CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE
Lettera Placuit Deo
ai Vescovi della Chiesa cattolica
su alcuni aspetti della salvezza cristiana
I. Introduzione
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1. ยซPiacque a Dio nella sua bontร e sapienza rivelare se stesso e far conoscere il mistero della sua volontร (cf. Ef 1,9), mediante il quale gli uomini per mezzo di Cristo, Verbo fatto carne, nello Spirito hanno accesso al Padre e sono resi partecipi della divina natura (cf. Ef 2,18; 2 Pt 1,4). […] La profonda veritร […] su Dio e sulla salvezza degli uomini, per mezzo di questa rivelazione risplende a noi nel Cristo, il quale รจ insieme il mediatore e la pienezza di tutta la rivelazioneยป.[1] Lโinsegnamento sulla salvezza in Cristo esige di essere sempre nuovamente approfondito. Tenendo fisso lo sguardo sul Signore Gesรน, la Chiesa si volge con amore materno a tutti gli uomini, per annunciare loro lโintero disegno dโAlleanza del Padre che, mediante lo Spirito Santo, vuole ยซricondurre al Cristo, unico capo, tutte le coseยป (Ef 1,10). La presente Lettera intende mettere in evidenza, nel solco della grande tradizione della fede e con particolare riferimento allโinsegnamento di Papa Francesco, alcuni aspetti della salvezza cristiana che possono essere oggi difficili da comprendere a causa delle recenti trasformazioni culturali.
II. Lโincidenza delle odierne trasformazioni culturali sul significato della salvezza cristiana
2. Il mondo contemporaneo avverte non senza difficoltร la confessione di fede cristiana, che proclama Gesรน unico Salvatore di tutto lโuomo e dellโumanitร intera (cf. At 4,12; Rom 3,23-24; 1 Tm 2,4-5; Tit 2,11-15).[2] Da una parte, lโindividualismo centrato sul soggetto autonomo tende a vedere lโuomo come essere la cui realizzazione dipende dalle sole sue forze.[3] In questa visione, la figura di Cristo corrisponde piรน ad un modello che ispira azioni generose, con le sue parole e i suoi gesti, che non a Colui che trasforma la condizione umana, incorporandoci in una nuova esistenza riconciliata con il Padre e tra noi mediante lo Spirito (cf. 2 Cor 5,19; Ef 2,18). Dโaltra parte, si diffonde la visione di una salvezza meramente interiore, la quale suscita magari una forte convinzione personale, oppure un intenso sentimento, di essere uniti a Dio, ma senza assumere, guarire e rinnovare le nostre relazioni con gli altri e con il mondo creato. Con questa prospettiva diviene difficile cogliere il senso dellโIncarnazione del Verbo, per cui Egli si รจ fatto membro della famiglia umana, assumendo la nostra carne e la nostra storia, per noi uomini e per la nostra salvezza.
3. Il Santo Padre Francesco, nel suo magistero ordinario, ha fatto spesso riferimento a due tendenze che rappresentano le due deviazioni appena accennate e che assomigliano in taluni aspetti a due antiche eresie, il pelagianesimo e lo gnosticismo.[4] Nei nostri tempi prolifera un neo-pelagianesimo per cui lโindividuo, radicalmente autonomo, pretende di salvare sรฉ stesso, senza riconoscere che egli dipende, nel piรน profondo del suo essere, da Dio e dagli altri. La salvezza si affida allora alle forze del singolo, oppure a delle strutture puramente umane, incapaci di accogliere la novitร dello Spirito di Dio.[5] Un certo neo-gnosticismo, dal canto suo, presenta una salvezza meramente interiore, rinchiusa nel soggettivismo.[6] Essa consiste nellโelevarsi ยซcon lโintelletto al di lร della carne di Gesรน verso i misteri della divinitร ignotaยป.[7] Si pretende cosรฌ di liberare la persona dal corpo e dal cosmo materiale, nei quali non si scoprono piรน le tracce della mano provvidente del Creatore, ma si vede solo una realtร priva di senso, aliena dallโidentitร ultima della persona, e manipolabile secondo gli interessi dellโuomo.[8] ร chiaro, dโaltronde, che la comparazione con le eresie pelagiana e gnostica intende solo evocare dei tratti generali comuni, senza entrare in giudizi sullโesatta natura degli antichi errori. Grande รจ, infatti, la differenza tra il contesto storico odierno secolarizzato e quello dei primi secoli cristiani, in cui queste eresie sono nate.[9] Tuttavia, in quanto lo gnosticismo e il pelagianesimo rappresentano pericoli perenni di fraintendimento della fede biblica, รจ possibile trovare una certa familiaritร con i movimenti odierni appena descritti.
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4. Sia lโindividualismo neo-pelagiano che il disprezzo neo-gnostico del corpo sfigurano la confessione di fede in Cristo, Salvatore unico e universale. Come potrebbe Cristo mediare lโAlleanza dellโintera famiglia umana, se lโuomo fosse un individuo isolato, il quale si autorealizza con le sole sue forze, come propone il neo-pelagianesimo? E come potrebbe arrivarci la salvezza mediante lโIncarnazione di Gesรน, la sua vita, morte e risurrezione nel suo vero corpo, se quel che conta fosse solo liberare lโinterioritร dellโuomo dai limiti del corpo e dalla materia, secondo la visione neo-gnostica? Davanti a queste tendenze la presente Lettera vuole ribadire che la salvezza consiste nella nostra unione con Cristo, il quale, con la sua Incarnazione, vita, morte e risurrezione, ha generato un nuovo ordine di relazioni con il Padre e tra gli uomini, e ci ha introdotto in questโordine grazie al dono del suo Spirito, affinchรฉ possiamo unirci al Padre come figli nel Figlio, e diventare un solo corpo nel ยซprimogenito tra molti fratelliยป (Rom 8,29).
III. Lโaspirazione umana alla salvezza
5. Lโuomo percepisce, direttamente o indirettamente, di essere un enigma: Chi sono io che esisto, ma non ho in me il principio del mio esistere? Ogni persona, a suo modo, cerca la felicitร , e tenta di conseguirla facendo ricorso alle risorse che ha a disposizione. Tuttavia, questa aspirazione universale non รจ necessariamente espressa o dichiarata; anzi, essa รจ piรน segreta e nascosta di quanto possa apparire, ed รจ pronta a rivelarsi dinanzi a particolari emergenze. Molto spesso essa coincide con la speranza della salute fisica, talvolta assume la forma dellโansia per un maggior benessere economico, diffusamente si esprime mediante il bisogno di pace interiore e di una serena convivenza col prossimo. Dโaltra parte, mentre la domanda di salvezza si presenta come un impegno verso un bene maggiore, essa conserva anche il carattere di resistenza e di superamento del dolore. Alla lotta di conquista del bene si affianca la lotta di difesa dal male: dallโignoranza e dallโerrore, dalla fragilitร e dalla debolezza, dalla malattia e dalla morte.
6. Riguardo a queste aspirazioni la fede in Cristo ci insegna, rifiutando ogni pretesa di auto-realizzazione, che esse solo si possono compiere pienamente se Dio stesso lo rende possibile, attirandoci verso di Sรฉ. La salvezza piena della persona non consiste nelle cose che lโuomo potrebbe ottenere da sรฉ, come il possesso o il benessere materiale, la scienza o la tecnica, il potere o lโinflusso sugli altri, la buona fama o lโautocompiacimento.[10] Niente di creato puรฒ soddisfare del tutto lโuomo, perchรฉ Dio ci ha destinati alla comunione con Lui e il nostro cuore sarร inquieto finchรฉ non riposi in Lui.[11] ยซLa vocazione ultima dellโuomo รจ effettivamente una sola, quella divinaยป.[12] La rivelazione, in questo modo, non si limita ad annunciare la salvezza come risposta allโattesa contemporanea. ยซSe la redenzione, al contrario, dovesse essere giudicata o misurata secondo i bisogni esistenziali degli esseri umani, come si potrebbe evitare il sospetto di avere semplicemente creato un Dio Redentore fatto a immagine del nostro bisogno?ยป.[13]
7. Inoltre รจ necessario affermare che, secondo la fede biblica, lโorigine del male non si trova nel mondo materiale e corporeo, sperimentato come un limite o come una prigione dalla quale dovremmo essere salvati. Al contrario, la fede proclama che tutto il cosmo รจ buono, in quanto creato da Dio (cf. Gen 1,31; Sap 1,13-14; 1Tim 4,4), e che il male che piรน danneggia lโuomo รจ quello che procede dal suo cuore (cf. Mt 15,18-19; Gen 3,1-19). Peccando, lโuomo ha abbandonato la sorgente dellโamore, e si perde in forme spurie di amore, che lo chiudono sempre di piรน in sรฉ stesso. ร questa separazione da Dio โโ da Colui che รจ fonte di comunione e di vita โโ che porta alla perdita dellโarmonia tra gli uomini e degli uomini con il mondo, introducendo il dominio della disgregazione e della morte (cf. Rom 5,12). In conseguenza, la salvezza che la fede ci annuncia non riguarda soltanto la nostra interioritร , ma il nostro essere integrale. ร tutta la persona, infatti, in corpo e anima, che รจ stata creata dallโamore di Dio a sua immagine e somiglianza, ed รจ chiamata a vivere in comunione con Lui.
IV. Cristo, Salvatore e Salvezza
8. In nessun momento del cammino dellโuomo Dio ha smesso di offrire la sua salvezza ai figli di Adamo (cf. Gen 3,15), stabilendo unโalleanza con tutti gli uomini in Noรจ (cf. Gen 9,9) e, piรน tardi, con Abramo e la sua discendenza (cf. Gen 15,18). La salvezza divina assume cosรฌ lโordine creaturale condiviso da tutti gli uomini e percorre il loro cammino concreto nella storia. Scegliendosi un popolo, al quale ha offerto i mezzi per lottare contro il peccato e per avvicinarsi a Lui, Dio ha preparato la venuta di ยซun Salvatore potente, nella casa di Davide, suo servoยป (Lc 1,69). Nella pienezza dei tempi, il Padre ha inviato al mondo suo Figlio, il quale ha annunciato il regno di Dio, guarendo ogni sorta di malattie (cf. Mt 4,23). Le guarigioni operate da Gesรน, nelle quali si rendeva presente la provvidenza di Dio, erano un segno che rinviava alla sua persona, a Colui che si รจ pienamente rivelato come Signore della vita e della morte nel suo evento pasquale. Secondo il Vangelo, la salvezza per tutti i popoli ha inizio con lโaccoglienza di Gesรน: ยซOggi per questa casa รจ venuta la salvezzaยป (Lc 19,9). La buona notizia della salvezza ha un nome e un volto: Gesรน Cristo Figlio di Dio Salvatore. ยซAllโinizio dellโessere cristiano non cโรจ una decisione etica o una grande idea, bensรฌ lโincontro con un avvenimento, con una Persona, che dร alla vita un nuovo orizzonte e, con ciรฒ, la direzione decisivaยป.[14]
9. La fede cristiana, lungo la sua secolare tradizione, ha illustrato, mediante molteplici figure, questโopera salvifica del Figlio incarnato. Lo ha fatto senza mai separare lโaspetto sanante della salvezza, per cui Cristo ci riscatta dal peccato, dallโaspetto elevante, per cui Egli ci rende figli di Dio, partecipi della sua natura divina (cf. 2 Pt 1,4). Considerando la prospettiva salvifica in senso discendente (a partire da Dio che viene a riscattare gli uomini), Gesรน รจ illuminatore e rivelatore, redentore e liberatore, Colui che divinizza lโuomo e lo giustifica. Assumendo la prospettiva ascendente (a partire dagli uomini che si rivolgono a Dio), Egli รจ Colui che, quale Sommo Sacerdote della Nuova Alleanza, offre al Padre, in nome degli uomini, il culto perfetto: si sacrifica, espia i peccati e rimane sempre vivo per intercedere a nostro favore. In questo modo appare, nella vita di Gesรน, una mirabile sinergia dellโagire divino con lโagire umano, che mostra lโinfondatezza della prospettiva individualista. Da una parte, infatti, il senso discendente testimonia la primazia assoluta dellโazione gratuita di Dio; lโumiltร di ricevere i doni di Dio, prima di ogni nostro operare, รจ essenziale per poter rispondere al suo amore salvifico. Dโaltra parte, il senso ascendente ci ricorda che, mediante lโagire pienamente umano del suo Figlio, il Padre ha voluto rigenerare il nostro agire, affinchรฉ, assimilati a Cristo, possiamo compiere ยซle opere buone, che Dio ha preparato perchรฉ in esse camminassimoยป (Ef 2,10).
10. ร chiaro, inoltre, che la salvezza che Gesรน ha portato nella sua stessa persona non avviene in modo soltanto interiore. Infatti, per poter comunicare ad ogni persona la comunione salvifica con Dio, il Figlio si รจ fatto carne (cf. Gv 1,14). ร proprio assumendo la carne (cf. Rom 8,3; Eb 2,14; 1 Gv 4,2), nascendo da donna (cf. Gal 4,4), che ยซil Figlio di Dio si รจ fatto figlio dellโuomoยป[15] e nostro fratello (cf. Eb 2,14). Cosรฌ, in quanto Egli รจ entrato a far parte della famiglia umana, ยซsi รจ unito, in certo modo, ad ogni uomoยป[16] e ha stabilito un nuovo ordine di rapporti con Dio, suo Padre, e con tutti gli uomini, in cui possiamo essere incorporati per partecipare alla sua stessa vita. In conseguenza, lโassunzione della carne, lungi dal limitare lโazione salvifica di Cristo, gli permette di mediare in modo concreto la salvezza di Dio per tutti i figli di Adamo.
11. In conclusione, per rispondere, sia al riduzionismo individualista di tendenza pelagiana, sia a quello neo-gnostico che promette una liberazione meramente interiore, bisogna ricordare il modo in cui Gesรน รจ Salvatore. Egli non si รจ limitato a mostrarci la via per incontrare Dio, una via che potremmo poi percorrere per conto nostro, obbedendo alle sue parole e imitando il suo esempio. Cristo, piuttosto, per aprirci la porta della liberazione, รจ diventato Egli stesso la via: ยซIo sono la viaยป (Gv 14,6).[17] Inoltre, questa via non รจ un percorso meramente interiore, al margine dei nostri rapporti con gli altri e con il mondo creato. Al contrario, Gesรน ci ha donato una ยซvia nuova e vivente che Egli ha inaugurato per noi attraverso […] la sua carneยป (Eb 10,20). Insomma, Cristo รจ Salvatore in quanto ha assunto la nostra umanitร integrale e ha vissuto una vita umana piena, in comunione con il Padre e con i fratelli. La salvezza consiste nellโincorporarci a questa sua vita, ricevendo il suo Spirito (cf. 1 Gv 4,13). Egli รจ diventato cosรฌ, ยซin certo qual modo, il principio di ogni grazia secondo lโumanitร ยป.[18] Egli รจ, allo stesso tempo, il Salvatore e la Salvezza.
V. La Salvezza nella Chiesa, corpo di Cristo
12. Il luogo dove riceviamo la salvezza portata da Gesรน รจ la Chiesa, comunitร di coloro che, essendo stati incorporati al nuovo ordine di relazioni inaugurato da Cristo, possono ricevere la pienezza dello Spirito di Cristo (cf. Rom 8,9). Comprendere questa mediazione salvifica della Chiesa รจ un aiuto essenziale per superare ogni tendenza riduzionista. La salvezza che Dio ci offre, infatti, non si ottiene con le sole forze individuali, come vorrebbe il neo-pelagianesimo, ma attraverso i rapporti che nascono dal Figlio di Dio incarnato e che formano la comunione della Chiesa. Inoltre, dato che la grazia che Cristo ci dona non รจ, come pretende la visione neo-gnostica, una salvezza meramente interiore, ma che ci introduce nelle relazioni concrete che Lui stesso ha vissuto, la Chiesa รจ una comunitร visibile: in essa tocchiamo la carne di Gesรน, in modo singolare nei fratelli piรน poveri e sofferenti. Insomma, la mediazione salvifica della Chiesa, ยซsacramento universale di salvezzaยป,[19] ci assicura che la salvezza non consiste nellโauto-realizzazione dellโindividuo isolato, e neppure nella sua fusione interiore con il divino, ma nellโincorporazione in una comunione di persone, che partecipa alla comunione della Trinitร .
13. Sia la visione individualistica sia quella meramente interiore della salvezza contraddicono anche lโeconomia sacramentale tramite la quale Dio ha voluto salvare la persona umana. La partecipazione, nella Chiesa, al nuovo ordine di rapporti inaugurati da Gesรน avviene tramite i sacramenti, tra i quali il Battesimo รจ la porta,[20] e lโEucaristia la sorgente e il culmine.[21] Si vede cosรฌ, da una parte, lโinconsistenza delle pretese di auto-salvezza, che contano sulle sole forze umane. La fede confessa, al contrario, che siamo salvati tramite il Battesimo, il quale ci imprime il carattere indelebile dellโappartenenza a Cristo e alla Chiesa, da cui deriva la trasformazione del nostro modo concreto di vivere i rapporti con Dio, con gli uomini e con il creato (cf. Mt 28,19). Cosรฌ, purificati dal peccato originale e da ogni peccato, siamo chiamati ad una nuova esistenza conforme a Cristo (cf. Rom 6,4). Con la grazia dei sette sacramenti, i credenti continuamente crescono e si rigenerano, soprattutto quando il cammino si fa piรน faticoso e non mancano le cadute. Quando essi, peccando, abbandonano il loro amore per Cristo, possono essere reintrodotti, mediante il sacramento della Penitenza, allโordine di rapporti inaugurato da Gesรน, per camminare come ha camminato Lui (cf. 1 Gv 2,6). In questo modo guardiamo con speranza lโultimo giudizio, in cui ogni persona sarร giudicata sulla concretezza del suo amore (cf. Rom 13,8-10), specialmente verso i piรน deboli (cf. Mt 25,31-46).
14. Lโeconomia salvifica sacramentale si oppone anche alle tendenze che propongono una salvezza meramente interiore. Lo gnosticismo, infatti, si associa ad uno sguardo negativo sullโordine creaturale, compreso come limitazione della libertร assoluta dello spirito umano. Di conseguenza, la salvezza รจ vista come liberazione dal corpo e dalle relazioni concrete in cui vive la persona. In quanto siamo salvati, invece, ยซper mezzo dellโofferta del corpo di Gesรน Cristoยป (Eb 10,10; cf. Col 1,22), la vera salvezza, lungi dallโessere liberazione dal corpo, include anche la sua santificazione (cf. Rom 12,1). Il corpo umano รจ stato modellato da Dio, il quale ha inscritto in esso un linguaggio che invita la persona umana a riconoscere i doni del Creatore e a vivere in comunione con i fratelli.[22] Il Salvatore ha ristabilito e rinnovato, con la sua Incarnazione e il suo mistero pasquale, questo linguaggio originario e ce lo ha comunicato nellโeconomia corporale dei sacramenti. Grazie ai sacramenti i cristiani possono vivere in fedeltร alla carne di Cristo e, in conseguenza, in fedeltร allโordine concreto di rapporti che Egli ci ha donato. Questโordine di rapporti richiede, in modo particolare, la cura dellโumanitร sofferente di tutti gli uomini, tramite le opere di misericordia corporali e spirituali.[23]
VI. Conclusione: comunicare la fede, in attesa del Salvatore
15. La consapevolezza della vita piena in cui Gesรน Salvatore ci introduce spinge i cristiani alla missione, per annunciare a tutti gli uomini la gioia e la luce del Vangelo.[24] In questo sforzo saranno anche pronti a stabilire un dialogo sincero e costruttivo con i credenti di altre religioni, nella fiducia che Dio puรฒ condurre verso la salvezza in Cristo ยซtutti gli uomini di buona volontร , nel cui cuore lavora invisibilmente la graziaยป.[25] Mentre si dedica con tutte le sue forze allโevangelizzazione, la Chiesa continua ad invocare la venuta definitiva del Salvatore, poichรฉ ยซnella speranza siamo stati salvatiยป (Rom 8,24). La salvezza dellโuomo sarร compiuta solo quando, dopo aver vinto lโultimo nemico, la morte (cf. 1 Cor 15,26), parteciperemo compiutamente alla gloria di Gesรน risorto, che porterร a pienezza la nostra relazione con Dio, con i fratelli e con tutto il creato. La salvezza integrale, dellโanima e del corpo, รจ il destino finale al quale Dio chiama tutti gli uomini. Fondati nella fede, sostenuti dalla speranza, operanti nella caritร , sullโesempio di Maria, la Madre del Salvatore e la prima dei salvati, siamo certi che ยซla nostra cittadinanza รจ nei cieli e di lร aspettiamo come salvatore il Signore Gesรน Cristo, il quale trasfigurerร il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso, in virtรน del potere che egli ha di sottomettere a sรฉ tutte le coseยป (Fil 3,20-21).
Il Sommo Pontefice Francesco, in data 16 febbraio 2018, ha approvato questa Lettera, decisa nella Sessione Plenaria di questa Congregazione il 24 gennaio 2018, e ne ha ordinato la pubblicazione.
Dato a Roma, dalla Sede della Congregazione per la Dottrina della Fede, il 22 febbraio 2018, Festa della Cattedra di San Pietro.
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+ Luis F. Ladaria, S.I. |
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+ Giacomo Morandi |
[1] Conc. Ecum. Vat. II, Cost. dogm. Dei Verbum, n. 2.
[2] Cf. Congregazione per la Dottrina della Fede, Dich. Dominus Iesus (6 agosto 2000), nn. 5-8: AAS 92 (2000), 745-749.
[3]ย Cf. Francesco, Esort. apost. Evangelii gaudiumย (24 novembre 2013), n. 67: AASย 105 (2013), 1048.
[4]ย Cf. Id., Lett. enc. Lumen fidei ย (29 giugno 2013), n. 47: AAS 105 (2013), 586-587; Esort. apost. Evangelii gaudium, nn. 93-94: AAS (2013), 1059; Discorso ai rappresentanti del V Convegno nazionale della Chiesa italiana, Firenze (10 novembre 2015): AAS 107 (2015), 1287.
[5] Cf. Id., Discorso ai rappresentanti del V Convegno nazionale della Chiesa italiana, Firenze (10 novembre 2015): AAS 107 (2015), 1288.
[6] Cf. Id., Esort. apost. Evangelii gaudium, n. 94: AASย 105 (2013), 1059: ยซil fascino dello gnosticismo, una fede rinchiusa nel soggettivismo, dove interessa unicamente una determinata esperienza o una serie di ragionamenti e conoscenze che si ritiene possano confortare e illuminare, ma dove il soggetto in definitiva rimane chiuso nellโimmanenza della sua propria ragione o dei suoi sentimentiยป; Pontificio Consiglio della Cultura โโ Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, Gesรน Cristo, portatore dellโacqua viva. Una riflessione cristiana sul โNew Ageโ (gennaio 2003), Cittร del Vaticano 2003.
[7] Francesco, Lett. enc. Lumen fidei, n. 47: AAS 105 (2013), 586-587.
[8] Cf. Id., Discorso ai partecipanti al pellegrinaggio della diocesi di Brescia (22 giugno 2013): AAS 95 (2013), 627: ยซin questo mondo dove si nega lโuomo, dove si preferisce andare sulla strada dello gnosticismo, […] del โniente carneโ – un Dio che non si รจ fatto carne […]ยป.
[9] Secondo lโeresia pelagiana, sviluppatasi durante il secolo V intorno a Pelagio, lโuomo, per compiere i comandamenti di Dio ed essere salvato, ha bisogno della grazia solo come un aiuto esterno alla sua libertร (a modo di luce, esempio, forza), ma non come una sanazione e rigenerazione radicale della libertร , senza merito previo, affinchรฉ egli possa operare il bene e raggiungere la vita eterna.Piรน complesso รจ il movimento gnostico, sorto nei secoli I e II, e che conosce forme molto diverse tra di loro. In linea generale gli gnostici credevano che la salvezza si ottiene attraverso una conoscenza esoterica o โgnosiโ. Tale gnosi rivela allo gnostico la sua vera essenza, vale a dire, una scintilla dello Spirito divino che abita nella sua interioritร , la quale deve essere liberata dal corpo, estraneo alla sua vera umanitร . Solo in questo modo lo gnostico ritorna al suo essere originario in Dio, da cui si era allontanato per una caduta primordiale.
[10] Cf. Tommaso, Summa theologiae, I-II, q. 2.
[11] Cf. Agostino, Confessioni, I, 1: Corpus Christianorum, 27,1.
[12] Conc. Ecum. Vat. II, Cost. past. Gaudium et spes, n. 22.
[13] Commissione Teologica Internazionale, Alcune questioni sulla teologia della redenzione, 1995, n. 2: Commissione Teologica Internazionale Documenti 1969 โโ 2004 (Bologna 2006), 500.
[14] Benedetto XVI, Lett. enc. Deus caritas est (25 dicembre 2005), n. 1: AAS 98 (2006), 217; cf. Francesco, Esort. apost. Evangelii gaudium, n. 3: AASย 105 (2013), 1020.
[15] Ireneo, Adversus haereses, III, 19,1: Sources Chrรฉtiennes, 211, 374.
[16] Conc. Ecum. Vat. II, Cost. past. Gaudium et spes, n. 22.
[17] Cf. Agostino, Tractatus in Ioannem, 13, 4: Corpus Christianorum, 36, 132: ยซIo sono la via, la veritร e la vita (Gv 14,6). Se cerchi la veritร segui la via; perchรฉ la via รจ lo stesso che la veritร . La meta cui tendi e la via che devi percorrere, sono la stessa cosa. Non puoi giungere alla meta seguendo unโaltra via; per altra via non puoi giungere a Cristo: a Cristo puoi giungere solo per mezzo di Cristo. In che senso arrivi a Cristo per mezzo di Cristo? Arrivi a Cristo Dio per mezzo di Cristo uomo; per mezzo del Verbo fatto carne arrivi al Verbo che era in principio Dio presso Dioยป.
[18] Tommaso, Quaestio de veritate, q. 29, a. 5, co.
[19] Conc. Ecum. Vat. II, Cost. dogm. Lumen gentium, n. 48.
[20] Cf. Tommaso, Summa theologiae, III, q. 63, a. 3.
[21] Cf. Conc. Ecum. Vat. II, Cost. dogm. Lumen gentium, n. 11; Cost. Sacrosanctum Concilium, n. 10.
[22] Cf. Francesco, Lett. enc. Laudato siโ (24 maggio 2015), n. 155: AAS 107 (2015), 909-910.
[23] Cf. Id., Lett. apost. Misericordia et misera (20 novembre 2016) , n. 20: AAS 108 (2016), 1325-1326.
[24] Cf. Giovanni Paolo II, Lett. enc. Redemptoris missio (7 dicembre 1990), n. 40: AAS 83 (1991), 287-288; Francesco, Esort. apost. Evangelii gaudium, nn. 9-13: AASย 105 (2013), 1022-1025.
[25] Conc. Ecum. Vat. II, Cost. past. Gaudium et spes, n. 22.
