ANGELUS
Piazza San Pietro
Domenica, 18 dicembre 2016
[box type=”shadow” align=”” class=”” width=””]
- Pubblicitร -
[powerpress][/box]
[brid video=”85597″ player=”7547″ title=”2016.12.18 Angelus Domini”]
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
La liturgia di oggi, che รจ la quarta e ultima domenica di Avvento, รจ caratterizzata dal tema della vicinanza, la vicinanza di Dio allโumanitร . Il brano del Vangelo (cfr Mt 1,18-24) ci mostra due persone, le due persone che piรน di ogni altra sono state coinvolte in questo mistero dโamore: la Vergine Maria e il suo sposo Giuseppe. Mistero di amore, mistero di vicinanza di Dio con lโumanitร .
Maria รจ presentata alla luce della profezia che dice: ยซEcco, la vergine concepirร e darร alla luce un figlioยป (v. 23). Lโevangelista Matteo riconosce che ciรฒ รจ avvenuto in Maria, la quale ha concepito Gesรน per opera dello Spirito Santo (cfr v. 18). Il Figlio di Dio โvieneโ nel suo seno per diventare uomo e Lei lo accoglie.
Cosรฌ, in modo unico, Dio si รจ avvicinato allโessere umano prendendo la carne da una donna: Dio si avvicinรฒ a noi e ha preso la carne da una donna. Anche a noi, in modo diverso, Dio si avvicina con la sua grazia per entrare nella nostra vita e per offrirci in dono il suo Figlio. E noi che cosa facciamo?
Lo accogliamo, lo lasciamo avvicinarsi oppure lo rifiutiamo, lo cacciamo via? Come Maria, offrendo liberamente sรฉ stessa al Signore della storia, gli ha permesso di cambiare il destino dellโumanitร , cosรฌ anche noi, accogliendo Gesรน e cercando di seguirlo ogni giorno, possiamo cooperare al suo disegno di salvezza su noi stessi e sul mondo.
Maria ci appare dunque come modello a cui guardare e sostegno su cui contare nella nostra ricerca di Dio, nella nostra vicinanza a Dio, in questo lasciare che Dio si avvicini a noi e nel nostro impegno per costruire la civiltร dellโamore.
Lโaltro protagonista del Vangelo di oggi รจ san Giuseppe. Lโevangelista mette in evidenza come Giuseppe da solo non possa darsi una spiegazione dellโavvenimento che vede verificarsi sotto i suoi occhi, cioรจ la gravidanza di Maria.
Proprio allora, in quel momento di dubbio, anche di angoscia, Dio gli si fa vicino โ anche a lui โcon un suo messaggero ed egli viene illuminato sulla natura di quella maternitร : ยซIl bambino che รจ generato in lei viene dallo Spirito Santoยป (v. 20).
Cosรฌ, di fronte allโevento straordinario, che certamente suscita nel suo cuore tanti interrogativi, si fida totalmente di Dio che gli si avvicina e, seguendo il suo invito, non ripudia la sua promessa sposa ma la prende con sรฉ e sposa Maria. Accogliendo Maria, Giuseppe accoglie consapevolmente e con amore Colui che in lei รจ stato concepito per opera mirabile di Dio, a cui nulla รจ impossibile.
Giuseppe, uomo umile e giusto (cfr v. 19), ci insegna a fidarci sempre di Dio, che ci si avvicina: quando Dio ci si avvicina dobbiamo fidarci. Giuseppe ci insegna a lasciarci guidare da Lui con volontaria obbedienza.
Queste due figure, Maria e Giuseppe, che per primi hanno accolto Gesรน mediante la fede, ci introducono nel mistero del Natale. Maria ci aiuta a metterci in atteggiamento di disponibilitร per accogliere il Figlio di Dio nella nostra vita concreta, nella nostra carne. Giuseppe ci sprona a cercare sempre la volontร di Dio e a seguirla con piena fiducia. Tutti e due si sono lasciati avvicinare da Dio.
ยซEcco la vergine concepirร e darร alla luce un figlio: a lui sarร dato il nome di Emmanuele, che significa Dio-con-noiยป (Mt 1,23). Cosรฌ dice lโangelo: โEmmanuele si chiamerร il bambino, che significa Dio-con-noiโ, cioรจ Dio vicino a noi.
E a Dio che si avvicina io apro la porta – al Signore – quando sento una ispirazione interiore, quando sento che mi chiede di fare qualcosa di piรน per gli altri, quando mi chiama alla preghiera? Dio-con-noi, Dio che si avvicina. Questo annuncio di speranza, che si compie a Natale, porti a compimento lโattesa di Dio anche in ciascuno di noi, in tutta la Chiesa, e in tanti piccoli che il mondo disprezza, ma che Dio ama e a cui Dio si avvicina.
Dopo l’Angelus:
Cari fratelli e sorelle,
vi saluto tutti, fedeli romani e pellegrini venuti da vari Paesi, le famiglie, i gruppi parrocchiali, le associazioni.
Chiedo a tutti voi di pregare affinchรฉ il dialogo nella Repubblica Democratica del Congo si svolga con serenitร per evitare qualsiasi tipo di violenza e per il bene di tutto il Paese.
In particolare saluto il folto gruppo dellโUNITALSI che bel lavoro che fate voi, grazie tante! – che ha dato vita a un presepe vivente inclusivo delle persone con disabilitร ; come pure gli studenti dellโIstituto Calabrese di Politiche Internazionali.
Vorrei ringraziare tutte le persone e le istituzioni che ieri hanno voluto esprimermi i loro auguri. Grazie tante!
Auguro a tutti una buona domenica: il tempo รจ bello.
Domenica prossima sarร Natale. In questa settimana – mi raccomando – cerchiamo di trovare qualche momento per fermarci, fare un poโ di silenzio, e immaginare la Madonna e san Giuseppe che stanno andando a Betlemme. Immaginare come vanno: il cammino, la fatica, ma anche la gioia, la commozione, e poi lโansia di trovare un posto, la preoccupazioneโฆ, e cosรฌ via.
In questo aiuta molto il presepe. Cerchiamo di entrare nel vero Natale, quello di Gesรน, che ci si avvicina โ Dio-con-noi, vicino a noi โper ricevere la grazia di questa festa, che รจ una grazia di vicinanza, di amore, di umiltร e di tenerezza.
E in quei momenti anche ricordatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci!
Fonte: Radio Vaticana via FeedRss
(The content of this podcast is copyrighted by Vatican Radio which, according to its statute, is entrusted to manage and protect the sound recordings of the Roman Pontiff, ensuring that their pastoral character and intellectual property’s rights are protected when used by third parties. The content of this podcast is made available only for personal and private use and cannot be exploited for commercial purposes, without prior written authorization by Vatican Radio. For further information, please contact the International Relation Office at relint@vatiradio.va)
