Messaggio di papa Leone XIV per la 111ยช Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2025

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โ€œMigranti, missionari di speranzaโ€

Cari Fratelli e Sorelle,

La 111a Giornata Mondiale del Migrante e Rifugiato, che il mio predecessore ha voluto far coincidere con il Giubileo dei migranti e del mondo missionario, ci offre lโ€™occasione di riflettere sul nesso tra speranza, migrazione e missione.

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Giubileo dei Migranti

Il contesto mondiale attuale รจ tristemente segnato da guerre, violenze, ingiustizie e fenomeni meteorologici estremi, che obbligano milioni di persone a lasciare la loro terra d’origine per cercare rifugio altrove. La generalizzata tendenza a curare esclusivamente gli interessi di comunitร  circoscritte costituisce una seria minaccia alla condivisione di responsabilitร , alla cooperazione multilaterale, alla realizzazione del bene comune e alla solidarietร  globale a vantaggio di tutta la famiglia umana. La prospettiva di una rinnovata corsa agli armamenti e lo sviluppo di nuove armi, incluse quelle nucleari, la scarsa considerazione degli effetti nefasti della crisi climatica in corso e le profonde disuguaglianze economiche rendono sempre piรน impegnative le sfide del presente e del futuro.

Di fronte alle teorie di devastazioni globali e scenari spaventosi, รจ importante che cresca nel cuore dei piรน il desiderio di sperare in un futuro di dignitร  e pace per tutti gli esseri umani. Tale futuro รจ parte essenziale del progetto di Dio sullโ€™umanitร  e sul resto del creato. Si tratta del futuro messianico anticipato dai profeti: ยซVecchi e vecchie siederanno ancora nelle piazze di Gerusalemme, ognuno con il bastone in mano per la loro longevitร . Le piazze della cittร  formicoleranno di fanciulli e di fanciulle, che giocheranno sulle sue piazze. […] Ecco il seme della pace: la vite produrrร  il suo frutto, la terra darร  i suoi prodotti, i cieli daranno la rugiadaยป (Zc 8,4-5.12). E questo futuro รจ giร  iniziato, perchรฉ รจ stato inaugurato da Gesรน Cristo (cfr. Mc 1,15 e Lc 17,21) e noi crediamo e speriamo nella sua piena realizzazione, poichรฉ il Signore mantiene sempre le sue promesse.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica insegna: ยซLa virtรน della speranza rispondeโ€ฏallโ€™aspirazione alla felicitร , che Dio ha posto nel cuore di ogni uomo; essa assume le attese che ispirano le attivitร  degli uominiยป (nยฐ 1818). Ed รจ certamente la ricerca della felicitร  โ€“ e la prospettiva di trovarla altrove โ€“ una delle principali motivazioni della mobilitร  umana contemporanea.

Questo collegamento tra migrazione e speranza si rivela distintamente in molte delle esperienze migratorie dei nostri giorni. Molti migranti, rifugiati e sfollati sono testimoni privilegiati della speranza vissuta nella quotidianitร , attraverso il loro affidarsi a Dio e la loro sopportazione delle avversitร  in vista di un futuro, nel quale intravedono lโ€™avvicinarsi della felicitร , dello sviluppo umano integrale. Si rinnova in loro lโ€™esperienza itinerante del popolo di Israele:โ€ฏยซO Dio, quando uscivi davanti al tuo popolo, quando camminavi per il deserto, tremรฒ la terra, i cieli stillarono davanti a Dio, quello del Sinai, davanti a Dio, il Dio dโ€™Israele. Pioggia abbondante hai riversato, o Dio, la tua esausta ereditร  tu hai consolidato e in essa ha abitato il tuo popolo, in quella che, nella tua bontร , hai reso sicura per il povero, o Dioยป (Sal 68, 8-11).

In un mondo oscurato da guerre e ingiustizie, anche lรฌ dove tutto sembra perduto, i migranti e i rifugiati si ergono a messaggeri di speranza. Il loro coraggio e la loro tenacia รจ testimonianza eroica di una fede che vede oltre quello che i nostri occhi possono vedere e che dona loro la forza di sfidare la morte nelle diverse rotte migratorie contemporanee. Anche qui รจ possibile trovare una chiara analogia con lโ€™esperienza del popolo di Israele errante nel deserto, il quale affronta ogni pericolo fiducioso nella protezione del Signore: ยซEgli ti libererร  dal laccio del cacciatore, dalla peste che distrugge. Ti coprirร  con le sue penne, sotto le sue ali troverai rifugio; la sua fedeltร  ti sarร  scudo e corazza. Non temerai il terrore della notte nรฉ la freccia che vola di giorno, la peste che vaga nelle tenebre, lo sterminio che devasta a mezzogiorno.ยป (Sal 91,3-6).

I migranti e i rifugiati ricordano alla Chiesa la sua dimensione pellegrina, perennemente protesa verso il raggiungimento della patria definitiva, sostenuta da una speranza che รจ virtรน teologale. Ogni volta che la Chiesa cede alla tentazione di โ€œsedentarizzazioneโ€ e smette di essere civitas peregrina โ€“ popolo di Dio pellegrinante verso la patria celeste (Cfr. Agostino, De civitate Dei, Libro XIV-XVI), essa smette di essere โ€œnel mondoโ€ e diventa โ€œdel mondoโ€ (cfr. Gv 15,19). Si tratta di una tentazione presente giร  nelle prime comunitร  cristiane, tanto che lโ€™apostolo Paolo deve ricordare alla Chiesa di Filippi che ยซla nostra cittadinanza infatti รจ nei cieli e di lร  aspettiamo come salvatore il Signore Gesรน Cristo,il quale trasfigurerร  il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso, in virtรน del potere che egli ha di sottomettere a sรฉ tutte le cose.ยป (Fil 3,20-21).

In modo particolare, migranti e rifugiati cattolici possono diventare oggi missionari di speranza nei Paesi che li accolgono, portando avanti percorsi di fede nuovi lรฌ dove il messaggio di Gesรน Cristo non รจ ancora arrivato o avviando dialoghi interreligiosi fatti di quotidianitร  e di ricerca di valori comuni. Essi, infatti, con il loro entusiasmo spirituale e la loro vitalitร  possono contribuire a rivitalizzare comunitร  ecclesiali irrigidite ed appesantite, in cui avanza minacciosamente il deserto spirituale. La loro presenza va allora riconosciuta ed apprezzata come una vera benedizione divina, unโ€™occasione per aprirsi alla grazia di Dio che dona nuova energia e speranza alla sua Chiesa: ยซNon dimenticate lโ€™ospitalitร ; alcuni, praticandola, senza saperlo hanno accolto degli angeliโ€ยป (Eb 13,2).

Il primo elemento dellโ€™evangelizzazione, come sottolineava San Paolo VI, รจ generalmente la testimonianza: ยซtutti i cristiani sono chiamati e possono essere, sotto questo aspetto, dei veri evangelizzatori. Pensiamo soprattutto alla responsabilitร  che spetta agli emigranti nei Paesi che li ricevonoยป (Evangelii nuntiandi, 21). Si tratta di una vera missio migrantium – missione realizzata dai migranti – per la quale devono essere assicurate unโ€™adeguata preparazione e un sostegno continuo frutto di unโ€™efficace cooperazione inter-ecclesiale.

Dallโ€™altro lato, anche le comunitร  che li accolgono possono essere una testimonianza viva di speranza. Speranza intesa come promessa di un presente e di un futuro in cui sia riconosciuta la dignitร  di tutti come figli di Dio. In tal modo migranti e rifugiati sono riconosciuti come fratelli e sorelle, parte di una famiglia in cui possono esprimere i loro talenti e partecipare pienamente alla vita comunitaria.

In occasione di questa giornata giubilare in cui la Chiesa prega per tutti i migranti e i rifugiati, voglio affidare tutti coloro che si trovano in cammino, cosรฌ come coloro che si prodigano per accompagnarli, alla materna protezione della Vergine Maria, conforto dei migranti, affinchรฉ mantenga viva nel loro cuore la speranza e li sostenga nel loro impegno di costruzione di un mondo che assomigli sempre di piรน al Regno di Dio, la vera Patria che ci aspetta alla fine del nostro viaggio.

Dal Vaticano, 25 luglio 2025, Festa di San Giacomo Apostolo

LEONE PP. XIV

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