
Si avverte spesso un rimpianto diffuso per i ยซbei tempiยป andati, per un passato che รจ sempre piรน felice del presente, e che non ritornerร piรน, come la moda e le canzoni di una volta.
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Ma Alberto Maggi, con la sua gioia contagiosa, ci dimostra che questa nostalgia non ha ragion d’essere, e che invece si puรฒ e si deve vivere serenamente il presente e andare incontro fiduciosi al futuro.
Perchรฉ infinite sono le piccole e grandi bellezze che costellano la nostra esistenza ma che troppo spesso ci ostiniamo a trascurare. Grazie alle riflessioni raccolte in questo libro, riscopriremo la voglia e la capacitร di aprire gli occhi e il cuore, cosรฌ da saper accogliere le novitร come opportunitร e non come pericoli.
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Dalla PREFAZIONE
ยซAvete occhi e non vedete, avete orecchi e non uditeยป (Mc 8,18) รจ il rimprovero di Gesรน ai suoi ottusi discepoli, colpevoli di avere uno sguardo limitato, incapaci di guardare al di lร del proprio meschino interesse (ยซdiscutevano fra loro perchรฉ non avevano paneยป, Mc 8,16) e quindi impossibilitati a vedere gli sconfinati orizzonti verso i quali li vuole condurre il loro Maestro. ร lo stesso richiamo che si ritrova nei Salmi (Sal 115,5; 135,16), e che avevano rivolto al popolo profeti come Geremia (Ger 5,21) ed Ezechiele (Ez 12,2). Ovviamente lโammonizione di Gesรน e dei profeti non riguarda una deficienza della vista, ma la capacitร di leggere e interpretare le situazioni della vita.
Chi pur avendo occhi non vede, spesso รจ vittima โ e nello stesso tempo complice โ di un sistema di potere che per sottomettere le persone deforma a tal punto la capacitร di comprensione che riesce a persuaderle e far credere loro che aglio e cipolle siano in realtร latte e miele, proprio come era successo agli Ebrei in Egitto, che non avevano alcuna intenzione di abbandonare la terra di schiavitรน, fermamente convinti che cipolle e aglio, che erano garantiti e che avevano a volontร (Nm 11,5), fossero il latte e il miele della terra promessa (Es 3,8). Per questo non ne vogliono sapere di seguire Mosรจ, e si rivoltano contro il loro liberatore: ยซร troppo poco per te lโaverci fatto salire da una terra dove scorrono latte e miele per farci morire nel deserto?ยป (Nm 16,13).
Queste pagine vogliono essere un invito a osservare i fatti della vita con gli occhi del vangelo, lasciandosi orientare dalla buona notizia di Gesรน che ha definito sรฉ stesso ยซluce del mondoยป (Gv 8,12; 9,5), assicurando che quanti lo seguono non camminano nelle tenebre. Quando si accoglie il vangelo la realtร si osserva con occhi diversi, e di conseguenza si affrontano le peripezie della vita con piรน determinazione, sicurezza e serenitร . Non che cambino gli eventi del mondo, ma cโรจ una capacitร di leggerli e viverli in profonditร , senza lasciarsi mai sopraffare da quel che accade. Cosรฌ, quando a volte il male sembra dilagare, non si innescano sentimenti distruttivi di rancore e di odio, ma si liberano inedite energie di bene trasformando la rabbia in compassione (ยซNon lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il beneยป, Rm 12,21).
La fede e il cammino del credente si basano sullโassicurazione di Gesรน: ยซCoraggio: io ho vinto il mondo!ยป (Gv 16,33). Queste parole del Signore precedono di poco la sua cattura, tortura e morte infamante: come puรฒ dire che ha vinto il mondo, quando in realtร apparirร come uno sconfitto (ยซHa salvato altri e non puรฒ salvare sรฉ stesso!ยป, Mt 27,42)? Quella di Gesรน non รจ una promessa di vittoria futura, ma una constatazione del presente. Il Cristo assicura che quanti si pongono a fianco della vita, della veritร e della luce saranno sempre vincitori sulla morte, sulla menzogna e sulla tenebra (Gv 1,5). Questa assoluta certezza di Gesรน aiuta a interpretare e a discernere gli avvenimenti che si succedono nella vita, fidandosi di un Padre che ai suoi figli non manda pietre che schiacciano, ma solo pane che alimenta la loro esistenza (Mt 7,9). Ciascuna vita รจ preziosa agli occhi di Dio e ogni persona รจ frutto del progetto del Creatore che ha scelto le sue creature ancora ยซprima della creazione del mondoยป (Ef 1,4) per manifestarsi attraverso di esse in forme inedite e creative di amore, tenerezza e compassione.
Saper leggere la storia con lo sguardo di Dio, che non guarda lโapparenza, ma il cuore delle persone (1 Sam 16,7; Sal 147,10-11), aiuta a collaborare allโazione creatrice per far fiorire il bene lร dove cโรจ il male, nella certezza che il Padre tutto volge al bene (Rm 8,28) e che anche le situazioni piรน difficili possono trasformarsi in opportunitร di crescita e occasioni di ricchezza. Per questo lo sguardo dei vangeli รจ proteso in avanti, a quel che viene, verso un presente che resta invece precluso a chi guarda al passato (ยซNon ricordate piรน le cose passate, non pensate piรน alle cose antiche! Ecco, io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?ยป, Is 43,18-19; Ap 21,5). La buona notizia di Gesรน, una volta che viene accolta e diventa la bussola di riferimento della vita, aiuta il credente a saper individuare la ยซporta strettaยป del vangelo, quella che conduce alla pienezza della vita (Mt 7,13-14). Gesรน non afferma che sia difficile passare per questa porta, ma che sono pochi quelli che la vedono, sedotti dalla porta larga e spaziosa, certamente piรน appariscente, ma che trascina alla perdizione, alla mancata maturazione e realizzazione della propria persona.
Lโaccoglienza e la pratica del messaggio di Gesรน nella vita mettono inoltre la persona in costante sintonia con lโonda dโamore del Padre che mantiene in vita lโuniverso, e aiutano lโuomo a orientarsi nel suo cammino, districandosi tra i tanti inganni che il sistema di potere continuamente escogita per intrappolare e sottomettere. A mano a mano che le parole di Gesรน mettono radici nel profondo dellโuomo, ne trasformano la vita, e sviluppano nel credente particolari antenne sensibili, che gli permettono di fiutare in anticipo la nefasta presenza di falsi maestri (2 Pt 2,1), lupi rapaci travestiti da agnelli (Mt 7,15), di cogliere prontamente lโinganno delle loro parole vellutate (ยซPiรน untuosa del burro รจ la sua bocca, ma nel cuore ha la guerra; piรน fluide dellโolio le sue parole, ma sono pugnali sguainatiยป, Sal 55,22) che portano morte e distruzione. E il compito del credente โ da vero profeta del Signore, non solo nella Chiesa ma nella societร โ รจ quello di essere la sentinella che avverte in anticipo del pericolo (ยซFiglio dellโuomo, ti ho posto come sentinella per la casa dโIsraeleยป, Ez 3,17; 33,7) e cosรฌ smascherare tempestivamente le lusinghe e le seduzioni dei falsi ยซprofeti dโIsraele che profetavano su Gerusalemme e vedevano per essa una visione di pace, mentre non vi era paceยป (Ez 13,16).
I cattolici sono stati educati a credere che ยซDio รจ in cielo, in terra e in ogni luogoยป (Catechismo di san Pio X), ma forse non sono stati dati loro gli strumenti per sperimentare questa presenza divina nella loro vita. A che serve credere che Dio รจ Padre se poi non lo si sperimenta tale? Lโaccoglienza del vangelo serve proprio a questo, a scoprire che cโรจ una presenza divina che avvolge e accompagna, segue e precede il cammino dellโuomo (ยซIo sono con voi tutti i giorniยป, Mt 28,20), e che, quando viene percepita, lo fa esclamare, come lo stupito Giacobbe: ยซCerto, il Signore รจ in questo luogo e io non lo sapevoยป (Gen 28,16).



