La “Prima Lettura” in Pillole.
Da te uscirà per me colui che deve essere il dominatore in Israele.
Dal libro del profeta Michèa
Mic 5,1-4a
Così dice il Signore:
«E tu, Betlemme di Èfrata,
così piccola per essere fra i villaggi di Giuda,
da te uscirà per me
colui che deve essere il dominatore in Israele;
le sue origini sono dall’antichità,
dai giorni più remoti.
Perciò Dio li metterà in potere altrui,
fino a quando partorirà colei che deve partorire;
e il resto dei tuoi fratelli ritornerà ai figli d’Israele.
Egli si leverà e pascerà con la forza del Signore,
con la maestà del nome del Signore, suo Dio.
Abiteranno sicuri, perché egli allora sarà grande
fino agli estremi confini della terra.
Egli stesso sarà la pace!».
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Parola di Dio.
Trascrizione (non rivista) generata da YouTube e arrangiata tramite IA.
L’ultima tappa del Cammino di Avvento. L’ultima parola di un profeta, questa volta è Michea che parla di Betlemme. Anzi, si rivolge a Betlemme, nome a noi carissimo, ci rimanda al Natale, la nascita di Gesù. Il profeta ne parla così: “E tu, Betlemme di Efrata, così piccola per essere fra i villaggi di Giuda”. Betlemme presentata nella sua inconsistenza: è la più piccola tra tanti villaggi, ma il più piccolo tra i villaggi, quello che sembra contare di meno. Eppure da te uscirà per me colui che deve essere il dominatore in Israele.
Dio fa così, così aveva fatto per Davide, di Betlemme. Così farà per Gesù, da Betlemme, da luoghi dunque che hanno poco da dire e da dare, e gli fa sorgere l’elemento di novità, che qui viene presentato come il dominatore in Israele, colui cioè che avrà in mano le sorti, che potrà orientarle in un modo diverso. Ma questo personaggio, il Messia qui viene descritto, è avvolto dal mistero: le sue origini sono dall’antichità, dai giorni più remoti. C’è qualcosa che non solo affascina, attira nella descrizione del Messia, ma lascia l’indefinito, rimanda all’Oltre, fa pensare a Dio. Noi che riconosciamo in Gesù il figlio di Dio, il verbo di Dio fatto carne, ritroviamo qui un anticipo, seppure ancora misterioso, di quello che si è compiuto in lui.
“Perciò Dio li metterà in potere altrui”. L’intervento del Signore sarà vittorioso, eliminerà ogni ostacolo, non ci saranno nemici che potranno impedire la realizzazione del suo progetto. “Fino a quando partorirà colei che deve partorire”. Cioè un disegno, una prospettiva da parte del Signore che si inserisce nella storia degli uomini. E qui si descrive una donna che, nel momento oramai tanto atteso, potrà dare alla luce un figlio. Il Messia nascerà così, attraverso questa esperienza così umana ma così diversa perché aprirà un orizzonte nuovo. “Il resto dei tuoi fratelli ritornerà ai figli di Israele”. Comincia una storia nuova, non più la dispersione ma l’unità, non più l’esilio, lontani e senza nessun appoggio e punto di riferimento, ma la forza di ritrovarsi insieme in piena armonia, pace e comunione. “Egli si leverà e pascerà con la forza del Signore”, sarà come un pastore che, guidato da Dio, anzi, con la sua stessa forza (e noi in Gesù riconosciamo essere il dono dello Spirito), potrà radunare, raccogliere e accompagnare con la maestà del nome del Signore suo Dio. Non agirà se non in perfetta sintonia con Dio, nel suo nome, e dunque la presenza di Dio in lui sarà il segno e la garanzia che la sua opera si compirà. “Abiteranno sicuri, perché egli allora sarà grande fino agli estremi confini della terra”. È una situazione nuova, una condizione di pace, un regno che si estenderà ovunque, fino ai confini della terra.
La profezia di Michea è straordinaria, è stata letta, riletta, commentata, pregata dal popolo di Israele in attesa della sua realizzazione. Per noi che veniamo dopo i giorni della nascita del Signore, che siamo pronti a commemorare, a festeggiare nel mistero del Natale, è una luce che brilla nelle tenebre, che ci consente di avvicinarci a colui che Dio ci ha donato, di accoglierlo e riconoscerlo come il Salvatore, e di mostrarlo al mondo perché in questo buio che continua, faccia luce la sua presenza, attraverso anche la nostra testimonianza di uomini e donne che camminano insieme.
