La Famiglia – 7. I Nonni (II)
Cari fratelli e sorelle, buongiorno.
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Nella catechesi di oggi proseguiamo la riflessione sui nonni, considerando il valore e lโimportanza del loro ruolo nella famiglia. Lo faccio immedesimandomi in queste persone, perchรฉ anchโio appartengo a questa fascia di etร .
Quando sono stato nelle Filippine, il popolo filippino mi salutava dicendo:ย โLolo Kikoโ โ cioรจ nonno Francesco – โLolo Kikoโ, dicevano! Una prima cosa รจ importante sottolineare: รจ vero che la societร tende a scartarci, ma di certo non il Signore. Il Signore non ci scarta mai. Lui ci chiama a seguirlo in ogni etร della vita, e anche lโanzianitร contiene una grazia e una missione, una vera vocazione del Signore. Lโanzianitร รจ una vocazione. Non รจ ancora il momento di โtirare i remi in barcaโ. Questo periodo della vita รจ diverso dai precedenti, non cโรจ dubbio; dobbiamo anche un poโ โinventarceloโ, perchรฉ le nostre societร non sono pronte, spiritualmente e moralmente, a dare ad esso, a questo momento della vita, il suo pieno valore. Una volta, in effetti, non era cosรฌ normale avere tempo a disposizione; oggi lo รจ molto di piรน. E anche la spiritualitร cristiana รจ stata colta un poโ di sorpresa, e si tratta di delineare una spiritualitร delle persone anziane. Ma grazie a Dio non mancano le testimonianze di santi e sante anziani!
Sono stato molto colpito dalla โGiornata per gli anzianiโ che abbiamo fatto qui in Piazza San Pietro lo scorso anno, la piazza era piena. Ho ascoltato storie di anziani che si spendono per gli altri, e anche storie di coppie di sposi, che dicevano: โFacciamo il 50.mo di matrimonio, facciamo il 60.mo di matrimonioโ. ร importante farlo vedere ai giovani che si stancano presto; รจ importante la testimonianza degli anziani nella fedeltร . E in questa piazza erano tanti quel giorno. Eโ una riflessione da continuare, in ambito sia ecclesiale che civile. Il Vangelo ci viene incontro con unโimmagine molto bella commovente e incoraggiante. Eโ lโimmagine di Simeone e di Anna, dei quali ci parla il vangelo dellโinfanzia di Gesรน composto da san Luca. Erano certamente anziani, il โvecchioโ Simeone e la โprofetessaโ Anna che aveva 84 anni. Non nascondeva lโetร questa donna. Il Vangelo dice che aspettavano la venuta di Dio ogni giorno, con grande fedeltร , da lunghi anni. Volevano proprio vederlo quel giorno, coglierne i segni, intuirne lโinizio. Forse erano anche un poโ rassegnati, ormai, a morire prima: quella lunga attesa continuava perรฒ a occupare tutta la loro vita, non avevano impegni piรน importanti di questo: aspettare il Signore e pregare. Ebbene, quando Maria e Giuseppe giunsero al tempio per adempiere le disposizioni della Legge, Simeone e Anna si mossero di slancio, animati dallo Spirito Santo (cfr Lc 2,27). Il peso dellโetร e dellโattesa sparรฌ in un momento. Essi riconobbero il Bambino, e scoprirono una nuova forza, per un nuovo compito: rendere grazie e rendere testimonianza per questo Segno di Dio. Simeone improvvisรฒ un bellissimo inno di giubilo (cfr Lc 2,29-32) โ รจ stato un poeta in quel momento – e Anna divenne la prima predicatrice di Gesรน: ยซparlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemmeยป (Lc 2,38).
Cari nonni, cari anziani, mettiamoci nella scia di questi vecchi straordinari! Diventiamo anche noi un poโ poeti della preghiera: prendiamo gusto a cercare parole nostre, riappropriamoci di quelle che ci insegna la Parola di Dio. Eโ un grande dono per la Chiesa, la preghiera dei nonni e degli anziani! La preghiera degli anziani e dei nonni รจ un dono per la Chiesa, รจ una ricchezza! Una grande iniezione di saggezza anche per lโintera societร umana: soprattutto per quella che รจ troppo indaffarata, troppo presa, troppo distratta. Qualcuno deve pur cantare, anche per loro, cantare i segni di Dio, proclamare i segni di Dio, pregare per loro! Guardiamo a Benedetto XVI, che ha scelto di passare nella preghiera e nellโascolto di Dio lโultimo tratto della sua vita! Eโ bello questo! Un grande credente del secolo scorso, di tradizione ortodossa, Olivier Clรฉment, diceva: โUna civiltร dove non si prega piรน รจ una civiltร dove la vecchiaia non ha piรน senso. E questo รจ terrificante, noi abbiamo bisogno prima di tutto di anziani che pregano, perchรฉ la vecchiaia ci รจ data per questoโ. Abbiamo bisogno di anziani che preghino perchรฉ la vecchiaia ci รจ data proprio per questo. Eโ una cosa bella la preghiera degli anziani.
Noi possiamo ringraziareย il Signore per i benefici ricevuti, e riempire il vuoto dellโingratitudine che lo circonda. Possiamo intercedere per le attese delle nuove generazioni e dare dignitร alla memoria e ai sacrifici di quelle passate. Noi possiamo ricordare ai giovani ambiziosi che una vita senza amore รจ una vita arida. Possiamo dire ai giovani paurosi che lโangoscia del futuro puรฒ essere vinta. Possiamo insegnare ai giovani troppo innamorati di sรฉ stessi che cโรจ piรน gioia nel dare che nel ricevere. I nonni e le nonne formano la โcoraleโ permanente di un grande santuario spirituale, dove la preghiera di supplica e il canto di lode sostengono la comunitร che lavora e lotta nel campo della vita.
La preghiera, infine, purifica incessantemente il cuore. La lode e la supplica a Dio prevengono lโindurimento del cuore nel risentimento e nellโegoismo. Comโรจ brutto il cinismo di un anziano che ha perso il senso della sua testimonianza, disprezza i giovani e non comunica una sapienza di vita! Invece comโรจ bello lโincoraggiamento che lโanziano riesce a trasmettere al giovane in cerca del senso della fede e della vita! Eโ veramente la missione dei nonni, la vocazione degli anziani. Le parole dei nonni hanno qualcosa di speciale, per i giovani. E loro lo sanno. Le parole che la mia nonna mi consegnรฒ per iscritto il giorno della mia ordinazione sacerdotale, le porto ancora con me, sempre nel breviario e le leggo spesso e mi fa bene.
Come vorrei una Chiesa che sfida la cultura dello scarto con la gioia traboccante di un nuovo abbraccio tra i giovani e gli anziani! E questo รจ quello che oggi chiedo al Signore, questo abbraccio!
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Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. Saluto la Congregazione dello Spirito Santo, le Figlie di San Paolo e i giovani del Movimento dei Focolari. Saluto i gruppi parrocchiali, lโOsservatorio permanente dei giovani editori e le scolaresche. Invito tutti, soprattutto in questo tempo favorevole della Quaresima, ad impegnarsi nella costruzione di una societร a misura dโuomo in cui ci sia spazio per lโaccoglienza di ciascuno, soprattutto quando รจ anziano, ammalato, povero e fragile.
Un pensiero speciale porgo ai giovani, agli ammalati e agli sposi novelli. In questo mese ricordiamo il quinto centenario della nascita ad รvila di Santa Teresa di Gesรน. Il suo vigore spirituale stimoli voi, cari giovani, a testimoniare con gioia la fede nella vostra vita; la sua fiducia in Cristo Salvatore sostenga voi, cari ammalati, nei momenti di maggiore sconforto; e il suo instancabile apostolato inviti voi, cari sposi novelli, a mettere al centro Cristo nella vostra casa coniugale.
- Fonteยฉ Copyright 2015 – Libreria Editrice Vaticana
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Fonte: Radio Vaticana via FeedRss
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