MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
PER LA 51ma GIORNATA MONDIALE
DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI
ยซNon temere, perchรฉ io sono con teยป (Is 43,5).
Comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo
A fine pagina รจ presente il video della presentazione del Messaggio da parte di Mons. Dario Edoardo Viganรฒ, Prefetto della Segreteria per la Comunicazione.
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Lโaccesso ai mezzi di comunicazione, grazie allo sviluppo tecnologico, รจ tale che moltissimi soggetti hanno la possibilitร di condividere istantaneamente le notizie e diffonderle in modo capillare. Queste notizie possono essere belle o brutte, vere o false. Giร i nostri antichi padri nella fede parlavano della mente umana come di una macina da mulino che, mossa dallโacqua, non puรฒ essere fermata. Chi รจ incaricato del mulino, perรฒ, ha la possibilitร di decidere se macinarvi grano o zizzania. La mente dellโuomo รจ sempre in azione e non puรฒ cessare di โmacinareโ ciรฒ che riceve, ma sta a noi decidere quale materiale fornire (cfr Cassiano il Romano, Lettera a Leonzio Igumeno).
Vorrei che questo messaggio potesse raggiungere e incoraggiare tutti coloro che, sia nellโambito professionale sia nelle relazioni personali, ogni giorno โmacinanoโ tante informazioni per offrire un pane fragrante e buono a coloro che si alimentano dei frutti della loro comunicazione. Vorrei esortare tutti ad una comunicazione costruttiva che, nel rifiutare i pregiudizi verso lโaltro, favorisca una cultura dellโincontro, grazie alla quale si possa imparare a guardare la realtร con consapevole fiducia.
Credo ci sia bisogno di spezzare il circolo vizioso dellโangoscia e arginare la spirale della paura, frutto dellโabitudine a fissare lโattenzione sulle โcattive notizieโ (guerre, terrorismo, scandali e ogni tipo di fallimento nelle vicende umane). Certo, non si tratta di promuovere una disinformazione in cui sarebbe ignorato il dramma della sofferenza, nรฉ di scadere in un ottimismo ingenuo che non si lascia toccare dallo scandalo del male. Vorrei, al contrario, che tutti cercassimo di oltrepassare quel sentimento di malumore e di rassegnazione che spesso ci afferra, gettandoci nellโapatia, ingenerando paure o lโimpressione che al male non si possa porre limite. Del resto, in un sistema comunicativo dove vale la logica che una buona notizia non fa presa e dunque non รจ una notizia, e dove il dramma del dolore e il mistero del male vengono facilmente spettacolarizzati, si puรฒ essere tentati di anestetizzare la coscienza o di scivolare nella disperazione.
Vorrei dunque offrire un contributo alla ricerca di uno stile comunicativo aperto e creativo, che non sia mai disposto a concedere al male un ruolo da protagonista, ma cerchi di mettere in luce le possibili soluzioni, ispirando un approccio propositivo e responsabile nelle persone a cui si comunica la notizia. Vorrei invitare tutti a offrire agli uomini e alle donne del nostro tempo narrazioni contrassegnate dalla logica della โbuona notiziaโ.
La buona notiziaย ย ย ย ย ย ย
La vita dellโuomo non รจ solo una cronaca asettica di avvenimenti, ma รจ storia, una storia che attende di essere raccontata attraverso la scelta di una chiave interpretativa in grado di selezionare e raccogliere i dati piรน importanti. La realtร , in sรฉ stessa, non ha un significato univoco. Tutto dipende dallo sguardo con cui viene colta, dagli โocchialiโ con cui scegliamo di guardarla: cambiando le lenti, anche la realtร appare diversa. Da dove dunque possiamo partire per leggere la realtร con โocchialiโ giusti?
Per noi cristiani, lโocchiale adeguato per decifrare la realtร non puรฒ che essere quello della buona notizia, a partire da la Buona Notizia per eccellenza: il ยซVangelo di Gesรน, Cristo, Figlio di Dioยป (Mc 1,1). Con queste parole lโevangelista Marco inizia il suo racconto, con lโannuncio della โbuona notiziaโ che ha a che fare con Gesรน, ma piรน che essere unโinformazione su Gesรน, รจ piuttosto la buona notizia che รจ Gesรน stesso. Leggendo le pagine del Vangelo si scopre, infatti, che il titolo dellโopera corrisponde al suo contenuto e, soprattutto, che questo contenuto รจ la persona stessa di Gesรน.
Questa buona notizia che รจ Gesรน stesso non รจ buona perchรฉ priva di sofferenza, ma perchรฉ anche la sofferenza รจ vissuta in un quadro piรน ampio, parte integrante del suo amore per il Padre e per lโumanitร . In Cristo, Dio si รจ reso solidale con ogni situazione umana, rivelandoci che non siamo soli perchรฉ abbiamo un Padre che mai puรฒ dimenticare i suoi figli. ยซNon temere, perchรฉ io sono con teยป (Is 43,5): รจ la parola consolante di un Dio che da sempre si coinvolge nella storia del suo popolo. Nel suo Figlio amato, questa promessa di Dio โ โsono con teโ โ arriva ad assumere tutta la nostra debolezza fino a morire della nostra morte. In Lui anche le tenebre e la morte diventano luogo di comunione con la Luce e la Vita. Nasce cosรฌ una speranza, accessibile a chiunque, proprio nel luogo in cui la vita conosce lโamarezza del fallimento. Si tratta di una speranza che non delude, perchรฉ lโamore di Dio รจ stato riversato nei nostri cuori (cfr Rm 5,5) e fa germogliare la vita nuova come la pianta cresce dal seme caduto. In questa luce ogni nuovo dramma che accade nella storia del mondo diventa anche scenario di una possibile buona notizia, dal momento che lโamore riesce sempre a trovare la strada della prossimitร e a suscitare cuori capaci di commuoversi, volti capaci di non abbattersi, mani pronte a costruire.
La fiducia nel seme del regno
Per iniziare i suoi discepoli e le folle a questa mentalitร evangelica e consegnare loro i giusti โocchialiโ con cui accostarsi alla logica dellโamore che muore e risorge, Gesรน faceva ricorso alle parabole, nelle quali il Regno di Dio รจ spesso paragonato al seme, che sprigiona la sua forza vitale proprio quando muore nella terra (cfr Mc 4,1-34). Ricorrere a immagini e metafore per comunicare la potenza umile del Regno non รจ un modo per ridurne lโimportanza e lโurgenza, ma la forma misericordiosa che lascia allโascoltatore lo โspazioโ di libertร per accoglierla e riferirla anche a sรฉ stesso. Inoltre, รจ la via privilegiata per esprimere lโimmensa dignitร del mistero pasquale, lasciando che siano le immagini โ piรน che i concetti โ a comunicare la paradossale bellezza della vita nuova in Cristo, dove le ostilitร e la croce non vanificano ma realizzano la salvezza di Dio, dove la debolezza รจ piรน forte di ogni potenza umana, dove il fallimento puรฒ essere il preludio del piรน grande compimento di ogni cosa nellโamore. Proprio cosรฌ, infatti, matura e si approfondisce la speranza del Regno di Dio: ยซCome un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresceยป (Mc 4,26-27).
Il Regno di Dio รจ giร in mezzo a noi, come un seme nascosto allo sguardo superficiale e la cui crescita avviene nel silenzio. Chi ha occhi resi limpidi dallo Spirito Santo riesce a vederlo germogliare e non si lascia rubare la gioia del Regno a causa della zizzania sempre presente.
Gli orizzonti dello Spirito
La speranza fondata sulla buona notizia che รจ Gesรน ci fa alzare lo sguardo e ci spinge a contemplarlo nella cornice liturgica della festa dellโAscensione. Mentre sembra che il Signore si allontani da noi, in realtร si allargano gli orizzonti della speranza. Infatti, ogni uomo e ogni donna, in Cristo, che eleva la nostra umanitร fino al Cielo, puรฒ avere piena libertร di ยซentrare nel santuario per mezzo del sangue di Gesรน, via nuova e vivente che egli ha inaugurato per noi attraverso il velo, cioรจ la sua carneยป (Eb 10,19-20). Attraverso ยซla forza dello Spirito Santoยป possiamo essere ยซtestimoniยป e comunicatori di unโumanitร nuova, redenta, ยซfino ai confini della terraยป (cfr At 1,7-8).
La fiducia nel seme del Regno di Dio e nella logica della Pasqua non puรฒ che plasmare anche il nostro modo di comunicare. Tale fiducia che ci rende capaci di operare โ nelle molteplici forme in cui la comunicazione oggi avviene โ con la persuasione che รจ possibile scorgere e illuminare la buona notizia presente nella realtร di ogni storia e nel volto di ogni persona.
Chi, con fede, si lascia guidare dallo Spirito Santo diventa capace di discernere in ogni avvenimento ciรฒ che accade tra Dio e lโumanitร , riconoscendo come Egli stesso, nello scenario drammatico di questo mondo, stia componendo la trama di una storia di salvezza. Il filo con cui si tesse questa storia sacra รจ la speranza e il suo tessitore non รจ altri che lo Spirito Consolatore. La speranza รจ la piรน umile delle virtรน, perchรฉ rimane nascosta nelle pieghe della vita, ma รจ simile al lievito che fa fermentare tutta la pasta. Noi la alimentiamo leggendo sempre di nuovo la Buona Notizia, quel Vangelo che รจ stato โristampatoโ in tantissime edizioni nelle vite dei santi, uomini e donne diventati icone dellโamore di Dio. Anche oggi รจ lo Spirito a seminare in noi il desiderio del Regno, attraverso tanti โcanaliโ viventi, attraverso le persone che si lasciano condurre dalla Buona Notizia in mezzo al dramma della storia, e sono come dei fari nel buio di questo mondo, che illuminano la rotta e aprono sentieri nuovi di fiducia e speranza.
Dal Vaticano, 24 gennaio 2017
Francesco
