Presentare in maniera chiara i temi della fede è spesso una difficile sfida. Per aiutare i catechisti, la Libreria Editrice Vaticana ha presentato due volumi: “I want you“, già usato dalla conferenza episcopale brasiliana per la Gmg di Rio de Janeiro, e “Symbolum“, per dare anche ai più giovani un contatto con il catechismo della Chiesa cattolica. Davide Pagnanelli ha ascoltato l’assistente ecclesiastico generale dell’Azione Cattolica, mons. Domenico Sigalini (a fine articolo il commento audio/mp3):

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D. – Secondo la sua esperienza, a che punto è la conoscenza dei temi del catechismo, e comunque della fede cristiana, da parte dei giovani cattolici?
R. – Secondo me, è molto bassa, perché non esistono più spazi in cui si fa uno studio serio, comparato. Esistono forse all’università, ma anche lì c’è la macchina degli esami… Ci sono invece spazi migliori nelle associazioni: io, per esempio, vedo l’Azione Cattolica. Lì c’è uno spazio programmato, due-tre settimane. C’è un testo che ha una visione, c’è un Vangelo, c’è un approfondimento. Però, se io dovessi dire quanti dei miei giovani sanno “Symbolum“, farei fatica a trovarli.
D. – Come entrare, invece, nella vita di chi non crede – sempre parlando di gioventù?
R. – La curiosità artistica, che qui viene espressa molto bene, è anche la curiosità culturale. I bambini di terza elementare ti fanno un sacco di domande su Dio.

R. – Essere educatori dei ragazzi significa riuscire a leggere quello che è il patrimonio della fede in modo tale da intercettare le esigenze dei giovani. La difficoltà maggiore è stata proprio questa: rileggere la stessa realtà della fede incarnata attraverso gli occhi dei ragazzi.
D. – Riguardo al libro “I want you“, quali sono le difficoltà che un ragazzo trova nella ricerca della sua strada, che questo libro può aiutare ad affrontare?
R. – Il ragazzo, secondo me, oggi ha l’impressione di non valere moltissimo, proprio dalla mancanza di valore che attribuisce alla sua persona, perché non si sente quasi degno di essere qualcosa, qualcuno, di valere qualcosa. E quindi pare addirittura assurdo che Gesù dica: “Voglio proprio te!”. Questo, secondo me, è il problema più grosso di tutti i ragazzi.
Audio/Mp3 via Radio Vaticana
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