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Messaggio per la 48ยช Giornata Nazionale per la Vita

Data:

Guardatevi dal disprezzare qualcuno di questi piccoli;
perchรฉ io vi dico che i loro angeli in cielo
vedono continuamente la faccia del Padre mio. (Mt 18,10)

Lโ€™accoglienza gentile e affettuosa di Gesรน verso i piccoli sorprende i suoi contemporanei, discepoli inclusi, abituati a considerare assai poco i bambini. Eppure, nella Scrittura il rapporto di Dio con il suo popolo รจ spesso paragonato a quello di una madre amorevole e di un padre premuroso verso i propri bimbi; il loro atteggiamento, infatti, โ€œriflette il primato dellโ€™amore di Dio, che prende sempre lโ€™iniziativa, perchรฉ i figli sono amati prima di aver fatto qualsiasi cosa per meritarloโ€ (AL 166).

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Lasciarsi amare e servire con semplicitร , riconoscersi dipendenti senza imbarazzo, attribuire primaria importanza alle leggi del cuore, desiderare il beneโ€ฆ sono alcune delle lezioni che i bambini danno agli adulti e che Gesรน presenta come condizioni per accogliere la novitร  del Vangelo: โ€œIn veritร  vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieliโ€ (Mt 18, 3). Essi, dunque, non vanno mai disprezzati, scartati, subordinati perchรฉ proprio di loro il Creatore ha particolare cura.

A questa visione evangelica dellโ€™infanzia, che ha condotto lโ€™umanitร  intera a una considerazione progressivamente piรน rispettosa degli inizi della vita, si ispira anche la nostra migliore cultura giuridica, che evidenzia il โ€œsuperiore interesse del minoreโ€: in qualsivoglia situazione, i bambini sono quelli che vanno prima di tutto accolti e protetti, insieme alla loro famiglia, in modo che possano crescere quanto piรน liberi e felici. Anche perchรฉ, non di rado, gli esiti di unโ€™infanzia problematica sono alla radice di molti comportamenti negativi in etร  adulta.

Ciononostante, le vite dei bambini vengono molto spesso asservite agli interessi dei grandi. La tutela dei bambini รจ continuamente violata nei conflitti, nello sfruttamento e nellโ€™indifferenza.

Pensiamo ai tanti, troppi, bambini โ€œvittime collateraliโ€ delle guerre degli adulti: uccisi, mutilati, resi orfani, privati della casa e della scuola, ridotti alla fame, come effetto di bombardamenti indiscriminati.

Pensiamo ai bambini-soldato, rapiti e utilizzati come โ€œcarne da cannoneโ€ nei tanti conflitti che si combattono in varie parti del globo, soprattutto in quelli โ€œa bassa intensitร โ€, di cui quasi nessuno parla.

Pensiamo ai bambini โ€œfabbricatiโ€ in laboratorio per soddisfare i desideri degli adulti: a loro viene negato di poter mai conoscere uno dei genitori biologici o la madre che li ha portati in grembo.

Pensiamo ai bambini cui viene sottratto il fondamentale diritto di nascere, probabilmente perchรฉ non risultano perfetti in seguito a qualche esame prenatale.

Pensiamo ai bambini implicati nei casi di separazione e divorzio dei propri genitori, a volte usati come strumenti di rivalsa sullโ€™ex-coniuge.

Pensiamo ai bambini fatti oggetto di attenzioni sessuali o alle bambine date precocemente in sposa, spesso a uomini assai piรน grandi di loro.

Pensiamo ai bambini-lavoratori, privati dellโ€™infanzia perchรฉ inquadrati come manodopera a basso costo dai โ€œcaporaliโ€ di turno, in contesti di degrado sociale e abbandono scolastico.

Pensiamo ai bambini rapiti o dati indiscriminatamente in adozione nelle tristi operazioni di pulizia etnica.

Pensiamo ai bambini coinvolti nelle violenze domestiche, che li privano di uno o entrambi i genitori e li segnano profondamente.

Pensiamo ai bambini che i trafficanti di vite strappano per vile interesse alle proprie famiglie, fino a espiantare i loro organi a vantaggio di chi puรฒ permettersi di pagarli.

Pensiamo ai bambini costretti โ€“ non di rado da soli โ€“ a migrazioni faticose e pericolose, con esiti a volte mortali, per sfuggire ai conflitti, agli impoverimenti e alle carestie spesso provocate dagli adulti.

Pensiamo ai bambini indottrinati da unโ€™educazione ideologica, funzionale non alla loro crescita, ma alla diffusione di idee che interessano questo o quellโ€™altro gruppo di potere.

Pensiamo ai bambini maltrattati o abbandonati a loro stessi da genitori o educatori cui poco interessa il loro vero bene.

In questi e altri casi lโ€™interesse che prevale รจ quello dellโ€™adulto, cioรจ del piรน forte, del piรน ricco, del piรน istruito, che puรฒ decidere anche della vita altrui e che รจ anche capace di mascherare il proprio egoismo dietro parole โ€œpoliticamente corretteโ€ e falsamente altruiste.

A ben vedere, la pace, la libertร , la democrazia, la solidarietร  non possono che iniziare dai piรน piccoli. Dove una societร  smarrisce il senso della generativitร , servendosi dei figli invece di servirli e donare loro la vita, si imbarbariscono esponenzialmente anche le relazioni tra gli adulti โ€“ persone e comunitร  โ€“ dando spazio alla ricerca egoistica e violenta dei propri interessi. โ€œTanti bambini fin dallโ€™inizio sono rifiutati, abbandonati, derubati della loro infanzia e del loro futuro. [โ€ฆ] Che ne facciamo delle solenni dichiarazioni dei diritti dellโ€™uomo e dei diritti del bambino, se poi puniamo i bambini per gli errori degli adulti?โ€ (AL 166).

Avvertiamo la necessitร  di una maggiore attenzione ai piccoli anche nella nostra societร  italiana, in cui lโ€™imperante cultura individualista si esprime, tra lโ€™altro, con una crisi di generativitร  che non riguarda solamente la fertilitร , ma pregiudica progressivamente la capacitร  degli adulti di mettersi a servizio dei piccoli.

Puรฒ succedere che facciano rumore, chiedano incessanti attenzioni, condizionino la libertร  dei grandi, ma lโ€™accoglienza dei loro limiti รจ paradigma dellโ€™accoglienza dellโ€™altro tout court, mancando la quale svanisce ogni prospettiva di collettivitร  solidale, per dare spazio a una conflittualitร  incessante e distruttiva.

Quando i bambini non sono amati, con loro vengono scartati anche gli elementi piรน deboli della comunitร , cioรจ potenzialmente tutti, nel momento in cui si manifestino anche nei soggetti โ€œfortiโ€ fragilitร  o debolezze.

Anche le comunitร  cristiane devono crescere nella cura e tutela dei bambini, non solo proseguendo nellโ€™impegno per estirpare e prevenire lโ€™odiosa pratica degli abusi, ma divenendo โ€œcasa accoglienteโ€ per loro nelle celebrazioni liturgiche, nelle attenzioni alle varie povertร  che li colpiscono, nellโ€™adozione di modalitร  adeguate alla loro etร  per lโ€™annuncio della fede e nelle occasioni di vita comunitaria.

โ€œLโ€™educazione alla fede sa adattarsi a ciascun figlio, perchรฉ gli strumenti giร  imparati o le ricette a volte non funzionano. I bambini hanno bisogno di simboli, di gesti, di racconti. [โ€ฆ] Lโ€™esperienza spirituale non si impone ma si propone alla loro libertร โ€ (AL 288).

Alle prime parole che un bambino si sente rivolgere dalla Chiesa nel giorno del Battesimo โ€“ โ€œla nostra comunitร  ti accoglieโ€ โ€“ deve seguire una reale dedizione di tempi, spazi, risorse alle esigenze dei piccoli e delle loro famiglie.

Ci sono tuttavia nella societร  e nella Chiesa moltissime persone e istituzioni che operano attivamente per custodire i bambini, attraverso azioni di tutela e accoglienza delle maternitร  difficili e di protezione nelle situazioni di violenza, nellโ€™educazione, nella risposta ai tanti bisogni e povertร  delle famiglie numerose e dei piccoli, nella prevenzione dello sfruttamento minorile nelle sue varie forme, nel sostegno alla genitorialitร , nella sorveglianza degli ambiti che mettono a rischio lโ€™integritร  fisica, morale e spirituale in etร  sempre piรน precoce.

A costoro devono andare la riconoscenza e il sostegno di tutti, perchรฉ il loro servizio โ€“ spesso gratuito โ€“ rende migliore il nostro mondo per tutti, non solo per i piรน piccoli. A loro dobbiamo continuamente ispirarci, per coltivare il senso di un autentico primato dei diritti dei bambini sugli interessi e le ideologie degli adulti.

Si tratta di attuare una vera โ€œconversioneโ€, nel duplice senso di โ€œritornoโ€ e di โ€œcambiamentoโ€.

Ritorno a una cultura che riscopra il valore della generativitร , del โ€œdesiderio di trasmettere la vitaโ€ (SnC 9) e di servirla con gioia. Ogni persona che mette al mondo dei bambini o si occupa dei piccoli โ€“ genitori, nonni, insegnanti, catechisti, persone consacrate, famiglie affidatarie โ€“ dovrebbe sentire la simpatia e la stima degli altri adulti, perchรฉ il servizio al sorgere della vita รจ garanzia di bene e di futuro per tutti.

Cambiamento come abbandono delle cattive inclinazioni di una societร  narcisista e indifferente, in cui gli adulti sono troppo occupati da loro stessi per fare davvero spazio ai bambini: ne nascono sempre di meno e sul loro futuro peseranno i debiti, il degrado ambientale, la solitudine e i conflitti che gli adulti producono, incuranti del domani del mondo.

La Giornata per la Vita sia lโ€™occasione per un serio esame di coscienza, basato sul punto di vista dei piccoli nelle questioni che li riguardano (dal nascere, al crescere, allโ€™essere feliciโ€ฆ) e sostenuto dalla voce sincera dei bambini, cui chiedere โ€“ una volta tanto โ€“ come vorrebbero che andassero le cose.

Gorizia, 23 settembre 2025

Il Consiglio Episcopale Permanente
della Conferenza Episcopale Italiana

Fonte

Immagine: https://depositphotos.com/it