MESSAGGIO DEL SANTO PADRE
IX GIORNATA MONDIALE DEI POVERI
ยซSei tu, mio Signore, la mia speranzaยป (Sal 71,5)
1. ยซSei tu, mio Signore, la mia speranzaยป (Sal 71,5). Queste parole sono sgorgate da un cuore oppresso da gravi difficoltร : ยซMolte angosce e sventure mi hai fatto vedereยป (v. 20), dice il Salmista. Nonostante questo, il suo animo รจ aperto e fiducioso, perchรฉ saldo nella fede, che riconosce il sostegno di Dio e lo professa: ยซMia rupe e mia fortezza tu seiยป (v. 3). Da qui scaturisce lโindefettibile fiducia che la speranza in Lui non delude: ยซIn te, Signore, mi sono rifugiato, mai sarรฒ delusoยป (v. 1).
In mezzo alle prove della vita, la speranza รจ animata dalla certezza, ferma e incoraggiante, dellโamore di Dio, riversato nei cuori dallo Spirito Santo. Perciรฒ essa non delude (cfr Rm 5,5) e San Paolo puรฒ scrivere a Timoteo: ยซNoi ci affatichiamo e lottiamo, perchรฉ abbiamo posto la nostra speranza nel Dio viventeยป (1Tm 4,10). Il Dio vivente รจ infatti il ยซDio della speranzaยป (Rm 15,13), che in Cristo, mediante la sua morte e risurrezione, รจ diventato ยซnostra speranzaยป (1Tm 1,1). Non possiamo dimenticare di essere stati salvati in questa speranza, nella quale abbiamo bisogno di rimanere radicati.
2. Il povero puรฒ diventare testimone di una speranza forte e affidabile, proprio perchรฉ professata in una condizione di vita precaria, fatta di privazioni, fragilitร ed emarginazione. Egli non conta sulle sicurezze del potere e dellโavere; al contrario, le subisce e spesso ne รจ vittima. La sua speranza puรฒ riposare solo altrove. Riconoscendo che Dio รจ la nostra prima e unica speranza, anche noi compiamo il passaggio tra le speranze effimere e la speranza duratura. Dinanzi al desiderio di avere Dio come compagno di strada, le ricchezze vengono ridimensionate, perchรฉ si scopre il vero tesoro di cui abbiamo realmente necessitร . Risuonano chiare e forti le parole con cui il Signore Gesรน esortava i suoi discepoli: ยซNon accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo, dove nรฉ tarma nรฉ ruggine consumano e dove ladri non scassinano e non rubanoยป (Mt 6,19-20).
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3. La piรน grave povertร รจ non conoscere Dio. ร questo che ci ricordava Papa Francesco quando in Evangelii gaudium scriveva: ยซLa peggior discriminazione di cui soffrono i poveri รจ la mancanza di attenzione spirituale. Lโimmensa maggioranza dei poveri possiede una speciale apertura alla fede; hanno bisogno di Dio e non possiamo tralasciare di offrire loro la sua amicizia, la sua benedizione, la sua Parola, la celebrazione dei Sacramenti e la proposta di un cammino di crescita e di maturazione nella fedeยป (n. 200). Cโรจ qui una consapevolezza fondamentale e del tutto originale su come trovare in Dio il proprio tesoro. Insiste, infatti, lโapostolo Giovanni: ยซSe uno dice: โIo amo Dioโ e odia suo fratello, รจ un bugiardo. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non puรฒ amare Dio che non vedeยป (1Gv 4,20).
ร una regola della fede e un segreto della speranza: tutti i beni di questa terra, le realtร materiali, i piaceri del mondo, il benessere economico, seppure importanti, non bastano per rendere il cuore felice. Le ricchezze spesso illudono e portano a situazioni drammatiche di povertร , prima fra tutte quella di pensare di non avere bisogno di Dio e condurre la propria vita indipendentemente da Lui. Ritornano alla mente le parole di SantโAgostino: ยซTutta la tua speranza sia Dio: sentiti bisognoso di Lui, per essere da Lui ricolmato. Senza di Lui, qualunque cosa avrai servirร a renderti ancora piรน vuotoยป (Enarr. in Ps. 85,3).
4. La speranza cristiana, cui la Parola di Dio rimanda, รจ certezza nel cammino della vita, perchรฉ non dipende dalla forza umana ma dalla promessa di Dio, che รจ sempre fedele. Perciรฒ i cristiani, fin dalle origini, hanno voluto identificare la speranza con il simbolo dellโร ncora, che offre e stabilitร e sicurezza. La speranza cristiana รจ come unโร ncora, che fissa il nostro cuore sulla promessa del Signore Gesรน, il quale ci ha salvato con la sua morte e risurrezione e che tornerร di nuovo in mezzo a noi. Questa speranza continua a indicare come vero orizzonte di vita i ยซnuovi cieliยป e la ยซterra nuovaยป (2Pt 3,13), dove lโesistenza di tutte le creature troverร il suo senso autentico, poichรฉ la nostra vera patria รจ nei cieli (cfr Fil 3,20).
La cittร di Dio, di conseguenza, ci impegna per le cittร degli uomini. Esse devono fin dโora iniziare a somigliarle. La speranza, sorretta dallโamore di Dio riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo (cfr Rm 5,5), trasforma il cuore umano in terra feconda, dove puรฒ germogliare la caritร per la vita del mondo. La Tradizione della Chiesa riafferma costantemente questa circolaritร fra le tre virtรน teologali: fede, speranza e caritร . La speranza nasce dalla fede, che la alimenta e sostenta, sul fondamento della caritร , che รจ la madre di tutte le virtรน. E della caritร abbiamo bisogno oggi, adesso. Non รจ una promessa, ma una realtร a cui guardiamo con gioia e responsabilitร : ci coinvolge, orientando le nostre decisioni al bene comune. Chi manca di caritร , invece, non solo manca di fede e di speranza, ma toglie speranza al suo prossimo.
5. Il biblico invito alla speranza porta dunque con sรฉ il dovere di assumersi coerenti responsabilitร nella storia, senza indugi. La caritร , infatti, ยซrappresenta il piรน grande comandamento socialeยป (Catechismo della Chiesa Cattolica, 1889). La povertร ha cause strutturali che devono essere affrontate e rimosse. Mentre ciรฒ avviene, tutti siamo chiamati a creare nuovi segni di speranza che testimoniano la caritร cristiana, come fecero molti santi e sante in ogni epoca. Gli ospedali e le scuole, ad esempio, sono istituzioni create per esprimere lโaccoglienza dei piรน deboli ed emarginati. Essi dovrebbero far parte ormai delle politiche pubbliche di ogni Paese, ma guerre e diseguaglianze spesso ancora lo impediscono. Sempre piรน, segni di speranza diventano oggi le case-famiglia, le comunitร per minori, i centri di ascolto e di accoglienza, le mense per i poveri, i dormitori, le scuole popolari: quanti segni spesso nascosti, ai quali forse non badiamo, eppure cosรฌ importanti per scrollarsi di dosso lโindifferenza e provocare allโimpegno nelle diverse forme di volontariato!
I poveri non sono un diversivo per la Chiesa, bensรฌ i fratelli e le sorelle piรน amati, perchรฉ ognuno di loro, con la sua esistenza e anche con le parole e la sapienza di cui รจ portatore, provoca a toccare con mano la veritร del Vangelo. Perciรฒ la Giornata Mondiale dei Poveri intende ricordare alle nostre comunitร che i poveri sono al centro dellโintera opera pastorale. Non solo del suo aspetto caritativo, ma ugualmente di ciรฒ che la Chiesa celebra e annuncia. Dio ha assunto la loro povertร per renderci ricchi attraverso le loro voci, le loro storie, i loro volti. Tutte le forme di povertร , nessuna esclusa, sono una chiamata a vivere con concretezza il Vangelo e a offrire segni efficaci di speranza.
6. Questo รจ lโinvito che giunge dalla celebrazione del Giubileo. Non รจ un caso che la Giornata Mondiale dei Poveri si celebri verso la fine di questโanno di grazia. Quando la Porta Santa sarร chiusa, dovremo custodire e trasmettere i doni divini che sono stati riversati nelle nostre mani lungo un intero anno di preghiera, conversione e testimonianza. I poveri non sono oggetti della nostra pastorale, ma soggetti creativi che provocano a trovare sempre nuove forme per vivere oggi il Vangelo. Di fronte al susseguirsi di sempre nuove ondate di impoverimento, cโรจ il rischio di abituarsi e rassegnarsi. Incontriamo persone povere o impoverite ogni giorno e a volte puรฒ accadere che siamo noi stessi ad avere meno, a perdere ciรฒ che un tempo ci pareva sicuro: unโabitazione, il cibo adeguato per la giornata, lโaccesso alle cure, un buon livello di istruzione e di informazione, la libertร religiosa e di espressione.
Promuovendo il bene comune, la nostra responsabilitร sociale trae fondamento dal gesto creatore di Dio, che dร a tutti i beni della terra: come questi, cosรฌ anche i frutti del lavoro dellโuomo devono essere equamente accessibili. Aiutare il povero รจ infatti questione di giustizia, prima che di caritร . Come osserva SantโAgostino: ยซTu dai del pane a chi ha fame, ma sarebbe meglio che nessuno avesse fame, anche se in tal modo non si avrebbe nessuno cui dare. Tu offri dei vestiti a chi รจ nudo, ma quanto sarebbe meglio se tutti avessero i vestiti e non ci fosse questa indigenzaยป (Commento a 1Gv, VIII, 5).
Auspico dunque che questโAnno Giubilare possa incentivare lo sviluppo di politiche di contrasto alle antiche e nuove forme di povertร , oltre a nuove iniziative di sostegno e aiuto ai piรน poveri tra i poveri. Lavoro, istruzione, casa, salute sono le condizioni di una sicurezza che non si affermerร mai con le armi. Mi congratulo per le iniziative giร esistenti e per lโimpegno che viene profuso ogni giorno a livello internazionale da un gran numero di uomini e donne di buona volontร .
Affidiamoci a Maria Santissima, Consolatrice degli afflitti, e con lei innalziamo un canto di speranza facendo nostre le parole del Te Deum: ยซIn Te, Domine, speravi, non confundar in aeternum โ In te, Signore, ho sperato, non sarรฒ mai delusoยป.
Dal Vaticano, 13 Giugno 2025, memoria di SantโAntonio di Padova, Patrono dei Poveri
LEONE PP. XIV
Fonte – Copyright ยฉ Dicastero per la Comunicazione – Libreria Editrice Vaticana



