Considerazioni a margine di una comunicazione aziendalmente corretta ma umanamente inopportuna
La prima cosa che ho fatto dopo aver appreso del grave incidente ferroviario di Seggiano รจ stato pregare per le vittime, i feriti e anche per quanti sono usciti incolumi, segnati comunque dallโessere stati coinvolti in un evento cosรฌ tragico. Lโho fatto piรน volte nel corso della giornata.
Da operatore del mondo della comunicazione non posso, perรฒ, non avere notato il modo inopportuno utilizzato da uno degli account di Trenord per comunicare lโaccaduto unโora circa dopo lโincidente. Per la precisione dal profilo Twitter della direttrice Novara-Milano-Treviglio, รจ giunto questo messaggio:
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Circolazione interrotta tra Treviglio e Milano a causa di un inconveniente tecnico ad un treno. Per ulteriori info: https://t.co/8iK2mX5Apv
โ TRENORD_miVC (@TRENORD_miVC) 25 gennaio 2018
ร la veritร , non cโรจ dubbio, ma ridotta a frammento tecnico e burocratico di chi deve dare informazioni sulla circolazione e che non fa che amplificare la sproporzione tra queste parole e la tragicitร dellโevento.
Parlare di inconveniente, quando tutto il resto del mondo vede in diretta le immagini del tragico evento significa davvero essere poco presenti alla realtร ed espone allโaccusa di voler minimizzare, normalizzare, distorcere la veritร dei fatti.
Il cordoglio della societร per โfamiglie delle vittime e vicinanza ai feriti e alle persone che erano a bordo del trenoโ รจ giunto solo nel pomeriggio, molte ore dopo lโaccaduto dallโaccount dellโUfficio stampa. Non entro minimamente nella polemica che ieri ha acceso gli animi dei cybernauti ma ne traggo qualche indicazione per il mio servizio di comunicatore a servizio della Chiesa.
Mi sembra di aver compreso, nel corso di questi anni che siano fondamentali alcuni requisiti nel comunicare fatti gravi:
- la tempestivitร , anche a rischio che qualche parola non sia calibrata perfettamente, perchรฉ in un mondo che comunica in maniera cosรฌ rapida aiuta a raccontare subito lโaccaduto con le nostre parole, lasciando meno spazio a illazioni e congetture;
- la trasparenza, piรน la si mette in campo piรน le persone apprezzeranno lโonestร di chi comunica, anche se questo significa ammettere le imperfezioni che segnano il nostro agire e le rughe che segnano il volto della Chiesa;
- lโempatia, che aiuta a mettersi nei panni degli altri e ad esprimere solidarietร e sostegno, ancora prima di ogni difesa e precisazione.
Lโessere reticenti o utilizzare un linguaggio salomonicamente equilibrato serve a poco in questi casi. Altri operatori dellโinformazione, prima o poi, saranno in grado di far emergere quanto non abbiamo raccontato con le nostre parole e vedremo il boomerang, dritto dritto davanti a noi, che sta per colpirci.
A cura di don Marco Sanavio – Fonte – Diocesi di Padova

