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Apprendista catechista. Manuale per chi inizia ad accompagnare i bambini alla prima comunione

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Apprendista catechista di don Andrea Cavallini è il piccolo manuale per chi ha appena detto sì e diventa catechista della prima comunione.

Pubblicato da Effatà Editrice, il libro non propone un programma – quello lo stabilisce la diocesi – ma aiuta a capire che cosa si fa davvero: non riempire di nozioni bambini di otto anni, ma accompagnarli dentro esperienze che restano, come la comunità, la Parola, la preghiera, la messa e il perdono. Prepara anche alle sfide concrete: le domande spiazzanti dei bambini, il caos degli incontri, il rapporto con i genitori, i bambini con bisogni speciali.

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L’autore, sacerdote e formatore, intreccia la propria esperienza con quella di tante catechiste incontrate negli anni, alternando pillole di teoria, consigli pratici, trappole da evitare e, a fine capitolo, frasi da meditare tratte dai documenti della Chiesa. Un compagno di strada per chi sa che catechista non si diventa una volta per tutte.

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Dal capitolo «Catechista!»

Copertina del libro Apprendista catechista di don Andrea Cavallini
Copertina del libro.

Non so come sia capitato e come sia arrivata la proposta. Forse è stato il parroco, don Giorgio, a fermarti dopo la messa e a chiedertelo, con quello sguardo a metà tra il seducente e il supplicante: ha due gruppi scoperti e non sa come fare. Forse è stata un’amica che ti corteggia da mesi mostrandoti foto di lei con i suoi bambini, tutti angioletti sorridenti (solo in foto, però). Forse hai fatto l’errore di sederti in chiesa troppo vicina alla coordinatrice, che ti mette in lista prima ancora che tu abbia aperto bocca. O magari sei entrata in ufficio parrocchiale per chiedere un certificato e ne sei uscita con una nomina.

Comunque sia, eccoti qui: catechista della prima comunione, nuova di zecca. Hai detto sì al parroco, o alla tua coscienza, o a quella signora della parrocchia. È un sì importante, perché dicendo sì a loro volevi dire sì a Dio. È un sì un po’ titubante. Ti sei buttata, decidendo di provarci. Non ti senti ferratissima e alcune cose non le hai mai capite fino in fondo.

Ti viene un pensiero: «e se una volta mi fanno una domanda difficile?». La Trinità, per esempio: che angoscia. Oppure: «i cani vanno in paradiso?» Ti prepari mentalmente la risposta: «I cani vanno certamente in paradiso, se sono buoni cani. E anche i gatti». Ma ecco che ti immagini già un bambino impertinente: «E i topi?». Tu, sicura: «No, i topi no». E lui, ghignando: «Perché i gatti sì e i topi no?».

Prima di fornirti la risposta giusta a questa fondamentale domanda, lasciami dire una cosa: le domande dei bambini sono una delle meraviglie più grandi che incontrerai. Ti spiazzano, ti fanno sorridere, ti costringono a pensare. Alcune diventeranno le tue stesse domande. Pian piano uscirai dall’ansia della risposta giusta, e scoprirai che puoi camminare insieme ai bambini, senza fare l’oracolo.

Questo libro vuole accompagnarti proprio in questo cammino.

Sei un’apprendista catechista: devi imparare facendo, tentando, anche sbagliando.

Ma per iniziare ti sarà utile questo piccolo manuale, che ti dà qualche pillola di teoria e qualche esperienza vissuta, qualche avviso sulle trappole da evitare e qualche consiglio pratico. Non posso darti indicazioni dettagliate perché ogni diocesi ha il suo progetto catechistico, e spesso anche ogni parrocchia ha le sue modalità e le sue tradizioni. Se non le conosci già, le scoprirai pian piano con l’aiuto delle altre catechiste. Ma ci sono cose generali che si possono dire perché valgono per tutti, e che è meglio avere subito chiare, per non cominciare con il piede sbagliato: perché si fa la catechesi ai bambini, come si fa, con quali strumenti, e cosa aspettarsi. C’è dentro la mia voce, la mia esperienza di prete e di formatore, ma anche quella di tante catechiste che ho incontrato negli anni, persone che non sono perfette ma che ci provano, con fede e con un sorriso.

E la domanda sul paradiso per i cani e i gatti e i topi?

La risposta migliore è un’altra domanda al bambino: «Tu che pensi?». Ma la seconda risposta migliore è: «Chiediamolo a don Giorgio!» (ed è la risposta giusta a un sacco di domande).

P.S.
Uso il femminile perché do per scontato che tu sia una catechista. Conosco anche catechisti della prima comunione maschi, ma sono davvero pochi! Speriamo aumentino. Ma, nel frattempo, quei pochi non si offenderanno…