Treno deragliato a Pioltello – Alcune considerazioni sulla comunicazione social – don Marco Sanavio

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Considerazioni a margine di una comunicazione aziendalmente corretta ma umanamente inopportuna

La prima cosa che ho fatto dopo aver appreso del grave incidente ferroviario di Seggiano รจ stato pregare per le vittime, i feriti e anche per quanti sono usciti incolumi, segnati comunque dallโ€™essere stati coinvolti in un evento cosรฌ tragico. Lโ€™ho fatto piรน volte nel corso della giornata.

Da operatore del mondo della comunicazione non posso, perรฒ, non avere notato il modo inopportuno utilizzato da uno degli account di Trenord per comunicare lโ€™accaduto unโ€™ora circa dopo lโ€™incidente. Per la precisione dal profilo Twitter della direttrice Novara-Milano-Treviglio, รจ giunto questo messaggio:

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รˆ la veritร , non cโ€™รจ dubbio, ma ridotta a frammento tecnico e burocratico di chi deve dare informazioni sulla circolazione e che non fa che amplificare la sproporzione tra queste parole e la tragicitร  dellโ€™evento.

Parlare di inconveniente, quando tutto il resto del mondo vede in diretta le immagini del tragico evento significa davvero essere poco presenti alla realtร  ed espone allโ€™accusa di voler minimizzare, normalizzare, distorcere la veritร  dei fatti.

Il cordoglio della societร  per โ€œfamiglie delle vittime e vicinanza ai feriti e alle persone che erano a bordo del trenoโ€ รจ giunto solo nel pomeriggio, molte ore dopo lโ€™accaduto dallโ€™account dellโ€™Ufficio stampa. Non entro minimamente nella polemica che ieri ha acceso gli animi dei cybernauti ma ne traggo qualche indicazione per il mio servizio di comunicatore a servizio della Chiesa.

Mi sembra di aver compreso, nel corso di questi anni che siano fondamentali alcuni requisiti nel comunicare fatti gravi:

  • la tempestivitร , anche a rischio che qualche parola non sia calibrata perfettamente, perchรฉ in un mondo che comunica in maniera cosรฌ rapida aiuta a raccontare subito lโ€™accaduto con le nostre parole, lasciando meno spazio a illazioni e congetture;
  • la trasparenza, piรน la si mette in campo piรน le persone apprezzeranno lโ€™onestร  di chi comunica, anche se questo significa ammettere le imperfezioni che segnano il nostro agire e le rughe che segnano il volto della Chiesa;
  • lโ€™empatia, che aiuta a mettersi nei panni degli altri e ad esprimere solidarietร  e sostegno, ancora prima di ogni difesa e precisazione.

Lโ€™essere reticenti o utilizzare un linguaggio salomonicamente equilibrato serve a poco in questi casi. Altri operatori dellโ€™informazione, prima o poi, saranno in grado di far emergere quanto non abbiamo raccontato con le nostre parole e vedremo il boomerang, dritto dritto davanti a noi, che sta per colpirci.

A cura di don Marco Sanavio – Fonte – Diocesi di Padova

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