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Vangelo del 9 novembre 2026 (Gv 2,13-22): i commenti

Data:

Vangelo del giorno di Gv 2,13-22

Parlava del tempio del suo corpo.
Dal Vangelo secondo Giovanni.

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.
Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. 
Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!».
I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà».
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere».  
Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.

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Parola del Signore.

Fonte: Chiesa Cattolica

Nella festa della Dedicazione della Basilica Lateranense, cattedrale del Papa, il Vangelo (Gv 2,13-22) ci porta al tempio di Gerusalemme alla vigilia della Pasqua. Gesù trova venditori di buoi, pecore e colombe e cambiamonete seduti ai banchi; fatta una frusta di cordicelle, li scaccia e rovescia i tavoli, chiedendo di non fare della casa del Padre un mercato.

Ai Giudei che gli domandano un segno, risponde: distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere. Solo dopo la risurrezione i discepoli capiranno che parlava del tempio del suo corpo. Il vero luogo dell’incontro con Dio è Cristo stesso, e in lui anche noi diventiamo pietre vive della Chiesa.

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