Il Vangelo del Giorno, 10 Settembre 2016, Lc 6, 43-49

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Il testo ed il commento al Vangelo del 10 settembre 2016 – Lc 6, 43-49

XXIII Settimana del Tempo Ordinario – Anno II

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Lc 6, 43-49ย 

  • Colore liturgico: Verde
  • Periodo: Terza settimana del Salterio
  • Sabato – 23.a Tempo Ordinario
  • Santo del giorno: S. Nemesio, S. Nicola da Tolentino, S. Agabio
  • A te, Signore, offrirรฒ un sacrificio di ringraziamento
  • Liturgia: 1 Cor 10, 14-22; Sal 115; Lc 6, 43-49

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Lc 6, 43-49
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesรน disse ai suoi discepoli:
ยซNon vi รจ albero buono che produca un frutto cattivo, nรฉ vi รจ d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, nรฉ si vendemmia uva da un rovo.
L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciรฒ che dal cuore sovrabbonda.

Perchรฉ mi invocate: “Signore, Signore!” e non fate quello che dico?
Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerรฒ a chi รจ simile: รจ simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia. Venuta la piena, il fiume investรฌ quella casa, ma non riuscรฌ a smuoverla perchรฉ era costruita bene.

Chi invece ascolta e non mette in pratica, รจ simile a un uomo che ha costruito una casa sulla terra, senza fondamenta. Il fiume la investรฌ e subito crollรฒ; e la distruzione di quella casa fu grandeยป.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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Commenti al Vangelo di Lc 6, 43-49

Commento a cura dei Monaci Benedettini

[ads2]Frutti buoni e fondamenta solide.

Non รจ la prima nรจ l’unica volta che il Signore paragona la nostra vita ad un albero. Ricordiamo tutti la storia del fico arido e ancora meglio quella della vite e dei tralci secchi, destinati al fuoco. Gesรน, da ottimo conoscitore del nostro intimo, afferma che l’uomo, ognuno di noi, trae i suoi frutti dal buon tesoro del proprio cuore. Dice ancora: ยซAscoltate e intendete! Non quello che entra nella bocca rende impuro l’uomo, ma quello che esce dalla bocca rende impuro l’uomo!ยป.

ยซDal cuore, infatti, provengono i propositi malvagi, gli omicidi, gli adultรจri, le prostituzioni, i furti, le false testimonianze, le bestemmieยป. Il nostro cuore quindi รจ paragonabile ad un grande contenitore. Se siamo capaci di riempirlo di veritร  e di bene, le nostre azioni, informate da quel vero e da quel bene, saranno sante e buone. Dipende dall’ascolto, dall’accoglienza che riserviamo alla Parola di Dio. Cosรฌ ci dice il Signore: ยซPerchรฉ mi chiamate: Signore, Signore, e poi non fate ciรฒ che dico?ยป.

Cambiando immagine egli afferma che le fondamenta del nostro edificio spirituale o sono poste sulla roccia, su Cristo, o sulla sabbia. Le tentazioni non mancano davvero e allora o costatiamo con gioia che la nostra casa รจ ben solida e capace di resistere all’infuriare dei venti e della tempeste o tristemente ne dobbiamo vedere la disfatta, il crollo. รˆ la preghiera, in tutte le sue diverse espressioni e modalitร  a rendere sempre piรน ferme e solide le nostre fondamenta. Comprendiamo cosรฌ anche le cause delle terribili disfatte, dei fallimenti, delle rovine che sconvolgono tante umane esistenze.

Quando mancano la preghiera e l’ascolto di Dio si brancola nel buio si cade negli abissi del male.

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