e credono che il loro potere sia eterno, dice: โcerto morirete come ogni uomo, cadrete come tutti i potentiโ (Sal 82,7).
Mentre in ogni religione il potere veniva conferito dalla divinitร e per questo sacralizzato, con Gesรน inizia la sua demitizzazione, un processo irreversibile che vedrร la caduta di tutti quei poteri che si oppongono al bene dellโuomo: โLe stelle cadranno dal cieloโ (Mc 13,25); โLe stelle del cielo si abbatterono sopra la terra, come un albero di fichi, sbattuto dalla bufera, lascia cadere i frutti non ancora maturiโ (Ap 6,13). Le โstelleโ, immagine dei re e dei principi, precipiteranno, perchรฉ, assicura Gesรน, lโannuncio del vangelo aprirร gli occhi ai ciechi, renderร le persone capaci di vedere che quelli che ammirano e servono, in realtร sono i loro oppressori. La costante proclamazione della buona notizia da parte dei discepoli, chiamati a essere come il Cristo โluce del mondoโ (Gv 8,12; Mt 5,14), provocherร in ogni tempo lโeclisse dei falsi dรจi, smascherandoli, come il sole e la luna, che dai pagani erano considerate divinitร (โil sole si oscurerร , la luna non darร piรน la sua luceโ, Mc 13.34; Dt 4,19). Il Signore non annuncia calamitร che colpiranno la terra, ma il cielo, lโhabitat dei potenti. Il loro oscuramento sarร effetto dellโannuncio della buona notizia di Gesรน, e quel che si credeva vero si dimostrerร falso e quel che si riteneva sacro, impuro.
Quello di Gesรน รจ un annuncio di liberazione (โquando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perchรฉ la vostra liberazione รจ vicinaโ, Lc 21,28), che perรฒ richiede lโattiva partecipazione dei credenti perchรฉ si realizzi. Per questo il compito profetico di ogni credente รจ quello della sentinella che avverte in anticipo del pericolo che altri non percepiscono ancora (โFiglio dellโuomo, ti ho posto come sentinella per la casa dโIsraele. Quando sentirai dalla mia bocca una parola, tu dovrai avvertirli da parte miaโ, Ez 3,17. 31,7; Os 8,1) e di smascherare i โfalsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci!โ (Mt 7,15). Guai a quel credente che per quieto vivere, per opportunismo, tace di fronte al male che vede e non lo denuncia (Ez 33,6). Gesรน non obbliga nessuno a seguirlo, ma chi lo fa deve essere consapevole della responsabilitร di essere โil sale della terraโ (Mt 5,13; Nm 18,19), ovvero lโelemento che rende valido e duraturo il suo messaggio. Ma se si limita ad ascoltarlo senza tradurlo in scelte di vita, sociali e politiche ย โa nullโaltro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla genteโ (Mt 5,13).
Fonte: il Libraio
