ร molto significativo che, nel racconto lucano degli Atti degli apostoli riguardante la nascita, la crescita e la diffusione della chiesa, siano presenti alcune precise testimonianze riguardo allโesercizio del discernimento ecclesiale. Sono annotazioni certamente brevi eppure molto eloquenti, perchรฉ paradigmatiche del cammino percorso nella storia dalle comunitร cristiane.
Iniziamo a evidenziarle a partire dal racconto della prima adunanza dopo la morte, resurrezione e ascensione al cielo di Gesรน (cf. At 1,12-26). Nella โcamera altaโ dove il gruppo dei discepoli e delle discepole dimorava a Gerusalemme, Pietro, che appare come il primo nella comunitร in nome della missione affidatagli da Gesรน durante lโultima cena (cf. Lc 22,32), prende la parola in mezzo ai seguaci (circa centoventi persone) per enunciare unโurgenza, un bisogno nella comunitร : ricostituire il numero degli apostoli, dodici come le tribรน di Israele, dopo che era venuto meno Giuda, il traditore. Citando le sante Scritture da lui scrutate con assiduitร , Pietro attesta che quellโincarico, quella porzione assegnata da Gesรน stesso a Giuda deve essere assunta da uno dei discepoli, di cui abbozza il ritratto: uno scelto tra i compagni di Gesรน, chiamato da Gesรน, istruito da lui, testimone della sua missione fin dallโinizio โ il battesimo conferito da Giovanni โ, testimone della sua resurrezione. Queste le qualitร richieste per accedere allโapostolato, in base alle quali emergono e sono riconosciute due figure: Giuseppe Barsabba e Mattia. A questo punto lโassemblea prega e vengono gettate le sorti per lasciare lโultima parola a Dio: la sorte cade su Mattia, il quale viene annoverato nel gruppo dei dodici apostoli.
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Siamo di fronte a un discernimento comunitario, operazione guidata da Pietro, che culmina in unโelezione, ma lascia poi al Signore lโultima parola: i membri della comunitร deliberano, ma alla fine rimettono la scelta a Dio. Cosรฌ i dodici, insieme a Maria, la madre di Gesรน, alle discepole e agli altri seguaci riuniti โin uno stesso luogoโ (epรฌ tรฒ autรณ: At 2,1), ricevono lo Spirito santo promesso da Gesรน. ร Pentecoste, evento che secondo Luca coincide con la fondazione della chiesa.
Ben presto altre scelte sโimpongono alla chiesa di Gerusalemme. Quando essa cresce e appare contrassegnata da un insegnamento apostolico, dalla comunione (koinonรญa), dalla frazione del pane e dallโassiduitร alla preghiera (cf. At 2,42), sorgono anche ostilitร da parte delle autoritร giudaiche insieme a conflitti interni, a cominciare dal tema della giusta condivisione dei beni. Cโรจ chi non condivide i beni con trasparenza e spirito di comunione, cโรจ chi entra in una logica che privilegia alcuni e trascura altri. Ecco dunque la crisi e il conflitto, che trova come causa scatenante la presenza di povere vedove provenienti dal paganesimo, dimenticate dai cristiani di origine giudaica.ย
Cosa fare per sconfiggere il malcontento e arrestare la divisione? I dodici, garanti dellโunitร della chiesa, convocano lโassemblea e pensano di creare un nuovo ministero. Propongono che sette fratelli scelti dalla comunitร siano deputati al servizio della distribuzione dei beni, in modo che i dodici stessi possano dedicarsi alla preghiera e allโevangelizzazione. Cosรฌ avviene: i sette fratelli scelti (mai รจ detto che sono diaconi!), a motivo della buona reputazione riconosciuta dagli altri, pieni di Spirito santo e di sapienza, sono presentati ai dodici, che confermano la scelta e, mediante lโimposizione delle mani, affidano loro quella missione (cf. At 6,1-6). Questi sette saranno poi evangelizzatori efficaci, ben piรน che semplicemente dediti al servizio delle tavole, e tra loro vanno annoverati Stefano e Filippo. Dovremmo stupirci di questa libertร della chiesa nascente: al bisogno che si manifesta nella comunitร , sa rispondere con coraggio, audacia, creando un ministero senza sentirsi prigioniera del passato o di istituzioni provenienti da una lunga tradizione.
In seguito Luca segnala la necessitร di un ulteriore discernimento e illustra un cammino sinodale vissuto nella chiesa apostolica: si pone infatti il complesso problema dellโaccoglienza allโinterno della chiesa, comunitร essenzialmente giudaica, anche dei non ebrei, dei pagani che si convertono al Vangelo di Gesรน. ร una scelta decisiva per il futuro della chiesa e per il pieno compimento del disegno di Dio, ma indubbiamente il passo da compiere รจ arduo, difficile: per la comunitร giudaica si trattava di una novitร โscandalosaโ. Pietro, ammonito da una visione, si reca nella casa di un pagano, il centurione Cornelio che risiede a Cesarea. Pur tra molte perplessitร , per rivelazione di Dio giunge a comprendere che โDio non fa preferenza di personeโ (At 10,34) e accoglie anche i pagani nella comunione instaurata da Cristo. Ma, mentre egli sta operando il suo discernimento e sta annunciando il Vangelo, ecco che lo Spirito santo scende anche su quei pagani e precede Pietro e il suo conferimento del battesimo (cf. At 10,1-48).
A questo discernimento lento e personale operato da Pietro va accostato il discernimento comunitario, sinodale, compiuto a Gerusalemme dagli apostoli stessi (cf. At 15,1-35), in risposta al conflitto tra giudeocristiani ed ellenocristiani scoppiato ad Antiochia. La chiesa di Gerusalemme, che sta in ascolto, รจ raggiunta dalla notizia della conversione dei pagani e del conflitto che รจ nato in merito alla loro ammissione nella comunitร cristiana. Dopo visite e confronti, la controversia viene risolta in unโassemblea in cui si confrontano Pietro e Giacomo, i quali ascoltano le ragioni dei convertiti dal paganesimo per bocca degli inviati Paolo e Barnaba. Il confronto รจ aspro, il conflitto รจ dichiarato senza reticenze davanti ad apostoli e presbiteri. Pietro prende la parola per dichiarare la salvezza rivolta a tutti gli esseri umani, e tutti accolgono in silenzio il suo discorso. Dopo un ulteriore discorso rivolto a tutti da Giacomo, il fratello del Signore, capo della chiesa di Gerusalemme, si decide di accogliere le istanze emerse ad Antiochia, specificando perรฒ alcune richieste ineludibili.
Dal confronto e dallโascolto reciproco nasce una lettera firmata da apostoli e presbiteri in cui si testimonia che โรจ parso bene allo Spirito santo e a noiโ (At 15,28) aprire allโaccoglienza nella chiesa delle genti provenienti dal paganesimo. Lโesito di questo โsinodoโ, di questa assemblea, non รจ la vittoria di alcuni o la sconfitta di altri ma una proposizione condivisa in cui tutti si potessero riconoscere. Cosรฌ la chiesa conosce nuovamente la comunione, la pace, e da quel momento le sue porte mai piรน si chiuderanno a quanti, tra le genti, saranno chiamati alla fede da parte del Signore sempre vivente e presente in mezzo ai suoi discepoli.
Questi racconti degli Atti che testimoniano lโoperazione ecclesiale del discernimento sono dei veri โracconti fondativiโ, altamente significativi ed esemplari per la chiesa di ogni tempo. Se infatti รจ vero che cโรจ un esercizio del discernimento personale, lo รจ altrettanto che esiste un esercizio del discernimento comunitario, piรน complesso e forse piรน faticoso, ma che deve sempre essere messo in atto nella chiesa. โIn tutti i battezzati, dal primo allโultimo, opera la forza santificatrice dello Spirito che spinge a evangelizzareโ, e sempre la comunitร cristiana, sotto il primato della Parola e dello Spirito santo, รจ dotata โdi un istinto della fede โ il sensus fidei โ che la aiuta a discernere ciรฒ che viene realmente da Dioโ (Francesco, Evangelii gaudium 119). Si tratta di โascoltare ciรฒ che lo Spirito dice alle chieseโ (cf. Ap 2,7.11.17.29; 3,6.13.22), le quali ascoltano attraverso gli orecchi di uomini e donne, cristiani e cristiane nei quali รจ efficace la grazia e opera la parola del Signore ascoltata, pregata e vissuta.
Fare discernimento comunitario, camminare insieme, non รจ una โtecnicaโ per vivere in bene insieme, ma รจ la condizione senza la quale lo Spirito santo non puรฒ parlare alla chiesa. Gli stessi pastori, i quali per essere tali devono avere il dono del discernimento, hanno la precisa responsabilitร di mettersi in ascolto del gregge loro affidato, per discernere insieme la volontร del Signore e darle attuazione ecclesiale. Lโantico adagio ecclesiale โquod omnes tangit, ab omnibus tractari et approbari debetโ (โciรฒ che riguarda tutti, deve essere discusso e approvato da tutti) si ispira proprio a questa prassi della chiesa nascente testimoniata, seppur in modo semplice e sintetico, dagli Atti. Lo Spirito santo, โmaestro dellโunitร nelle differenzeโ (Francesco, Incontro con i sacerdoti e i consacrati, Duomo di Milano, 25 marzo 2017), accompagna sempre la chiesa, se il cammino che essa compie รจ sinodale.
Articolo Pubblicato su: Vita Pastorale – VIA
