La Commissione Episcopale per lโEcumenismo e il Dialogo ha pubblicato il Messaggio per la 37ยช Giornata per lโapprofondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei (17 gennaio 2026), dal titolo evocativo: ยซUniti nella stessa benedizione. โIn te si diranno benedette tutte le famiglie della terraโ (Gen 12,3)ยป.
Il testo sottolinea come ebrei e cristiani siano radicati nella medesima benedizione e raccolti dentro la stessa Alleanza, nonostante i cammini diversi. In un momento storico segnato da tensioni, il documento riafferma con forza il “vincolo” spirituale che lega il popolo del Nuovo Testamento con la stirpe di Abramo, come ricordato in Nostra Aetate.
Lโidentitร cristiana profonda, infatti, non puรฒ prescindere dal popolo ebraico, riconosciuto come i nostri “fratelli maggiori”. Il messaggio si propone di esaminare i punti fermi di questo rapporto fondamentale, chiarire i fraintendimenti e stimolare un confronto territoriale costruttivo, ribadendo l’impegno a combattere con forza ogni forma di antisemitismo e antigiudaismo.
L’obiettivo finale รจ la continuazione del dialogo franco, leale e costruttivo, riconoscendo le differenze (come la fede in Gesรน Messia che “ci divide”), ma mantenendo la ferma volontร di riconoscersi sempre fratelli.
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Questo il messaggio:
ร meraviglioso ricordare, soprattutto in questi tempi, che come cristiani e come ebrei siamo dentro la medesima benedizione. Un cammino diverso, ma radicati nella stessa benedizione. Abramo parte, lascia la sua terra, cammina verso un paese che non conosce. Avanza trepidante verso una terra straniera, cammina incerto verso un futuro sconosciuto, affronta i pericoli e le crisi del viaggio. Ma รจ fondato su una certezza: la benedizione di Dio. ร cosรฌ avviene nella storia per tutti i suoi discendenti: ebrei, cristiani, musulmani. Diversi, a tratti distanti, a volte in conflitto. Eppure raccolti dentro la stessa benedizione. Tale benedizione esprime una relazione di Alleanza. Pertanto siamo raccolti dentro la medesima Alleanza. Alleati dello stesso Alleato. Che benedice, cioรจ fa vivere. Dunque, dobbiamo sempre ripartire da questa certezza, anche dopo le crisi, anche nei momenti di crisi.
Abbiamo da poco concluso il sessantesimo anniversario della dichiarazione Nostra Aetate, in cui si legge: โIl Sacro Concilio ricorda il vincolo con cui il popolo del Nuovo Testamento รจ spiritualmente legato con la stirpe di Abramoโ (n. 4). In tale anniversario abbiamo guardato con gratitudine al cammino percorso in questi anni nel dialogo ebraico-cristiano. Negli ultimi tempi si sono vissuti momenti di tensione a causa di discorsi o iniziative non in sintonia con lโinterlocutore o contenenti affermazioni ambigue. Non sono mancate, purtroppo, prese di posizione che hanno fomentato rigurgiti di antisemitismo. Desideriamo, pertanto, esprimere una posizione comune e condivisa della Chiesa cattolica italiana in merito al rapporto con le comunitร ebraiche che sono in Italia. Lโintento รจ quello di riaffermare โil vincoloโ ricordato da Nostra Aetate, chiarire i fraintendimenti, stimolare il confronto nel territorio fra le comunitร cristiane e quelle ebraiche e porre alcuni punti fermi del rapporto ebraico-cristiano.
Ciรฒ che ci unisce
Gesรน Cristo ci lega al popolo ebraico. Lโidentitร cristiana profonda non puรฒ fare a meno del popolo ebraico, della sua storia e della sua spiritualitร . Sono i nostri fratelli maggiori. Siamo in debito verso di loro. Siamo rami diversi che spuntano dalla stessa radice santa: โLa posta in gioco non รจ semplicemente la continuazione vitale di un dialogo, bensรฌ lโacquisizione della coscienza, nei cristiani, dei loro legami con il gregge di Abramo e le conseguenze che ne derivanoโ (C.M. Martini, Israele, radice santa, Vita e Pensiero, Milano 1993); conseguenze che il cammino percorso ha inesorabilmente tracciato per entrambe le realtร . Il Concilio Vaticano II aveva abbozzato la strada da seguire nei rapporti ebraico-cristiani. Sono occorsi anni di paziente lavoro, di gesti simbolici forti, di riflessioni e testi sempre piรน raffinati perchรฉ le due comunitร riuscissero ad affrontare temi piรน delicati: lโincontro tra il popolo di Dio dellโAntica Alleanza, da Dio mai revocata (Rm 11,29), e quello della Nuova Alleanza; lโincontro tra le Chiese cristiane e lโodierno Popolo dellโAlleanza conclusa con Mosรจ. ร ancora piรน importante avviare una riflessione teologica sul rapporto tra il cristianesimo, nella sua forma attuale, e lโebraismo cosรฌ come esiste oggi, quale portatore di una tradizione di fede e di pensiero che si sono sviluppati negli ultimi due millenni sul fondamento talmudico. Ciรฒ che si profila allโorizzonte รจ una migliore comprensione della missione della Chiesa in relazione alla missione del Popolo ebraico, considerati entrambi nellโorizzonte dellโunica Promessa di cui sono eredi indivisi.
Desideriamo continuare a camminare con i nostri cari fratelli ebrei, con stima e riconoscenza. Ci impegniamo a studiare le Sacre Scritture e a lasciarci aiutare da loro in questo studio. Desideriamo mantenere uno stretto legame per imparare da loro e con loro lโarte di mantenerci popolo in cammino, popolo in attesa, popolo capace di speranza. Desideriamo lottare con forza contro ogni tipo di antisemitismo e di antigiudaismo. Facciamo nostre le parole di Papa Leone XIV: โLa Chiesa, โmemore del patrimonio che essa ha in comune con gli Ebrei, e spinta non da motivi politici, ma da religiosa caritร evangelica, deplora gli odi, le persecuzioni e tutte le manifestazioni dellโantisemitismo dirette contro gli Ebrei in ogni tempo e da chiunqueโ (NA 4). Da allora (cioรจ dalla pubblicazione di Nostra Aetate, ndr) tutti i miei predecessori hanno condannato lโantisemitismo con parole chiare. E cosรฌ anchโio confermo che la Chiesa non tollera lโantisemitismo e lo combatte, a motivo del Vangelo stessoโ (Udienza Generale, 29 ottobre 2025). Per questo motivo riteniamo fondamentale il comune lavoro sulle โ16 schede per conoscere lโebraismoโ e la sua continuazione con ulteriori approfondimenti, per creare una corretta conoscenza dellโebraismo. Riteniamo altresรฌ cruciale la Giornata del 17 gennaio, la diffusione delle โ16 schedeโ, favorendo cosรฌ la formazione permanente specie di insegnanti e responsabili di gruppi e associazioni, cosรฌ come il testo Decostruire lโantigiudaismo cristiano, recentemente tradotto in italiano per volontร della CEI. Auspichiamo e ci impegniamo a promuovere, a livello territoriale, ulteriori momenti di confronto e di studio. Decisamente intendiamo continuare gli incontri nazionali con i leader religiosi presenti in Italia per costruire una โvia italianaโ di dialogo interreligioso.
Ciรฒ che ci distingue
ร fondamentale continuare il dialogo fondato sulla comune radice santa, senza nascondere le ovvie differenze. Come diceva Schalom Ben Chorin, rabbino riformato tedesco, โLa fede di Gesรน ci unisce, la fede in Gesรน ci divideโ (Fratello Gesรน, p. 28). Gesรน per noi รจ il Messia: come per ogni ebreo la fede di Gesรน si fonda sullo Shemร e, secondo lโintuizione di David Flusser, sentiamo questo fondamento imprescindibile e โsarebbe un grande evento cristiano se molti riconoscessero che la fedeltร di Gesรน al popolo ebraico, lโardore con cui ha condiviso le sofferenze ebraiche e la sua speranza ebraica possono far parte per il cristiano dellโimitatio Christiโ (in C. Thoma, Teologia cristiana dellโebraismo, 1983, XXXXI). Questโaffermazione che Gesรน รจ il Messia genera diversitร nel modo di leggere le Scritture, nel modo di leggere la storia, nel modo di guardare il mondo. Ci impegniamo a rispettare lo sguardo del popolo ebraico e a vederlo come complementare e non antitetico. Garantiamo una vicinanza carica di affetto. Nello stesso tempo, chiediamo il rispetto del nostro sguardo. Siamo differenti, ma fratelli e sorelle nellโunico Dio. Come tali desideriamo rispettarci e riconoscerci nelle nostre identitร . Anzi, ci proponiamo di collaborare sempre piรน con i fratelli ebrei per arricchire la comune tradizione dei figli di Abramo, sperando di farlo a tre, insieme con lโaltra voce della fede abramitica. Ci impegniamo a lavorare perchรฉ le identitร diventino generative per noi e per la societร .
Questo discorso vale anche per la lettura del contesto attuale. Ribadiamo e difendiamo il diritto degli ebrei ad avere uno Stato in cui poter vivere in sicurezza e serenitร . Ovviamente ciรฒ non toglie che lโapproccio alla teologia della terra nella tradizione cristiana non coincida con quello ebraico. Ci riserviamo dโaltronde la libertร e la possibilitร di esercitare uno sguardo critico sulle scelte dei governi israeliani, come peraltro facciamo con i governi di altri Paesi e verso il nostro stesso governo. In questa luce, nel cammino verso una โvia italiana del dialogoโ รจ sempre piรน urgente interrogarci a proposito del giusto rapporto fra religione e spazio pubblico.
Nel segno della speranza
Rinnoviamo la nostra ferma e decisa condanna al terrorismo in ogni sua forma. Ribadiamo la nostra ferma e decisa condanna dellโatto terroristico e ignobile del 7 ottobre 2023. Siamo vicini alle vittime del popolo ebraico e a quelle del popolo palestinese nella tragedia Gaza e auspichiamo una soluzione che consenta a entrambi, come anche agli altri gruppi presenti in quei territori, una convivenza pacifica. Siamo vicini a tutte le persone che soffrono a causa del conflitto in atto. Invitiamo, una volta di piรน, tutti i cattolici che sono in Italia a ripudiare ogni antisemitismo e ogni espressione violenta contro il popolo ebraico. Invochiamo la pace, con le parole del salmo 122 [121],6-9: โChiedete pace per Gerusalemme:/ vivano sicuri quelli che ti amano;/ sia pace nelle tue mura,/ sicurezza nei tuoi palazzi./ Per i miei fratelli e i miei amici/ io dirรฒ: โโSu te sia paceโ/ Per la casa del Signore nostro Dio,/ chiederรฒ per te il beneโ. Invochiamo la pace con le parole di Papa Leone XIV dette allโinizio del suo pontificato: โQuesta รจ la pace del Cristo Risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio, Dio che ci ama tutti incondizionatamenteโ. Invochiamo la pace con le parole del Card. Matteo Zuppi: โCi domandiamo con inquietudine: cosa possiamo fare di piรน per la pace? Chiediamo: cessi il rumore delle armi in nome del rispetto per lโinviolabile dignitร della persona umana, di ogni persona; siano protetti i civili da ogni forma di violenza fisica, morale e piscologica; sia garantita a ciascuno la libertร di decidere dove e come vivere nel rispetto dellโaltro e in fraternitร โ (Introduzione al Consiglio Permanente, 22 settembre 2025).
Auspichiamo dunque la continuazione del dialogo franco, leale e costruttivo. Un dialogo nella veritร e nella caritร , con la ferma volontร di riconoscerci fratelli, sempre e comunque. Con la ferma volontร di non abbandonare mai il dialogo, per nessun motivo. La fraternitร sta a fondamento del rapporto che sussiste fra noi, come base e come prospettiva. Siamo dentro la medesima benedizione. Le differenze non la cancellano e non la cancelleranno. Radicati in questa certezza desideriamo continuare a costruire le nostre relazioni. Il dialogo tra noi รจ anche un servizio per il dialogo fra le religioni e, soprattutto, un servizio verso questo nostro mondo, sempre piรน lacerato e diviso. Non possiamo privare il mondo di questo dono. Nella consapevolezza che tutte le religioni sono chiamate, con coraggio ed urgenza, ad affrontare la sfida del dialogo. Ne va della loro stessa identitร . โLe diverse religioni, a partire dal riconoscimento del valore di ogni persona umana come creatura chiamata ad essere figlio o figlia di Dio, offrono un prezioso apporto per la costruzione della fraternitร e per la difesa della giustizia nella societร . Il dialogo tra persone di religioni differenti non si fa solamente per diplomazia, cortesia o tolleranzaโ (Lettera enciclica โFratelli tuttiโ n. 271).
Ci auguriamo che in ogni territorio le nostre comunitร dedichino tempo a riflettere sulla situazione attuale secondo lo stile di questo messaggio. Soprattutto le invitiamo a confrontarsi con le comunitร ebraiche per rinsaldare i rapporti e per testimoniare, nella nostra societร , la vocazione delle religioni a creare dialogo e coesione sociale. Ci auguriamo, alla luce della situazione geo-politica, che si possano vivere nei vari territori momenti di incontro tra cristiani, ebrei e musulmani. Per offrire alla societร , nella concretezza dei rapporti, la testimonianza di una vera ricerca di pace. Una via italiana del dialogo interreligioso. Auspichiamo gesti concreti di vicinanza fra comunitร cristiane e comunitร ebraiche. Invitiamo le comunitร cristiane a usare le โ16 schedeโ e a creare momenti di confronto sul testo Decostruire lโantigiudaismo cristiano.
Roma, 24 novembre 2025
La Commissione Episcopale per lโEcumenismo e il Dialogo
