Il Vangelo del Giorno, 29 ottobre 2015 – Lc 13, 31-35

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Il testo ed il commento al Vangelo di oggi, 29 ottobre 2015

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XXX Settimana del Tempo Ordinario – Anno I

  • Colore liturgico: verde
  • Le letture del giorno: Rm 8, 31-39; Sal.108; Lc 13, 31-35

Lc 13, 31-35
Dal Vangelo secondo Luca

In quel momento si avvicinarono a Gesรน alcuni farisei a dirgli: ยซParti e vattene via di qui, perchรฉ Erode ti vuole uccidereยป.
Egli rispose loro: ยซAndate a dire a quella volpe: “Ecco, io scaccio demรฒni e compio guarigioni oggi e domani; e il terzo giorno la mia opera รจ compiuta. Perรฒ รจ necessario che oggi, domani e il giorno seguente io prosegua nel cammino, perchรฉ non รจ possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme”.
Gerusalemme, Gerusalemme, tu che uccidi i profeti e lapidi quelli che sono stati mandati a te: quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una chioccia i suoi pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto! Ecco, la vostra casa รจ abbandonata a voi! Vi dico infatti che non mi vedrete, finchรฉ verrร  il tempo in cui direte: “Benedetto colui che viene nel nome del Signore!”ยป.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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Commento al Vangelo

(a cura dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire, Bassano Romano (VT) )

Il terzo giorno avrรฒ finito

Il linguaggio di Gesรน, secondo lo stilo proprio orientaleggiante, รจ spesso permeato di sottili allegorie, non sempre di immediata comprensione per noi non assuefatti a quello stile. Erode, che sta tramando contro di lui, viene definito “una volpe” per designare la sua astuzia malvagia. Dichiara poi che egli, nonostante le minacce e il reale pericolo deve compiere la sua missione e ha bisogno di tre giorni. Anche qui il Signore sottintende quanto avverrร  dopo la sua morte; egli risorgerร  dopo tre giorni. E’ il tempo che intercorre tra la morte e la vita. Egli sta compiendo miracoli e prodigi che antรฌcipano quell’evento. Non dimรจntico perรฒ del clima ostile che deve respirare nella cittร  santa, Gerusalemme, Gesรน ci fa ascoltare il suo lamento accorato nei confronti di quella cittร  e dei suoi abitanti: “Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lร pidi coloro che sono mandati a te, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli come una gallina la sua covata sotto le ali e voi non avete voluto!

[ads2]Ecco, la vostra casa vi viene lasciata deserta! Vi dico infatti che non mi vedrete piรน fino al tempo in cui direte: Benedetto colui che viene nel nome del Signore!ยป. C’รจ un contrasto terribile tra le cure riservate a quella cittร  e l’ingratitudine e la violenza con cui hanno risposto agli inviati dal Signore. รˆ sempre grave il peccato in ogni sua forma, ma quello dell’ingratitudine ad un amore di predilezione รจ sicuramente particolarmente doloroso. รˆ il peccato dei prediletti, di un popolo e di una cittร , che solo per scelta divina dovevano brillare di luce e di grazia e avrebbero dovuto accogliere l’Atteso delle genti come il dono piรน grande che si potesse desiderare. Invece anche dinanzi al Figlio di Dio continua l’ostilitร  e giร  sono in atto trame di morte. Siamo invitati ad un attento esame di coscienza per non cadere nel tremendo errore di ricambiare con l’ingratitudine l’infinito amore che รจ stato riversato nei nostri cuori.

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